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bamboccioni, fenomenologia

Bamboccioni. Fenomenologia di un mistero

Qualche anno fa una questione molto spinosa attraversò la penisola e i neonati social network: il dramma dei “bamboccioni”. Nel 2007 l’allora ministro Padoa Schioppa aveva detto cose poco gentili verso i giovani che abitavano con i propri genitori e questi non l’avevano presa bene.

Prima di riflettere sulla questione osserviamo i dati:
Secondo Eurostat in Italia i giovani se ne vanno di casa a 30,1 anni, mentre nel 2004 la media era quasi di un anno in meno. Separando i bamboccioni maschi dalle bamboccione femmine, la situazione è di poco differente: le giovani se ne vanno di casa in media a 29 anni, gli uomini a 31,3 anni. Pare che la cosa si spieghi con l’età matrimoniale, poco più bassa per le donne. Il dato su cui riflettere, però, è che il 65% dei giovani tra 18 e 34 anni in Italia vive con i genitori.

Se si escludono gli studenti universitari fuorisede che, per molti motivi, non possono essere considerati veramente ‘fuori di casa’, praticamente nessuno dei cosiddetti bamboccioni va via di casa prima di convivere o sposarsi. Avete presente quei filmetti americani in cui ci sono ragazze sulla trentina che fanno lavori di ogni genere, vivono in mini appartamenti carinissimi e poi la sera si divertono con le amiche? Ecco, loro. In Italia le loro serate si concluderebbero con il cammino nel corridoio con le scarpe col tacco tra le mani per non svegliare mammà e papà. Per loro nessuna relazione occasionale, nessun risveglio nel letto di una nuova conquista conosciuta in discoteca, nessuna storia divertente da raccontare, nessuna camminata di mattina con i vestiti della sera prima. Insomma le storie da film e telefilm d’oltreoceano non potrebbero essere ambientate nella penisola italica.

Bamboccioni, perché?

Lasciando ovviamente da parte chi non riesce ad essere indipendente per motivi lavorativi ed economici, pensiamo un po’ agli altri. Cerchiamo di capire quelli che un lavoro ce l’hanno, ma non schiodano. Ci sono molte interpretazioni possibili per questa strana italica abitudine e oggi cercheremo di analizzare alcune ipotesi:

– I giovani in questione sono grandi risparmiatori e intendono diventare come zio Paperone con il suo deposito di monetine d’oro. Ma, con gli stipendi del 2016, ci pare improbabile.
– I fanciulli credono che fuori dalle mura familiari si aprano dei buchi neri che li trascinerebbero a fondo appena varcata la soglia con l’idea di traslocare altrove.
Forse credono che senza un partner la vita abbia poco senso perché diventerebbero automaticamente delle zitelle o degli scapoloni o, questo ci pare più probabile, sono totalmente incapaci di gestire la quotidianità casalinga e sperano in un “partner-balia”.
– L’ultima ipotesi, che ci sentiamo di escludere per la profonda stima che nutriamo per il genere umano e per la nostra generazione, è che siano pigri e che preferiscano una vita da ‘figli’ che da adulti. Ma questo non è possibile!