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Eroica Fenice

“Io sono Medea” di Laura Pagliara: la vera identità

Ieri, 29 aprile, il Museo del Sottosuolo ha riproposto lo spettacolo “Io” sono Medea di e con Laura Pagliara, ispirato a Medea – Voci di Christa Wolf, da un’idea di Bianca Fenizia, con le voci di Ciro Zangaro e Stefano Aloschi e la partecipazione della danzatrice Mariagiusy Bucciante.

Medea: il racconto di una verità

Tutto inizia scendendo diversi scalini che portano a circa 30 metri sotto terra, sotto la nostra Napoli, al sistema di cisterne che fu adibito a ricovero antiaereo allestito durante la Seconda Guerra Mondiale, un rifugio per la popolazione sotto bombardamento. In un cunicolo noi spettatori ci disponiamo su due file, lasciando dello spazio al centro. In lontananza un pianto e poi una figura che si avvicina: indossa una maschera ricoperta di conchiglie. “Io sono Medea” dice.
Poco dopo giunge un’altra donna vestita di bianco. “Io sono Medea” ci rivela.

E così ha inizio la storia di Medea, strega, assassina e vendicatrice per molti, donna innamorata e tradita per pochi.

Laura Pagliara è Medea

Il suo racconto vuole essere un modo per riavere la dignità che la Storia le ha negato per secoli: e a noi chiede di ascoltare e di portare a galla la sua verità.

Ci narra del suo incontro con Giasone, del loro amore e della loro passione, veri e puri motivi che l’hanno spinta ad aiutarlo nell’impossessarsi del Vello d’Oro e a seguirlo a Corinto, e non per liberarsi del padre Eeta, come si racconta. E viene accusata di aver ucciso il povero fratello Absirto, assassinato dal re padre.
Ci racconta di essere una Sacerdotessa, non una strega, e di curare i malati: nessuna magia, solo la sua compagnia che dà sollievo alla solitudine di tante persone. È proprio grazie a questa sua dote che conoscerà la piccola Glauce, di cui curerà l’epilessia, e la madre e regina Merope, donna che ha perso tutta la gioia e che con fatica si aggrappa alla vita.
La piccola Glauce è centrale nella vicenda: nonostante la sua debolezza crescerà e verrà data in sposa proprio a Giasone, che accetterà pur di compiacere il re e dargli un erede.
E Medea? Ancora sposa di Giasone, da cui ha due figli, dovrà essere in tutti i modi umiliata e il suo nome infangato. I suoi figli verranno uccisi facendo ricadere la colpa su di lei. Perché non c’è dolore più grande di veder morire i propri figli.

Laura Pagliara si rivela un’attrice di talento, capace di reggere perfettamente la scena. Una valida interpretazione, sentita, con una buona capacità di rendere le emozioni attraverso parole, pause e gesti.
Il luogo scelto rende il dramma molto più intenso, insieme alla musica di sottofondo, ai movimenti della danzatrice, anche essi sofferenti, alle voci di due attori che interpretano Giasone e Eeta e alla semplice ma funzionale scenografia.

Uno spettacolo da non perdere!