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Eroica Fenice

Il tempo vola ed è tardi, sempre troppo tardi.

Il tempo vola e nel regno dei cieli siede sul trono un pagliaccio con orologio alla mano, che presiede un reality show di cui siamo i protagonisti che vengono perculati.

Il pagliaccio ha i capelli ricci e multicolori ai lati della testa, gli occhi enormi, il volto pallido, il naso rosso, gli atteggiamenti schizoidi e il sorriso finto.

Uno fra i suoi addetti alle burle inviatoci sulla terra canta più o meno così: «Il mondo va veloce e tu stai indietro!», tingendo di sere nere la nostra affannata esistenza e di rosso relativo senza macchia d’amore il nostro cuore ritardatario, che non fu pronto ad accogliere la voglia che scalpitava, strillava, tuonava, cantava (?), nell’animo di chi fu puntuale.

Tic, tac. Tic, tac. Tempo scaduto. È sempre troppo tardi

Il pagliaccio condanna i suoi fantocci a una corsa sfrenata dettata da percezioni sfalsate della realtà e del tempo, muovendo i loro fili dall’alto senza farli mai incontrare l’uno con l’altro.
Tic, tac. Tic, tac.

«Mi sto avviando. Cinque minuti e arrivo! Non fare tardi.»
«Cinque minuti. Cos’è cinque, se non un numero? Cinque minuti, poi, contengono un sacco di secondi. Potrei tardare con molta calma, stavolta.»

Tic, tac. Tic, tac. “Loooo sooooo, lo saaaaaai, il tempo voooola!”
«Ok, scappo.»

Tic, tac. Tic, tac. “Loooo so, lo saaaai…”.
«Stupido IPod. Sto correndo!»
“…La mente vooooola fuori dal tempo e si ritrova soooooola.”

«E dai, l’ho acchiappata la mia testa! Era fra le nuvole, ma ora ce l’ho sul collo. Maledetto Venditti, smettila di tediarmi pure tu. Non vedi? Fuggo alla velocità della luce e i miei piedi sono lì lì per ustionarsi.»

Tic, tac. Tic, tac. Troppo tardi. È sempre troppo tardi.
«Ah, povero me! Siamo già nel terzo millennio! Che tardi che è! Presto che è tardi!»
Io lo mangerei a colazione il Bianconiglio, se solo uscisse da questo corpo.

Tic, tac. Sento una porta che cigola. Tic, tac. Le unghie sulla lavagna. Tic, tac. Il ronzio di un calabrone. Tic. Tac. È tardi. Troppo tardi. L’IPod si è tramutato in un torturatore che mi vomita nelle orecchie solo fracasso e le lancette del mio orologio iniziano a girare nel senso sbagliato.

Il pagliaccio non riesce a trattenere le sue risate.

«Ahahah, non ci manca molto per l’infarto. Ora gli imposto Laura Pausini a tutto volume e gli stringo il collo con il cavo dell’IPod.»

I teleabbonati festanti dinanzi a quello che sembra essere uno di quegli spettacoli della Roma Imperiale con i gladiatori, abbaiano: «Imbecille, aggiornati! Esistono le cuffie Bluetooth!»

E il pagliaccio psicopatico, eccitatissimo nella sua tribuna d’onore, incita «Curre, curre guagliòòòò! Questa la mando in onda in prima serata. Picco di ascolti nel regno dei cieli! Ahahah!!!»

Tic, tac. Tic, tac. Oggi ho un esame e mi sono svegliata tardi.
Tic, tac. Tic, tac. Il tipo mi aspetta e sto ancora sulla tazza del cesso.
Tic, tac. Tic, tac. «Ah, ma l’appuntamento era alle 21.00? Avevo capito alle 23.00!»
Tic, tac. Tic, tac. «Sarò anche in ritardo, ma tu ricorda che sei pur sempre quello che all’asilo mi rubò la merenda. Sappi che non ho mai superato il trauma!»

Tic, tac. Tic, tac. Non trovo parcheggio.
Tic, tac. Tic, tac. Mannaggia le doppie file.
Tic, tac. Tic, tac. La macchina del capo ha un buco nella gomma e noi l’aggiusteremo…con il chewing gum.
Tic, tac. Tic, tac. S’è capito, arriveremo tardi a lavoro.

Il pagliaccio si smascella. Rotola per terra finché l’ennesima risata non lo seppellisce. I telespettatori sono scalpitanti sui resti dei polmoni squartati del clown. L’audience del reality incrementa. Partono cori da stadio dal cielo.

Tic, tac. Tic, tac. Devo ancora fare il check in. Ma l’aereo è già partito.

Ho il cuore in gola. Come diamine si respira?!? Mi tremano le gambe. Non riescono più a sorreggermi! Voglio vomitare. Anzi, voglio esplodere. Ok, non metto a fuoco più niente, è tutto annebbiato. No, ci mancava solo la testa…Sta per staccarsi la testa!!! Panico. Tic. Tac. Vengo meno! Tic. Tac.

«Ti mandiamo un Frecciarossa!» Tuona il pubblico, da lassù.

Tic tac. Tic, tac.

«Uè, il treno sta arrivando!»

«Eeehi, potresti battere un colpo?»

Tic, tac. Tic, tac.

…GAME OVER.

È tardi. Sempre troppo tardi.

Trenitalia, comunque, si scusa per il disagio.

 

Fonte immagine: https://pixabay.com/it/illustrations/il-tempo-vola-il-tempo-passa-tempo-2470848/

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