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Eroica Fenice

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Favola: il c’era una volta di chi è straordinario

C’era una volta un’anima solitaria e ferita, in contrasto col mondo, in lotta con sé stesso. La favola di un’anima gentile, che viveva in una fortezza in cui si difendeva dal mondo.

A poca distanza da quella fortezza abitava un’eroica poetessa che raccoglieva frammenti del suo tempo, del suo cuore, del suo coraggio e cercava di riprendersi la propria vita.

Le due solitudini nella favola si incontrarono, nella loro immensa fragilità. E quando due solitudini si incontrano, si annullano.

Ogni sera, quando il sole scompariva all’orizzonte per dar posto ad una nuova notte d’amore lei gli raccontava sempre questa favola, prima di addormentarsi insieme:

«Ti racconterò daccapo la favola di noi due, ogni volta che vorrai. La sera prima che ti addormenti, che l’ultima impresa eroica della giornata sarà stata vedere i tuoi occhi dischiudersi davanti ai miei. E la mattina quando l’alba dalle rosee dita avrà sfiorato i nostri corpi uniti per il risveglio di un nuovo giorno insieme.

E ogni volta che non vorrai. Quando le nostre voci si sovrapporranno fino a creare delle temporalesche nubi, e i silenzi cadranno come lame taglienti e le parole prive di verità ci colpiranno solo per la paura di perderci.

Ti racconterò di quando la vita aveva annegato le speranze, e sigillato il cassetto dei sogni, ed ogni attimo susseguiva quello dopo solo per l’inerziale e ineluttabile scorrere del tempo.

Ti racconterò di una felicità che è venuta per mano con te, fra i tuoi ricci corvini e il sorriso d’argento.

Che da quella sera, quando la musica suonava solo per noi due, io non ho fatto altro che scrutare i tuoi occhi alla ricerca della tua anima attraverso le ombre del tuo passato, dei ricordi sbiaditi, degli errori commessi, dei sorrisi persi. Come un navigante ho superato le onde dei tuoi difetti, e le alte maree della tua voce. E non fa nulla se nel tuo mare ci siamo persi e poi ritrovati dilatando questo tempo finito che da poco ci unisce, non fa nulla se tu hai spostato spesso la meta di un palmo più lontano da me, e non fa nulla se spesso ho gettato anche io un’ancora come salvataggio. Non ho mai detto di essere un buon marinaio, e si sa, in mare aperto anche i più bravi sono assaliti dai fulmini, dubbi paure e tempeste. Ma la tua isola, i tuoi occhi, il tuo sorriso, che ancora hai e più splendido che mai, varranno quel viaggio…quel viaggio che dura ancora.

Fosse anche un miraggio, il solo fatto che io la vedo, ti rende straordinario
Senza l’idea dei un’isola in cui trovare la tua anima, io non sarei mai partita. Questo fa sì che tu mi faccia sentire straordinaria»

E così dischiusi gli occhi al cuore colmo e alla notte calata, s’abbandonarono ad una lunga notte d’amor.

Favola: il c’era una volta di chi è straordinario

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