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Eroica Fenice

Fenomenologia dell’imbecille medio

Una delle prove a cui a volte la vita ci sottopone è quella di dover avere a che fare con un imbecille. Colonie di esemplari di questa fastidiosa categoria umana si annidano felici nei settori più disparati del sistema sociale: in famiglia, tra gli amici, tra i vicini di casa; tra i governanti e i vertici del potere, delle istituzioni, delle aziende o anche nei posti di lavoro più alla portata di tutti.

Identikit dell’imbecille

Di indole ridanciana, prevaricatrice, inetta, presuntuosa benché tendenzialmente ignorante, l’imbecille attecchisce generalmente su di un humus costituito da soggetti umanamente predisposti alla sottomissione o, peggio ancora, intellettualmente più limitati di lui. Di norma, l’ottuso non riesce proprio né a comprendere certi concetti basilari né a formulare ragionamenti leggermente più articolati di quelli partoriti solitamente dalla sua mente bacata. La sua ristrettezza intellettuale fa spesso trasecolare il malcapitato interlocutore di turno, il quale, al cospetto di risposte o affermazioni illogiche orgogliosamente fornite dallo stolto, purtroppo ha solo due possibilità di sopravvivenza davanti a sé: arrendersi disarmato di fronte a cotanta stupidità senza nemmeno saggiamente replicare oppure intraprendere un blando ma coraggioso contraddittorio, sprezzante di quanto acutamente affermato secoli fa dal sempre veritiero Oscar Wilde: «Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza».

L’imbecille fortunato e i suoi successi inspiegabili

In realtà, c’è una punizione esistenziale ancora più crudele della frustrazione intellettuale dovuta al mero interagire quotidiano con un imbecille: quella di dover guardare attoniti i successi da lui ottenuti a scapito o a differenza di soggetti ben più meritevoli di lui. Per chi osserva la vita di un ebete con un minimo di spirito critico e dall’alto di un livello di intelligenza non necessariamente sopra la media, la facilità con cui l’imbecille raggiunge determinati obiettivi appare ammantata dal mistero più fitto, quando in realtà per lui servirebbe quasi un amministratore di sostegno. Dal conseguimento del diploma a quello della laurea, dall’inserimento nel mondo del lavoro alla creazione di un proprio nucleo familiare, la vita dell’imbecille sembra un enigma indecifrabile agli occhi dei più, i quali non possono far altro che appellarsi all’avvento di raccomandazioni e manne simili per spiegarsi almeno in parte i suddetti fenomeni paranormali.

È alquanto irritante, poi, dover spesso amaramente constatare come all’imbecille vada sempre a buon fine qualsiasi azione insulsa da lui compiuta, a dispetto di chi cerca di campare secondo principi basilari quali il buon senso, la diligenza, il rispetto e, ciononostante, non sempre venir per questo premiato dalla vita. L’imbecille, infatti, è abilissimo nel realizzare gesta eroiche senza pensare alle conseguenze nefaste delle stesse, forte non solo della sfacciata fortuna che lo assiste in toto, ma anche di una inspiegabile aura di immunità verso le sciagure che ha molto spesso del miracoloso.

Un mondo senza imbecilli

Facile concludere la disamina dello scemo affermando che, in un mondo quasi perfetto, gli stolti non dovrebbero esistere. Magari giusto una sparuta minoranza, una media di un imbecille su trecento abitanti giusto per dare una nota di colore all’esistenza ed avere sempre un soggetto di cui sparlare senza pietà alcuna, purché l’ottuso non raggiunga posti di lavoro o ruoli ambiti a scapito dei meritevoli. Purtroppo, è necessario imparare a convivere con l’imbecille di turno, anche se a danno del fegato e del sistema nervoso di chi è costretto suo malgrado ad interagire con lui. Del resto, defenestrare un idiota, specie in certi ambiti particolari, non è affatto un’operazione facile, indolore, né priva di svariate conseguenze.

È bene avvisare che, a seguito di qualche momento di massimo avvilimento dovuto alla sovraesposizione da imbecille, si possa addirittura arrivare a concludere che se questi è riuscito in qualche modo seppur oscuro a raggiungere certi obiettivi, forse tanto stupido non è. Ma niente paura: per ripristinare la propria autostima momentaneamente minata dal dubbio, è sempre bene ricordare il semplice ma efficace mantra ripetuto dal mitico Forrest Gump: «Stupido è chi lo stupido fa»; oppure appellarsi fiduciosi al noto proverbio che recita «Quando il dito del saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito». Fermo restando che l’imbecille sappia cosa sia la luna.

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