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Eroica Fenice

Gioco di Specchi

Monica Cavatoi ad Officina Teatro

Manca poco. Solo poche ore e il Festival delle Arti(n)contemporanee aprirà la settimana dell’arte ad Officina Teatro in San Leucio, Caserta. Da una settimana a questa parte, Eroica Fenice quotidianamente pubblica intervista agli artisti che saranno i protagonisti di questo Festival. Oggi, l’ultima intervista, quella a Monica Cavatoi, autrice – insieme a Nunzio Gringeri – di Tradizione è Tradimento? Viaggio Emozionale attraverso la bottega del ricordo. Da questa sera, le interviste lasceranno il passo alle recensioni dei singoli spettacoli. Non smettete, dunque, di leggere Eroica Fenice e fate un salto ad Officina Teatro per perdervi in una città fatta di poesia, fotografia e teatro.

Intervista a Monica Cavatoi

TRADIZIONE E’ TRADIMENTO?. Due parole così onomatopeicamente vicine eppure appartenenti a mondi apparentemente lontani. Cosa vi ha spinto ad inserirle in un medesimo titolo? Cosa le unisce?

“TRADIZIONE E’ TRADIMENTO?” è un titolo che nasce in forma di domanda, una domanda che ci portiamo dietro da almeno un decennio, un quesito che è, esso stesso, il fulcro del nostro lavoro. “Tradizione” è l’essenza, “tradimento” è la forma. Il ricordo è la trama drammaturgica e l’arte è il veicolo. Questo titolo, in forma di domanda, è seguito da una celebre frase di Walter Benjam, che ci suggerisce che “In ogni epoca bisogna cercare di strappare la tradizione al conformismo che è in procinto di sopraffarla.” Tradizione e Tradimento, d’altronde, prendono vita dalla medesima radice etimologica: due termini che dipendono uno dall’altro, inscindibilmente.
Il mondo di cui vogliamo fare dono ai nostri spettatori-partecipanti è il nostro mondo: quello della nostra infanzia, legato ai nostri nonni, ai nostri vecchi, alle nostre feste, alle nostre montagne, ai nostri lutti. Una terra intrisa di racconti, di tragedie, di credenze, di momenti di gioia, di ritualità. Un mondo che sta, sotto i nostri occhi, scomparendo.

Uno spettatore alla volta. Dove nasce l’esigenza, Monica Cavatoi, di una simile intimità con lo spettatore stesso?

L’obiettivo di “tradizione è tradimento?” è regalare ai nostri spettatori-partecipanti un frammento di quelle emozioni che noi stessi abbiamo vissuto, durante i nostri lunghi anni di indagine e di ricerche passati a condividere testimonianze, storie e ricordi autentici, intimi e profondissimi. “Tradizione è tradimento?” crea un vero e proprio portale nel passato, una “stanza” intima – da noi chiamata LA BOTTEGA DEL RICORDO – dove soltanto se si è soli, senza difese, senza amicale complicità, senza stampelle emotive, si può davvero entrare in connessione con le storie di vita che la performance può, se glielo permettiamo, donarci. “Tradizione è Tradimento?” vuole essere la rappresentazione materico – onirica degli innumerevoli incontri e colloqui che io e Nunzio abbiamo condiviso in anni di ricerche riguardo agli usi funebri e festivi di oggi e di ieri (le interviste raccolte riguardano principalmente la percezione individuale e sociale della Morte e della Festa). La Bottega del Ricordo ospita i racconti di tre generazioni messe a confronto (nonna, figlia, nipote): storie di donne, di lutti, di momenti di gioia, di incomprensioni, di violenti scontri culturali e generazionali, racconti di vite che ormai non ci sono più, testimonianze di un mondo che domani nessuno ricorderà.

Esperienza e ricordo. Come ci cambiano?

Nel magico momento in cui esperienza e ricordo coincidono, allora abbiamo l’opportunità di sperimentare un cambiamento ed una trasformazione sorprendenti.
Spesso non sappiamo che farcene, del ricordo: non sappiamo ben collocarlo, non siamo abituati ad attribuirgli un giusto spazio emozionale, lo imprigioniamo nel calderone grigio del “passato”.
L’arte è la possibilità di dare e contemporaneamente trarre linfa vitale da tutto questo: appunto, dal “tradimento” della forma ri-funzionalizziamo oggetti che, apparentemente, niente più comunicano. Diamo testimonianza, emozioniamo: ecco che, finalmente, esperienza e ricordo coincidono.
I nostri spettatori, subito dopo aver vissuto l’esperienza di “Tradizione è Tradimento?”, ci restituiscono feedback sorprendenti: portano i segni evidenti di una appena avvenuta trasformazione, poiché i racconti esperiti scatenano i propri intimissimi ricordi, e nessuno esce dalla “Bottega del Ricordo” senza aver fatto i conti con il proprio passato, il proprio vissuto. Ciascuno vive il rapporto con la performance in maniera molto intima e profondissima. Ogni spettatore, peraltro, diventa egli stesso testimonianza: le pagine bianche che troverete a disposizione all’uscita di “tradizione è tradimento?” vengono poi intrise dei ricordi di queste sensazioni strabordanti!

Grazie Monica!

Roberta Magliocca

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