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Eroica Fenice

tifone di Chiara Guidi

“Tifone” di Chiara Guidi al Teatro Galleria Toledo

“Tifone” è uno spettacolo tratto dal romanzo di Joseph Conrad con l’adattamento e la regia di Chiara Guidi andato in scena il 21 e il 22 marzo 2015 presso il Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo.In Tifone si misurano due strumenti musicali: la voce di Chiara, domata come una viola le cui corde dimorano nella gola dell’attrice, e il pianoforte di Fabrizio Ottaviucci, in un comune viaggio verso il mare, così come lo incontra una nave in lotta contro le onde di un oceano”.

La musica inizialmente sembra anticipare la narrazione, così il sipario si apre con le note del pianoforte di Fabrizio Ottaviucci che anticipa musicalmente una situazione lontana dal tempo e dallo spazio, in una dimensione quasi interiore. La voce di Chiara, o meglio le voci di Chiara, d’altro canto raccontano la storia di un capitano, un uomo solido, semplice, deriso dal suo equipaggio, egli rifiuta di cambiare rotta per evitare il tifone, tuttavia la sua ferrea determinazione nell’affrontarlo lo riscattano agli occhi dei suoi sottoposti. Nel romanzo di Conrad il capitano MacWirr si chiede “Il centro del tifone dov’è?”, certo del fatto che per capire di che stoffa sia fatto un uragano occorra vederlo, e per poterlo affrontare bisogna andarci incontro, non scappare, non prendere quella che può sembrare la scelta più semplice, ovvia. MacWirr non si arrende d’avanti al tifone, piuttosto che evitare l’imminente problema e tardare l’arrivo del carico di due giorni per qualcosa che nemmeno ha visto, o meglio vissuto, preferisce continuare, lottare, affrontare le avversità che gli sono poste. Metaforicamente la storia potrebbe essere vista come un esortazione: non bisogna mai arrendersi alle avversità, ai problemi, questi bisogna combatterli, andarci incontro e vincere le nostre paure, perchè solo affrontandole è possibile raggiungere il successo.

Chiara Guidi costruisce uno spettacolo tra musica e poesia

La breve manifestazione si presenta come un connubio perfetto tra voce e musica, priva di una narrazione limpida e scorrevole, lo spettacolo prende una piega del tutto sperimentale e innovativa, uno spettacolo che sembra percepito per un pubblico “cieco”, lontano da quei canoni prettamente visivi. Uno spettacolo piuttosto uditivo, chiudendo per pochi istanti gli occhi è possibile percepire oniricamente il caos, sentirsi parte di quello stesso caos tumultuoso e impetuoso del tifone, tutto grazie alle note decise del pianoforte suonate in modo sublime e impeccabile, note che si affievoliscono lì dove la rappresentazione perde velocità, e insieme ad esse gli impercettibili fasci di luce si abbassano fino ad oscurarsi e tacere del tutto poco prima del trambusto del tifone, dove poi la musica riprende velocità con un ritmo e una melodia incalzante e travolgente.

Un’adattamento quello di Chiara Guidi del tutto originale, frutto della Socìetas Raffaello Sanzio, una compagnia teatrale d’avanguardia, che mette alla prova una tecnica vocale forgiata in una trentennale esperienza di scena, con un approccio musicale che rinnova il patto fra lo strumento e la voce umana. Gli spettacoli della compagnia sono famosi proprio perchè caratterizzati da un forte sperimentalismo che tende a svincolare la rappresentazione teatrale dal testo letterario. La loro pratica teatrale lavora nella decostruzione e non rinnega la forma teatrale e le sue convenzioni ma vi lavora dall’interno ponendo gli elementi e i segni della messa in scena in un rapporto conflittuale che li vede privati della narrazione; è una scrittura scenica che non vuole risolvere l’aporia degli elementi del linguaggio, ma vuole, anzi, esasperarla.