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Eroica Fenice

Analisi di una lastra di ghiaccio: l'arte delle persone fredde

Analisi di una lastra di ghiaccio: l’arte delle persone fredde

«Niente è più brutto di una parola d’amore pronunciata freddamente da una bocca annoiata».

Diceva, a tempo debito, il nostro caro Naguib Mahfouz.

Oggi, cari lettori, ci siamo muniti di lente di ingrandimento per scovare i segreti più oscuri delle… persone fredde. Fredde come il ghiaccio. Vi sentite forse chiamati in causa? Meglio, quest’articolo vi insegnerà qualcosa. Non vi sentite chiamati in causa, ma capite di cosa sto parlando? Non capite neanche di cosa sto parlando? Ma suvvia, è impossibile. A meno che voi non viviate su Marte, in quel caso… le persone non possono che essere di fuoco. (capito la battuta?).

Quanto è difficile rompere il ghiaccio?

Il prototipo della persona fredda è piuttosto interessante da analizzare:

no, no, non la lente di ingrandimento in quella direzione, nell’altra!

Che significa che dall’altra parte non vedete alcunché?

È ovvio! C’è una lastra di ghiaccio: che vi aspettavate di vedere?

Mi scuso con i signori lettori per le continue interruzioni: ho assunto un’equipe di assistenti per la mia impresa (psicologica, si intende) di analisi delle lastre di ghiaccio. Forse avrei dovuto selezionare i candidati più rigorosamente: ma, del resto, si commettono errori. Considerate chi mi ha lasciato una penna in mano e mi ha permesso di comporre questo articolo: malo, malo!

Dicevo, il prototipo della persona fredda è piuttosto interessante da analizzare: interessante quanto difficile. Mentre stilare un profilo psicologico di una persona che esterna i propri sentimenti è abbastanza facile, ma pensate di farlo di qualcuno che non lascia intravedere un minimo di ciò che pensa, lì è davvero diventa un’impresa quasi impossibile! Pensate ad una persona solare e socievole: beh, quando è a proprio agio il suo carattere verrà fuori e brillerà in tutta la sua magniloquenza e magnificenza; ma quando è in una situazione di imbarazzo o di disagio assumerà, ovviamente, un comportamento diverso.

Bene. Ora pensate ad una persona che è sempre uguale. Statica, una roccia, stesso viso, stessa espressione. Riuscireste a capire in quali situazioni sta meglio, quali circostanze preferisce, quali compagnie ama? Non penso. (E se ci riuscite, signori lettori, vi consiglio di intraprendere una carriera in Psicologia: siete davvero bravi).

Ecco perché abbiamo bisogno di un’analisi specifica.

Il laboratorio è sulla destra: vi prego di entrare con me.  

L’arte delle persone fredde

Osservando attentamente il prototipo in questione, ci siamo resi conto che:

  • Se la persona fredda sta bene con voi, non ve lo dirà.
  • Se la persona fredda vi vuole bene, non ve lo dirà.
  • Se la persona fredda vi ama, non ve lo dirà.

Che dire? Le parole non sono l’arte della persona fredda. Ma, allora, qual è?

Probabilmente, i gesti. Ciò che qualcuno non vi esprime attraverso le parole, vi dimostrerà attraverso i gesti. State attenti a ciò che le persone fredde fanno: anche un abbraccio può significare davvero molto.

Il nostro piccolo ghiacciolo

Tuttavia, in questa eterna lotta fra un tipo psicologico e l’altro, nel tentativo perseverato dall’uno di prevalicare sull’altro, io rivolgo un appello alle persone fredde: perché esserlo? È vero: è caratteriale. Nessuno vuole cambiare il vostro carattere, ma vi sono alcune situazioni in cui il proprio orgoglio deve essere messo da parte per il bene delle persone che vi sono accanto.

Magari un gesto che per voi può significare tanto non viene compreso da tutti.

Magari potreste venir fuori come dei menefreghisti a cui non importa della presenza altrui.

Sentirsi superflui, non amati, non accettati… non è mai bello. E non è sano. In un’amicizia, in una relazione, in qualsiasi tipo di rapporto voi siate, la comunicazione è essenziale. Ci vuole coraggio per esternare le proprie emozioni.

E magari contesterete ciò che sto dicendo: magari direte che le parole possono essere falsificate, i gesti no, ma vi sfido a guardare negli occhi la vostra persona e a dirle che l’amate.

Qui capirete la reale difficoltà. E qui capirete che, a volte, un verbo ed un pronome possono valere più di mille piccoli gesti non compresi. Agire a nostro modo è facile: viviamo tutti nel nostro piccolo solido in cui siamo imprigionati, nel nostro ghiacciolo, ma parlare con un linguaggio universale, esprimerci pur sapendo che l’altro comprenderà, è molto più difficile. E non è da tutti.

Ma, in ogni caso… se avete il cuore di ghiaccio spero almeno sappiate farci un bel Mojito.

 

 

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