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Eroica Fenice

Questi fantasmi

Questi Fantasmi al Teatro Bellini di Napoli

Dopo più  di settant’anni Questi fantasmi – come molti altri testi di Eduardo De Filippo – continua ad essere portato a teatro. Cosa avrà ancora da dire un testo del 1945 – messo in scena, per la prima volta, nel gennaio 1946 – al pubblico di oggi? La prima impressione, osservando la sala alla fine dello spettacolo, è che Eduardo De Filippo abbia ancora tanto da dire ai nostri contemporanei. Vediamo perché.

Questa volta l’allestimento è curato da Marco Tullio Giordana e prodotto dalla Compagnia di Teatro di Luca De Filippo. Il ruolo che fu di Eduardo è, ora, di Gianfelice Imparato. Gli altri interpreti sono: Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo, Paola Fulciniti, Giovanni Allocca, Gianni Cannavacciuolo, Viola Forestiero, Federica Altamura, Andrea Cioffi, in una interessante mescolanza tra attori di grande esperienza e giovanissimi.

Questi fantasmi a cura di Marco Tullio Giordana

Chi si aspettava un Imparato che giocava a fare De Filippo – chi ha dimenticato la celeberrima scena del caffè? – sarà probabilmente rimasto deluso, ma questa messa in scena di Questi Fantasmi dimostra, ancora una volta, che il teatro di Eduardo è – e sarà sempre – patrimonio fondamentale del teatro italiano del Novecento, con o senza i suoi interpreti originali. Il testo, con il supporto di un’ottima regia, si dimostra, infatti, molto attuale, grazie alle eccellenti prove attoriali in scena. La produzione è strutturata in modo fedele al testo originale, mettendo in luce quanto un classico possa dirsi tale soprattutto per il modo in cui “invecchia”.

La trama è molto nota, ma, inspiegabilmente, in sala sono presenti molte persone che non la conoscono. La storia di una casa infestata dai fantasmi serve, infatti, ad Eduardo per smascherare una delle tante contraddizioni dei matrimoni moderni. Un marito che non vede quello che a tutti è chiaro, cioè il tradimento della moglie, evidenzia – con il tono dolceamaro che caratterizza il teatro di Eduardo – il tema pirandelliano della maschera in società, quella maschera che tutti, in un modo o nell’altro, indossano per quieto vivere o per ingenuità. Il protagonista, Pasquale Lojacono, infatti, preferisce credere ai fantasmi, ai quali si affida, invece di ascoltare le malelingue che diffamano il buon nome di sua moglie, fino alla paradossale conclusione della vicenda.

Questi fantasmi risulta, quindi, nonostante gli anni che passano, più che attuale ed è apprezzato sia dal pubblico che ha visto Eduardo – grazie alla produzione televisiva del 1962 – e che conosce le battute a memoria, sia da chi apprezza questo testo per la prima volta.