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Eroica Fenice

La categoria Cinema & Serie tv contiene 497 articoli

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Il CULT: “Suspiria” di Dario Argento

I film che non puoi non conoscere: il CULT Dal 1895 fino ad oggi, il cinema ci ha regalato tantissimi capolavori, capaci di emozionare e di far riflettere. Dal genere drammatico alla commedia, dall’espressionismo tedesco alla serializzazione del cinema, da George Méliès a Quentin Tarantino, la cinematografia ha acquisito in breve tempo sempre maggior spessore guadagnandosi la definizione di “settima arte”. L’impatto che il cinema ha avuto sulla nostra cultura è stato enorme, tanto da portare alcune opere a divenire il simbolo di una generazione. Questi film, ribattezzati con il termine “cult”, rappresentano non solo un importante aspetto della cinematografia ma anche un interessante elemento sociale, imprescindibili per chiunque si ritenga un appassionato del genere. È per questo che da gennaio 2019 nasce la rubrica il CULT, che ripropone mensilmente i film e le serie TV più apprezzate della storia! Analizzandole in 4 punti, scopriamo insieme cosa ha reso queste pellicole l’emblema di una generazione. In occasione dell’uscita del remake di Suspiria di Luca Guadagnino, il primo numero è dedicato al film che l’ha ispirato, opera del maestro dell’horror italiano: Dario Argento. Suspiria di Dario Argento Proiettato nelle sale italiane nel 1977, il film realizzato da Dario Argento è considerato da molti una pietra miliare della sua produzione, segnando il passaggio da uno stampo di tipo poliziesco al genere horror. Ma quali sono gli elementi che lo hanno reso un cult? 1) La fiaba in Suspiria Fin dalle prime sequenze è facile individuare l’influenza che la cultura del nord Europa ha avuto sul regista: un’innocente ragazza costretta a fronteggiare le forze del male, l’Accademia di danza simile ad un castello, la presenza di sortilegi e figure demoniache sono il frutto di un viaggio che Dario Argento ha compiuto in Francia, Svizzera e Germania alla ricerca d’ispirazione. Le ambientazioni sono infatti ricreate sul modello delle fiabe dei fratelli Grimm che, ben lontane dall’essere innocue favole per bambini, continuano ad esercitare fascino sui lettori di ogni età. A dimostrazione di ciò anche le citazioni a Biancaneve della Walt Disney, naturalmente in chiave più grottesca e macabra. 2) La fotografia Anche da un punto di vista tecnico possiamo ritrovare delle analogie con il classico Disney: entrambe le pellicole fanno uso del Technicolor, procedimento che si distingue per i suoi colori saturi ed aggressivi. Proprio la fotografia è uno dei punti forti dell’opera: realizzata da Luciano Tovoli, si avvale dell’uso di luci colorate poste dietro la carta da parati o al di fuori dell’inquadratura, colorando così i protagonisti e le ambientazioni e conferendogli un aspetto irreale. In questo modo lo spettatore si ritrova trasportato in un mondo onirico, richiamando inoltre l’uso che gli espressionisti tedeschi facevano del bianco e nero, metafora delle inquietudini dei  personaggi. 3) L’atmosfera Ciò che ha reso Suspiria un cult è l’inconfondibile atmosfera che Dario Argento è riuscito a ricreare, grazie anche alla scenografia di Giuseppe Bassan. Inizialmente l’idea del regista era di realizzare un film cui le protagoniste fossero bambine, ma la produzione si oppose temendo la censura. Si optò quindi per un abile stratagemma: […]

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Suspiria di Luca Guadagnino al cinema

Nelle sale italiane dal 1 gennaio 2019, Suspiria di Luca Guadagnino è un film che non rispetta le convenzionali regole dell’horror, a favore di una maggior attenzione sui complessi temi della memoria e del senso di colpa. Accompagnati dalla camaleontica Tilda Swinton e l’enigmatica Dakota Johnson, lo spettatore si ritrova immerso in una narrazione che si dimostra singolare e innovativa . Suspiria – La trama Ambientato a Berlino negli anni della guerra fredda, la pellicola narra le oscure vicende che hanno come protagonista Susy Bannion (Dakota Johnson), ambiziosa ballerina che riesce ad entrare nella prestigiosa Markos Dance Academy gestita da Madame Blanc (Tilda Swinton). Ma le articolate coreografie e la bravura delle insegnanti non sono le uniche componenti a rendere la Markos Academy unica nel suo genere: fra le sue mura si cela un antico ed oscuro segreto legato ad un’arcaica setta e alla misteriosa scomparsa di alcune studentesse. Il dottor Kemplerer, inconsapevole di quali forze stia sfidando, cercherà di far luce sul mistero, convincendo anche l’allieva Sarah (Mia Goth) ad aiutarlo nella pericolosa indagine. Suspiria – Non chiamatelo remake Nonostante il film porti il titolo e lo stesso incipit narrativo della celebre pellicola del maestro dell’horror italiano Dario Argento, le due opere sono in realtà molto diverse fra loro, tanto da chiedersi se sia giusto definire l’ultimo lavoro di Guadagnino un remake. Durante lo sviluppo del film si ha l’impressione che il regista abbia realizzato un’opera che si discosta dall’originale non soltanto per un diverso sviluppo di trama, ma sopratutto per i delicati temi che vengono affrontati con l’evoluzione della storia. Se nella pellicola del 1977 il professor Milius e Sarah, interpretati da Giorgio Piazza e Stefania Caselli, hanno un ruolo marginale e di contorno, nel lungometraggio del 2019 i due personaggi assumono un’importanza maggiore, non solo per il loro coinvolgimento attivo nell’indagine ma anche per il loro background. Il regista utilizza il passato dell’anziano psicologo per mostrarci il senso di colpa di una città che avverte ancora gli effetti della dittatura nazista, che si concretizzano nella rappresentazione dell’iconico Muro e nella divisione della città in due sezioni. Suspiria – La regia Dopo il successo di Call me by your name Guadagnino torna al cinema con una fiaba nera dalle tinte storiche. Nonostante le differenze, è chiaro l’omaggio che il giovane regista compie ad un cult del cinema italiano, che, afferma in un intervista, l’ha affascinato fin da ragazzo. Nel film Tilda Swinton (Ave Cesare, A bigger splash), sua musa ispiratrice e già protagonista di diversi film di successo del regista, dimostra tutta la sua abilità recitativa interpretando tre ruoli diversi ma metaforicamente legati fra loro: Madame Balnc, il professor Kemplerer ed Helena Markos. Ciò è stato possibile grazie alla bravura del make up artist Mark Coulier, che trasforma la talentuosa attrice rendendola irriconoscibile. Il film dimostra inoltre il suo valore attraverso un sapiente uso del montaggio e nella realizzazione delle atmosfere, merito anche della costumista Giulia Piersanti. La pellicola si impreziosisce inoltre con la colonna sonora realizzata da Thom Yorke, cantautore […]

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Van Gogh: “La follia è una benedizione per l’arte!”

«La follia è una benedizione per l’arte!» Questa é una delle più importanti citazioni del film Van Gogh sulla soglia dell’ eternità interpretato magistralmente dall’attore statunitense Willem Dafoe e diretto dal regista Julian Schnabel. Si tratta di un film importante e di grande sensibilità, dedicato al genio incompreso Van Gogh un maestro senza tempo. Vincent Van Gogh era un pittore istintivo e sregolato che dipingeva senza mai correggersi, prendendo per buone sempre i primi colpi di pennello. Le sue pennellate erano brevi e nervose che esprimevano il mondo interiore dell’ artista. Considerato dalla critica un capolavoro filmico Van Gogh sulle soglia dell’ eternità é proiettato dal 3 Gennaio 2019 nelle sale cinematografiche e vanta già un record di incassi. Van Gogh sulla soglia dell’ eternità – Trama Film Il film “Van Gogh: sulla soglia dell’eternità” prosegue con un ritmo ben determinato che riassume con grazia ed eleganza i 3 momenti chiave della vita del pittore Van Gogh. La prima tappa fondamentale é l’incontro tra Van Gogh (William Defoe) e Gauguin (Oscar Isaac) e il loro soggiorno ad Arles, il secondo momento é il ricovero al manicomio di Saint-Rémy ed il terzo é la permanenza di Van Gogh ad Auvers, dove il pittore mori’ misteriosamente. Tra Vincent Van Gogh e suo fratello Theo (Rupert Friend)vi era un rapporto viscerale che si evince durante tutto il film. Theo, convinto sostenitore dell’arte di Vincent, cercò di supportare il fratello con tutti i suoi mezzi fino alla morte del pittore. È di sole che ha bisogno la salute e l’arte di Vincent van Gogh, insofferente a Parigi e ai suoi grigi, il pittore olandese Vincent si trasferisce da Parigi ad Arles nel sud della Francia poiché la sua arte e la sua salute hanno un’ immensa necessità di sole e di vitalità, si ritrova a contatto con la forza misteriosa della natura. Vincent Van Gogh ha sfidato i suoi contemporanei che hanno biasimato la sua arte a tal punto da renderlo folle. Bandito dalla ‘casa gialla’ e ricoverato in un ospedale psichiatrico, lo confortano le lettere di Gauguin e le visite del fratello Theo. Van Gogh sulla soglia dell’ eternità – Caratteristiche del film e del protagonista  Il regista Schnabel, trasportato come Van Gogh dalla luce della Provenza coglie quel passaggio folgorante che viene ritratto spesso nei dipinti del pittore olandese. Tutta la storia di Vincent Van Gogh, come quella di Gauguin, è segnata dal destino, marcata dall’insuccesso, e dall’incomprensione dei contemporanei che per questo motivo conduce l’artista all’isolamento. L’arte di Van Gogh contraddistinta da campi di grano, fogliame d’autunno, cipressi monumentali, giardini selvatici, fiori floridi, fondali gialli, arancio ardente dei crepuscoli, é colore vivo rovesciato sulla tela come magma incandescente, opere d’ arte poco apprezzato dai suoi contemporanei. Alieno al mondo che lo circondava, l’artista Van Gogh esprimeva un malessere profondo, una disperazione totale e una lucidità intensa che lo rendeva spesso odioso agli altri. L’ attore Willem Dafoe interpreta con successo il pittore Van Gogh esprimendone con gli occhi la visionarietà. Si […]

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Film anni ’90, sette pellicole da vedere

I film anni ’90 sono entrati nell’immaginario collettivo di ognuno di noi. Scopriamo insieme quali sono quelli da vedere. Negli ultimi decenni del XX secolo il cinema attraversa un periodo particolare. Sono anni in cui il supporto della pellicola vive gli ultimi anni e in cui si sperimentano le prime innovazioni del digitale. Inoltre un universo di generi e tematiche spazia nel cinema di questi decenni: thriller, film catastrofici, fantascienza, commedie romantiche, film d’impegno e sul disagio giovanile, film d’animazione il cui emblema è il rinascimento Disney e blockbuster che hanno segnato l’immaginario collettivo. Consci che non si tratta di un qualcosa di esaustivo, vi proponiamo una lista di film anni ’90 da vedere, rivedere e scoprire. Preparate i popcorn e accendete il videoregistratore, si parte! Film anni ’90, sette pellicole da vedere Il silenzio degli innocenti – Johnatan Demme Tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Harris, Il silenzio degli innocenti è considerato uno dei più grandi thriller degli anni ’90. L’agente Clarice (Jodie Foster) viene incaricata dall’ FBI di catturare Buffalo Bill (Ted Levine), un serial killer che rapisce giovani donne per poi ucciderle e scuoiarle. Alle indagini partecipa anche Hannibal Lecter (Antony Hopkins), ex psichiatra detenuto in un carcere di massima sicurezza per via delle sue tendenze al cannibalismo. Clarice scoprirà che il dottor Lecter è un abile lettore dell’anima e scaverà nel passato più profondo della giovane agente per aiutarla a catturare il pericoloso serial killer, ma riaprendo anche dolorose ferite del passato. Quello che colpisce di più de Il silenzio degli innocenti è la continua tensione e l’atmosfera cupa che si respira, complici la fotografia di Tak Fujimoto e le musiche di Howard Shore. A dare il suo contributo ci pensa anche Antony Hopkins, che con la sua interpretazione ha contribuito a plasmare l’immagine oscura ed inquietante di Hannibal Lecter come la conosciamo oggi. Il film ha vinto cinque premi oscar per il miglior film, miglior regia, miglior attore ad Antony Hopkins, miglior attrice a Jodie Foster e migliore sceneggiatura a Ted Tally. «Uno che faceva un censimento una volta tentò di interrogarmi: mi mangiai il suo fegato con un bel piatto di fave e un buon Chianti» (Hannibal Lecter/Antony Hopkins) Mediterraneo – Gabriele Salvatores Il cinema italiano ha sempre sfornato capolavori di film e lo dimostra anche Mediterraneo, pellicola di Gabriele Salvatores che ha vinto l’oscar per il miglior film straniero nel 1992. Siamo nel 1942 e un gruppo di soldati italiani viene mandato su un’isola greca del mar Egeo per costruirvi un presidio militare. Il gruppo è formato dal sergente maggiore Nicola Lorusso (Diego Abatantuono), il tenente Raffaele Montini (Claudio Bigagli) e un gruppo di soldati tra cui spiccano Antonio Farina (Gisueppe Cederna) e Corrado Noventa (Claudio Bisio). In quel luogo destinato a scopi bellici, ben presto i soldati riscopriranno il contatto con la semplicità della vita lontano dai clamori della guerra. Mediterraneo è forse il miglior film anni ’90 italiano mai realizzato. Il messaggio di fondo è prettamente antimilitarista, ma quello che colpisce di […]

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Commedie da vedere, le migliori 6 da non perdere

Commedie da vedere, quali non puoi proprio perdere? Nel corso della sua storia il cinema ha fatto della commedia uno dei suoi generi di punta. Che siano sottili armi per lanciare frecciatine ai potenti, lenti per filtrare i tabù e i pregiudizi della società, spietate parodie o basi per costruire storie leggere e godibili, le commedie garantiscono sempre punti di riflessione interessanti e, ovviamente, sane risate. Vediamo assieme quali sono le commedie cinematografiche più divertenti e che meritano almeno una visione. E no, state tranquilli, di cinepanettoni e di operazioni di marketing con protagonisti youtubers non ne vedrete nemmeno l’ombra. Commedie da vedere, le nostre scelte La guerra lampo dei fratelli Marx – Leo McCarrey (1933) Cominciamo così la nostra classifica delle migliori 6 commedie da vedere. Assieme a Charlie Chaplin, Buster Keaton e Stanlio e Ollio i fratelli Marx furono tra gli attori comici più amati ed apprezzati nel cinema americano degli anni ’20. Tra le tante commedie interpretate da loro segnaliamo La guerra lampo dei fratelli Marx, diretta da Leo McCarrey nel 1933. Lo staterello immaginario di Freedonia è governato da Rufus Firefly (Groucho Marx), il tipico dittatore esaltato e pomposo che per compiacere se stesso dichiara guerra al vicino stato di Sylvania. Nel tentativo di fermare i suoi folli propositi vengono inviate le spie Chicolini e Pinky (Chico e Harpo Marx). Le conseguenze, come è facile prevedere, saranno al limite dello stravagante e della pazzia. Il film rappresentò per i Marx un insuccesso al botteghino e in Italia la censura fascista vietò la sua distribuzione, ma con il passare del tempo la pellicola è stata rivalutata. Non ci vuole molto a capire che questa è una pellicola contro la guerra e soprattutto contro coloro che ne accendono i focolai. Basta guardare l’atteggiamento stupidamente orgoglioso di Groucho Marx che ricalca quello di un Mussolini, di un Hitler o di qualunque altro dittatore e uomo politico che usa le armi del patriottismo, della paura e della persuasione per creare nemici immaginari con il solo obiettivo di soddisfare la propria sete di potere. Condito da una serie di gag divertenti e memorabili (una su tutte, quella dello specchio), La guerra lampo dei fratelli Marx è una commedia da recuperare per l’eterna attualità del suo messaggio e per dimostrare che dei potenti di qualunque bandiera e di qualunque partito si può (e si deve) ridere. «Siamo nei pasticci, amici, correte a Freedonia: tre uomini e una donna sono bloccati in un palazzo. Mandate aiuto! Se non potete mandare aiuto, mandate altre due donne!» (Rufus Firefly/Groucho Marx) A qualcuno piace caldo – Billy Wilder (1959) Il cinema classico hollywoodiano deve la sua fama ai nomi di molte star, ma su tutte spicca sicuramente Marilyn Monroe. Nel 1959 il regista Billy Wilder la diresse in una delle sue più celebri commedie, A qualcuno piace caldo. Nella Chicago degli anni ’20 il sassofonista Joe (Tony Curtis) e il contrabbassista Jerry (Jack Lemmon) sono testimoni del massacro di San Valentino e per questo sono nel mirino […]

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Paola Cortellesi in “La Befana vien di notte”

Paola Cortellesi in La Befana vien di notte interpreta un personaggio del tutto innovativo, rompendo gli stereotipi sulla dolce ma bruttissima vecchietta che il 6 Gennaio di ogni anno porta i doni e le calze a tutti i bambini del mondo. La Cortellesi recita nei panni di una Befana rivoluzionaria, rivalutando la dignità della Befana che per anni è stata surclassata da Babbo Natale. Una commedia fantasy adatta ai bambini ed adulti da non perdere assolutamente! Paola Cortellesi in La Befana vien di Notte – Trama La Befana vien di notte, il film diretto da Michele Soavi, racconta la storia di Paola, una maestra di scuola elementare che ha un segreto da nascondere: bella e giovane di giorno, di notte si trasforma nell’eterna e leggendaria Befana! Viene rapita da un misterioso produttore di giocattoli, Mr. Johnny, che ha un conto da saldare con la Befana la quale, il 6 Gennaio di vent’anni prima, gli ha inavvertitamente rovinato l’infanzia. Sei alunni assistono al rapimento, e dopo aver scoperto la doppia identità della loro maestra, decidono di affrontare, a bordo delle loro biciclette, una straordinaria avventura e mille peripezie, che li cambierà per sempre. La Befana di Paola Cortellesi La storia è semplice, ma originale: la maestra Paola ha una doppia vita,  di giorno  insegna ai bambini delle elementari, da mezzanotte alle 8 invece, da 500 anni, si trasforma in Befana con unghie lunghe, naso aguzzo, rughe e scopa volante. Nonostante il suo aspetto estetico poco gradevole, l’attrice Paola Cortellesi ha deciso di sfidare gli stereotipi negativi che si hanno sulla Befana, indossando anche un naso grande e aguzzo che la rende brutta sul grande schermo. Ha abbracciato con entusiasmo questo progetto cinematografico dando vita insieme ad un eccezionale Stefano Fresi ad una commedia fantasy e di formazione tipica dello stile americano ma poco conosciuta in Italia. È questa la grande sfida che Paola Cortellesi ha affrontato: interpretare una vecchia e brutta Befana e donarle fascino, allegria e un tocco da supereroina, senza pensare ai canoni estetici della bellezza tradizionale. Stefano Fresi interpreta il ruolo di Mr Johnny, un bambino che ha subito l’abbandono della Befana e che decide di vendicarsi una volta diventato adulto. Questo ruolo, recitato magistralmente dall’attore, è davvero complesso, perché la cattiveria proviene da una grossa delusione che viene svelata dai dialoghi tra Mr Johnny e la Befana. Stefano Fresi dà vita ad un personaggio cattivo-esilarante che contribuisce a rendere la commedia ancor più originale. Paola Cortellesi in La Befana vien di Notte – Film dai valori umani e sociali  Paola Cortellesi interpreta una Befana contemporanea. Dietro l’apparente versione comica della Befana, la Cortellesi si è calata nella parte di una vera e propria supereroina con doppia identità. Il fatto che non sia solo Befana, ma viva il quotidiano da maestra, la rende contemporanea e risulta ben adattata alla società attuale che ci circonda. Uno dei messaggi fondamentali che passa ai ragazzi, suoi allievi, è quello di “Restate uniti, che da soli non si va da nessuna parte“. In un […]

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5 film da non perdere nel 2019: Il Re Leone, Suspiria e…

5 film da non perdere l’anno prossimo, il 2019 Il 2018 sta per concludersi e con esso la sua stagione cinematografica, che con film quali Sulla mia pelle, Il vizio della Speranza,  Roma e tanti altri, si è dimostrata prolifica e impegnata sotto ogni punto di vista e per ogni genere. Ma anche le uscite previste per il 2019 non sono da meno, e, anche se con qualche difficoltà, abbiamo stilato per voi una classifica dei 5 film fra le numerose pellicole in arrivo per il prossimo anno che non potete assolutamente perdere! 5  film da non perdere nel 2019 Suspiria di Luca Guadagnino Remake della celebre pellicola del maestro dell’horror italiano Dario Argento, Suspiria è l’ultimo lavoro di Luca Guadagnino, regista che ha ottenuto fama e successo sia in Italia che all’estero con Io sono l’amore (2009) e Chiamami con il tuo nome, vincitore dell’Oscar 2018 come miglior sceneggiatura non originale. Il film, in uscita nelle sale italiane il 1 gennaio 2019, narra le oscure e misteriose vicende che si svolgono all’interno della scuola di danza gestita da Madame Blanc (Tilda Swinton) a Berlino nel 1977. Protagonista è Dakota Johnson nei panni di Susie Bannon, ambiziosa ballerina americana che si ritroverà coinvolta nelle diaboliche macchinazioni di una antica quanto potente setta. Ad aumentare il prestigio dell’opera che già così si preannuncia di alto livello, vi sono le musiche di Thom York, voce solista dei Radiohead, che ha curato la colonna sonora. Questo è sicuramente un film da non perdere! Once upon a time in Hollywood di Quentin Tarantino L’autore di film cult quali Le Iene (1992) e Pulp Fiction (1994) torna al cinema con il suo nono (e forse penultimo) film dal titolo  C’era una volta in Hollywood, in chiaro omaggio al maestro del cinema Sergio Leone. La pellicola presenta un cast d’eccezione con protagonisti Leonardo Di Caprio e Brad Pitt,insieme sul grande schermo per la prima volta nei rispettivi panni di una star del cinema western ed il suo stuntman. Assieme ai celebri attori anche Al Pacino, Kurt Russel, Tim Roth e Margot Robbie, quest’ultima come interprete di Sharon Tate, attrice brutalmente assassinata da Charles Manson il 9 agosto 1969. Della trama si sa solo che sarà incentrata sui personaggi di Di Caprio e Brad Pitt, e che si svolgerà ad Hollywood proprio nel periodo dell’efferato omicidio. L’uscita in America è prevista per il 26 luglio 2019, per l’edizione italiana dovremmo aspettare invece l’autunno dello stesso anno. Il Re Leone, live action di Jon Fraveau Fra i più conosciuti ed amati capolavori della Disney, Il Re Leone apparve per la prima volta nelle sale cinematografiche nel 1994 riscuotendo anche all’epoca un enorme successo, tanto da far guadagnare ad Hans Zimmer un Oscar e un Golden Globe per la miglior colonna sonora. Nel 2019 Jon Frevau, regista del riadattamento de Il libro della Giungla (2016) e dei primi due capitoli di Iron Man, ripropone la magia del classico Disney totalmente rinnovata in live-action. La trama la conosciamo tutti: nel regno della savana si celebra la nascita di Simba, cucciolo di leone erede al […]

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Film bruttissimi. 5 pellicole che devi vedere

Il cinema trash, croce e delizia di ogni cinefilo onnivoro e di ogni spettatore occasionale, è l’anello di congiunzione tra il ridicolo e il capolavoro incompreso. Dentro questa categoria vengono raggruppati quei film bruttissimi girati con un budget basso, caratterizzati da una sceneggiatura banale e da una recitazione irrisoria. Ciononostante, questi film possono vantare una schiera di appassionati che, per burla o sincera devozione, ne hanno decretato il successo. Fatto questo preambolo, ecco a voi quelli che sono i cinque film bruttisimi più iconici della storia del cinema. Preparatevi psicologicamente, perché quello che state per vedere potrebbe seriamente mettere in dubbio la vostra sanità mentale. E ci riferiamo soprattutto a voi, cari cinefili puri e incalliti che non hanno altri registi all’infuori di Bergman, Tarkovskij e Antonioni. Sappiamo che, lontano da occhi indiscreti, vi abbandonate a questi guilty pleasuers di pellicole di seconda mano. Ma rilassatevi, qui siete tra amici. Film bruttissimi, le nostre scelte 1. Plan 9 from outer space – Ed Wood (1959) All’origine di tutto c’è un film ed un regista precisi, Plan 9 from outer space di Ed Wood girato nel lontano 1959. La stralunata trama vede protagonista una civiltà aliena che a bordo di alcuni UFO sparano delle onde elettromagnetiche sui cimiteri facendo resuscitare i morti, come segno di vendetta verso i governi terrestri che hanno rifiutato di mettersi in contatto con loro. A tentare di fermare questo folle piano ci penseranno un pilota d’aerei, un generale dell’esercito e un ufficiale di polizia, i quali dovranno anche affrontare un “temibile” armata di morti viventi costituita da tre malcapitati: un anziano vedovo, sua moglie e un ispettore morto mentre indagava sul caso. Come è facile immaginare, Plan 9 from outer space è stato un fiasco totale ai botteghini dell’epoca, ma solo negli anni ’70 la critica gli ha conferito il titolo di “peggior film mai realizzato”.  Dai fili ben visibili che sorreggono le navette degli alieni al montaggio che alterna scene notturne a scene diurne intaccando l’intreccio narrativo fino ad arrivare allo sfondo ben visibile su cui si vede l’ombra degli attori e alle tombe di cartapesta, c’è di tutto che rendono questa pellicola degna di entrare nella rosa dei film bruttissimi. Eppure Ed Wood, colui che è considerato il “peggior regista di tutti i tempi” è anche stato il padre di quei film girati in poco tempo, con pochi soldi e con mezzi di fortuna che conosciamo con il termine b-movies e che hanno dato origine al cinema trash. Forse la storia e i critici con lui sono stati spietati, nonostante avesse dalla sua un gigante dell’horror come l’attore Bela Lugosi, ma Wood è forse una delle testimonianze di come la passione sia più forte della logica e delle critiche. Piccola curiosità: Ed Wood è stato rivalutato ed apprezzato da moltissimi fan. Tra questi c’è il regista Tim Burton, il quale gli ha dedicato un omonimo biopic girato nel 1994 che vi consigliamo caldamente di recuperare. 2. The Room – Tommy Wiseau (2003) La lista dei film […]

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I 5 cartoni di Natale più belli di sempre

Cartoni di natale: un viaggio alla scoperta dei 5 più belli di sempre. Camino, cioccolata calda, albero di Natale: la ricetta perfetta per un momento di pace tra le mura di casa, mentre fuori neve e gelo incombono. E se adorate l’atmosfera natalizia di dicembre, non ci sarà niente che potrà farvi compagnia meglio dei cartoni animati di Natale. Per rendere più semplice e veloce la scelta, Eroica Fenice ha preparato una lista dei 5 cartoni animati di Natale più belli da vedere per i più piccini (ma non solo): perché si sa, a Natale si torna tutti un po’ bambini. I 5 cartoni di Natale più belli di sempre Topolino e la magia del Natale Perfetto se siete tra gli eternamente affezionati a Topolino, Minnie, Paperino e Pippo. Questo film Disney del 1999 è diviso in tre parti, ognuna con la propria trama indipendente: Un Natale al giorno, Un ospite speciale, Il regalo più bello. Sicuramente non casuale questa struttura, che passa dal farci ridere al farci riflettere, dall’esaudire un desiderio apparentemente innocuo al farci apprezzare chi abbiamo accanto a noi. Insomma con Topolino, si sa, non si sbaglia mai. Polar Express Diretto da Robert Zemeckis e prodotto da Warner Bros nel 2004, Polar Express è una pellicola del tutto originale, impossibile da non citare tra i 5 cartoni animati di Natale più belli: è stato girato tramite la motion capture, un tipo di animazione digitalizzata ma realizzata a partire da attori in carne ed ossa (tra gli altri, Tom Hanks ha prestato il suo volto). La trama è semplice ma coinvolgente: un bambino è fermamente convinto che Babbo Natale non esista, fino a quando, la notte di Natale, gli appare davanti un meraviglioso treno pronto a condurlo direttamente al Polo Nord. A Christmas Carol Di nuovo la regia di Robert Zemeckis in un altro sensazionale capolavoro del 2009. Il film è uno dei tanti adattamenti cinematografici del racconto Il canto di Natale di Charles Dickens. Meravigliosamente realistico e ben realizzato risulta il protagonista, l’anziano Ebenezer Scrooge, avaro ed egoista come pochi, che si ritroverà faccia a faccia con i tre spiriti ormai famosi: quelli del Natale Passato, del Natale Presente e del Natale Futuro. Un classico intramontabile e sempre attuale, utile per riflettere sulle proprie azioni e da considerare senza dubbio tra i cartoni di Natale più belli in assoluto. Barbie – il Natale perfetto Tra le decine di film dedicati alla bambola più famosa del mondo, questo è sicuramente un’ottima scelta per le feste natalizie. Nella pellicola del 2011, Barbie e le sue sorelle partono per le vacanze di Natale dirette a New York dalla Zia Millie. Qualcosa durante il viaggio, però, va storto: sono costrette ad un atterraggio di emergenza, le vacanze sembrano rovinate. Tra litigi, musica e tante peripezie, il Natale sarà davvero perfetto come Barbie lo programmava? L’era Natale Un cortometraggio di 26 minuti che funge da mini-sequel per L’era glaciale 3 – L’alba dei dinosauri. Ritroviamo, dunque, gli amati e ormai celebri personaggi […]

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Capri-Revolution, la ricerca della libertà attraverso la ribellione

Presentato mercoledì 19 al cinema Filangieri di Napoli in anteprima per la stampa, Capri-Revolution, nuovo film di Mario Martone, dal 20 dicembre è nelle sale cinematografiche e sembra proprio destinato a far parlare di sé Basato su un dato storico reale, e cioè sull’esistenza di una comune fondata a Capri dal pittore tedesco Karl Diefenbach tra il 1900 e il 1913, Capri-Revolution chiude la trilogia di Mario Martone sulle grandi utopie del secolo scorso e parla di un passato più che mai attuale. La vicenda è però elaborata in maniera molto libera: viene spostata nel 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale, e la figura del pittore spiritualista Diefenbach si trasforma in un giovane artista performativo, animato da principi che costituiranno la materia prima dei concetti elaborati molti decenni più tardi da Joseph Beuys. Capri-Revolution: la storia di una donna alla ricerca della libertà Capri, 1914. Alle porte della prima guerra mondiale, Lucia, una giovane capraia senza istruzione e sottomessa ad una famiglia maschilista, avrà il coraggio di esplorare una nuova realtà avvicinandosi alla comune guidata da Seybu. Qui scoprirà sé stessa e il suo inarrestabile desiderio di libertà. Nell’arte di Diefenbach, il rapporto con la natura è fondamentale. Oltre alla sua esperienza, si può citare quella di Monte Verità nei pressi di Ascona, in Svizzera, dove nacque la danza moderna. Tutte queste esperienze germoglieranno nel corso del Novecento per poi diventare una vera e propria rivoluzione negli anni ‘60 e ’70. In Capri-Revolution ciò che salta subito all’occhio è che i concetti, la filosofia, le convinzioni dei personaggi sono estremamente contemporanee: oggi più che mai, infatti, ci si chiede che senso dare al progresso e al rapporto dell’uomo con la natura. Mario Martone: “Da tempo progettavo un film che avesse come protagonista una donna” Nel corso della conferenza stampa il regista ha però precisato che quest’ultimo lavoro si differenzia per certi versi dalle due pellicole precedenti, “Noi credevamo” e “Il giovane favoloso”: “Nonostante Capri-Revolution vada a chiudere la trilogia, al tempo stesso è un film diverso dagli altri due, molto libero anche nei riferimenti storici. Intanto si è trattato di una scoperta, non tanto della pittura di Diefenbach, le cui tele si possono ammirare nella Certosa di Capri, ma quando ho visto il grande quadro in cui c’è Dio che ferma la mano dell’uomo che sta per uccidere un cervo, ho scoperto che era un quadro fondante del vegetarianesimo in senso culturale e ho capito che c’era un’idea di arte intesa in senso politico”, ha spiegato Martone. “Con Ippolita Di Maio volevamo da tempo fare un film che avesse come protagonista una donna. La dinamica maschile-femminile è un tema che mi ha sempre interessato. I temi sono tutti lì: l’organizzazione sociale, il modo di vivere tra le persone, il rapporto con la natura, la reazione ad un progresso che, come aveva profetizzato Leopardi, non avrebbe portato solo felicità. E, non ultimo, il vegetarianesimo, che comunque lo si veda, rappresenta un frontiera politica del futuro perché legata non solo a […]

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