Seguici e condividi:

Eroica Fenice

“Ferite a morte” di Serena Dandini al Teatro Bellini

Va in scena al teatro Bellini dal 1 al 6 dicembre 2015 “Ferite a morte” , uno spettacolo nato da un’idea di Serena Dandini nel 2012 con la collaborazione di Maura Misiti, ricercatrice del CNR. Prima presentato come lettura–evento per dar voce, postuma, alle vittime del femminicidio, il progetto “Ferite a morte”, si è poi trasformato nel 2013 in un vero e proprio spettacolo, recitato da una compagnia stabile che ha attraversato teatri italiani e internazionali.

Un paradiso di donne. Donne multiformi, donne distinte per ceto sociale, età, religione ma tutte accomunate dallo stesso tragico destino di morte:  donne vittime dell’ insensata violenza e ferocia di uomini, padri, amanti e fratelli che diventano il simbolo, ognuna nel proprio destino individuale, di una strage troppo spesso passata sotto silenzio.
Sul modello dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master, donne estremamente variegate si avvicendano sul palco raccontando, attraverso monologhi, le loro passioni, il loro amore, la loro ingenuità, l’ incredulità (che le ha portate spesso a non credere e a non capire di “avere il mostro in casa”), la loro paura e la loro sofferenza. In questo universo femminile che vuole dar voce, post mortem, a soprusi e umiliazioni subiti tra le quattro mura domestiche c’è il Nord e il Sud, l’Oriente e l’Occidente, c’è la donna in carriera e la casalinga, quella che non ama i rapporti stabili e la bambina, la siciliana uccisa per questione di onore e la musulmana lapidata per aver osato cedere ad un amore vero al di fuori di un matrimonio con un vecchio che le è stato imposto dalla sua famiglia. Le donne, le cui storie sono tratte da vicende reali, hanno finalmente la possibilità di raccontare in prima persona le loro storie, smentendo spesso le indagini e andando oltre quella cronaca nera che spesso riduceva le violenze a morbosi delitti passionali, sminuendo il peso di una piaga collettiva e sociale rappresentata dal femminicidio.

Ferite a morte: l’ironia nel dramma secondo Serena Dandini

Attrici bravissime come Lella Costa, Orsetta de’ Rossi e Rita Pelusio, seguendo quel linguaggio e quello stile tipico della Dandini, hanno la capacità di non appesantire una tematica drammatica, smorzando spesso i toni con garbo e leggerezza. La più grande originalità dello spettacolo sta, infatti, proprio nell’utilizzo dell’ironia mescolata alla tragedia che svincola i monologhi da una facile e vuota retorica e permette di mostrare realmente le vicende per quello che sono, nella loro cruda realtà che spesso presenta le caratteristiche di un gioco grottesco. Si passa allora dai toni tragici legati alla crudeltà delle vicende narrate che toccano profondamente le corde emotive dello spettatore a momenti spiritosi in cui le donne si lasciano andare a battute ironiche e autoironiche sulla propria vita.

Il terzetto delle attrici si esibisce su una scena sobria, arricchita da schermi orizzontali e verticali su cui scorrono filmati e splendide immagini dell’artista Rossella Fumasoni. Lo sfondo delle immagini e delle luci colorate fa da contrasto agli abiti neri delle protagoniste, le quali indossano tutte le scarpette rosse, divenute ormai simbolo alla lotta contro il femminicidio.

Con meritatissimi applausi, il pubblico mostra di aver apprezzato uno spettacolo coinvolgente, condotto con maestria  e ironia e che affronta in una maniera non convenzionale un tema del quale si avverte la necessità di parlare per sensibilizzare sempre più l’opinione pubblica.

Print Friendly, PDF & Email