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Eroica Fenice

Angelo Bernabucci, un vero romanaccio sul set

Angelo Bernabucci, un vero romanaccio sul set

Angelo Bernabucci, un ricordo affettuoso

È sera quando mi arriva un sms da alcuni amici, che mi informano sulla morte di uno dei miti del nostro gruppo. Nessuno ci voleva credere, tutti eravamo fortemente dispiaciuti.

Il 26 aprile 2014 muore Angelo Bernabucci, classe ’44, attore e caratterista italiano unanimemente riconosciuto come il “vero romanaccio”.
Nelle prime ore dopo la scomparsa il web è spoglio di notizie al riguardo. L’unica fonte aggiornata è Wikipedia che inserisce la data del decesso e Facebook dove tempestivamente gira la notizia.
Tutto parte da Twitter dove il critico Marco Giusti scrive: “Se ne è andato uno dei più grandi caratteristi del cinema comico anni 90”.

Muore all’età di 70 anni dopo aver passato gli ultimi tempi ricoverato all’ospedale Fatebenefratelli.

L’incontro con Verdone

Angelo Bernabucci, viveva nel centro storico, esattamente in Via Giulia, e frequentava da sempre un bar a Piazza di Santa Caterina della Rota, dove c’è un’officina meccanica di amici frequentata anche da Carlo Verdone.
Diventano amici, giocano qualche schedina insieme (mettendo la Roma sempre vincente) e un giorno Verdone gli propone di fare un film con lui, un film che successivamente diventerà un cult degli anni ’90: Compagni di scuola.
Bernabucci è un libraio e di cinema non ne sa proprio nulla, ma Verdone lo convince dicendogli che cerca in lui proprio la sua naturalezza. Sarà il suo timbro, il suo modo poco raffinato e molto materiale a forgiare il personaggio di Walter Finocchiaro, il macellaio arricchito, uno dei più caratteristici del cast.
Ritrovatosi in un cast di 18 personaggi, tutti professionisti, riuscirà a superare le difficoltà grazie alla splendida regia di Verdone.

Da allora è stata una carriera in continua ascesa, che gli ha permesso di essere conosciuto ed apprezzato per le sue caratteristiche di ruvido e verace personaggio romano.

Ultimo saluto della sua gente ad Angelo Bernabucci

Al funerale c’è la gente di Campo dei fiori, il meccanico, il barista e anche semplici conoscenti. Tutti lo descrivono come il vero romano e confermano il suo modo di fare autentico sia nel set che nella vita di tutti i giorni.
Qualche amico, intervistato dai giornalisti, nel descriverlo si lascia andare a qualche risata seguita da: “Ridiamo anche al suo funerale. Sarebbe stato contento”.

La città rimane orfana di un altro vero romano, quelli che si incontrano sempre più raramente nei vicoli, e che sanno davvero qualcosa della vita tra i sampietrini. Il cinema stesso non riesce più a portare sul set la realtà, le storie di tutti i giorni sottolineando atteggiamenti e tic di tutti noi.
Lo salutiamo con la certezza che il ricordo sarà sempre presente in chi ha visto almeno una volta la personalità di questo attore sul set.


Angelo Bernabucci, film