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Eroica Fenice

Materia

Materia, Marionetta e Corpo: Caterina Stillitano ed Antonia D’Amore

Il Festival delle Arti(n)contemporanee è alle porte e la macchina di Eroica Fenice non si ferma. Continua ad incontrare e ad intervistare gli artisti che prenderanno parte alla settimana di apertura della nuova stagione teatrale di Officina Teatro.

Quella che vi proponiamo oggi è l’intervista a Caterina Stillitano ed Antonia D’Amore, sulla loro mostra Materia, Marionetta e Corpo.

– Ciao ragazze, vi ringrazio per aver deciso di dedicarci il vostro tempo. Come e quando nasce la vostra collaborazione?
ANTONIA: La nostra collaborazione nasce nel maggio 2014, durante uno spettacolo di fine corso organizzato dal Prof. Quinto Fabriziani, docente di Scenografia dell’Accademia delle Belle Arti di Roma di cui Caterina è stata allieva. Quinto mi aveva chiesto di parteciparvi portando un lavoro con le marionette, ma l’incontro con Caterina e le sue creazioni materiche mi ha spinto a voler sviluppare un altro concetto di marionetta. Qualcosa che partisse dal corpo. Da tempo avevo in mente di realizzare una marionetta il cui viso coincidesse con parte del viso del marionettista, la pensavo come una piccola maschera e la mia ricerca sembrava poter dialogare con quella che Caterina stava conducendo sulla maschera teatrale. Così, insieme abbiamo realizzato quella che chiamiamo “la Creatura”, una sorta di marionetta-pelle in colla vinilica e cotone idrofilo. Con “la Creatura” è nato il nostro primo spettacolo “L’Abito d’oro” che si muove fra tradizione (sono presenti anche le marionette a filo) e sperimentazione. È un lavoro sui confini e la pelle è già di per sè un confine, segna il limite che intercorre tra noi e l’altro. La nostra pelle ci de-limita, ci racchiude, ci dà una forma. “L’Abito d’oro” nel 2014 è stato selezionato alla Open Call Altresistenze del teatro Valle Occupato e, nello stesso anno, è stato presentato alla III edizione del Festival delle Arti(n)contemporanee Ouverture – 7 giorni prima a San Leucio.

– In cosa consiste la mostra “ Materia, Marionetta e Corpo ” ?
La mostra Materia, Marionetta e Corpo racconta dei nostri due percorsi artistici e del loro incontro. I costumi-scultura e la creatività materica di Caterina con la visione marionettistica e il canto di Antonia. Il corpo è la sostanza materiale con cui ci confrontiamo continuamente. Il corpo è il primo luogo da cui è partita la nostra ricerca comune. Quel LUOGO amato, odiato, sofferto, da cui ci si vuole affrancare, separare e con cui, allo stesso tempo, ci si vuole incontrare, riconciliare. Saranno esposte creature di diversa natura: teste di cartapesta, di resina, di palle da baseball; corpi di legno, di lana, di ombrellini cinesi; costumi di colla vinilica, sculture con spugna bruciata, carta, canapa e stucco, ingranaggi, lampadine, cotone idrofilo, spago, chiodi, bulloni, viti, bottoni ecc. Se sarà possibile verrà proiettato un video musicale e/o diffusa della musica.

– Puglia e Calabria, le vostre regioni d’origine. Quanto Sud c’è nella vostra arte?
CATERINA: Sono nata e cresciuta in Calabria e la mia terra è stata di fondamentale importanza per la mia arte che da sempre ha tratto nutrimento dall’osservazione della natura. La tortuosità degli alberi di ulivo, la grande plasticità degli scogli sul mare con i loro pieni e i loro vuoti, l’argilla di cui è ricca la nostra costa con cui giocavo sulla spiaggia divertendomi a trasformarne le forme, l’osservazione di alcune piante. Quando parlo di osservazione, mi riferisco non solo a quella visiva ma anche a quella tattile. Le superfici di questi elementi naturali, così scultoree già di per sè, che mi hanno circondato fin da bambina, mi hanno sempre affascinata.Ma la mia arte deve molto anche alla figura di mio padre che mi accompagnava in queste “esplorazioni”, mostrandomi come da una forma potessero scaturirne tante altre e stimolandomi con i suoi racconti.
ANTONIA: Quanto Sud c’è nella mia arte? Bella domanda. Me lo chiedo spesso. Vivo a Roma da 11 anni. La mia casa, la mia famiglia sono a Roma, ma non so se per sempre. Roma è una città faticosa. In Puglia da Bari a Brindisi e parte del Salento ci sono le mie radici. Quanto Sud c’è nella mia arte? Quanto basta direi. Come per il sale. Nel mio canto, del sud della Puglia c’è l’amore per le nenie, per le parole che cullano, per i ritmi ossessivi… La Puglia è la terra in cui sono nata e mi sono formata umanamente, e scolasticamente. La Puglia è la terra dove è nato il mio interesse per la poesia, l’arte, la musica e la filosofia (ho studiato Beni Culturali, alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari). La mia curiosità e la mia indole versatile, mi hanno spinta a cercare e sperimentare spesso nuove forme espressive. A Roma ho trovato parecchi stimoli ed è qui che ho conosciuto il teatro delle marionette. E’ stato un incontro folgorante…un’arte antica, con tanta tradizione dentro, ma con ancora tanto da dire…

Roberta Magliocca

Materia, Marionetta e Corpo

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