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Eroica Fenice

" Sabbia" di Michele Pagano

Michele Pagano in “Sabbia” a Officina Teatro di Caserta

Questa volta, 31 gennaio e 1 Febbraio 2015, a Officina Teatro di Caserta ritorna in scena il direttore artistico Michele Pagano. E il pubblico lo accoglie in maniera entusiasta, il tempo di un personaggio  che sorride al mondo , luci spente e tutti in piedi ad applaudire non solo l’interprete di “Sabbia“, ma anche lo scrittore e l’ideatore. Lo spettacolo si caratterizza per la presenza di un attore (Michele Pagano, appunto), un monologo e il suo personaggio che si chiama Tanino, parla siciliano e la lingua dei bambini, dell’entusiasmo e della passione per il pallone; la sabbia assume un valore simbolico, un ruolo, cioè quello di accogliere e poi di seppellire l’entusiasmo fanciullesco e poi adolescenziale, tutto un percorso che guida verso la maturità: questo è trascinato da un racconto che ripercorre tre mondiali di calcio, un passato contraddistinto da ricordi che lacerano l’anima e commuovono chi sta ad ascoltare la narrazione del ragazzo diventato uomo.

Il pubblico riesce a immaginare una scenografia circondata ovunque dalla sabbia, dappertutto: sta appunto a rappresentare tutto il passato, le conseguenze delle scelte prese, le reazioni del personaggio in rapporto all’esito degli eventi personali. Michele Pagano ha avuto la bravura narrativa di coinvolgere il pubblico con uno spettacolo che è durato più di un’ora; la capacità di raccontare una storia, sentirla propria, emerge ancora di più soprattutto se l’attore è seduto su una panca per tutto il tempo e comincia a parlare, come se stesse confessando la propria verità: a ciò attinge per bene il teatro, può essere una forma artistica utile nella riscoperta di se stessi. La risposta, la soluzione non sempre è individuabile: nel caso di” Sabbia” non ci sono paradigmi finali, c’è semplicemente l’intimità di un uomo che racconta la sua infanzia e guarda al passato con nostalgia di chi forse avrebbe voluto viverlo in maniera diversa.

Un contributo fondamentale proviene dalle luci e dai suoni per il cambio delle atmosfere sceniche intorno a Michele Pagano; la musica riesce a a modellare  lo stato d’animo di Tanino e soprattutto ad accelerarne il ritmo di interpretazione dell’attore ; le luci sono posizionate questa volta ai lati , ad altezza uomo, quasi a produrne  la sensazione di vicinanza rappresentativa del personaggio e del suo monologo. Il racconto finisce e Tanino si alza, raccoglie la sabbia che sfugge via, e se ne va.

-“Sabbia” di Michele Pagano-