Seguici e condividi:

Eroica Fenice

la carmen enzo moscato

La Carmen di Enzo Moscato al Bellini

Enzo Moscato chiude in bellezza la stagione 2015/16 del Teatro Bellini di Napoli, portando in scena la sua Carmen, tratta dalla celebre opera lirica di Georges Bizet del 1875, per la regia di Mario Martone.

Il teatro accoglie i suoi spettatori col rumore di sottofondo delle onde del mare e parte della platea è piacevolmente ‘invasa’ dall’Orchestra di Piazza Vittorio. Si comincia dall’epilogo tragico, secondo un racconto ciclico che narra la storia d’amore finita male della zingara e del soldato geloso. 

Il Teatro Bellini ospita, quindi, una nuova Carmèn, accentata alla napoletana, accompagnata dal suo Cosè ‘dall’altra Italia’. E l’accento sul nome della celebre protagonista è solo la punta dell’iceberg di una messa in scena che ha posto al centro il suo essere napoletana. L’essere napoletano di Moscato, in primis, di Martone e dei loro interpreti, una napoletanità senza luoghi comuni, senza i soliti stereotipi che tanto fanno innervosire il popolo partenopeo.

La Carmen partenopea di Moscato e Martone 

Bizet diventa così un pretesto (ma non ‘solo un pretesto’) per approfondire in un’ora e un quarto la visione che ha Enzo Moscato della sua città, della Napoli che vuole raccontare al suo pubblico. L’orchestra di Piazza Vittorio reinterpreta le musiche di Bizet in maniera magistrale e i suoi componenti partecipano attivamente alla messa in scena, collaborando alla rottura della rigida struttura in quattro atti dell’opera originale. 
Iaia Forte interpreta senza difficoltà una donna forte che non vuole rinunciare alla sua libertà, un personaggio senza tempo che, anche in questa chiave diversa, piace al pubblico. Da sola riempie la scena, grazie anche all’accompagnamento di Roberto De Francesco e degli altri attori (Ernesto Mahieux, Giovanni Ludeno, Anna Redi, Francesco Di Leva, Houcine Ataa, Raul Scebba, Viviana Cangiano, Kyung Mi Lee), tutti meritevoli di lodi.
Nel complesso viene fuori una messa in scena piacevole e la scena risulta molto vitale grazie al movimento messo in campo da attori e musicisti. Nonostante in alcuni momenti lo spettacolo sembri essere troppo concentrato sull’effetto complessivo che sui contenuti trasmessi, il pubblico apprezza il risultato finale.