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Eroica Fenice

La categoria Musica contiene 329 articoli

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Psycho Club ed il loro EP-r1mo | Intervista a Giovanni Russo

Psycho Club: vi presentiamo il nostro EP-r1mo | Intervista Pubblicato lo scorso 5 Aprile, EP-r1mo è il primo disco ufficiale di inediti dello Psycho Club, progetto musicale Hip-Hop fondato nel 2009 da Giulio “Eba” Valentino. Al servizio del progetto musicale ci sono anche Giovanni “Jorys Mantello” Russo, Oreste “Xero” Mitrotti e il producer KD Music. Originari della Puglia, i quattro artisti danno vita a un album Hip-Hop dalla costituzione eterogenea e trasversale, che spazia da sonorità più vicine al rap sperimentale ad altre più moderne e sperimentali che strizzano l’occhio alla trap. Il disco mostra inoltre come il gruppo abbia utilizzato diversi approcci di scrittura: da brani aggressivi con metriche piene di tecnicismi ad altri con un imprinting più disteso ed introspettivo. Per l’occasione abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giovanni Russo, Jorys Mantello, che ci ha raccontato un po’ dello Psycho Club. Psycho Club, intervista a Giovanni Russo Come è nato lo Psycho Club? Il progetto Psycho Club nasce nel 2009, dalla volontà di Giulio “Eba”, il fondatore. Ha voluto lasciare il gruppo “aperto” quindi “Club”, è inteso in questo modo. Nel corso degli anni ci sono state infatti diverse collaborazioni con davvero tanti artisti locali. Il progetto è così, la formazione non è sempre fissa ma potrebbe variare di volta in volta. Eba è dell’83, tu sei dell’81 e Xero è del 93, appartiene dunque ad una generazione diversa dalla vostra. Cosa vi accomuna e cosa vi differenzia? Xero è un ragazzo maturo ma per la sua età è più vicino alla sfera della ‘trap’. Devo dire che, non per essere di parte, è davvero un talento, è davvero molto bravo e sicuramente si farà sentire. Mentre magari io ed Eba siamo più vicini come età e siamo più per l’old school. Per quanto riguarda il rap, siamo legati ad un genere più tradizionale anche se l’idea che abbiamo è quella di esprimerci come dei cantautori attraverso il rap. Vogliamo cercare di scrivere dei testi significativi, cercando di essere il meno scontati possibile. Oltre l’amicizia, dato che Xero ha collaborato con il progetto fin dall’inizio, a lui ci lega la musica, insomma. Vi alternate tra due approcci, uno più vicino alle sonorità old school ad altre che strizzano l’occhio alle sonorità “trap”. Cosa ci puoi dire di più a riguardo? Il sound è stato curato da Marco “KD Music”, un produttore molto bravo e molto conosciuto nell’ambiente rap. Tutte le tracce del disco, eccetto una (Fuck You Merde, nda), sono state prodotte da lui e quindi, per quanto riguarda il sound, hanno questo filo conduttore. Mentre le tematiche sono abbastanza varie. Come avviene la creazione di un brano? Lavorate insieme a KD Music sul lato musicale, oppure lui realizza il beat e dopo voi scrivete le strofe? Allora, a volte lavoriamo insieme ma altre volte basta soltanto dargli delle indicazioni: lui quasi ci legge nel pensiero e ci dà ciò che vogliamo. È sempre riuscito a rispecchiare le nostre esigenze ed è sempre stato parte integrante del brano ma anche […]

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Musica soul, la musica dell’anima: origini e protagonisti

 Musica soul: Musica soul | Riflessioni Soul, letteralmente “anima” in inglese, è un termine usato per riferirsi essenzialmente ad un genere musicale, la “musica dell’anima”, sviluppatasi negli Stati Uniti intorno agli anni ‘50, dalla commistione di sonorità jazz e del rhythm&blues con la musica gospel, dalla quale provenivano moltissimi interpreti della musica soul, passati in pochi anni dalle cappelle delle chiese protestanti alle sale da concerto. Le origini stilistiche del soul sono da individuarsi nel jazz, nel rhythm&blues sviluppato in una versione urbanizzata e commerciale, nel gospel, nel pop, nel blues e nello swing. La musica soul risultò essere la base per i gruppi r&b degli anni ‘70, ‘80, e ’90 e fu sempre fonte d’ispirazione per i musicisti di tutto il mondo, che ne riproposero la tipologia tradizionale. Diritti civili ed aspetto religioso I primi due decenni della musica soul, che vedono affermarsi i caratteri distintivi di questo genere, basato su ritmo trascinante, virtuosismi vocali, cori e fiati, sono gli anni in cui la minoranza nera rivendica i propri diritti in modo sempre più convinto e la musica non può fare altro che diventarne espressione. Sbagliato, tuttavia, sarebbe scindere la religiosità dalla musica soul, di derivazione prettamente afroamericana, in cui appare costante un atteggiamento di esaltazione spirituale, legato peraltro all’esistenza terrena, con una carica religiosa che finisce per diventare caratteristica musicale, anche in ambito laico. La musica è sempre cornice, ed anzi finisce addirittura per scandire i vari momenti, della vita collettiva. Il soul, nello specifico, si esprime con la vicinanza dello spirito religioso ad aspetti della vita profana, persino sessuali. I protagonisti della musica soul Il creatore della musica soul fu Ray Charles, che, con “I got a woman” nel 1955,  riuscì a fondere il lamento di derivazione gospel con l’impeto del r&b, fusione che fece scalpore, dividendo coloro che si elettrizzarono per il nuovo sound da chi rimase sconcertato e indignato per la commistione di sacro e profano. Ma l’artista andò oltre, introducendo nella sua musica anche rimandi jazz e country, predominante nel sud segregazionista, dove era cresciuto. Alle sue spalle, fortunatamente, Charles aveva Atlantic, come casa discografica, tra le prime, insieme a Modern, Specialty, Imperial, Motown ed Aristocrat (la futura Chess), a promuovere la musica nera in tutte le sue declinazioni. In effetti l’Atlan­tic rappresenta una delle eti­chet­te-chia­ve del soul, seguendo successivamente ar­ti­sti come Solomon Burke, Wil­son Pic­kett, Otis Redding e Aretha Franklin. Coloro che aiutarono Charles a trasformare la musica nera dal r&b al soul furono poi  Sam Cooke e Jackie Wilson. Cooke, considerato non a torto “il più grande interprete soul di tutti i tempi,” fu anche tra i primi a firmare personalmente le proprie canzoni, da quelle più vicine alle forme tradizionali del doo wop come “You Send Me” alla splendida “A Change is Gonna Come”, una delle espressioni più belle del soul “socialmente impegnato”. Altrettanto importante anche se spesso ignorato è Jackie Wilson, con maggior predisposizione per i live: animale da palco impareggiabile, dotato di grinta e di aggressività coinvolgenti, Wilson è penalizzato dalla registrazione in studio con pezzi spesso melodici e lenti, poco affini alla sua verve. A livello […]

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Crazy Over You, il debutto di Cloud, l’artista dall’identità anonima

Un basso e una chitarra funky seguite dalle atmosfere elettroniche evocate da un synth: stiamo parlando di Crazy Over You, il recente singolo rilasciato lo scorso 8 marzo da Cloud per Smilax Publishing Srl. L’identità di questo progetto musicale non è ancora stata rivelata. Sappiamo soltanto che dietro di esso c’è la sola mente creativa di un uomo che ha deciso di rimanere nell’anonimato per far sì che a parlare sia soltanto la musica, accantonando l’esigenza di apparire. Forse un po’ per gioco, forse per una sorta strategia di marketing, l’identità segreta e i caratteri musicali del singolo lasciano presagire a un qualcosa di sfuggente, proprio come una ‘nuvola’.  Un qualcosa arduo da da fissare in caratteri precisi, che con molta probabilità si evolverà in qualcosa in continuo divenire, sperimentando un’ampia e miscellanea gamma di sonorità. Crazy Over You potrebbe forse essere un primo piccolo manifesto di quello che (forse) sarà il suo primo album. O magari, chissà, questo ipotetico primo album potrebbe completamente disattendere le nostre aspettative, consegnandoci qualcosa di totalmente inaspettato. Noi di Eroica siamo riusciti ad entrare in contatto con lui (ovviamente non abbiamo scoperto la sua identità) e a porgli qualche domanda. Non abbiamo scoperto molto ma, forse, la nostra intuizione sul carattere in fieri del progetto di Cloud è giusta. Intervista a Cloud, autore di Crazy Over You Non hai ancora rivelato la tua identità: strategia di marketing? A prima vista potrebbe sembrare. In un mondo in cui tutti si mostrano 24 ore su 24 è altrettanto proficua l’antimoda di non mostrarsi. Da quando ci vuole un casco per essere bravi dj? Nel caso di Cloud purtroppo è una necessità dettata dal fatto che mostrarsi nell’ambiente che al momento ci circonda crea problemi e tensioni quindi evitiamo gli abiti di scena, ci concentriamo sulla musica e sarà divertente essere accanto alle persone che ti hanno sempre ostacolato e che non sanno di essere sedute accanto all’artista che sta cantando alla radio…un po’ come se qualcuno parlasse a Bruce Wayne di Batman, no? L’identità segreta sarà soltanto una misura temporanea? Assolutamente sì, non c’è cosa più bella di incontrare qualcuno per il quale la tua musica significa qualcosa. Che ricerca musicale c’è dietro questo primo brano e quale sarà quella che farai per il futuro disco? Sono semplicemente le influenze e i gusti che si fondono e vengono espressi, se qualcuno dice “in quella chitarra ci sento questo”, “quel synth mi ricorda quest’altro” allora vuol dire che si è entrati in contatto con la propria audience, che poi è la cosa più importante. Cosa vuole rappresentare Cloud? Uno spazio infinito in cui tutte le personalità, stili, influenze si fondono per creare musica…non è eclettico, è Cloud.   Fonte immagine: https://cdn.parcle.io/billboard-it/2019/03/Cloud-Crazy-Over-You-2.jpg

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Canzoni sensuali: la nostra top 10!

Canzoni sensuali: la nostra top 10! | Opinioni La musica. Quel vasto e caleidoscopico universo, in cui genio ed emozione si fondono per dar vita al più miracoloso spettacolo che esista. Terreno fertile di composizioni, arrangiamenti, parole che divengono poesia, esprimendosi nei generi più diversi. Canzoni popolari, melodiche, rock, jazz, metal, romantiche, soul, leggere, impegnate. Poi loro, le canzoni sensuali, così calde e feline da surriscaldare i sensi e l’anima a suon di note. Come un plettro che sfiora le corde di una chitarra e le dita che scivolano sui tasti di un pianoforte. Talvolta è la musica con la melodia allo stato puro a trasportare cuore e mente in un universo divino. Si pensi a I put a spell on you di Annie Lennox del 2014, il cui sound ammicca più di uno sguardo ammaliante. Le note fanno vibrare ogni fibra dell’essere, così avvolgenti ed erotiche, che sembra quasi possibile farci l’amore. Ma quando alla musica sensuale si uniscono le parole, una trama e un significato, allora si assiste davvero ad un’esplosione languida e coinvolgente. Quelle note cantate abbandonano la mente a fantasie, storie e percezioni, soprattutto se gli stessi testi descrivono nel dettaglio le emozioni più recondite poggiate tra pelle e labbra. Segue una rassegna di dieci canzoni sensuali, selezionate dal panorama della musica rock, pop e leggera. Canzoni sensuali. Top dieci 1. I Touch Myself dei Divinyls «I love myself, I want you to love me. When I feel down, I want you above me. I search myself, I want you to find me. I forget myself, I want you to remind me. I don’t want anybody else. When I think about you, I touch myself». Autentico inno al piacere e all’erotismo, questo sensuale testo del 1990 dei Divinyls porta la mente ad abbandonarsi alle più calde fantasie. Il corpo è musa ispiratrice dell’erotismo e in questo brano il senso si palesa senza veli. 2. Closer dei Nine Inch Nails «You let me violate you, you let me desecrate you. You let me penetrate you, you let me complicate you… I want to fuck you like an animal. I want to feel you from the inside… Help me tear down my reason, help me it’s your sex I can smell… I drink the honey inside your hive…». Puro erotismo, fuoco e piacere. Questo testo del 1994 dei Nine Inch Nails, dal ritmo ipnotico ed incalzante, esprime sesso al massimo livello. Forte e spregiudicato, più che semplicemente ammiccante, viola qualsiasi candore e induce a pensieri rudi e lontani dal mero romanticismo. Tutto ciò si percepisce particolarmente in alcune strofe riportate, in cui non c’è spazio per delicatezza, pudicizia e lenzuola di seta. L’istinto feroce predomina, seppur infine attutito dalla metafora del “miele dentro l’alveare”. Immagine pazzesca e delicata insieme di una pratica tra le più simboliche nel panorama dell’erotismo. 3. Whole Lotta Love dei Led Zeppelin «A-way down inside. A-way honey you need it… Shake for me girl. I wanna be your backdoor man. Oh. Cool, my baby. […]

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Ultime canzoni uscite: le novità musicali che devi conoscere

L’inizio del nuovo anno ha visto il ritorno sulla scena musicale, nazionale e internazionale, di diversi artisti. Vediamo insieme alcune delle ultime canzoni uscite in questi primi mesi del 2019. Ultime canzoni uscite: le novità italiane Partiamo dagli artisti di casa nostra e dalle loro ultime canzoni uscite. Diversi artisti del panorama musicale italiano hanno scelto il 15 marzo come data per rilasciare i loro nuovi singoli. Tra questi Dolcenera. La cantautrice pugliese ha pubblicato “Più forte”, brano da lei scritto e  prodotto da NEXT3. Si tratta di “una canzone d’amore – come da lei stessa dichiarato –  che è sempre la più difficile da scrivere perché tanto se ne è scritto”. “L’amore inteso in senso assoluto – ha aggiunto -, un sentimento che non conosce generi, età o altre differenze. Per me è stata una rivelazione pensare che il dolore che proviamo, nascendo da una mancanza di amore, può solo essere vinto, non ci rende migliori come lo fa l’amore. Siamo più forti del dolore… ma soltanto l’amore è più forte di noi”. Dolcenera sperimenta suoni nuovi. Musicalmente parlando, infatti, “Più forte” presenta elementi di novità: il suono del piano si fonde con un accompagnamento cubano e le percussioni e i fiati si mescolano con l’elettronica. Il brano è accompagnato da un video nato in Salento, diretto dal regista Gabriele Surdo e prodotto da Passo 1. “Nel video – come spiegato nel comunicato stampa della Universal Music  – corpi immersi in un liquido amniotico, bianco ed etereo, si animano lentamente e ciascuno con la propria individualità dialoga con l’ambiente circostante in uno stato di grazia, prendendo coscienza e consapevolezza di essere parte del tutto. In un risveglio collettivo la forza dell’amore curva la linea spazio temporale di questo limbo metafisico. Non esistono più orizzonti e confini e ci si ritrova tutti insieme e più forti”. https://www.youtube.com/watch?v=Miux1a9DJV0 Altro artista italiano che ha deciso di rilasciare il suo nuovo singolo il 15 marzo scorso è Fabrizio Moro. “Ho bisogno di credere”, questo il titolo del brano, è disponibile negli store e nelle piattaforme streaming e anticipa l’uscita del decimo album in studio del cantautore romano, “Figli Di Nessuno”, che sarà pubblicato il prossimo 12 aprile, a due anni dal precedente album di inediti, “ Pace”. “Ho bisogno di credere” è stato scritto dallo stesso Fabrizio Moro con la collaborazione di Roberto Cardelli, che si è occupato anche di curare la produzione dell’album.  “La fede è un conduttore fra un dubbio e questo immenso quando il resto perde il senso”, canta Fabrizio Moro, ricordandoci quanto sia importante credere in qualcosa, avere fede, per poter trovare la forza di andare avanti e continuare a camminare nonostante “le ginocchia rotte”. “Credo nelle buche dove sono inciampato, e credo nei giorni in cui ho sbagliato perché ogni mio errore, nel bene e nel male, mi ha reso quello che sono oggi – dice il cantautore romano -, un essere umano con tanti limiti ma, consapevole che nella vita, oltre alla libertà, va ricercata la fede… […]

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Gli Altri Occhi di Cara, progetto musicale di Daniela Resconi: intervista

Altri Occhi è l’ultimo lavoro discografico di Cara, il progetto musicale della cantautrice Daniela Resconi. In questi anni, la musicista di Cremona ha proposto una valida e solida alternativa musicale di cantautorato che, in questi anni, ha riscosso un certo interesse da parte dalla critica e dagli addetti del settore. “Vai o resti” e “Ti fai male solo tu”, brani tratti dal suo primo omonimo EP dell’Aprile 2014, sono stati infatti pubblicati in anteprima rispettivamente da Rolling Stone e Rockit.it. Inoltre, nel Giugno del 2015 pubblica il suo secondo EP “Non guardarmi”, inserito da Rockit nella lista dei 50 dischi e dell’anno. Nel 2016 esce il suo primo effettivo disco “Respira” che la porta a suonare al festival MIAMI di Milano e ad ottenere una candidatura nella categoria “Opera Prima” alle Targhe Tenco. Altri Occhi, pubblicato lo scorso 8 Marzo, è stato prodotto da Davide Chiari, registrato da Pierluigi Ballarin e conferma e innova lo stile personale di Daniela Resconi, con sonorità più essenziali che che continuano a mantenere quel carattere trasognato, sfumato, dal gusto un po’ retrò. Qualche giorno fa, per l’occasione, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Daniela che ci ha raccontato un po’ del suo nuovo album, dei suoi inizi e del suo futuro. Intervista a Daniela Resconi Come ti sei avvicinata alla musica? È successo per caso, a 17 anni avevo degli amici che avevano un gruppo punk e una loro batteria finì nel mio garage per motivi di spazio. Ho iniziato a suonarla così e dopo è stata tutta una cosa in divenire. Nasco batterista, l’ho fatto per un po’ di anni poi ho iniziato a ‘suonicchiare’ la chitarra e mi sono gasata diciamo. Sono passati un po’ di anni ed eccomi qui. Cosa ci puoi dire del tuo ultimo album, Altri Occhi? Le domande aperte… che paura! (ride, nda). Allora ho fatto determinate scelte che, in primis, a livello di gusto che nel tempo ho maturato, ho voluto semplificare un pochettino le produzioni e basare il disco sui pezzi. Infatti sono abbastanza semplici a livello di arrangiamento perché volevo un qualcosa di più sincero e onesto, riproducibile da sola live. Quindi, diciamo che, rispetto al disco precedente, questo è il cambiamento principale. A livello di tematiche più o meno sono sempre le solite cose che mi frullano per la testa (ride, nda): sensazioni varie su argomenti di vario tipo che butto lì, in modo non troppo descrittivo, perché non è una cosa che amo, ma più appunto a livello di sensazioni che vengono accompagnate dalla musica nella sua semplicità. Cosa puoi raccontarmi invece della candidatura alle Targhe Tenco come Migliore Opera Prima nel 2016? Ti dico che io non lo sapevo. A un certo punto mi arriva un messaggio su Messenger di una persona, che non conosco personalmente ma che mi seguiva e aveva scritto qualche recensione su di me, che mi fa i complimenti per la candidatura alle Targhe. E io: « Cosa?!». Sono andata a controllare online ed effettivamente ero tra le candidature e […]

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Intervista a Verdiano Vera, direttore del FIM, Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale

Il FIM, Salone della Formazione e dell’Innovazione Musicale, è un importante evento che mira «a ridare alla musica il suo autentico spessore, consentendo a chiunque di assaporarne il mistero ed il fascino senza tempo». Inaugurato nel 2013 come FIM, Fiera Internazionale della Musica, con una prima edizione all’Ippodromo dei Fiori di Villanova d’Albenga (SV), lo scorso anno la Fiera è approdata a Milano, in Piazza Città di Lombardia, la piazza coperta più grande d’Europa, dove il prossimo 16 e 17 Maggio punterà a confermare e implementare il successo riscosso in questi anni. L’obbiettivo principale della manifestazione è quello di avvicinare i giovani, attraverso concerti, laboratori, incontri con artisti e professionisti del settore, allo studio di uno strumento e al mondo della musica inteso a 360°, per poter creare una solida rete di musicisti e professionisti del futuro che possa rivitalizzare la filiera lavorativa della musica, messa a dura a prova dai repentini cambiamenti tecnologici degli ultimi anni. L’edizione del prossimo Maggio vede un’importante innovazione dell’evento, non soltanto nel nome, ma anche nei propositi che puntano sull”Innovazione’ e sulla ‘Formazione’ dei musicisti ma anche del pubblico, per fornire gli strumenti necessari a un ascolto fatto con cognizione di causa. In Italia, a causa di un insegnamento scolastico deficitario della musica, molte persone non la comprendono appieno e finiscono per assorbirla passivamente. Tale situazione genera una diffusa incapacità di comprensione di un’arte che possiede una storia e un linguaggio propri, degni di tutte le altri arti. Quest’anno Eroica Fenice sarà media-partner dell’evento e ben presto potrete seguire gli sviluppi del FIM sui nostri portali. Per l’occasione abbiamo intervistato Verdiano Vera, uno dei ‘padri fondatori’ della manifestazione di cui è il direttore. Verdiano ci ha raccontato degli intenti e della genesi della Fiera che nel corso degli anni è cresciuta stringendo rapporti con Università e importanti realtà del settore musicale, ritagliandosi così un ruolo nella musica nazionale e internazionale sempre più importante. Intervista a Verdiano Vera, direttore del FIM Come nasce il FIM? Nasce nel 2012, in seguito ad un periodo di terribile crisi sia della discografia che del mercato degli strumenti musicali. Un periodo in cui c’era molto caos e molta confusione e gli operatori della filiera della musica erano un po’ disorientati: c’erano le case discografiche che combattevano contro il download; i distributori degli strumenti musicali che combattevano anche loro una guerra contro l’e-commerce; e i musicisti che, per avere un po’ di visibilità, frequentavano i talent show televisivi. In tutto questo disordine, con il FIM abbiamo iniziato a creare una rete per cercare di unire gli operatori della musica, quindi cercare di capire quali potessero essere le soluzioni a tutti questi problemi che capitavano tutti insieme nello stesso periodo. Questo era il 2012, poi abbiamo creato il primo FIM nel 2013 a Villanova d’Albenga, nell’Ippodromo dei Fiori, e fu un’edizione zero di questa manifestazione che ci ha dato modo di creare un laboratorio di idee per la crescita e lo sviluppo del mercato della musica: inteso sia come mercato discografico […]

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Intervista a Law in Arm, dj autore di Inside Blue

Inside Blue è l’ultimo singolo dance del dj Law in Arm, nome d’arte di Mauro Lanzieri,  prodotto dalla iM Elettronica, che ha scalato la top chart di Chicago. Law in Arm, dj dagli anni ‘90, negli ultimi cinque anni anche produttore, da Torre Annunziata ha suonato in tutta Italia, lo abbiamo intervistato in occasione di questa scalata alle classifiche. Law in Arm, chi si cela dietro lo pseudonimo? Come mai questo nome? È il nome d’arte di Mauro Lanzieri, ho preso spunto dai miei studi giuridici. Nell’ambito musicale ho iniziato a suonare pianoforte a 8 anni. Figlio degli anni 90, ho sempre covato una grandissima passione per la musica dance. Come deejay ho lavorato in vari locali a Napoli e a Milano, ho suonato alle feste in piazza nella provincia partenopea. Come si arriva da Torre Annunziata in cima alle classifiche di Chicago? Sicuramente abitare in una grande città, come Napoli, dà più opportunità: i dj trovano locali dove suonare con meno fatica, i producer hanno a disposizione più sale di incisione. Questo, però, non deve essere visto come un limite. Vivere in provincia ormai non è più un problema, grazie ai mezzi di comunicazione possiamo arrivare ovunque. Grazie a internet, infatti, siamo connessi globalmente con tutto il mondo da qualsiasi remota città. Il limite è solo quello che eventualmente ci poniamo lasciando che la paura di non farcela decida per noi. Chicago è stata una sorpresa anche per me, non era il mio obiettivo principale, anche perché è una città che ama sonorità molto particolari e raffinate. Ne sono venuto a conoscenza dal direttore artistico di una radio con sede lì, il quale mi ha rivolto le sue congratulazioni. Dopo poco più di un mese mi sono ritrovato al primo posto. Questo penso dimostri che lavorando con professionalità, impegno, costanza e passione i risultati arrivano perché le persone percepiscono tutto ciò. Da dove vengono le sonorità di Inside Blue? Quali sono i lavori precedenti? Il progetto “Inside Blue” nasce dall’idea di coniugare la musica EDM con quella classica. Infatti, oltre la versione Original mix, Inside Blue ha altre due versioni “Radio Edit” e “Vocal mix”, con la voce della soprano Annamaddalena Capasso, in arte The Eternal Diva che ha sposato in pieno la mia idea e ha dato, con la sua professionalità, quel qualcosa in più e di diverso al progetto stesso. Doppio lavoro, da dj e da produttore, quali i lavori realizzati come produttore? Prospettive future per ambedue le carriere? Oggigiorno, pensando ai grandi nomi del settore, fare dj e produttore sembra la stessa cosa, ma non lo è. Un produttore fa anche il dj per promuovere i propri progetti, non necessariamente il contrario. I miei lavori precedenti sono Demostration ed Euphoria che è stata anche utilizzata come sigla di un programma televisivo. Per il futuro, ho da poco firmato un contratto per la mia nuova uscita con una casa discografica di Los Angeles. Stiamo perfezionando i dettagli e il mese prossimo ufficializzeremo il tutto. Sicuramente, poi, seguirà la […]

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Compilation Eroica #11, i migliori singoli di Marzo

Bentornati nella nostra rubrica dedicata ai brani selezionati tra il meglio della musica campana del momento per consolidare il nostro legame con il territorio. Una piccola compilation creata apposta per voi lettori, per consigliarvi e guidarvi nel panorama musicale in continua espansione della nostra terra. Per l’undicesimo appuntamento della nostra Compilation Eroica #11, in questo mese di Marzo vi proponiamo “Invisibile agli occhi” dei Blindur e “Centoquaranta” dei Fuera. Invisibile agli occhi dei Blindur Pubblicato il 19 Marzo su YouTube con relativo videoclip diretto da Valerio Casanova (Fotografia: Irene Castrogiovanni, Aiuto regia: Gabriele Camilli), il singolo- come affermato sulla pagina Facebook della band- anticipa il nuovo disco “A”, targato La Tempesta Dischi. In un certo senso, non è la prima volta che Massimo De Vita, genio creativo della band, compare nella nostra rubrica dato che, già più volte, ha curato la produzione musicale di singoli di artisti da noi selezionati come Micaela Tempesta e LUK. Questa volta, però, a prendersi la scena è il suo progetto musicale Blindur con il brano Invisibile agli occhi. Il singolo non si discosta dal percorso musicale già tracciato da Massimo De Vita nei suoi precedenti lavori, con un folk-rock solido caratterizzato da una grande varietà e ampiezza nelle sonorità. Invisibile agli occhi conferma quanto buono già fatto da De Vita ma, anzi, preannuncia un album ancora più convincente e valido che potrebbe risultare con molte probabilità una vera e propria rivelazione nel nostro panorama musicale, che potrebbe accrescere ancora di più il successo riscosso nei diversi festival internazionali ai quali ha già partecipato il gruppo. Il brano conferma, inoltre, anche la fine penna di De Vita, un autore che ha imparato a comprendere e toccare l’essenziale, andando oltre le ingombranti apparenze, con una visione che trascende la semplice vista. «Se questa luna fosse di cristallo/ le tirerei un pugno solo per farla a pezzi/ solo per dimostrarti che se il cielo non c’è/ l’essenziale rimane comunque invisibile agli occhi» Compilation Eroica #11, Centoquaranta dei Fuera Sesto singolo estratto dall’album Nuovo Vintage, album-playlist composto da brani pubblicati di volta in volta sulle piattaforme streaming , Centoquaranta è il singolo del trio nolano dei Fuera, pubblicato il 22 Marzo. Composto da Jxmmvys (Luigi Visconti) per le lyrics di Same e Diak (Michele De Sena e Antonio Genovese), il brano si sviluppa sopra un irrequieto beat techno che corre su una pulsante drum machine a 140 bpm, per l’appunto. Un racconto visionario, scorretto e psichedelico con il quale Same e Diak danno sfoggio delle loro capacità metriche. «Sono uno che ricorda tutto/ ma oggi c’è qualcosa che mi scappa/ dove hai messo il pulsante per spegnere le radio accese nella mia testa/ sento un rumore che fa nanananananana»  

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La Governante e il suo nuovo album: Italian Beauty

Si intitola Italian Beauty il nuovo album della band siciliana La Governante che esce oggi, 26 marzo, per La Fabbrica/XXXV ed è distribuito da Artist First. È la seconda fatica discografica del gruppo indie dopo La Nouvelle Stupèfìante, disco pubblicato nel giugno 2015, molto apprezzato da tutta la stampa specializzata e considerato da molti fra i migliori esordi di quell’anno. Italian Beauty: tra cinema, sinth pop e funky Il titolo Italian beauty si rifà chiaramente al film del regista Sam Mendes American beauty (1999), con lo stesso intento di sottolineare la crisi culturale che sta attraversando il nostro paese, il quale – hanno dichiarato i membri della band – «dovrebbe ripartire dai rapporti umani colmando le distanze attraverso le canzoni, le parole, i silenzi. Noi abbiamo provato – hanno concluso – a farlo componendo un inno alla bellezza fatta donna. Quest’inno è Italian Beauty». Il titolo dell’album non è però l’unica citazione cinematografica presente. In un paio di brani del disco, infatti, sono inserite registrazioni di dialoghi di film, tra cui un estratto dell’Eclisse di Michelangelo Antonioni, posto in apertura della seconda traccia dell’album, Le nostre attese ai semafori spenti. Sempre restando in tema di citazioni, saltano all’orecchio anche alcune in francese, infilate in apertura o in chiusura di certi brani, che contribuiscono a rendere ancora più raffinati taluni pezzi, come La fretta inutile, che va annoverata tra le canzoni migliori dell’album per testo e musica. Bella nella sua semplicità e delicatezza. In totale Italian beauty contiene undici tracce che spaziano dall’elettronica al funky. A farla da padrone è l’uso dei sintetizzatori, non mancano tuttavia chitarre malinconiche e sonorità pop-rock. Un ibrido di generi per raccontare l’amore che è il tema principale dell’album. L’uscita di Italian Beauty è stata anticipata dal singolo Sopra la città, accompagnato da un videoclip girato a Johannesburg, la cui regia è stata curata da Michael Rodrigues. Copertina e artwork dell’album sono stati invece affidati al noto artista spagnolo Conrad Roset. Sopra la città è anche il brano d’apertura del disco. Le sue sonorità synth-pop e il ritmo deciso delle batterie lo rendono un pezzo ballabile e evocano molto atmosfere musicali anni Ottanta. Lo scorso 19 marzo il gruppo siciliano ha rilasciato anche un secondo singolo estratto dalla loro nuova fatica discografica; il brano scelto è La Belle Époque, che vede la partecipazione del cantautore The Niro alla voce e alla chitarra. Un brano suggestivo e malinconico, il cui testo – ha dichiarato la band – «costruisce un racconto di una rivoluzione ai piedi di un letto, dove la natura si fonde ai princìpi che ispirarono la Belle Époque francese». Anche in questa canzone ritroviamo dunque “riferimenti francesi”. The Niro però canta il ritornello in inglese. È un brano interessante, a proposito del quale il gruppo ha inoltre dichiarato: «La Belle Époque è una delle prime canzoni nate subito dopo l’uscita del nostro album d’esordio. Sin dai primi provini del brano avevamo inserito un sample di chitarra classica che ricordava molto lo stile di The Niro. […]

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