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Eroica Fenice

“Provando….dobbiamo parlare” di Sergio Rubini al Teatro Diana

Da mercoledì 27 gennaio a domenica 7 febbraio 2016 va in scena al Teatro Diana Provando…dobbiamo parlare“, commedia scritta da Sergio Rubini, Carla Cavalluzzi e Diego De Silva, per la regia dello stesso Sergio Rubini.

Una commedia che vede la luce nella stessa cornice di teatro, al quale oggi ritorna, dopo una parentesi al cinema, con un’anima rinnovata.
Lo spettacolo, infatti, mette in scena le prove di un copione destinato ad  un film, uscito nelle sale lo scorso novembre, che si muove all’interno di un atto unico. È lo stesso Rubini a presentare, prima dell’inizio della “prova”, il backstage della finzione scenica,  della scenografia di un bellissimo – almeno in apparenza- attico nel centro di Roma, gli attori e i personaggi.

Gli interpreti portano sulla scena due coppie di amici inseparabili, che sembrano, tuttavia, rappresentare due mondi contrapposti: da un lato c’è la coppia borghese formata da Costanza (Maria Pia Calzone) e Alfredo detto “il Prof” (Fabrizio Bentivoglio), entrambi medici, al loro secondo matrimonio e alla loro ennesima crisi coniugale; dall’altro la coppia intellettuale formata da Vanni (Sergio Rubini), scrittore affermato e Linda (Isabella Ragonese), di vent’anni più giovane di lui, sua musa che scrive all’ombra del maestro-fidanzato.

La sconvolgente scoperta di una relazione extraconiugale di Alfredo porta Costanza a precipitarsi, senza preavviso, a casa di Linda e Vanni che intanto stanno per uscire. In un sera che diventa lentamente notte sopraggiunge anche Alfredo ed ecco che il soggiorno degli amici si trasforma in un vero e proprio teatro di guerra nel quale i coniugi si rinfacciano tradimenti, mancanza di affetto e attenzione, ma soprattutto conti in banca, patrimoni da spartire, rivendicazioni sui figli avuti dai precedenti matrimoni.
I due padroni di casa, che inizialmente si sentono presi ostaggio dalla coppia di amici in crisi, dopo aver cercato di mediare tra l’accusato e l’accusatrice i cui ruoli ben presto si invertono, finiscono allora con l’essere coinvolti nella riflessione sul proprio rapporto che appare così puro e onesto, lontano dalla meschinità e da calcoli utilitaristici e basato esclusivamente sull’amore. E così quella contrapposizione di mondi iniziale e quella distanza che spinge Linda ad affermare più volte di essere così diversa dalla sua migliore amica Costanza, tende pian piano a cadere e far emergere, dalla parte della coppia inaspettata,  nuove bugie, tradimenti, desideri e attese, nascosti sotto il tappeto di una relazione perfetta.

“Provando…dobbiamo parlare” di Sergio Rubini: il gioco delle apparenze

L’atto unico della vicenda, concentrata in un unico ambiente e in un’unica notte, porta a un crescendo di parole: parole non dette, urlate e che pesano come macigni, parole segrete, sarcastiche e crudeli, parole che nascondono inganni e bugie e che svelano poi finalmente la verità. Quel gioco al massacro di persone che per troppo tempo hanno finto di accettare situazioni che in fondo facevano loro comodo nell’amore come nell’amicizia, diventa scontro di punti di vista diversi, ma soprattutto disvelamento di certi compromessi e ipocrisie che sono alla base di tutti i rapporti, nonostante le apparenze.

Il vortice di parole, che rischierebbe di girare su se stesso senza risoluzione  e di riportare la vicenda al punto di partenza, rivela invece un’evoluzione di alcuni personaggi che, dopo la battaglia, risulteranno trasformati: proprio per questo motivo, al sopraggiungere del giorno, la situazione tra le coppie apparirà quasi rovesciata rispetto all’inizio.

“Provando…dobbiamo parlare ”  è uno spettacolo che richiede la concentrazione dello spettatore nel seguire quel groviglio di parole di dialoghi intensi, tesi e che appaiono estremamente reali ma che presenta, tra uno scontro e un altro, numerosi momenti di distensione e divertimento ottenuti grazie all’intervento del personaggio del pesce rosso, chiamato a intervenire di tanto in tanto nella vicenda come occhio esterno, alle battute sarcastiche e a esilaranti scenette. Il pubblico allora si sente chiamato a riflettere, attraverso l’ironia e la maestria di interpreti eccezionali, sulle parole non dette e su quelle dette troppo rapidamente, sulla necessità di parlare ma anche di stare in silenzio e su tutto ciò che spesso si nasconde sotto la superficie dei nostri rapporti.