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Eroica Fenice

Sigmund & Carlo al Teatro Elicantropo

Sigmund & Carlo al Teatro Elicantropo

Sigmund & Carlo di Niko Mucci, in scena al Teatro Elicantropo dal 4 al 7 dicembre, è un dialogo dai toni surreali che vanta alle spalle una tournée di trentadue repliche, ed è interpretato da Roberto Cardone e Niko Mucci, che vestono rispettivamente i panni di Sigmund  Freud e Karl Marx.

Cosa succede se due signori di una certa età che si spacciano per due presunte icone del pensiero del Novecento si incontrano sulla stessa panchina e iniziano a litigare su chi dei due debba restare per compiere un probabile atto osceno di fronte ad un istituto superiore femminile? Sigmund & Carlo sono due personaggi molto diversi, non solo nel modo di pensare ma anche nel modo di apparire: Sigmund è magro e nevrotico, palesemente germofobico; Carlo è grosso e sicuro di sé; le domande che pone a Sigmund creano inevitabilmente battibecchi e scontri fisici che tendono ad assumere toni grotteschi. Nessuno dei due nel momento del loro incontro sa chi è l’altro, eppure entrambi si conoscono bene e provano stima reciproca; tuttavia il loro diverso modo di pensare emerge dai litigi che scaturiscono dall’individualismo portato avanti da Sigmund e dal collettivismo sostenuto da Carlo. Due pensieri che viaggiano su sponde opposte ma che convivono nella stessa epoca storica, la Psicanalisi e il Marxismo di Sigmund & Carlo, due ideologie che nella realtà non si concilierebbero mai. La possibilità di realizzare questo paradosso del pensiero è offerto allo spettatore dal Teatro, unico luogo in cui l’inconciliabile può trovare la possibilità di una riconciliazione.

Sigmund & Carlo: lo sgretolamento della coscienza collettiva

Noi non siamo certo come Marx ed Engels“, allude ironicamente Sigmund a Marx, riferendosi a Friedrich Engels, coautore del “Manifesto del partito comunista” nonché fondatore, insieme a Marx, del materialismo e del marxismo. Questa affermazione è emblematica della disunione che intercorre tra Sigmund & Carlo, i quali tuttavia verso il finale dello spettacolo trovano un punto di contatto: esso si realizza una sorta di eccentrica alleanza che induce i due personaggi a tirar fuori le loro pistole, quasi come se volessero accingersi, pochi secondi prima della chiusura, a compiere  quello che viene spiegato dal regista Niko Mucci come un attentato al pubblico, che assume il significato di una protesta contro una coscienza collettiva che con la sua inerzia ha portato allo sgretolamento e alla perdita di valore delle ideologie. Ed è proprio per questo motivo che il gesto disperato di Sigmund & Carlo, due personaggi sopravvissuti al loro tempo, non lascia alcun barlume di speranza, ma solo un senso di amarezza.

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