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Eroica Fenice

Lo Specchio di Adriano al Teatro Il Primo

Con “Lo Specchio di Adriano” Arnolfo Petri ci aveva promesso una rivisitazione, liberamente ispirata, de’ Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, e cosa trova lo Spettatore che arriva al Teatro Il primo?

Innanzi tutto una scenografia suggestiva: completamente nera, illuminata da decine di candele che moltiplicano la loro luce nei frammenti di specchi, abbandonati qua e là, dispersi, e manciate di terra, grigia, a ricordarci da dove veniamo e dove ritorneremo.

Chi ha letto il libro famosissimo, celebre della Yourcenar sa bene che si troverà ad entrare, penetrandone la mente, nelle speculazioni di un filosofo: Adriano, l’Imperatore Elleno, che visse poco a Roma, che non aveva legacci, ché il suo viaggio, la sua sete di conoscenza, la sua smania culturale non avevano confini, che amò sommamente Atene, la Patria di Tutto e delle cose più ben fatte, e che, se un solo legame aveva, era nell’amore di un Greco, Antinoo.

Il lungo, fiorito monologo di Petri ben si presta al tipo di narrazione, in prima persona, dell’opera della Yourcenar, ma ha uno stile nuovo, particolare. C’è una leggerezza fresca nell’Adriano vestito solo di una tunica bianca, un’immediatezza nel dialogo, nei concetti, che travalica la loro complessità. Mai monotono, mai patetico, eppure tragico fino al pianto.

Lo Specchio di Adriano è lo spettacolo dei Valori assoluti: cos’è la Vita? E cos’è la Morte? È la continuazione della Vita, o la sua negazione? È la Giovinezza? È davvero superiore alla Vecchiaia? O non è forse la Vecchiaia il momento della massima pienezza? Abbiamo un’Anima? E se sì, cos’è? Finirà con noi, o farà un viaggio, al di là, come pensano gli Egizi, come immaginano i Romani? E la Divinità? Si cura di noi, o piuttosto vuole il nostro sangue? E l’Amore? Puro contatto di anime con Plotina, o sentimento passionale omosessuale per Antinoo? E la Bellezza? Cos’è la Bellezza? Perchè il corpo è così importante per gli Uomini? Non sarà che forse il corpo è un prolungamento dell’Anima e di essa lo specchio?

Il finale è totalmente originale, innovativo rispetto al precedente letterario, e profondamente attuale: Adriano sta per morire, ma, qualunque cosa sia la Morte, la affronterà sereno, se saprà che ci resterà sarà in grado di ritrovare ciò per cui è morto: la Libertà, la fratellanza, l’Etica che ci distingue dalle belve e ci fa esseri pensanti, per ritrovare questi valori e sconfiggere il Dio del Nulla.

Con un finale del genere non solo Petri si pone come il degno epigono di un’Opera letteraria così importante, ma parla a queste, e alle generazioni future infinitando il suo Dramma.

 

-Lo specchio di Adriano-

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