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Eroica Fenice

un'ombra

Lettera ad un’ombra che ha smarrito se stessa su sentieri dissestati

Ti vedo come un’ombra smarrita

Cara Ombra,

hai smesso di essere te stessa. Non so bene quando sia accaduto, non credo sia avvenuto in un momento preciso: tanti piccoli segnali, minuscoli passetti, giorno dopo giorno. Avrei potuto rendermene conto, te lo concedo.

È l’età, mi dicevo. E invece no, stavi lasciando, a poco a poco, il tuo corpo per diventare un’ombra.
Così quando mi sono decisa ad agire, era troppo tardi. Eh sì, troppo tardi. E allora a nulla sono bastate le ore, i giorni, i mesi, addirittura  gli anni, a parlare, a ragionare insieme, perché tu non sei più te stessa.

Solo un’ombra di ciò che eri.

E quella che sei ora non è che non vada bene a me, perché per me tu andrai sempre più che bene, qualsiasi persona vorrai decidere di essere. Il problema è che non vai bene per te, per la vita che hai condotto negli ultimi tempi, per le strade che hai intrapreso, per quelle che vorrai intraprendere, per quei sentieri che proprio non ti decidi a cambiare, anche se così dissestati, così pieni di ciottoli e dossi fastidiosi.

Ti vuoi mostrare forte, adulta e invece sei fragile, lo sei talmente tanto da non rendertene conto. Quella poca stima che, incomprensibilmente, hai di te stessa ti ha portato a credere di valere zero, quando poi in realtà vali cento, ti ha portato a credere di poter vivere come un’ombra. E invece di percorrere strade lisce e agevoli ti sei andata ad inerpicare su quei sentieri dissestati, e sei caduta, oh quante volte sei caduta e ti sei fatta male, e tu non sei tornata indietro, non hai svoltato a destra o a sinistra o semplicemente sei rimasta a terra. No, hai continuato a camminare e hai perso te stessa.

Vorrei aiutarti a ritrovare, ma non so come fare. Lo so, tu non vuoi essere ritrovata, questo l’ho capito bene. Non fai altro che ripeterlo a gran voce. Tu che credi di essere forte, tu che sei così fragile.

Un giorno se ne renderà conto, mi dicevo.
Continuo a dirmelo. Solo che ora non ci credo più. Prima riuscivo ancora a vederti, in lontananza, su quei sentieri dissestati. Ora faccio fatica a scorgerti, solo un’ombra, sempre più indistinta. Non importa quanto io corra verso di te, sei più veloce, cadi, cadi mille volte, e ti rialzi e corri più veloce di prima e io, per quanto corra, non riesco a starti dietro. E ti vedo sempre più lontana, solo un’ombra, su quei sentieri dissestati.

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