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Eroica Fenice

Il fatidico sì. L’amore ai tempi della normalità

Fino a qualche decennio fa, tra i requisiti fondamentali per pronunciare il fatidico sì l’amore non veniva neppure quasi preso in considerazione: molti di noi devono la propria esistenza agli accordi utilitaristici contratti dai vari bisnonni.

Il secolo della modernità, tra le varie conquiste conseguite dalle “magnifiche sorti e progressive”, vanta il raggiungimento dell’amore libero o, forse in un senso più adeguato, del libero amore.

A pensare che sia esistito un tempo in cui due individui si siano sposati in seguito a degli accordi contratti dai rispettivi genitori, senza neppure conoscersi, rabbrividiamo. Il movente del matrimonio era l’utilità che le famiglie contraenti potevano ricevere. Gli unici che potevano sottrarsi alla dura legge della società erano i nullatenenti che dall’unione con un “simile” non ci guadagnavano nulla.

Meno male che le cose sono cambiate! Oggi siamo liberi! Sì. Liberi di sposare chi vogliamo! Liberi di poter percorrere le tappe che la società moderna, anzi più che moderna, con le sue leggi, ora come allora, non scritte, ci impone.

Oggi possiamo sposare chi vogliamo! Basta che ci sposiamo, che pronunciamo il fatidico sì! Basta che riusciamo a far affiancare alla nostra firma quella della nostra preda su un contratto che dà stabilità e sicurezza ad un’unione che si regge su compromessi così sottili e infimi da necessitarne la convalida scritta.

Cos’è oggi il matrimonio? Un contratto che salvaguarda le due parti in caso di rottura. Sì, ci si sposa pensando già che l’unione è destinata a finire e, perciò, meglio pararsi il c…apo… prima di romperselo definitivamente. Un’enorme mancanza di fiducia in quello che si definisce il proprio compagno di vita.

Secondo le leggi non scritte della società, per essere considerati “normali” e parte integrante del genere umano, bisogna, a un certo punto della propria vita, unirsi a un individuo di sesso opposto o oggi, finalmente, anche uguale. Per rispondere a tale esigenza basta una sola condizione: non importa che l’altro/a ci piaccia, fisicamente e intellettualmente, o che sia compatibile con noi; basta solo che condivida la stessa condizione di “normalità” che garantisce l’appartenenza al genere umano e la sottomissione alle leggi della società.

Ci si conosce, ci si fidanza, si vive da fidanzatini, si esce il sabato sera e qualche volta in settimana, si approfitta di quando a casa non c’è nessuno per godersi di un po’ di intimità (pure se hai trenta e passa anni, tanto con mammà e papà ci vivi così bene, per quale motivo prendere casa da solo! Mica sei pazzo! Tu sei normale!); poi, quando sono passati dai 6 ai 12 anni (dipende da quanto l’orologio biologico della donna è lontano dal primo tic che segna l’inizio del countdown e da quanto la noia sia subentrata al già precario piacere iniziale della coppia) ecco che si mobilitano mammà e papà e si iniziano a prenotare chiese, ristoranti, a organizzare la grande festa del secolo che, finalmente, sancirà l’unione normale di due persone normali.

Ah, ho dimenticato di dedicare due parole agli audaci che, prima del fatidico sì, (bah, chi li capisce) vogliono provare prima un periodo di convivenza, spesso parziale (i giorni feriali con mammà e papà, i festivi con il fidanzato/a), per vedere se, dopo 6/12 anni, a trenta e passa anni, si sta bene insieme. Allora le cose si complicano, perché il pranzo mammà non te lo fa trovare più a tavola, te lo devi andare a prendere tu fino a casa! Dinanzi a difficoltà del genere, in effetti, solo una coppia ben salda può sopravvivere.

Finalmente si pronuncia il (già l’aggettivo è etimologicamente ambiguo) fatidico sì. E posso finalmente tirare un sospiro di sollievo perché, finché morte non ci separi, probabilmente, non dovrò più preoccuparmi del mio sostentamento economico perché il fe…lice uomo che mi mantiene l’ho trovato.

Prima dovevamo subire le scelte dei genitori. Oggi, invece, siamo solo succubi delle leggi della società, ma che società! Davvero moderna e progressista: finalmente normale!

Uff… meno male che le cose sono cambiate, che siamo finalmente liberi e che l’amore oggi è il primo movente di un’unione solida e duratura come il matrimonio!

 – Il fatidico sì. L’amore ai tempi della normalità –

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