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“Miti” in scena al Teatro Marconi – Recensione

Felice della Corte e la creazione del mito di suo padre

Può un uomo mite diventare un mito? È attorno a questa domanda che si sviluppa “Miti”, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Felice Della Corte, in scena al Teatro Marconi di Roma dal 14 al 17 maggio 2026.

“Miti” si configura come un viaggio nella memoria collettiva e personale, capace di attraversare politica, sport, cinema e vita quotidiana. Felice Della Corte costruisce infatti una riflessione sul significato autentico della parola “mito“, interrogandosi su quali siano davvero le persone destinate a lasciare un segno nelle vite degli altri.

Incipit dello spettacolo "Miti" con introduzione del tema e presentazione del primo mito
Incipit dello spettacolo “Miti” con introduzione del tema e presentazione del primo mito

Informazioni e programmazione dello spettacolo Miti

Dettaglio Informazione
Luogo Teatro Marconi, Roma
Date Dal 14 al 17 maggio 2026
Orari Giovedì-sabato ore 21:00, domenica ore 17:30
Prezzo biglietti Intero 22€, ridotto 17€, under 25 a 12€

Tra storia e memoria personale: il significato del mito

Lo spettacolo prende avvio da una riflessione quasi filosofica: cosa rende davvero “mitica” una persona? Felice Della Corte parte da figure universalmente conosciute come Michail Gorbaciov e Marcello Mastroianni. Gorbaciov viene descritto come un uomo capace di cambiare il corso della storia attraverso il coraggio politico della perestrojka e della glasnost, mentre Mastroianni diventa simbolo di un’eleganza malinconica e mai ostentata. In entrambi i casi, però, Della Corte sembra interessato meno alla celebrità in sé e più alla dimensione interiore di questi personaggi: ciò che li rende memorabili è la loro autenticità.

Miti - Felice della Corte presenta e spiega la figura del suo secondo mito
Miti – Felice della Corte presenta e spiega la figura del suo secondo mito

Miti: Vera Čáslavská e il coraggio di opporsi

Uno dei passaggi più intensi dello spettacolo è quello dedicato alla ginnasta cecoslovacca Vera Čáslavská. Della Corte ricostruisce il celebre episodio delle Olimpiadi del 1968, quando l’atleta abbassò lo sguardo durante l’inno sovietico in segno di dissenso politico dopo l’invasione di Praga.

Il racconto si concentra soprattutto sulle conseguenze personali di quel gesto: l’emarginazione, il silenzio imposto dal regime e la cancellazione dell’atleta dalla vita pubblica. In questa sezione emerge chiaramente uno dei temi centrali dello spettacolo, ovvero il prezzo della coerenza morale che spesso si deve pagare.

Miti - Felice della Corte ed il suo terzo mito Věra Čáslavská
Miti – Felice della Corte ed il suo terzo mito Věra Čáslavská

La figura della Čáslavská diventa quindi simbolo di una resistenza silenziosa ma potentissima, costruita tramite un gesto minimo, quasi impercettibile. Ed è proprio questa delicatezza a rendere la scena una delle più emozionanti dell’intero monologo.

Il padre dell’attore: il vero cuore dello spettacolo

Se nella prima parte “Miti” attraversa personaggi storici e pubblici, col passare dei minuti il racconto si sposta progressivamente verso una dimensione più intima. Il centro emotivo dello spettacolo diventa infatti il padre di Felice Della Corte, figura semplice ma straordinaria nella sua quotidianità.

Miti - chiusura dello spettacolo e saluti finali
Miti – chiusura dello spettacolo e saluti finali

Attraverso lunghi ricordi autobiografici, l’attore racconta la povertà del dopoguerra, il lavoro nel piccolo negozio dell’aeroporto di Capodichino, i sacrifici fatti per sostenere la famiglia e la dignità con cui il padre affrontava ogni difficoltà. Non c’è retorica nel racconto: proprio la semplicità degli episodi narrati rende il tutto estremamente coinvolgente.

Il padre diventa così il simbolo dell’eroe silenzioso, di quelle persone che non compaiono nei libri di storia ma che riescono comunque a lasciare un’impronta profondissima nella vita degli altri. È probabilmente in questa parte che lo spettacolo raggiunge il suo apice emotivo.

Miti: una scenografia essenziale costruita sui ricordi

L’impianto scenografico dello spettacolo è minimale ed estremamente efficace. Sul palco sono presenti diversi cavalletti che sorreggono fotografie dei personaggi evocati durante il racconto, mentre sullo sfondo grandi proiezioni amplificano visivamente il tema della memoria.

Miti - Felice della Corte e la spiegazione della storia della sua famiglia
Miti – Felice della Corte e la spiegazione della storia della sua famiglia

Le immagini diventano presenze silenziose che accompagnano costantemente la narrazione. I volti proiettati alle spalle dell’attore sembrano infatti osservare il pubblico insieme a lui, creando un dialogo continuo tra passato e presente.

Questa scelta scenica permette inoltre di mantenere sempre centrale la parola dell’attore, evitando qualsiasi sovraccarico visivo.

Miti: il disegno luci come linguaggio emotivo

Anche il disegno luci contribuisce in maniera decisiva alla resa emotiva dello spettacolo. Le tonalità bluastre predominanti avvolgono il palco in un’atmosfera malinconica e riflessiva, quasi sospesa nel tempo.

Nei momenti più dolorosi, le luci si fanno più fredde e concentrate, isolando Felice Della Corte all’interno dello spazio scenico e accentuando il senso di solitudine evocato dai racconti. Al contrario, durante i ricordi familiari più teneri, l’illuminazione assume sfumature più morbide e calde, restituendo una sensazione di intimità domestica.

Miti - Felice della Corte narra la storia di Jesse Owens e di Luz Long alle Olimpiadi di Berlino del 1936
Miti – Felice della Corte narra la storia di Jesse Owens e di Luz Long alle Olimpiadi di Berlino del 1936

Miti: un racconto sulla dignità delle persone comuni

“Miti” riesce a parlare contemporaneamente di politica, sport, famiglia e memoria senza perdere mai compattezza narrativa. Il filo conduttore rimane sempre la ricerca di un’umanità autentica, incarnata da uomini e donne capaci di affrontare la vita con integrità e coraggio.

Felice Della Corte costruisce uno spettacolo che alterna ironia e commozione con grande naturalezza, evitando ogni forma di retorica. Il risultato è un monologo capace di coinvolgere profondamente lo spettatore proprio perché racconta qualcosa di universale: il bisogno di riconoscere il valore degli “eroi silenziosi” che attraversano la nostra quotidianità.

Informazioni utili

“Miti”, scritto, diretto e interpretato da Felice Della Corte, va in scena presso il Teatro Marconi di Roma, in Viale Guglielmo Marconi 698/E, dal 14 al 17 maggio 2026. Gli spettacoli si svolgono dal giovedì al sabato alle ore 21:00 e la domenica alle ore 17:30, con un costo di 22 euro per il biglietto intero, 17 euro per il ridotto e 12 euro per gli under 25. Il prossimo spettacolo in programmazione all’interno del teatro si avrà poi il 22 maggio con “Cluedo“, della compagnia Radio Play Live.

Per informazioni e biglietteria è possibile utilizzare i seguenti contatti istituzionali:

Fonte delle immagini: archivio personale

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