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Eroica Fenice

Alle case le finestre, alle persone gli occhi

Alle case le finestre, alle persone gli occhi

Alle case le finestre, alle persone gli occhi. Le finestre, per guardare fuori, gli occhi, per vedere dentro.

Negli ultimi anni sono entrata in molte dimore, ho cambiato quartieri, stanze, mobili, letti. Potrei essere l’addetta al riconoscimento dei materassi più utili in caso di scoliosi, ai cuscini migliori in caso di cervicale. Farei un baffo ad ogni venditore di doghe, potrei deridere i più rinomati arredatori d’interni.

Saprei ben consigliare il modo in cui disporre le scrivanie affinché siano nella posizione ideale per avere una maggiore esposizione solare, saprei arredare le camere più vuote. Sono in grado di cambiare in maniera ottimale disposizione degli armadi, di riempire nella maniera più gradevole agli occhi, le pareti vuote.

Ci so fare, insomma, con le case.

Negli ultimi anni ho visto molte persone. Senza bussare, ho distrutto le barriere oculari più salde. Mi sono fatta spazio all’interno delle menti più chiuse, ho provato disagio prendendo un caffè nella scatola cranica dei soggetti più aperti di questo mondo. Ho riposto in occhi altrui i miei segreti, ho fatto in modo che i miei si nascondessero nello stesso posto in cui mi raccontavo per l’ultima volta.

Ho raccolto la saggezza nata dai semi della mia inesperienza, ho imparato ad essere una persona inesperta ma saggia. Ho ascoltato aneddoti all’interno delle menti altrui, ho vissuto le esperienze di vita che scorrevano come diapositive davanti ai loro occhi, mi sono fatta i loro film, ho pianto per ogni finale non mio, ho preso quanto più potevo, ho dato anche quando non sapevo.

Ci so fare, insomma, con gli occhi.

Alle case le finestre, alle persone gli occhi

Quanto è giusto cambiare con tale frequenza casa? E soprattutto, quanto è utile cambiare con la stessa frequenza, occhi?

Vorrei imparare a chiudere le finestre della mia casa e rimanere per una volta chiusa all’interno senza cedere immancabilmente all’esigenza continua di guardare fuori e rimanere costantemente affascinata da ciò che vedo al punto di non riuscire a non uscire e render mio tutto ciò che mi incuriosisce.

Vorrei imparare a chiudere gli occhi e rimanere per una volta chiusa all’interno senza cedere immancabilmente all’esigenza continua di guardare dentro gli altri e rimanere costantemente affascinata da ciò che non vedo al punto di non riuscire a non entrare e render mio tutto ciò che non mi piace. Vorrei smettere di riempire le case, vorrei cessare di svuotare le persone.

Vorrei, per una volta, chiudere le finestre, serrare gli occhi e dormire.

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