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Eroica Fenice

spirito

Perchè assecondare le inclinazioni dello spirito

Qualche strano filosofo dell’antica Grecia forse lo diceva, o forse mi sto sbagliando e non serve tornare nella Grecia di millenni fa: dobbiamo sempre assecondare ciò che lo “spirito” ci dice. In che senso? Nel senso che dobbiamo sempre seguire le sue indicazioni, anche quando esse non coincidono con quelle della mente. C’è chi parla di cuore e cervello alla frase fatta “segui il tuo cuore“, a me piace parlare di anima con uno spirito e di individuo con una mente ragionevole. Che forse poi è lo stesso di cuore e cervello, ma lasciate che, da individualista quale sono, pensi che la mia teoria sia “speciale” ed “unica”. Ecco, dicevo, spesso la mente e lo spirito non vogliono la stessa cosa. E in noi avviene una sorta di dissidio interiore fra quel che vorremmo essere (cioè ciò che lo spirito vuole) e ciò che dovremmo essere (cioè ciò che la mente vuole). Che si fa, a quel punto? C’è una crisi della persona, indubbiamente. E come si supera? Beh, scegliendo quale percorso intraprendere e quale dei due far prevalere.

Un round combattuto con premio la felicità

Io li ho vissuti entrambi, con il primo round spirito- mente, vinto da quest’ultima. Ho lasciato che essa si impossessasse totalmente della mia anima, del mio corpo, che il mio spirito fosse totalmente subordinato al rigore scientifico di un organo perfetto, perchè credevo che così dovesse essere. Credevo che fosse quello il percorso giusto per il raggiungimento della felicità. E invece ho fallito miserabilmente.

1-1 spirito- mente.

Un round combattuto: una partita favolosa alla quale assistere (un po’ meno, quando la si vive). Complimenti alla scelta giusta che è subito ovvia dopo aver preso quella sbagliata! Nonostante tutti gli ostacoli, le difficoltà, le inversioni di rotta, mai dimenticare quanto sia soddisfacente dire di essere esattamente chi volevamo essere. Mai tralasciare il nostro benessere per una mente meccanica che ci impone decisioni non nostre.

La vera felicità è la pace con se stessi.
E, per averla, non bisogna tradire la propria natura.

Abbiamo un vincitore.