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Eroica Fenice

“Le 95 tesi. Una storia di Lutero” secondo Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo

Le 95 tesi. Una storia di Lutero rientra in quel ventaglio di lavori teatrali da vivere perché parlarne potrebbe risultare riduttivo; si rischia, nel trascrivere idee e sensazioni, di perdere delle sfumature per strada. La strada che riconduce a casa è infatti ricca di spunti e riflessioni. Scritture e riscritture. Ricordi e memorie.

Questa parola: giustizia divina, io la odiavo, perché la consuetudine e l’uso che ne fanno abitualmente tutti i dottori mi avevano insegnato a intenderla filosoficamente. Intendevo la giustizia che essi chiamano formale o attiva, quella per la quale Dio è giusto e punisce colpevoli. Nonostante l’irreprensibilità della mia vita di monaco, mi sentivo peccatore davanti a Dio; la mia coscienza era estremamente inquieta, e non avevo alcuna certezza che Dio fosse placato delle mie opere soddisfattorie. Perché non amavo quel Dio giusto e vendicativo, anzi lo odiavo […] Ero fuori di me, tanto era sconvolta la mia coscienza; e rimuginavo senza tregua quel passo di San paolo, desiderando ardentemente sapere quello che aveva voluto dire”.
[dalla Prefazione agli Scritti latini di Martino Lutero, 1545. Cit. in G. Miegge, Lutero giovane, Feltrinelli, Milano 1964, pp. 114-115]

Le 95 tesi. Una storia di Lutero presentato dalla compagnia Teatro in Fabula il 27 gennaio 2015 presso il Teatro Piccolo Bellini per la regia di Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo è la storia magistralmente assemblata della vita e del tormento dell’uomo Martino ideata sui testi di John Osborne, Roland H. Bainton, Luther Blisset. I fatti storici, religiosi e le questioni teologiche sono accarezzate dalla bravura degli attori Raffaele Ausiello, Sergio Del Prete, Aniello Mallardo, Alessandro Paschitto e Antonio Piccolo.
Una storia incalzante, ricca di simboli da seguire in ogni singola scena e dialogo.
Si inizia. Un cono di luce sul giovane uomo che rinuncia ai suoi vestiti. Nudo con il respiro affannoso sottolineando fin dall’inizio il suo tormento interiore. La lotta che si insidia nel giovane monaco è basata da un lato sulla convinzione che egli non facesse abbastanza per ricevere la misericordia e la compassione di Dio e sull’assillo che cadesse realmente costantemente in tentazione e in peccato.  D’altro canto, palese è la frattura tra la vita che le Sacre Scritture suggerivano e la dissolutezza e la leggerezza nella quale la Chiesa di Roma ormai viveva. Geniale la trovata della messa in scena della vendita delle indulgenze. Una pratica trattata in palcoscenico così come doveva essere intesa: una vendita assurda e grottesca di un perdono che non si può comprare se si crede e che a maggior ragione non può essere venduto da chi professa. Un Paradiso al quale non si può avere accesso semplicemente gettando una monetina nelle tasche della Santa Sede.
Si susseguono sul palco i momenti salienti della vita di Lutero: l’affissione nel 1517 delle 95 tesi sul portone della chiesa del castello di Wittenberg, la scomunica nel 1520, la Dieta di Worms nel 1521, l’incontro con la Chiesa di Roma (anche in questo caso la rappresentazione teatrale sceglie di sbeffeggiare il papa Leone X) e il periodo della maturità e riflessione, quando appunto in un ultimo ed estremo sforzo ascetico trova quella fede e serenità tanto sospirata.

Lutero secondo Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo

“Le 95 tesi. Una storia di Lutero” di Giuseppe Cerrone e Antonio Piccolo è certamente l’analisi dei dubbi che hanno attraversato gli studi e i pensieri di Martino. È la storia dell’uomo e del suo impegno a cercare di riformare una Chiesa che ormai non esisteva più o quanto meno non esisteva più così come l’aveva intesa il suo “fondatore”. Un’analisi a posteriori dell’operato del monaco che trova nel testo teatrale tutta la sua dimensione umana. Se ha sbagliato, che non sia giudicato. Ha certamente fatto del suo meglio.

Le 95 tesi. Una storia di Lutero è un’iniziativa del progetto “Napoli Città Giovane: i giovani costruiscono il futuro della Città”, promossa dall’Assessorato ai Giovani e Politiche Giovanili, Creatività e Innovazione. Una rappresentazione che è stata possibile soprattutto grazie alla disponibilità di Daniele Russo, direttore artistico del Teatro Bellini, che ha aperto il teatro a titolo gratuito.

Jundra Elce

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