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Eroica Fenice

Accademia Vesuviana del Teatro

Il teatro per scoprire le proprie “verità nascoste”. Una rassegna dell’Accademia Vesuviana del Teatro

Il teatro, la musica, la pittura, insomma l’arte nelle sue più svariate forme, nasce per permettere all’uomo di esprimere al meglio ciò che sente, quanto di più profondo si nasconde in sé. È proprio questo che la rassegna “Le verità nascoste” si propone di portare alla luce, grazie alla grandissima espressività e alla coinvolgente energia del teatro.

La rassegna, a cura dell’Accademia Vesuviana del Teatro di Gianni Sallustro, è in svolgimento presso il teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei. Inaugurata ieri, 8 luglio, con Favolando di Roberto Piumini, proseguirà fino al prossimo mercoledì, 15 luglio, con solo una piccola pausa per il weekend.

L’Accademia Vesuviana del Teatro vuole scavare a fondo attraverso il teatro

La pretesa è molto grande: riuscire a comunicare, a trasmettere le emozioni più profonde, quelle che si tende a nascondere, forse per vergogna o più per paura di restare nudi, privi di ogni maschera, mostrando se stessi per davvero. Allora come si può trasmettere un qualcosa di così profondo, così personale, privato, intimo? Si deve fare ricorso ad un linguaggio che sia tanto universale, quanto liberamente interpretabile e interiorizzabile. Qui entra in gioco l’arte e, nello specifico, il teatro. Ecco che la recitazione diventa un piccone per scavare nella parte più ricca di noi stessi, oltrepassando il duro strato roccioso dell’indifferenza e della superficialità. Ogni gesto, ogni movimento, ogni modulazione di voce è necessaria ad entrare in un altro mondo, a calarsi in un nuovo personaggio in cui cercare una parte di sé.

Per perseguire un simile scopo naturalmente si è deciso di variare molto nella scelta delle opere partendo da Favolando di Roberto Piumini fino a raggiungere Sinceramente bugiardi di Richard Conrad, passando per Il Berretto a Sonagli di Luigi Pirandello e O scarfalietto del maestro Eduardo Scarpetta. Nella sua reinterpretazione del 1881 de La Boulé di Meilhac e Halévy, Scarpetta riprende sì il modello francese, ma lo ricarica di una nuova energia. Così fra i litigi di Felice Sosciammocca e la moglie Amalia si possono riconoscere i tipici intrighi della commedia napoletana, forte della sua energia, del suo dinamismo, particolarmente accentuato dalla regia di Sallustro con inserimenti di alcune canzoni tratte dal musical Scugnizzi e alcune scene fuori dal palco. Un dinamismo forse non colto pienamente da tutto il pubblico, ma di certo impeccabilmente espresso da attori giovanissimi, ma già forti di un’ottima preparazione, frutto dei loro studi in accademia e del loro innato talento.

Insomma la rassegna sembra stia riuscendo nel suo intento, ora tocca vedere cosa riserveranno i prossimi appuntamenti con I nipoti della Marchesa di Eduardo De Filippo il 10 luglio, Le verità nascoste di Hannequin il 13, Il berretto a sonagli, di Luigi Pirandello il 14 e Sinceramente bugiardi di Richard Conrad il 15.

In un mondo dove comunicare sembra sempre più facile e rapido, il teatro e l’arte provano ancora ad insegnare una comunicazione ben più difficile e ardita, ma molto più profonda: quella dei sentimenti