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Eroica Fenice

Un libro per essere libero

Sfogliando le pagine di un dizionario, se si cerca la parola “libero”, il nostro fidato Zingarelli ci informa che la sua etimologia è incerta. La stessa cosa accade anche per l’etimologia di “libro”. Il vocabolario, compagno di mille avventure per ogni studente italiano, sta cominciando a perdere colpi? Non credo. Piuttosto un tale riscontro ci dovrebbe far riflettere sul fatto che noi, effettivamente, non crediamo che “libro” e “libertà” possano avere qualcosa in comune. Non crediamo che i libri possano essere strumenti veri, autentici per raggiungere quella libertà che ogni uomo desidera. A questo punto allora diventa necessario provare a definire la libertà. Il nostro Zingarelli definisce la libertà come la condizione di chi o di ciò che non subisce controlli, costrizioni, coercizioni, impedimenti e simili; la possibilità di agire in modo autonomo.  Tuttavia, si sa, sulla libertà si è scritto tanto, si è ragionato tanto, ci sono state guerre, sacrifici, morti per la libertà. Così se si parla di qualcosa che ha un ruolo simile nella vita di un uomo, che è capace di guidare le nostre azioni e i nostri pensieri, allora non la si può ridurre ad una definizione di vocabolario, neppure dello Zingarelli.

In ogni caso, per ora, possiamo parlare della libertà come la possibilità di essere protagonisti della nostra vita. Solo così, infatti, potremo dire un giorno, quando sarà finita, di aver vissuto non una vita, ma la nostra unica e speciale vita. Come noi cerchiamo di essere protagonisti? Ebbene oggi lo strumento per eccellenza, in qualsiasi ambito, è internet. Noi oggi cerchiamo, attraverso internet e i social, di essere sempre al centro, sempre collegati, costantemente protagonisti. Il problema è che piuttosto che essere protagonisti della nostra vita, cerchiamo di essere protagonisti della vita degli altri. Così pur di piacere, di avere successo, siamo pronti a “interpretare un personaggio” e a perdere la nostra reale identità. Probabilmente Pirandello si sarebbe “divertito” molto ai giorni nostri.

In poche parole la libertà si trasforma in protagonismo. Proviamo adesso a cambiare strumento: da internet passiamo al libro. Anche il libro non ha avuto una storia molto facile. Inizialmente rarissimo e deperibile, era sinonimo di istruzione e conoscenza, e quindi di potere, in una società che ancora fino a poco tempo fa contava un tasso di analfabetismo molto alto. Poi la stampa, le rivoluzioni industriali, la ricchezza, il computer hanno cambiato tutto. Oggi il libro è diffusissimo e molto più accessibile, ma anche molto più svalutato. Troppo “lento” e bisognoso di troppa attenzione e sforzo mentale da potersi sviluppare in una società che ormai va sempre più di fretta e che vuole tutto già pronto e impacchettato. C’è ancora chi crede nei libri? Fortunatamente sì. Allora viene da pensare a storie di chi vive nella speranza e nella dimensione che offrono i libri, perché là fuori il mondo reale è troppo brutto, come in “Storie di una ladra di libri”; viene da pensare a chi vive grazie ai libri e li protegge affinché non si perda mai l’anima di uno scrittore racchiusa nelle sue opere, come nella trilogia di Daniel Sempere di Zafòn. È vero, sono tutti personaggi di fantasia, ma se hanno preso forma è perché a queste cose qualcuno ci prede ancora. Così il libro diventa grande strumento non solo di conoscenza, ma anche di crescita. Permette infatti di aumentare la concentrazione, la nostra immaginazione, le nostre capacità di interpretazione, di imparare a ragionare, di andare al di là della semplice apparenza. Inoltre mentre la televisione e internet ci impongono delle realtà, manipolano la nostra opinione e il nostro pensiero in generale, spacciando per bello e buono ciò che non lo è, i libri non lo fanno. I libri ci parlano, sta a noi decidere se ascoltarli o meno, sta a noi l’interpretazione che è unica e personale. Ecco che i libri ci rendono protagonisti della nostra vita. Liberi. Allora bisognerà contattare Zanichelli: vanno aggiunte due nuove etimologie.

Un libro per essere libero

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