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La grande magia in scena al Bellini | Recensione

La grande magia

La grande magia di De Filippo arriva al Teatro Bellini di Napoli, con una regia firmata da Gabriele Russo, in scena dal 15 ottobre al 2 novembre

Era il 1948 quando La grande magia di De Filippo andò in scena per la prima volta: fu un insuccesso, negative e discordanti furono le reazioni, data la non immediata comprensione del testo. E, in effetti, il testo di questa commedia, molto vicina ai nostri tempi, sempre più dominati da insicurezze e ossessioni, è ambiguo, sospeso tra finzione e realtà. 

Due i protagonisti: Calogero Di Spelta (Natalino Balasso), uomo geloso e insicuro e Otto Marvuglia (Michele Di Mauro), mago e manipolatore, che approfitta delle debolezze altrui. Dal loro incontro nasce un giuoco in cui ciò che è vero diventa falso e ciò che è falso diventa vero. Complice di Otto Marvuglia, il potere dell’illusione.

Chi, almeno una volta nella vita, non si è illuso di aver trovato l’amore, di avere un compagno fedele, di essere felice?

Ne La grande magia, commedia in cui non mancano atti drammatici, le certezze smarrite, che sono quelle di Calogero Di Spelta, ma che abitano anche il nostro tempo, sono relegate nel chiuso di una scatola. Credere che la propria moglie sia rinchiusa in una scatola, pur di non accettare, ammettere a sé stesso di essere stato tradito, abbandonato. Convincersene anche di fronte alla verità, rifiutandosi di accettare la realtà per restare fedele al giuoco.

Impossibile non pensare al teatro pirandelliano, impossibile non pensare alle relazioni moderne in cui, sempre più spesso, si creano cortocircuiti nemici dell’amore e della capacità di fidarsi. Cosa è vero? Cosa è falso? 

Interessante la sfida di Gabriele Russo che, come si legge nelle note di regia, usa la tradizione come trampolino, per provare a spingere l’analisi del lavoro di Eduardo, se possibile, un passo più avanti, ad esplorare nuove possibilità all’interno delle trame e dei temi presenti nell’opera e che inevitabilmente ci parlano diversamente settantacinque anni dopo la prima messinscena…permettendo così al pubblico di immergersi nell’oggi de La grande magia che fu. 

Nella sapiente scenografia di Roberto Crea, che ci porta dall’Hotel Metropol agli interni delle case di Spelta e Marvuglia, si muovono gli attori, pedine in un rocambolesco giuoco delle parti. Un cambiamento continuo dei punti di vista della narrazione, che rivela il relativismo della verità e il carattere ambiguo dell’apparenza…nulla è mai, o quasi, come sembra.

La Grande Magia
di Eduardo De Filippo

regia Gabriele Russo

con
Natalino Balasso nel ruolo di Calogero Di Spelta
Michele Di Mauro nel ruolo di Otto Marvuglia 

 e con in o/a
Veronica D’Elia – Amelia Recchia
Gennaro Di Biase – Mariano D’Albino e Brigadiere di P.S.
Christian di Domenico – Arturo Recchia e Gregorio Di Spelta
Maria Laila Fernandez – Signora Marino e Rosa Di Spelta
Alessio Piazza – Gervasio e Oreste Intrugli (genero Di Spelta)
Sabrina Scuccimarra – Zaira (moglie di Marvuglia)
Manuel Severino – Cameriere dell’albergo Metropole e Gennaro Fucecchia
Alice Spisa – Marta Di Spelta e Roberto Magliano
Anna Rita Vitolo – Signora Zampa e Matilde (madre Di Spelta)

scene Roberto Crea
luci Pasquale Mari
costumi Giuseppe Avallone
musiche e progetto sonoro Antonio Della Ragione
foto Flavia Tartaglia

produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro BelliniTeatro Biondo PalermoEmilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

Immagine di copertina: ufficio stampa

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A proposito di Rossella Capuano

Amante della lettura, scrittura e di tutto ciò che ha a che fare con le parole, è laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico. Insegna materie letterarie. Nel tempo libero si diletta assecondando le sue passioni: fotografia, musica, cinema, teatro, viaggio. Con la valigia sempre pronta, si definisce “un occhio attento” con cui osserva criticamente la realtà che la circonda.

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