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Eroica Fenice

I benefici dell’insignificanza: una riflessione sull’ultima opera di Kundera

Recentemente mi è capitato di leggere l’ultimo libro di Milan Kundera, La festa dell’insignificanza. A parte il titolo molto incisivo e la difficoltà a classificare il testo secondo una precisa tipologia letteraria (non proprio un romanzo né una pièce teatrale), quello che più mi ha colpito del libro è un passaggio che recita: “L’insignificanza, amico mio, è l’essenza della vita. […] Occorre spesso coraggio per riconoscerla in condizioni tanto drammatiche e per chiamarla con il suo nome. Ma non basta riconoscerla, bisogna amarla, l’insignificanza, bisogna imparare ad amarla”.

Queste affermazioni mi hanno portato a riflettere molto su cosa possa voler dire riconoscere la propria insignificanza. La risposta a questo interrogativo è fornita, a mio avviso, dal modo in cui l’autore tratta la materia del romanzo (chiamiamolo così), e cioè con una ironia sottile e presente in tutte le situazioni descritte. L’ironia, infatti, è un elemento destabilizzante, dissacrante e di difficile uso. Richiede a volte un contesto per non diventare dileggio (il riso abbonda sulla bocca degli stolti, direbbero i latini). Se poi viene indirizzata a se stessi può contribuire ad alleggerirsi dalle pressioni, smorzare i fallimenti e migliorare l’autostima.

Non tutti però sono in grado di fare autoironia, o, almeno, non potrà farlo chi è abituato a prendersi sempre sul serio e non sa o non vuole mettere in discussione le proprie certezze. Si, perché l’ironia nasce dal dubbio, si alimenta di una sana insicurezza e trae forza dal coraggio di ridere anche di se stessi. Richiede, inoltre, comprensione ed arguzia, intelligenza ed intuito, ma ripaga nelle situazioni drammatiche. 

Il dubbio poi è prerogativa delle persone intelligenti, di chi si mette in discussione, di chi coglie le sfumature, di chi non sa stabilire se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Mi viene in mente una massima sottile quanto, ahimè, poco confortante di Bertrand Russell: “Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi”.

Lungi dal voler essere tanto netti e senza discutere sul contenuto dell’aforisma, mi verrebbe da consigliare a tutti noi di essere sapientemente dubbiosi, ironici, e, soprattutto, insignificanti al punto giusto.

– I benefici dell’insignificanza –      

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