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“La Grazia” di Sorrentino a Piazza Vittorio, particolarità e citazioni da ricordare

"La Grazia" a Piazza Vittorio

Nel corso della 26^ edizione di “Notti di Cinema a Piazza Vittorio” è stata riproposta, tra le altre, l’ultima opera di Paolo Sorrentino, dal titolo “La Grazia“. Anche in questo scenario il celebre film, che ripropone la solida collaborazione tra il regista napoletano e l’attore protagonista Toni Servillo, si è rivelato un successo in termini di affluenza e partecipazione del pubblico romano. Ecco alcune particolarità e citazioni da ricordare della pellicola.

Informazioni evento e pellicola Dettagli utili
Rassegna cinematografica Notti di Cinema a Piazza Vittorio (26ª edizione)
Titolo del film La Grazia
Regia e protagonista Paolo Sorrentino, Toni Servillo (nel ruolo di Mariano De Santis)
Date della programmazione 2026 Dal 18 giugno al 20 settembre 2026
Location Cinema all’aperto, Piazza Vittorio Emanuele II (Roma)
Prezzo biglietti Dai 2,50 € (film italiani/europei) ai 6 €

Trama di “La Grazia”

"La Grazia" a Piazza Vittorio
Mariano De Santis (interpretato da Toni Servillo) in “La Grazia” – Archivio personale

Mariano De Santis, interpretato da Toni Servillo, è il presidente della Repubblica, un autorevole giurista arrivato al termine del suo mandato e chiamato a prendere una decisione destinata a lasciare il segno nella storia del Paese. Si tratta della concessione della legge sul diritto all’eutanasia, un provvedimento che divide l’opinione pubblica e mette il capo dello Stato di fronte a un dilemma morale e istituzionale. Una situazione scomoda che il presidente continua a procrastinare, intrappolato nei dubbi e nel peso della responsabilità che il ruolo gli impone. Una presenza costante al suo fianco è quella di Dorotea, figlia di De Santis e grande sostenitrice della riforma, intenzionata a convincere il padre a compiere il passo decisivo. Un’altra figura di riferimento è quella di Coco Valori, critica d’arte con cui il protagonista condivide un’amicizia di lunga data. Tra incontri, ricordi, riflessioni e momenti di surreale ironia, Paolo Sorrentino costruisce un racconto che va oltre la politica, trasformando la vicenda del presidente in una riflessione sul tempo che passa, sul peso delle scelte e sulla fragilità dell’essere umano. Come spesso accade nel cinema del regista napoletano è proprio nell’incontro tra le diverse dimensioni emotive che Sorrentino costruisce il cuore del racconto, restituendo il ritratto di un uomo alle prese con uno dei momenti più delicati della sua vita.

Particolarità e temi ricorrenti del film di Sorrentino

Innanzitutto è da segnalare la sesta collaborazione tra Paolo Sorrentino e Toni Servillo, un sodalizio artistico che dura da oltre vent’anni e che ha avuto un forte impatto sul cinema italiano contemporaneo. Insieme hanno dato vita ad alcuni dei titoli più apprezzati del regista, da “L’uomo in più” a “Le conseguenze dell’amore”, passando per “Il Divo”, “La grande bellezza” e “Loro”. In “La Grazia” Sorrentino torna ad affidare all’attore campano un personaggio complesso e intrigante, confermando un’intesa artistica che, step by step, è diventata una delle più riconoscibili e apprezzate del cinema italiano.

Tra le particolarità spiccano le scelte della colonna sonora che riunisce musica orchestrale e brani contemporanei. Un mix tra solennità e modernità che vede protagonisti alcuni brani del rapper Guè che peraltro compare di persona nella parte finale del film, ennesima proposta cult del regista.

Paolo Sorrentino
Paolo Sorrentino, regista de “La Grazia” – Immagine di depositphotos.com

Tra le tematiche trattate, come spesso accade nei film di Sorrentino, spicca il rapporto tra istituzioni e spiritualità, con un dialogo tra Quirinale e Vaticano, rappresentati rispettivamente dallo stesso presidente Mariano De Santis e dal Papa dallo stile anticonvenzionale. Un argomento a cui si ricollega quello del potere, raccontato dalla prospettiva intima e solitaria del protagonista: un uomo circondato da una moltitudine di persone ma che fa prevalere sempre la serietà e il peso delle sue responsabilità. Da qui l’attribuzione del soprannome “cemento armato”.

Infine due temi tra loro interconnessi sono memoria e ossessione. Argomenti che trovano entrambi riscontro nella figura della moglie deceduta Aurora, a più riprese ricordata con emozione dal protagonista nonostante quel tradimento subito quarant’anni prima che non ha mai dimenticato e che costituisce una vera e propria ossessione. Quest’ultimo aspetto si ritrova anche nella grande pressione iniziale, in merito alla legge sull’eutanasia, da parte della figlia Dorotea che poi decide di andar via e lascia il padre libero di scegliere.

Frasi da ricordare de “La Grazia”

Oggi mi è capitato di vedere la verità da vicino e, invece, il diritto te la mostra sempre da lontano”. Questa è una delle prime frasi iconiche di “La Grazia”. In particolare si fa riferimento alle difficoltà da parte dei giuristi nel riuscire a conciliare il generale con il particolare e capire fin dove ci si possa e ci si debba spingere affinché il principio applicato al singolo caso non perda il suo carattere di universalità.

Tra le altre citazioni degne di nota spicca anche quella del dialogo tra De Santis e un militare in cui il primo afferma: “Pensavamo che diritto e mondo militare ci avrebbero esautorato dalla fastidiosa incombenza di avere una sensibilità”. Frase in cui emerge tutta la volontà del Presidente di mantenere sempre un atteggiamento estremamente rigoroso.

O ancora: “Ci si lamenta sempre della burocrazia italiana ma è proprio quella che evita di prendere decisioni affrettate”, frase pronunciata per giustificare la situazione di stallo relativa all’approvazione della legge sull’eutanasia.

Infine quella che forse è la frase più iconica del film e che fa riferimento allo stesso oggetto protagonista dell’opera: “La passione l’ho persa ma ho trovato qualcosa che le somiglia. Sto parlando della grazia, che nasconde la bellezza del dubbio”.

 

Immagine di copertina: fornita da Ufficio Stampa

 

📍 Cinema all’aperto – Piazza Vittorio (Roma)

📌 Luogo: Piazza Vittorio Emanuele II, Roma (quartiere Esquilino). A circa 500 metri da Roma Termini (5–7 minuti a piedi)

💶 Prezzo: Dai 2,50 € (per film italiani ed europei) ai 6 €

🎬 Programmazione: Dal 18 giugno al 20 settembre 2026. Film italiani, europei e internazionali della stagione cinematografica, tra cinema d’autore e titoli recenti.

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