Camminare lungo un sentiero all’aria aperta, condividere una salita con altre persone o raggiungere una meta: attività che possono sembrare semplici a prima vista, ma che in alcuni contesti possono trasformarsi per le persone, in un vero e proprio percorso terapeutico e riabilitativo. L’approccio in questione, ovvero quello della montagnaterapia, si pone come obiettivo quello di migliorare il rapporto con sé stessi, favorire la salute e promuovere il benessere generale, sfruttando le potenzialità educative e relazionali dell’ambiente montano.
| Concetto chiave | Dettagli dell’approccio terapeutico |
|---|---|
| Definizione | Percorso educativo e riabilitativo immerso nell’ambiente montano |
| Destinatari | Persone con fragilità psicofisiche o in situazioni di disagio sociale |
| Benefici principali | Riduzione dello stress, autoefficacia e maggiore inclusione sociale |
| Entità di riferimento | Club Alpino Italiano (CAI), Società Italiana di Montagnaterapia (SIMonT) |
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Cos’è la montagnaterapia
Nata dalla collaborazione tra professionisti della salute mentale, operatori sociali e associazioni escursionistiche, la montagnaterapia si è diffusa negli ultimi anni in diverse regioni italiane. Attraverso l’integrazione di attività escursionistiche di gruppo, questa pratica si pone l’obiettivo di realizzare percorsi educativi, riabilitativi e terapeutici rivolti a persone con differenti fragilità, disabilità o situazioni di disagio. Affrontare un’escursione, che sia una semplice passeggiata tra la natura, o attività più complesse, diventa un’occasione per acquisire nuove competenze personali e relazionali affrontando:
- un imprevisto
- la fatica
- lo stare in gruppo
Alla base della filosofia della montagnaterapia, vi è l’idea che il contatto con la natura possa favorire il benessere interiore, favorendo processi quali consapevolezza, crescita e inclusione. Per molte persone, la montagna non rappresenta soltanto un luogo, ma una dimensione intima, un’occasione per uscire dall’isolamento e riscoprire il senso di appartenenza a una comunità. Tramite questo approccio, ai benefici dell’attività fisica si aggiungono quelli derivanti dalla dimensione delle relazioni e dalle esperienze condivise.
I benefici psicologici e sociali
Negli ultimi anni, diversi studi hanno evidenziato come l’attività fisica e il contatto con gli ambienti naturali possano contribuire alla riduzione dello stress e favorire il benessere psico-fisico, offrendo al tempo stesso uno spazio lontano dai ritmi frenetici tipici della vita contemporanea. L’approccio della montagnaterapia si pone l’obiettivo di rafforzare il senso di autoefficacia e la fiducia nelle proprie capacità, offrendo alle persone con:
- fragilità psicologiche
- dipendenze
- disturbi del comportamento alimentare
- problematiche legate all’isolamento sociale
- diverse forme di disagio mentale
uno spazio esperienziale in cui mettersi alla prova, integrandosi alle cure e ai percorsi già esistenti. Per molte persone infatti, raggiungere la fine di un sentiero o affrontare un’escursione in montagna non rappresenta soltanto un traguardo fisico, ma una metafora concreta del proprio percorso di crescita personale. La montagnaterapia così, diventa una cornice che, coniugando attività fisica e socialità, trasforma il cammino nella natura in un’opportunità di cambiamento e di benessere psicologico.
Le associazioni e i progetti di montagnaterapia in Italia
Dalla collaborazione tra professionisti della salute mentale, operatori sociali, educatori ed esperti di montagna, sono nati negli ultimi anni numerosi progetti che includono la montagnaterapia. Sul territorio sono presenti le attività promosse dal Club Alpino Italiano di Roma, che negli ultimi anni ha sviluppato numerosi progetti rivolti a persone con disabilità fisiche o cognitive, utenti dei servizi di salute mentale, soggetti con dipendenze o persone che attraversano situazioni di fragilità sociale. Tra i progetti che negli ultimi anni hanno contribuito alla diffusione della montagnaterapia vi è anche quello della Società Italiana di Montagnaterapia (SIMonT), nata con l’obiettivo di promuovere lo studio, la ricerca e la diffusione delle pratiche terapeutiche-riabilitative nella cornice dell’ambiente montano. Queste realtà testimoniano come la montagna possa trasformarsi in uno strumento capace di migliorare la salute delle persone, rendendo le esperienze “outdoor” accessibili anche a chi vive in situazioni di fragilità, attraverso:
- percorsi guidati
- escursioni
- attività di gruppo
Dal punto di vista psicologico, queste attività offrono un’opportunità particolare, spesso sottovalutata ad oggi: il rallentare. La distanza dalle continue sollecitazioni digitali infatti, favorisce una maggior presenza mentale, attraverso l’attenzione focalizzata sull’ambiente circostante, il ritmo del cammino e il rapporto con l’altro.
Oltre la vetta
Forse, uno degli aspetti più interessanti della montagnaterapia è che il suo obiettivo non coincide necessariamente con la vetta. Il valore e il cuore dell’esperienza offerta, risiede nel percorso stesso: nei passi condivisi, nelle difficoltà affrontate insieme, nella capacità di adattarsi agli imprevisti e di riscoprire risorse personali che sembravano dimenticate. In un’epoca che spinge costantemente verso la velocità e la prestazione, la montagnaterapia propone una prospettiva differente, meno incentrata sulla “velocità” e sul raggiungimento del risultato immediato, ma concentrata più su quella del cammino. Ed è proprio lungo quel cammino che molte persone trovano nuove forme di benessere, autonomia e appartenenza.

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