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Eroica Fenice

napucalisse

Napucalisse di Mimmo Borrelli al Teatro Nuovo di Napoli

Mimmo Borrelli porta in scena il suo Napucalisse al Teatro Nuovo dall’11 al 15 novembre, in collaborazione con il 30ennale della Sala Assoli.

La nuova stagione del Teatro Nuovo si apre con uno spettacolo già noto a molti spettatori napoletani. Mimmo Borrelli, infatti, ha fatto molto parlare di sé negli ultimi anni, ad esempio quando nel 2012, in occasione di una messa in scena di Napucalisse al San Carlo (molto diversa da quella attuale in cui non è presente il coro che caratterizzava quell’allestimento), gli fu chiesto di fare alcune modifiche per eliminare il rischio di blasfemia.

Prima dell’inizio dello spettacolo Borrelli va in scena ad illustrare al pubblico i temi dello spettacolo, poiché probabilmente, se non lo facesse, non tutto quello che vuole trasmettere sarebbe comprensibile al pubblico.

Napucalisse, l’apocalisse di Partenope

Un vecchio Pulcinella incontra il Vesuvio, appena sveglio dopo un lungo riposo, che si identifica con Lucifero -secondo alcune credenze popolari- l’angelo decaduto. Al centro della messa in scena la potenza del vulcano, dormiente ma non troppo, potenzialmente sempre pronto a esplodere, un elemento della Natura che incombe su Napoli e sui napoletani ricordando loro che potrebbe finire tutto da un momento all’altro. 

Il Pulcinella cerca di placarlo, prova a farlo ridere con una sorta di poemetto sui matrimoni partenopei, molto divertente e che spezza la tensione narrativa distraendo per qualche minuto il pubblico dalla furia distruttrice del Vesuvio. Il vecchio rappresenta una Napoli ‘positiva’, ma non è solo, c’è un Camorrista che racconta una storia vera, di violenza e di criminalità -realmente accaduta a Bacoli- che usa per convincere il vulcano ad accanirsi contro la città. Insomma il Vesuvio ha creato la città e i suoi dintorni e si arroga il diritto di distruggerli. La giustizia che potrebbe esercitare, infatti, coinvolge tutti, anche gli innocenti e, in un suggestivo elenco, ricorda tutti i quartieri di Napoli e dintorni colpiti dalla sua ira.

Il pubblico premia le scelte del regista con un applauso scrosciante alla fine dello spettacolo e apprezza il clima intimo che caratterizza la messa in scena, aiutato dalle musiche di Antonio Della Ragione, polistrumentista che esegue musiche dal vivo, riuscendo con successo a far immergere il suo pubblico nell’immaginario che crea con la sua rappresentazione.

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