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Eroica Fenice

Noi nostalgici

“Nostalgia! Ho nostalgia perfino di ciò che non è stato niente per me, per l’angoscia della fuga del tempo e la malattia del mistero della vita. Volti che vedevo abitualmente nelle mie strade abituali: se non li vedo più mi rattristo; eppure non mi sono stati niente, se non il simbolo di tutta la vita.” (F. Pessoa, da Il libro dell’inquietudine)

Noi nostalgici  siamo una brutta razza. Viviamo di ricorrenze. Ricorrenze di accadimenti, eventi, incontri, attimi che hanno in un modo o nell’altro influenzato la nostra vita.

Noi nostalgici ascoltiamo musica antica, annusiamo vecchi profumi, assaporiamo i sapori di quand’eravamo bambini, incontriamo persone ormai perdute, percorriamo strade a ritroso per rivivere nella memoria qualcosa che ci apparteneva e ci è sfuggito…ma facciamo tutto ciò nella nostra testa, è ovvio!

Noi nostalgici siamo proprio strani. Proviamo nostalgia per sentimenti che ci hanno accompagnato anche in momenti tragici e problematici della nostra vita. Alle volte amiamo ricordare momenti non particolarmente felici anche per incoraggiarci, per esortare noi stessi ad andare avanti perché allora, in quel particolare momento noi ce l’abbiamo fatta.

Noi nostalgici DOC ricordiamo o pensiamo di ricordare tutto nei particolari: quel caffè sorseggiato in bar di una capitale europea alle 17 di un novembre ormai lontano, ricordiamo che una volta, cinque anni fa mentre eravamo in macchina a Pozzuoli abbiamo ascoltato una  meravigliosa canzone di David Bowie , ricordiamo l’attimo in cui ci siamo resi conto che tra noi e una persona  che ci stava accanto era cambiato qualcosa e abbiamo preso strade differenti, quella volta che abbiamo pianto senza una ragione, quella volta che abbiamo sorriso ad uno sconosciuto. Accumuliamo ricordi come se fossero punti da mettere insieme per ricevere un ambito regalo e non li lasciamo andare più. Ed il ricordo non rimane fermo nella nostra mente, ma assume vita propria, si evolve, si modifica, diventa altro. Ecco allora che è l’Idea del ricordo che ci frega, è questo che all’improvviso ci porta ad essere riflessivi e malinconici senza un’apparente motivo.

Viviamo ripensando ad un passato che probabilmente non è mai esistito, che in alcuni casi abbiamo reso migliore, peggiore, più intenso, meno intenso di quello che in realtà abbiamo vissuto.

Ci manca l’Idea di un’abitudine, di un pensiero, di una persona che vedevamo spesso ma con la quale non abbiamo mai scambiato una parola, sentiamo il rimpianto per un luogo che forse nemmeno abbiamo mai visitato realmente, di tempi che non abbiamo vissuto se non nella nostra mente.

Rivolti all’orizzonte fantastichiamo sul nostro passato, volgendo le spalle al presente. Ed allora, intrappolati nell’Idea di un passato come ricordo sbiadito di un anziano, viviamo nel limbo del presente sopra ad un ponte percorribile solo in una direzione…per tornare indietro.

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