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Niente di nuovo sul fronte occidentale (Film, 2022) | Recensione

Niente di nuovo sul fronte occidentale è il terzo adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di E.M. Remarque, pubblicato nel 1928. I primi due film risalgono al 1930 e al 1979, mentre il terzo ed ultimo adattamento cinematografico è del 2022, vincitore di 4 premi su 9 candidature ai Premi Oscar 2023.

La trama del film

Niente di nuovo sul fronte occidentale narra la vita di Paul, un ragazzo che nel 1917, a tre anni dall’inizio della Prima guerra mondiale, decide di arruolarsi nell’esercito tedesco e di combattere nel fronte occidentale. Paul, fidandosi ciecamente dei comandanti tedeschi e delle loro parole, sogna di uscirne vittorioso e di poter essere considerato un eroe, dopo la fine del conflitto. Ma la realtà nelle trincee è ben diversa. Sul fronte, Paul e gli amici che era riuscito a coinvolgere e a portare con sé, si rendono conto dell’orrore della guerra e vivono scene crudeli e raccapriccianti, costretti ad assistere all’uccisione di migliaia e migliaia di giovani ragazzi. Con l’inizio del conflitto, molti di loro avevano deciso di arruolarsi credendo di poter ottenere facilmente la gloria e sottovalutando l’effettiva realtà del conflitto bellico, mentre i potenti stavano comodamente seduti sulle loro poltrone, prendendo decisioni che avrebbero spezzato la vita di tanti ragazzi tedeschi e francesi.

Recensione di Niente di nuovo sul fronte occidentale

Niente di nuovo sul fronte occidentale non è un film di guerra, ma un film contro la guerra, che rivela le atrocità del conflitto e la crudele realtà nascosta dietro i sogni di milioni di giovani uomini. Il film, diretto da Edward Berger, non mostra gli eroi e i cattivi o l’esaltazione della morte per qualche ideale, ma rappresenta i paradossi della guerra, lo spreco di milioni di vite umane e la ripugnanza di un evento bellico che ha sconvolto l’Europa. Fedele alla realtà, senza aggiungere nulla di nuovo, la pellicola altro non è che una mostra di cadaveri e di orrore senza filtri, e il tentativo – ben riuscito – di mostrare che la guerra non è la soluzione, ma una terribile decisione. Felix Kammerer, nel ruolo del protagonista Paul, ci porta in quella che può essere stata la vita di un qualsiasi ragazzo tedesco del 1917, partito con sogni e speranze e mai più tornato. Dal punto di vista tecnico è impossibile, poi, non menzionare la fotografia di James Friend, che ci fa immergere completamente nei sentimenti della guerra e ci permette, quasi, di immedesimarci in quell’orrore senza fine. Non solo usa esplosioni e spari per far capire al pubblico quanto sia irrazionale l’evento, ma si appropria anche della gestione delle emozioni con piani spietati, seguiti da una vista tranquilla della foresta di confine franco-tedesca. Niente di nuovo sul fronte occidentale è un film lento, ma con un messaggio potentissimo: l’irrazionalità della guerra. Ogni scena ha il movente di aumentare le sensazioni di assurdità fino a raggiungere la scena finale, che chiude così il ciclo che era iniziato con la morte e che termina con la morte, in una guerra che non si è mossa di più di un miglio nelle trincee occidentali.

Fonte dell’immagine in evidenza: Di DMarx22 – screenshot autoprodotto, Copyrighted, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=9509112

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