ADHD: bambino iperattivo o vivace?

adhd

La psicologa della rubrica Eroica(mentis) parla del disturbo ADHD.

Capita spesso che genitori e insegnanti si trovino di fronte a bambini che appaiono ai loro occhi piuttosto “vivaci”, e se ne lamentano. Sono bambini che non stanno mai fermi, giocano, saltano, mostrano una viva curiosità verso l’ambiente che li circonda, tuttavia vengono solitamente e in maniera impropria definiti come iperattivi. Ma qual è effettivamente la linea di confine tra un bambino definito iperattivo e un bambino semplicemente un po’ più vivace?

Cos’è l’ADHD secondo il DSM-5

Caratteristica ADHD Manifestazione comportamentale
Disattenzione Distrazione dal compito, difficoltà a mantenere l’attenzione e disorganizzazione.
Iperattività Eccessiva attività motoria e assenza di consapevolezza di potersi fermare.
Impulsività Azioni affrettate compiute senza valutare le conseguenze.

Facciamo però un passo indietro. Nel DSM-5 l’ADHD viene classificato come un disturbo del neurosviluppo che si riscontra, secondo il manuale, prima dei 12 anni. L’aspetto fondamentale dell’ADHD è un persistente pattern di disattenzione e/o iperattività e impulsività che influenza il funzionamento e lo sviluppo.

Sintomi principali e varianti del disturbo

Sul piano comportamentale la disattenzione si manifesta come distrazione/divagazione dal compito, difficoltà a mantenere l’attenzione e disorganizzazione. L’iperattività si riferisce ad un’eccessiva attività motoria, l’assenza di consapevolezza di potersi fermare è un primo indicatore che separa il normale carattere vivace del bambino dal sospetto di iperattività o ADHD. L’impulsività si evidenzia in azioni affrettate senza valutare le conseguenze che queste possono avere. Secondo il DSM-5 vi sono 3 tipi:

  • Variante con disattenzione predominante
  • Variante con iperattività/impulsività predominante
  • Tipo combinato

Ai fini della diagnosi, è necessario che i comportamenti siano presenti in più contesti e causino una compromissione significativa dell’attività globale del bambino. L’ADHD può presentarsi in associazione a difficoltà di apprendimento (DSA), al disturbo della condotta, ad ansia e depressione, al disturbo oppositivo provocatorio etc.

Evoluzione dei sintomi dall’infanzia all’età adulta

In età prescolare il sintomo prevalente è l’iperattività, fase in cui è possibile esplorare lo sviluppo attraverso strumenti come la psicologia delle favole, mentre la disattenzione diventa più preminente durante la scuola elementare. In adolescenza i sintomi iperattivi (quali correre, saltare) si riducono ed emergono sotto forma di irrequietezza, nervosismo o impazienza. In età adulta l’impulsività resta un aspetto problematico da gestire anche quando l’iperattività è diminuita.

L’osservazione dell’ADHD nel contesto scolastico

L’ADHD si manifesta in più contesti (lavoro, scuola, casa). In età evolutiva il contesto privilegiato per l’osservazione dei sintomi è la scuola, in quanto le prestazioni scolastiche risultano spesso ridotte e i risultati vengono raggiunti con molta fatica. Gestire il ritorno a scuola richiede riflessioni e strategie specifiche per questi alunni. Ad esempio, anche l’applicarsi in maniera incostante e/o inadeguata richiede un’attenzione prolungata nel tempo difficile da sostenere, spesso interpretata dagli altri come pigrizia e irresponsabilità.

Strategie d’intervento e supporto psicologico

Come intervenire dunque? Anche se non è possibile eliminare le cause del disturbo in quanto la sua origine è neurobiologica e interferisce con il normale sviluppo psicologico del bambino, è possibile intervenire sull’aumento della durata dell’attenzione, sul controllo dell’impulsività e sulla consapevolezza delle proprie difficoltà. Fondamentale è il ricorso a una teoria delle emozioni applicata, tramite un percorso integrato che coinvolga il bambino, la famiglia e la scuola. Sviluppare nel bambino abilità di self control e di adattamento e un training per le abilità sociali costituisce l’insieme di specifiche tecniche e strategie per il miglioramento dei comportamenti problematici.

Immagine: Pixabay

Articolo aggiornato il: 3 Febbraio 2026

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