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Eroica Fenice

manoveloce

Manoveloce e la scatola dei sogni

 

ManoveloceManoveloce, questo era il nick name con cui era conosciuto un ragazzo divenuto leggendario per la sua velocità nel chattare contemporaneamente anche con 50 profili diversi. Manoveloce riusciva a capire in tre secondi se un profilo era falso, perché ciò che cercava attraverso le chat erano le ragazze carine. Manoveloce era un vero conquistatore di cuori….ma cuori virtuali. Nella vita reale egli è ben altra cosa, un personaggio senza né arte né parte, poco considerato in famiglia e chiuso nel suo mondo virtuale: se in chat aveva 10.000 amici, nella vita reale non ne aveva neanche uno per andarsi a prendere un caffè.

Un giorno come tanti accade l’incredibile. In quel periodo le tempeste naturali erano molto frequenti ed intense, e, mentre Manoveloce si ritrovava a chattare contemporaneamente con 30 profili diversi (sottotono rispetto ai ritmi abituali), a mezzanotte vi fu un black out di proporzioni bibliche, che fulminò tutte le centrali elettriche del pianeta.     

Manoveloce improvvisamente si vide crollare il mondo addosso, trascorsero i giorni e la tecnologia, internet e il web sembravano assomigliare solo un ricordo del passato, non c’era più modo di riparare i generatori e le centrali elettriche del mondo intero. Il tempo trascorreva per lui dietro i vetri di una finestra affacciata su una grande città, con il timore di incrociare lo sguardo di un probabile interlocutore dei tempi andati. Per Manoveloce si era sgretolato un impero personale da lui creato attraverso il web, ormai, senza una rete virtuale non era più nessuno, la società sembrava essere tornata nel Medioevo, ma i contatti umani erano divenuti più intensi, finalmente le persone si cercavano per guardarsi negli occhi, ma Manoveloce no, proprio non ci riusciva, sembrava bloccato, e con la testa altrove pensava ai migliaia di profili conosciuti: “Lola97, Cuoreinfranto, Fragolina90″, ecc.

Ma un giorno accade qualcosa di nuovo nella sua vita. Una giovane ragazza, passando sotto casa sua, lo chiamò dalla finestra di un primo piano: “Ehi,i Manoveloce, sei tu Manoveloce, vero?  Ti ricordi di me? Sono Stuardot…ma come, ci siamo conosciuti in chat!” Manoveloce osservava la ragazza ammutolito, non poteva credere ai suoi occhi e alle sue orecchie. Pensò: “Ma come è possibile, io non ho mai reso pubblica la mia abitazione e non ricordo questo nome”. La ragazza gli chiese: “Manoveloce mi fai entrare? Voglio farti un regalo”.  Manoveloce era visibilmente imbarazzato, ma allo stesso tempo incuriosito, così penso di farla entrare in casa facendo cenno di si con la testa, poi corse alla porta d’ingresso e quando aprì la porta il suo sguardo si illuminò per la bellezza della ragazza, non riuscendo a proferire alcuna parola. Aveva una scatola cubica di legno in mano con un piccolo foro, e disse: “Prendila non è un computer, è semplicemente una scatola nel suo interno puoi vedere ciò che desideri, puoi anche non vederci niente, ma se vedi qualcosa, ciò che maggiormente desideri, questo qualcosa poi si avvera, credimi.”  Manoveloce era indeciso, ma poi, con un gesto veloce, afferrò la scatola e ringraziando la ragazza scappò via di corsa urlando mentre la giovane gli diceva: “Ricorda, Manoveloce, devi crederci, altrimenti non funziona!”

Manoveloce non rivide più quella ragazza, ma da quel giorno molte cose cambiarono nella sua vita. Vent’anni dopo si ritrovò a gestire una fabbrica di scatole richieste ed esportate in tutto il mondo, ma nella scatola aveva visto anche dell’altro, una moglie e dei bambini. Manoveloce aveva trovato il suo mondo in una scatola che conservò per sempre. “Ognuno di noi ha una scatola, l’importante è cosa ci vede dentro”.

Manoveloce e la scatola dei sogni-eroica fenice

 

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