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Eroica Fenice

Amadeus: la storia di una ferocia gelosia in scena al Teatro Diana

Amadeus: la storia di una ferocia gelosia in scena al Teatro Diana

Debutta a partire da mercoledì 29 gennaio fino a domenica 9 febbraio 2020 presso il Teatro Diana di Napoli, lo spettacolo Amadeus di Peter Shaffer per la regia di Andrei Konchalovsky e con Geppy Gleijeses (nelle vesti di Antonio Salieri), Lorenzo Gleijeses (nelle vesti di Wolfang Amadeus Mozart), Giulio Farnese, Gianluca Ferrato, Roberta Lucca, Giuseppe Bisogno, Anita Pititto, Elisabetta Mirra, Agostino Pannone, Brunella De Feudis e Dario Vandelli per una messa in scena di circa due ore in cui si evidenziano quelle che sono le più intrinseche gelosie che stanziavano in quello che era lo scenario della musica viennese di fine 700 in cui i grandi nomi di Antonio Salieri e Wolfang Amadeus Mozart riecheggiavano nei teatri europei più prestigiosi insieme alle loro composizioni e alla loro, ormai storica e soprattutto da parte dell’italiano, rivalità.

Amadeus: musica, gelosia e rivalità

Ambientato alla fine del 1700, della storica rivalità tra Antonio Salieri ed Wolfang Amadeus Mozart, ma soprattutto del tentativo da parte del musicista italiano di distruggere la reputazione del tanto odiato giovane prodigio che già da bambino riusciva a comporre ed a suonare, facendo cose davvero fuori dal comune e scavalcando la fama ed il prestigio del Salieri. Il compositore italiano più che vero rivale del giovane salisburghese, è visto più come un critico di quella che è la carriera brillante di Mozart. Lui ammira ed apprezza quelli che sono i successi del collega, quelle che sono le “partiture senza nemmeno una correzione”, ma poi basta davvero poco, basta una piccola occasione e lui subito coglie l’insuccesso del rivale per infliggergli un lungo calvario esistenziale, fisico e morale, fino a provocarne la morte. Salieri non è, però, un uomo cattivo; è un uomo frustrato e profondamente deluso da se e da quelli che sono i suoi successi, ma che sono sempre non abbastanza, sempre velati da quel retroscena di insoddisfazione che accompagnerà la sua figura fino alla fine. Cosa che invece è molto lontana dalla figura di Mozart che invece è visto come un giovane rigido, ma allo stesso tempo ingenuo nelle sue convinzioni ed in qualche modo intrappolato in quello che è il suo stesso essere “genio”.

Mediocri di tutto il mondo – ora e sempre – vi assolvo tutti. Amen

Un testo molto complesso e forte quello di Amadeus scritto fino al 1978 (anno del primo debutto londinese) ed anno in cui Peter Shaffer conobbe il più grande successo della sua vita. Un testo che poi ha continuato a riscrivere per molto tempo, modificandolo completamente per l’edizione americana e per la successiva ripresa londinese del 1981, ma restando comunque immutato nella sua immensità fino a trasformarsi in un film nel 1984 in cui, sul grande schermo, arriva il successo internazionale con la direzione di Milos Forman.

Una storia non facile da raccontare, da rappresentare e da far sentire agli spettatori, ma allo stesso tempo una pietra miliare per uno dei più importanti geni che il mondo abbia mai conosciuto: Wolfang Amadeus Mozart.

Immagine in evidenza: teatrodiana.it

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