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Scioperi aerei 2026: previsioni e rimborsi dopo l’anno nero 2025

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Volare non è mai stato così difficile come nel 2025, un anno che si è concluso con molte sfide per il settore e che è stato definito da molti esperti come un vero e proprio anno nero per i viaggiatori. Nei dodici mesi appena trascorsi, la domanda di voli è tornata ai livelli di cinque anni fa, ma il settore non è stato in grado di soddisfarla appieno, lasciando moltissime persone alle prese con disservizi assortiti e disagi di notevole entità. Pertanto, la domanda che moltissimi si pongono è la seguente: cambieranno le cose a partire dal 2026? Nei prossimi paragrafi analizzeremo la situazione e capiremo cosa possiamo aspettarci per il futuro.

Gli scioperi di dicembre 2025

Situazione volo Diritto o azione da intraprendere
Ritardo > 3 ore Diritto al risarcimento economico
Cancellazione o ritardo Conservare documenti e prove audio/video
Rimborso massimo Fino a 600 euro (in base alla tratta)
Contenzioso legale Accesso diretto al giudice (no conciliazione obbligatoria)

Una delle questioni più calde è stata quella degli scioperi, che si sono susseguiti a cadenza regolare per tutto il 2025, e il mese di dicembre non ha fatto eccezione. Il 15 dicembre, le mobilitazioni hanno coinvolto il personale di terra di alcune società attive a Linate, Monte Settepani, Bari-Brindisi, Milano Malpensa e Catania Fontanarossa.
Nella stessa giornata, Fit-Cisl e Ugl-Ta avevano indetto uno sciopero nazionale di 4 ore, dalle 13 alle 17. Tra le diverse divisioni dell’Ente Nazionale per l’Assistenza al Volo, hanno incrociato le braccia i lavoratori Enav di Milano Malpensa e Milano Linate, quelli dell’Aeroporto di Parma e quelli dell’Aeroporto di Bergamo.

Aerei in ritardo: cosa fare?

Le giornate di sciopero hanno causato non pochi disagi ai passeggeri, che uscivano da un’estate, quella del 2025, contrassegnata da disservizi di ogni genere. Secondo i dati forniti da Eurocontrol, circa 3,13 milioni di voli tra giugno e agosto hanno avuto problemi, causando la cifra record di 16,9 milioni di minuti di ritardo, un incremento del 45% rispetto al 2019.
In queste situazioni, in caso di ritardi aerei imprevisti, AirHelp, una realtà che tutela le vittime dei disservizi del trasporto aereo, ha fornito una guida dettagliata dei comportamenti da tenere:

  • Conservare i documenti di volo, produrre testimonianze audio o video del ritardo accumulato (solo i ritardi superiori alle 3 ore danno diritto al risarcimento) e aggiungere scontrini e ricevute delle spese extra eventualmente affrontate.
  • Con tutto il materiale è possibile recarsi presso lo sportello della compagnia, chiedere informazioni ed eventualmente far partire l’iter risarcitorio.
  • In alternativa, ci si può affidare a esperti come AirHelp, per ottenere un rimborso che può arrivare anche a 600 euro in base alla lunghezza del volo.

Inizio anno all’insegna delle proteste

Quelli di dicembre non sono stati gli unici scioperi programmati. Due nuove giornate di protesta sono previste per gennaio e febbraio 2026. Il 10 gennaio si fermerà per 24 ore il personale degli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa, mentre alcune aziende attive nello scalo di Venezia si uniranno alla mobilitazione.
Il 5 febbraio, invece, si terranno 4 ore di sciopero nazionale indette dalle principali sigle sindacali attive a Roma nell’aeroporto di Fiumicino, con la fermata programmata dalle 13.00 alle 17.00.

Le prospettive per il futuro

Purtroppo, le prospettive per i prossimi mesi sono poco incoraggianti. Boeing, principale fornitore di mezzi a livello mondiale, ha recentemente annunciato un taglio del 10% della forza lavoro, manovra che farà ritardare ulteriormente le tanto attese consegne dei modelli 777X. Rolls Royce, azienda specializzata nella realizzazione di motori per i velivoli tarderà nella consegna dei suoi propulsori a British Airways che si vedrà costretta a cancellare tutti i collegamenti Londra-New York per i primi tre mesi dell’anno.

E la situazione è la stessa per moltissimi altri operatori di volo. Se aggiungiamo anche la difficile congiuntura socio-politica attuale, è davvero difficile ipotizzare un cambio di rotta nel 2026, dopo il difficile anno nero appena trascorso. Si prevedono quindi nuovi disagi per i passeggeri che quasi sicuramente dovranno ancora una volta districarsi fra aerei in ritardo, cancellazioni inaspettate e problemi di overbooking.

Altra grande questione irrisolta è quella dei prezzi dei biglietti, saliti a dismisura nel corso dell’ultimo anno. In questo campo, però, le previsioni degli esperti di settore sono discordanti. Alcuni sostengono che i biglietti saranno meno cari a causa dell’allargamento del mercato e di una ritrovata competitività degli operatori. Altri danno previsioni meno ottimistiche, anche alla luce delle recenti dichiarazioni dei principali vettori di volo europei che hanno annunciato una sovrattassa sui biglietti per riuscire a implementare le nuove politiche green imposte dall’UE.

Addio alla conciliazione obbligatoria

Per fortuna, tornando al tema dei rimborsi, i passeggeri da qualche mese hanno la possibilità di velocizzare la richiesta di risarcimento. Sparisce infatti l’obbligo di conciliazione obbligatoria imposto dalla delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti dell’8 febbraio 2023, n. 21. Questo a seguito di una storica sentenza del TAR Piemonte che garantisce alle vittime di disservizio di andare direttamente in giudizio per ottenere il risarcimento previsto per voli cancellati o con ritardi prolungati.

Parliamo di sentenza storica perché fino alla pronuncia del TAR il procedimento era diverso e prevedeva la possibilità di ricorrere in giudizio solo ed esclusivamente dopo un tentativo obbligatorio di conciliazione tra il passeggero vittima e la compagnia di volo. Una situazione che costituiva un costo in più per il consumatore e che implicava tempi di risoluzione della controversia nettamente più lunghi.

Fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/aeroporto-a-passeggio-in-attesa-4120835/

Articolo aggiornato il: 13 Gennaio 2026

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