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Eroica Fenice

Ipocondriaci, internet e tv

Ipocondriaci, internet e tv

Possono gli ipocondriaci guardare fiction e programmi a sfondo medico-scientifico senza correre dal medico di base accusando i sintomi di tutte le malattie del mondo? Immaginiamo un soggetto impressionabile vedere spiattellate sul proprio schermo ad alta definizione operazioni a cuore aperto, ferite zampillanti sangue, diagnosi sbagliate o difficili, malattie rare, conseguenze invalidanti di incidenti banali e svariate patologie di natura varia. Il televisore, da strumento di compagnia, potrebbe tramutarsi per lui in un’arma letale peggiore di una reale sindrome conclamata.

In principio fu E.R., il serial tv che lanciò il mitico George Clooney, alias il Dottor Ross, nello sfavillante mondo del cinema direttamente dal triage del pronto soccorso di Chicago. In seguito, sulla stessa scia dei pionieri medici in tv, seguirono Nip/tuck, con i due chirurghi plastici più sexy, promiscui e spregiudicati di Los Angeles; Doctor House, alias il mago degli internisti, con il suo bastone e il suo caratteraccio, sempre infallibile nel formulare diagnosi impossibili; Grey’s Anatomy, ossia l’incastro perfetto di casi clinici di particolare gravità con la storia d’amore tra la dottoressa Grey e il dottor Sheperd. Che dire di Scrubs che, seppur divertente e sicuramente più spensierato degli altri serial, sempre di malattie parlava. L’ultimo medical drama apparso in tv in ordine di tempo è Code black, ambientato in un grande pronto soccorso di un ospedale americano: nel titolo contiene quell’esplicito richiamo al colore nero che è un chiaro buon auspicio per chi voglia rilassarsi la sera davanti alla tv.

Dato il crescente interesse del pubblico verso il mondo della medicina, anche le trasmissioni televisive a sfondo medico/divulgativo si sono moltiplicate nel tempo a perdita di telecomando alla pari delle fiction: dall’immarcescibile Elisir alle più recenti Malattie imbarazzanti, Diagnosi misteriose, The Doctor Oz show e 24 ore in sala parto, programmi di punta dei palinsesti delle nuove reti del digitale terrestre.

Ma non bastano solo questi programmi pseudo scientifici ad influenzare il rapporto con la televisione di un malato immaginario. Anche trasmissioni tranquille e “asintomatiche” come Sconosciuti implicano sempre la presenza di una grave malattia a rompere l’idillio del racconto dei protagonisti. Proprio mentre si cena, tra l’altro. Insomma, le patologie e il terrore di averle tutte sono sempre in agguato, anche quando si guardano programmi televisivi apparentemente insospettabili o si gioca ai videogiochi o si scommette su tutti i casino online.

Ipocondriaci si nasce o si diventa? Se la predisposizione a sentirsi vittima di tutti mali del mondo non è necessariamente genetica, con l’avanzare dell’età la propensione al malessere può fare capolino nelle nostre vite da un momento all’altro e condizionarle pesantemente. Nei casi più disperati di ipocondria acuta, una donna potrebbe pensare persino di avere problemi alla prostata. È questo il campanello d’allarme che fa comprendere almeno a noi femminucce che, oltre ad essere terribilmente suscettibili in tema di malanni, è forse il caso di smettere una volta per tutte di vedere simili fiction e trasmissioni tv.

Ipocondriaci 2.0

Ma non è finita qui. Al binomio ipocondria–televisione manca l’anello di congiunzione tra una semplice impressionabilità ed il tracollo irreversibile del proprio stato di salute: Google. Il motore di ricerca è un alleato irrinunciabile non solo per chi voglia farsi del male gratuito cliccando su sintomi ed effetti di qualsiasi patologia scientificamente riconosciuta, ma anche per chi, dottore improvvisato, cerchi conferme on line alle diagnosi già precedentemente e sapientemente formulate sulla base delle proprie conoscenze cliniche.

Conclusione? Se dall’ipocondria non si guarisce e non si riesce a vivere senza guardare la televisione, meglio consolarsi con Beautiful e l’intramontabile Brooke. Lì di malattie non tanto se ne parla, al massimo, la bella bionda è andata a farsi qualche punturina al viso dai chirurghi di Nip/ tuck ma va bene così. Forse è meglio passare a miglior vita nel sonno, nel proprio letto, senza sapere nemmeno perché, e con la propria tv rigorosamente spenta.

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