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Eroica Fenice

Allontanarsi dalla linea gialla (da Interno Giorno)

Allontanarsi dalla linea gialla (da Interno Giorno) Attenzione. Annuncio ritardo. Il treno regionale 42110 proveniente da Cassino e diretto a Napoli centrale delle ore 6.34 arriverà con 55 minuti di ritardo. Ci scusiamo per il disagio.”

“Saltata la mia prima ora di lezione,cazzo! Proprio oggi che il professore traduceva quel testo così difficile da comprendere; e con la fortuna che mi ritrovo, magari sarà proprio il testo che mi chiederà all’esame. Dovrò procurarmi gli appunti”. Tutto questo abita la mia mente nei secondi successivi all’annuncio; pensieri partono in automatico per cercare di trovare una soluzione a quello che, in quel momento, mi sembra un grave problema. Ma forse tanto grave non è;anzi,pensandoci bene,non lo definirei neanche un problema. Piccola preoccupazione alla quale si pone rimedio con qualche ora di studio in più, con la disponibilità di qualche collega o anche con una bocciatura tranquillamente recuperabile. Massì…quasi quasi entro al bar della stazione,chiedo un bicchiere di latte caldo e cerco di vederlo mezzo pieno. In fondo, oggi mi sono stati regalati 55 minuti per osservare il mondo.

Quanta vita passa da qui. Mi siedo sulla panchina del binario 4 e cerco di leggere le abitudini delle persone. Una ragazza, più o meno della mia età, si accende una sigaretta mentre due cuffiette suonano una musica che, forse, la riporta con la mente a lui che, anche oggi, non la richiamerà. Dei baffi brizzolati e folti si fermano al giornalaio, comprano un quotidiano,curiosando tra i fatti del mondo. Al tabacchino c’è Marco. No, non lo conosco…o meglio,lo conosco scolasticamente parlando. Frequentava il mio stesso liceo e ora ci ritroviamo a prendere ogni mattina lo stesso treno. Mai scambiata una parola con lui, quindi come dire se lo conosco o meno? Bah…non credo sia di vitale importanza rispondere. Accanto al tabellone degli orari c’è un uomo, non più di 35 anni credo. Abito scuro, la 24 ore nella mano destra e faccia da “viaggiatore abituale trenitalia”, ossia, faccia per niente stupita all’ascolto dell’ “annuncio ritardo”. E poi un padre che aiuta la figlia a mettere lo zaino sulle spalle, ragazzi assonnati per colpa di una sveglia che li ha richiamati al dovere dopo una notte di locali e amici, donne che ancor prima di andare a lavoro già sono ossessionate dal pensiero di cosa preparare per cena una volta tornate a casa.

“Attenzione. Il treno regionale 42110 proveniente da Cassino e diretto a Napoli Centrale è in arrivo in ritardo al binario 6 invece che al binario 4. Allontanarsi dalla linea gialla.”

Questo messaggio mi riporta alla realtà; mi alzo, prendo la borsa con i libri, comincio a scendere le scale del sottopassaggio e mi avvio al binario indicato da quella voce, oramai familiare. Il treno arriva, le porte si aprono, prendo posto accanto al finestrino e riporto la mia mente all’ora di lezione persa; perchè non sarà un problema…ma se evito la bocciatura è meglio. Ma sorrido pensando a chi, anni fa, mi portava a sedere su panchine di un’altra stazione. All’epoca non m’importava dei ritardi…io quei treni non li prendevo, li vedevo solo passare. Arricchita da questi 55 minuti, capisco perchè quella donna, immensa, portava me e i miei cugini in quella stazione. È straordinario osservare la vita come se, per un po’, non si facesse parte di essa.

Interno Giorno, Roberta Magliocca

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