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Sweeney Todd di Tim Burton | Recensione

Sweeney Todd di Tim Burton | Recensione

Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street è un film del 2007 diretto da Tim Burton. Il film giunge alla fine di una catena di adattamenti: costituisce infatti l’adattamento cinematografico dell’omonimo musical di Stephen Sondheim e Hugh Wheeler del 1979, basato sull’omonimo dramma teatrale di Christopher Bond del 1973, a sua volta tratto dall’omonimo romanzo del 1846.

Sweeney Todd, premiato agli Oscar per la miglior sceneggiatura, vede Johnny Depp (alla sua sesta collaborazione con il regista) nei panni del protagonista, affiancato da una brillante Helena Bonham Carter nei panni di Mrs. Lovett.

Trama

Tra i segreti più paurosi di Londra, si nasconde la storia di un misterioso assassino. Un uomo di nome Sweeney Todd, un mostro capace di occultare le sue insane passioni dietro l’insegna di un’innocua bottega di barbiere in Fleet Street. Proprio qui diverse persone scomparse sono state viste per l’ultima volta. Più sanguinario di Jack lo Squartatore e più crudele di Mr. Hyde, Sweeney Todd uccide con fredda determinazione, toglie la vita al prossimo per adempiere a un terrificante rituale. Dopo aver smembrato il corpo delle vittime a colpi di rasoio, infatti, il barbiere di Fleet Street consegna i resti di chi ha ucciso a una complice, Mrs. Lovett, che provvede a occultarli grazie a uno stratagemma bestiale: ne fa dei pasticci di carne. Ma chi è davvero Sweeney Todd, e da dove viene la sua cieca crudeltà?

«Mai dimenticare, mai perdonare» è la frase chiave del film. Sweeney Todd è in realtà il barbiere Benjamin Barker, tornato nel porto di Londra su una nave con le vele nere per vendicarsi del giudice Turpin che lo aveva condannato ingiustamente a una vita di duro lavoro in Australia, bramando la bella e virtuosa moglie del barbiere, Lucy. Stabilitosi nel suo vecchio appartamento in Fleet Street, situato proprio sopra il negozio di pasticci di Mrs. Lovett, Todd viene a sapere dalla donna che, dopo il suo arresto, Turpin aveva violentato sua moglie e la donna si era in seguito avvelenata a causa dell’umiliazione. Turpin aveva poi rapito sua figlia Johanna, diventandone tutore. Tutto questo porta Sweeney Tood a maturare uno smodato desiderio di vendetta, e in questo viene accompagnato da Mrs. Lovett che, dall’essere sua complice, arriverà ad esprimere il desiderio di volerlo sposare. C’è un piccolo dettaglio di cui la donna, però, decide di non tener conto per avere Todd tutto per sé: Lucy sopravvisse al tentativo di suicidio con il veleno. La donna non è morta, ha solo perso la ragione, diventando una povera mendicante, e a Todd non resterà che perderla una seconda volta. Sweeney Todd, ormai privo di ogni ragione di vita, si lascerà uccidere da quello che aveva sempre ritenuto il prolungamento del suo braccio: un rasoio.

Considerazioni

Tim Burton mescola il suo mondo gotico con il musical e riesce a creare un ibrido unico nel suo genere, un horror cantato nel quale parole e musica sono assolutamente inscindibili e impossibili da doppiare. Il film è stato infatti sottotitolato. Sweeney Todd procede per quasi tutta la sua durata tra scene dilatate che più che inquietare sembrano catturare lo spettatore in un incubo con un ritmo sonnolento e torbido che solo nell’ultima parte si sovverte, verso un rapido e rocambolesco epilogo con tutta l’ironia nei confronti della società londinese dell’epoca, ignara consumatrice di pasti sanguinolenti durante un consolidato e vittoriano rito pomeridiano. Il risultato è sorprendente e, tra una gola tagliata e un’altra, persino ci si commuove.

Fonte immagine: Pixabay

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