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Eroica Fenice

servo per due

Servo per due al Teatro Diana

Al Teatro Diana di Napoli sbarca Servo per due nell’adattamento di Pierfrancesco Favino, Paolo Sassanelli, Marit Nissen e Simonetta Solder. Tratto da un classico del teatro, Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni, Servo per due è un adattamento di One Man, Two Guvnors di Richard Bean, che sta riscuotendo molto successo in Inghilterra dal 2011. 

Nella versione italiana, insieme alla parte attoriale, ha grande importanza la musica, grazie alle esecuzioni dal vivo dell’orchestra Musica da Ripostiglio, composta da 4 elementi (Luca Pirozzi, Luca Giacomelli, Raffaele Toninelli, Emanuele Pellegrini) che ripropongono, con arrangiamenti originali, le più note canzoni dell’epoca in cui è ambientata la commedia. Sono loro ad accogliere il pubblico mentre inizia ad affollare la sala, catturando immediatamente le simpatie di tutti. La loro presenza aiuta a creare un riuscitissimo mix tra la tradizione di Broadway, Bean e Goldoni.

La trama è vicina a quella goldoniana. Pippo (Favino),  che in Goldoni si chiamava Truffaldino, è uno squattrinato che accetta due lavori contemporaneamente per saziare la sua fame perenne. Il suo tentativo di non farsi scoprire   genererà una commedia degli equivoci di plautina memoria. In fondo ci sarà un motivo se queste trame vengono riutilizzate? Se Favino e Sassanelli hanno riadattato Bean che aveva a sua volta riadattato Goldoni evidentemente questo canovaccio funziona. E le reazioni del pubblico lo confermano.

Servo per due-Cronaca di uno spettacolo imprevedibile

L’ambientazione è, in questo caso, una Rimini degli anni ’30 di felliniana memoria. La nota meta balneare è fotografata durante il Fascismo e i personaggi che riempiono la scena sono tutti caratterizzati da un forte accento ‘regionale’, ricordando la commedia dell’arte, in cui ogni parlata regionale corrispondeva ad una carattere, una ‘maschera’ insomma.

Favino, da mattatore, interagisce con il pubblico, li prende in giro e si prende in giro, lasciando nel dubbio sulla casualità o meno di alcuni episodi (quelli che salgono sul palco sono attori o persone scelte a caso tra il pubblico?). Sembra aver preso molto sul serio le indicazioni di Goldoni che aveva scritto inizialmente questo testo come canovaccio per l’attore preferito Antonio Sacchi, che recitava improvvisando secondo l’usanza del tempo, prima che il testo trovasse una forma definitiva. Merita un plauso Paolo Sassanelli (sì, quello di Un medico in famiglia) che passa da regista dello spettacolo a comprimario in scena. Canta e balla con l’Orchestra da Ripostiglio durante i cambi-scena e interpreta un esilarante anziano cameriere pugliese molto apprezzato dal pubblico.

Tutti gli attori (Bruno Armando   Gianluca Bazzoli   Pierluigi Cicchetti Anna Ferzetti   Marit Nissen   Totò Onnis Diego Ribon   Eleonora Russo   Fabrizia Sacchi Luciano Scarpa) collaborano ad ottenere un risultato comico complessivo ben riuscito, partecipando anche con canti e coreografie di stampo broadwaiano e persino il cattivissimo Thomas Trabacchi strappa molte risate al pubblico.

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