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Eroica Fenice

Elvira Toni Servillo

Elvira: Toni Servillo e il suo metateatro

Elvira Toni Servillo. Giuseppe Montesano ha tradotto Elvire Jouvet 40, il testo tratto dalle lezioni di Louis Jouvet a Parigi, e Toni Servillo lo ha messo in scena. Elvira sarà, fino al 12 febbraio, al Teatro Bellini di Napoli, dopo una prima che ha visto il teatro strapieno e una buona reazione da parte del pubblico. 

A partire da  Elvire Jouvet 40 di Brigitte Jacques già Giorgio Strehler aveva messo in scena uno spettacolo in occasione dell’inaugurazione del Teatro Studio, nel 1968. Ed è proprio grazie ad una co-produzione di Teatri Uniti e Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa che lo spettacolo di Servillo ha visto la luce. 

Elvira Toni Servillo: una lezione di teatro per tutti 

Con Elvira la quarta parete viene definitivamente abbattuta, portando la scena fin in platea, con il sipario sempre aperto e le prime file che si configurano come la prosecuzione del palco. Qui si svolgono le prove del monologo di Donna Elvira nel quarto atto del Don Giovanni di MolièreServillo è un maestro che forma la sua allieva, dando una lezione di teatro non solo alla giovane sul palco, ma a tutto il pubblico. 
Louis Jouvet nel 1940 aveva tenuto queste lezioni al Conservatoire d’Art Dramhttps://www.eroicafenice.com/teatro/elviraelvira-toni-servillo-toni-servillo-e-il-suo-metateatro/

atique di Parigi, dando molta attenzione al momento del IV atto in cui Donna Elvira dà l’addio a Don Giovanni. Lo scopo del maestro, che si pone in un atteggiamento maieutico, è aiutare la giovane donna – Claudia nella pièce, Paula Dehelly nella realtà – a trovare la verità nella sua interpretazione.

Elvira Toni Servillo. I momenti dello spettacolo sono scanditi – in assenza di sipario – dalla luce che si accende e si spegne, mentre vengono date precise indicazioni cronologiche sul momento della narrazione. Si va dal febbraio al settembre 1940 e non mancano riferimenti alla situazione politica parigina di quegli anni. 

Servillo, naturalmente, è un interprete eccelso, ma sembra surclassare il resto degli interpreti. I due attori (Francesco Marino, Davide Cirri) non hanno occasione di mostrare le loro abilità, mentre Petra Valentini, seppur buona interprete, non ha (ancora) i mezzi per sostenere la vicinanza di un maestro così ingombrante. Il meta-teatro risulta così fin troppo realistico e Servillo si pone realmente come un maestro dei tre giovani con cui divide la scena. Le riflessioni offerte, però, sono molto interessanti e danno spunti sia per chi lavora nel campo del teatro che per gli spettatori che hanno occasione di osservare il modo in cui un testo viene messo in scena. 

Elvira Toni Servillo

 

 

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