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Eroica Fenice

Peter Pan

“Peter pan forever – Il musical” al Teatro Augusteo

Peter Pan torna a volare nella nostra vita, accompagnato dalla sua magica storia, al Teatro Augusteo di Napoli, dall’8 al 17 febbraio. La regia è quella di Maurizio Colombi con musiche di Edoardo Bennato. Lo spettacolo è sicuramente dedicato a tutta la famiglia, non più adatto ai bambini che agli adulti, anzi. Il mondo che viene messo in scena sul palco è familiare a tutti i bambini in sala, forse un po’ meno agli adulti, che proprio come i genitori della famiglia Darling, presi da mille impegni, sono invitati a intraprendere un viaggio che non ha bisogno di tempo e orari prestabiliti, bensì solo di… fantasia. 

La trama di Peter Pan, una storia senza tempo

Lo spettacolo teatrale riprende il racconto di J. M. Barrie “Peter e Wendy” del 1911. Ci troviamo a Londra, dove un cantastorie promette a tutti i bambini che lo ascolteranno di farli volare con le proprie parole. “Una moneta per una storia, due per una canzone!”, e sulle note di “Ma che sarà…” inizia il viaggio verso una realtà non molto lontana dalla nostra; il cantastorie non è ben visto dai genitori dei bambini che stanno ad ascoltarlo. Vogliono infatti cacciarlo, perché racconta frottole, deviando i bambini dalla realtà.

Inizia così il nostro viaggio; la scena si apre sulla camera da letto di John, Micheal e Wendy Darling. I bambini ascoltano le storie raccontate dalla sorella maggiore e si immedesimano nei loro personaggi preferiti: Peter Pan e Capitan Uncino. L’arrivo del signore e della signora Darling, però, rompe l’incanto; presi dai preparativi per la festa a cui devono partecipare, mettono i bambini a letto e allontanano il cane Nana, che funge anche da bambinaia, e che aveva fino ad allora protetto i bambini da ogni pericolo. Il padre inoltre, stanco delle “fandonie” raccontate da Wendy ai suoi fratelli, afferma che quella sarà la sua ultima notte in quella camera. Deve crescere, basta con le storie. Ma sarà quella la notte in cui Peter Pan, tornato in camera dei Darling a recuperare la sua ombra, precedentemente rubata da Nana, asseconderà il desiderio di Wendy, e condurrà i bambini verso la famigerata Isola che non c’è, sulle note dell’omonima canzone. Wendy dovrà in cambio fungere da mamma e raccontare le sue meravigliose favole ai bambini sperduti, che abitano l’isola.

Dopo aver insegnato ai tre bambini il segreto per volare, ovvero quello di avere solo pensieri felici, essi affronteranno un viaggio celeste, accompagnati da Trilli, la fatina compagna di Peter.

La scena si riapre sulle note de “Il rock del Capitan Uncino”; ci troviamo sul galeone del famigerato nemico di Peter che, insieme a Spugna, il suo consigliere ubriacone, e la sua ciurma, tramano per vendicarsi di un precedente duello con Peter, che ha visto Capitan Uncino perdere la sua mano, andata in pasto ad uno spaventoso coccodrillo.

La scena cambia e ci troviamo immersi nella foresta, accolti da una tribù di indiani pellerossa. Nascosti ci sono i bambini sperduti. Questi vivono senza nessuna costrizione e fanno ciò che vogliono; in questo modo non cresceranno mai. I Darling, accompagnati da Peter, stanno per arrivare sull’Isola, ma Trilli, gelosa di Wendy, la fa colpire dai bambini, dicendo loro che si tratta di un uccello. Scoperto l’inganno, Peter bandirà Trilli “per sempre”, mentre Wendy, una volta ripresasi, prenderà il posto della mamma dei bambini dell’Isola.

Il Capitano, con l’intento di vendicarsi, rapirà Giglio Tigrato, capo della tribù dei pellerossa, e la minaccerà di morte, al fine di scoprire il nascondiglio di Peter. Quest’ultimo la salva, ma verrà ben presto abbandonato dai bambini che vorranno tornare con Wendy e i Darling a casa.

Capitan Uncino, scoperto il nascondiglio, rapirà i bambini prima che possano andar via e avvelenerà la medicina che avrebbe dovuto prendere Peter. Per fortuna Trilli, conscia dell’inganno, salva Peter, bevendola al suo posto. La sua luce si sta spegnendo, ma Peter non si rassegna e, per salvare la sua fata, invoca l’aiuto di tutti i bambini del mondo, e non solo. Tutti i presenti, adulti compresi, dovranno urlare di credere nelle fate; è così che Trilli e Peter partono insieme alla volta dell’ultimo duello con Capitan Uncino.

Alla fine Peter salva i bambini e li riporta a casa, dove verranno accolti dai genitori dei Darling che, accortisi delle loro mancanze, adotteranno anche i bambini sperduti e riporteranno Nana al suo posto di bambinaia.

I personaggi principali e gli interpreti

Lo spettacolo porta in scena dei protagonisti ironici e poliedrici. Ad interpretare Peter Pan è Carlotta Sibilla. Il suo personaggio non subisce mutazioni rispetto all’originale; Peter pan è lo spirito della giovinezza, e la sua caratteristica principale è la magica ineffabilità del bambino che non vuol crescere mai.

Wendy, interpretata da Martha Rossi, è una bambina che sta diventando una ragazza, che non smette però di credere nelle favole. Nel musical, Wendy ha, ironicamente, nei confronti di Peter le pretese di una donna e in qualche modo il suo ruolo è quello di riportarlo alla realtà, non smettendo però di volare, almeno con la fantasia.

Il personaggio che paradossalmente incarna maggiormente lo spirito dello spettacolo è sicuramente Capitan Uncino, interpretato da Emiliano Geppetti. Il ruolo di cattivo è solo una maschera che gli piace indossare. È ironico e dissacrante, spavaldo e impacciato allo stesso tempo.

Lo scopo dello spettacolo

In tutto lo spettacolo, anche i personaggi negativi, appaiono in realtà caricature di cattivi. I loro difetti sono esasperati e ironizzati al punto da fare simpatia anche più dei buoni, come nel caso del padre della famiglia Darling. Numerosi sono i richiami alla realtà, nonché le infiltrazioni di citazioni contemporanee e le interlocuzioni col pubblico in sala, che instaurano un legame con quel mondo magico nel quale è bello perdersi, almeno per i 140 piacevoli minuti dello spettacolo. La polvere magica di cui Trilli cosparge la sala, accompagna lo spettatore non solo durante tutto lo spettacolo, ma oltre, ricordandoci di “non chiudere la finestra” sul mondo dell’immaginazione, e sulle note finali di “Fantasia”, cantata da tutti i protagonisti, anche gli adulti, ci sembra di ricordare ancora il significato di questa parola, e di volare anche noi, insieme a Peter pan verso L’isola che non c’è.

 

Fonte immagine: http://www.teatroaugusteo.it/

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