Il Cile è un Paese in cui tradizione e modernità convivono, questo perché vi è la forte influenza delle radici indigene e dell’eredità coloniale spagnola. Ad esempio, a Santiago del Cile troviamo elementi di straordinaria modernità, come i grattacieli, ma anche tanti monumenti storici tradizionali, come la Cattedrale di San Giacomo, fatta ergere dal conquistatore spagnolo Pedro de Valdivia. Questo si riflette profondamente nella cultura e nelle tradizioni del popolo, e in particolare lo vediamo attraverso la cucina: i piatti tipici cileni, che scopriamo in questo articolo, uniscono sia i sapori locali che le influenze dei popoli antichi.
Quali sono i piatti tipici cileni da assaggiare?
| Piatto Tipico | Ingredienti principali |
|---|---|
| Empanadas | Pasta ripiena di carne di manzo, cipolla, uova sode, olive e spezie. |
| Cazuela | Brodo ricco a base di pollo o manzo, zucca, patate, mais e verdure miste. |
| Pastel de choclo | Sformato cotto al forno con base di carne, ricoperto da una crosta di mais dolce caramellata. |
Indice dei contenuti
1. Piatti tipici cileni: Empanadas
Esse sono dei gustosi fagottini di pasta che hanno la forma di una mezzaluna e possono essere fritte o cotte nel forno. Si preparano con la farina di mais (o di grano) e sono ripiene di verdure, carne di manzo tritata (il famoso pino), formaggio, salsa di pomodoro, cipolla, e altri ingredienti tipici come olive e uova sode, il tutto insaporito da spezie locali. In particolare, in Cile vengono tradizionalmente mangiate ripiene di carne, cipolla, uvetta e uova sode.
L’origine di questo piatto proviene dalla Spagna, più precisamente dalla Galizia, in cui, sin da epoche remote, le empanadas rappresentavano il pranzo pratico che pescatori, contadini e pellegrini portavano con loro. Infatti, in un antico bassorilievo nel portico della cattedrale di Santiago di Compostela si trova la primissima rappresentazione di un’empanada. Si ipotizza però che gli spagnoli, a loro volta, abbiano acquisito la preparazione originaria dai popoli arabi, dove l’abitudine di presentare carne finemente tagliata dentro un fagotto di pane era molto diffusa e dà tuttora luogo a ricette celebri come il kebab.
Esistono innumerevoli varianti dell’empanada in Sudamerica:
- Sebbene nella loro versione più nota siano di carne di manzo, in molte varianti sono farcite con carne di gallina, di pollo, oppure di maiale o lepre, come avviene comunemente in Patagonia.
- Le empanadas cucinate nella provincia argentina di Córdoba sono ripiene anche di pezzi di patata lessa e dolce uvetta. Inoltre, durante la Settimana Santa vengono cucinate le empanadas de vigilia rigorosamente ripiene di pesce, specialmente di tonno.
- Oltre alle classiche empanadas tradizionali, in altre zone si preparano i “panzerotti“, in particolar modo nel quartiere di Palermo a Buenos Aires, spesso farciti in modo gourmet con formaggio, basilico e pollo agli champignon.
- Vi sono anche le empanadillas, cioè dei dolci panzerotti impanati, fritti e ripieni, come il dolce di batata (patata dolce) o il celebre dulce de leche. Essi sono tipici soprattutto del nord dell’Argentina.

2. Cazuela
Il nome rustico del piatto significa letteralmente “pentola” in spagnolo, poiché solitamente per cucinarla a lungo viene utilizzata una pentola poco profonda e capiente, fatta rigorosamente di terracotta. Esso è indubbiamente uno dei principali piatti tipici cileni ed è un sostanzioso brodo ottenuto dalla lenta cottura di diversi tipi di carne e verdure mischiate insieme; la cazuela cilena tradizionale è a base di pollo o manzo, ma ne esistono anche gustose varianti a base di maiale, agnello e persino tacchino.
Una caratteristica tecnica importante è che viene prima fatta bollire la carne assieme a varie verdure tritate come carote e cipolle in un’unica pentola, per far amalgamare bene e rilasciare i sapori, e poi tutti gli altri ingredienti più delicati (come il riso, la zucca, le patate intere, i fagiolini e il mais dolce) vengono cucinati separatamente in pentole individuali e uniti solo al momento esatto di servirla a tavola. Il piatto viene quindi servito caldissimo, accompagnato da questi grandi pezzi di ingredienti e guarnito abbondantemente con un po’ di coriandolo fresco o prezzemolo.
Di solito poi, gli eventuali e deliziosi avanzi del giorno prima vengono tritati finemente, mescolati con i piselli e trasformati in uno stufato denso chiamato carbonada. Le umili origini della cazuela risalgono al periodo coloniale, subito dopo l’arrivo degli esploratori spagnoli nel 1500. I conquistadores portarono con sé ingredienti tipicamente europei come manzo, pollo, riso, cipolle e aglio, che inevitabilmente si fusero con gli ingredienti locali già utilizzati abitualmente dai popoli indigeni del territorio, come i Mapuche, che coltivavano da secoli il mais, la zucca, le patate andine e così via. Il saporito risultato fu proprio un piatto che esprime alla perfezione il primo grande incontro tra la cultura europea e le antiche tradizioni indigene.

3. Pastel de choclo
È una ricca e profumata torta di mais ripiena di carne di manzo tritata, pollo sfilacciato, olive nere, uvetta dolce, cipolle soffritte e fette di uova bollite. Viene messo in un tegame di terracotta (tradizionalmente chiamato paila) un primo strato cremoso di pasta di mais, ottenuta cuocendo e frullando a lungo i chicchi freschi schiacciati; poi si aggiunge l’abbondante ripieno di carne e infine si ricopre il tutto con altra soffice pasta di mais. Prima di infornare la preparazione ad altissima temperatura, si spolvera di zucchero la superficie, per ottenere una deliziosa crosticina caramellata e dorata.
Anche questo iconico piatto ha sia origini indigene che spagnole: il nome stesso racconta fedelmente la sua doppia storia, siccome “Pastel” deriva dallo spagnolo e significa torta (o sformato), mentre “Choclo” è una parola di antica origine quechua che indica specificamente il mais tenero e fresco. Prima dell’arrivo degli spagnoli, infatti, gli indigeni in questo vasto territorio coltivavano e consumavano quotidianamente il mais, il quale era un alimento base e fondamentale in tutte le culture precolombiane, che veniva macinato a pietra per creare impasti e preparazioni cotte in rudimentali recipienti di argilla. Poi, come abbiamo detto prima per la cazuela, con l’arrivo dei conquistadores, la cucina locale si arricchì improvvisamente di nuovi ingredienti europei e carni, e, proprio dal perfetto incontro tra questi elementi importati e il mais indigeno, nacque gradualmente la ricetta del pastel de choclo, che anch’esso esprime a tavola l’incontro storico e culinario tra due culture profondamente diverse.

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