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ATP e WTA, i settori commerciali che investono maggiormente nel marketing del tennis

Le Nitto ATP Finals di Torino rappresentano l’evento che, di fatto, chiude la stagione del singolare maschile nel tennis. Si tratta del torneo più importante del cartellone, dopo le quattro prove del Grande Slam. La prima edizione si è svolta nel 1970 e, dal 2021, si disputa a Torino. Il detentore del trofeo è l’italiano Jannik Sinner, recentemente tornato a essere il numero 1 al mondo.

Il fatto di avere un connazionale al vertice del ranking ATP ha portato numerosi sponsor ad avvicinarsi al mondo del tennis, il quale è ora il secondo sport più ricco a causa delle sponsorizzazioni, dopo il calcio che continua a essere più una religione che una disciplina, nel nostro Paese. Parte di questo interesse è dovuto anche alle buone performance di Jasmine Paolini nel circuito femminile WTA, sia in singolare sia in doppio assieme alla veterana Sara Errani. Facciamo attenzione a pensare, però, che solo in Italia vi sia una rinnovata attenzione verso la racchetta. Stiamo infatti attraversando un momento dove il tennis riscuote una grande attenzione da parte del pubblico in tutto il mondo e gli sponsor, naturalmente, desiderano mettersi in mostra laddove vi siano tanti occhi.

Chi sta puntando di più sulle sponsorizzazioni nel tennis?

Tra i settori maggiormente coinvolti nelle sponsorizzazioni tennistiche troviamo quello finanziario, che già da anni ha scelto di associarsi ad alcuni tornei del circuito (gli Internazionali di Roma portano il nome di una celebre banca ormai da diverso tempo); l’automotive; la moda; il food and beverage; l’ambito della salute e del benessere; i produttori di articoli sportivi; gli attori della tecnologia e dell’e-commerce nonché gli operatori delle scommesse e dei casinò online.

Betting e Tennis

Visitando il sito della Federazione Internazionale del Tennis (ITF), alla pagina dedicata ai partner commerciali, si trovano nomi come Stake, che è il partner ufficiale della Coppa Davis per le scommesse; 1xBET, global partner federale legato alla Billie Jean King Cup da quest’anno, e Betsson, lo sponsor ufficiale del torneo BNP Paribas Nordic Open.

Proprio quest’ultimo brand rientra spesso nelle classifiche di gradimento del mercato dell’intrattenimento digitale. Si tratta soltanto di uno dei tanti esempi di come il settore del betting cerchi visibilità attraverso lo sport. Naturalmente, a livello internazionale, questi rapporti commerciali vengono stretti sempre ed esclusivamente con operatori dotati di licenze governative. In Italia il panorama è molto più complesso: le normative stringenti in materia di pubblicità (come il noto Decreto Dignità) impongono limiti severi. Tuttavia, analizzando i portali di informazione e comparazione del settore iGaming, si nota come l’interesse degli operatori legali verso la sponsorizzazione dei grandi eventi sportivi nazionali rimanga altissimo, seppur con visibilità ridotta o declinata in modalità differenti rispetto a quanto avviene all’estero, dove i brand del betting operano con la stessa libertà commerciale di qualsiasi altro settore.

Gli accordi tra la Federazione Internazionale e i brand di altri settori

Non si tratta comunque solamente di chi si occupa di scommesse. Come già scritto, vi sono svariati altri player che vogliono sfruttare la crescente popolarità del tennis per promuoversi. Il main sponsor federale, al momento, è un’agenzia di assicurazioni chiamata Gainbridge, legata da oltre 3 anni alla Billie Jean King Cup. Copilot, l’intelligenza artificiale di Microsoft, è il partner tecnologico globale dell’ITF; Uniqlo sponsorizza il circuito di wheelchair tennis assieme a NEC e BNP Paribas; Dunlop, l’azienda di pneumatici, è la fornitrice ufficiale delle palline per la Coppa Davis; Mastercard, MG, Corpay, FAGE e altri si sono legati alla Federazione in tempi più o meno recenti.

I partner sono diversificati e possono scegliere differenti pacchetti. L’ITF e le associazioni maschile e femminile propongono partnerships a livello globale, nazionale o regionale.

Il tennis garantisce visibilità

Le motivazioni legate a un incremento tanto considerevole nelle sponsorizzazioni si devono alle analisi di mercato, che reputano il tennis lo sport nel quale sia maggiormente redditizio mettersi in vetrina al giorno d’oggi. Prendiamo ad esempio la situazione italiana: le finali tra Sinner e Carlos Alcaraz trasmesse in tv vengono guardate da più del 45% dei nostri connazionali. Naturalmente, molto si deve alla presenza dell’altoatesino ma, se allarghiamo la prospettiva, ci rendiamo conto che Alcaraz ha tifosi in tutto il mondo, proprio come Novak Djokovic o Aryna Sabalenka. Il mercato statunitense, uno dei più floridi per lo sport, non ha ancora dimenticato le impressionanti gesta di Serena Williams e ha nuovamente 4 giocatrici nella top ten del ranking WTA: Coco Gauff (numero 3); Amanda Anisimova (numero 4); Jessica Pegula (numero 5) e Madison Keys (numero 7). Al termine delle finali WTA queste posizioni saranno rimescolate, ma le atlete resteranno tra le migliori al mondo, supportate da un ampio bacino di fan.

È significativo come la crescita non sia trainata soltanto dagli uomini. Il circuito WTA è in forte espansione e nel 2024 ha aumentato i suoi ricavi del 24%. La direttrice di WTA Ventures, Marina Storti, ha dichiarato di prevedere una triplicazione dei ricavi entro il 2030; per riuscirci, ha aperto a nuove e imponenti sponsorizzazioni. L’accordo che ha dato il via a questa fase è stato quello con CVC Capital Partners, del valore di circa 150 milioni di dollari. In seguito, sono arrivati rinnovi milionari con tutti i più importanti sponsor del circuito: Rolex, Morgan Stanley, Sky e Canal+. Ulteriore volano alla crescita è stata la firma di una partnership pluriennale con l’Arabia Saudita. Quest’ultimo accordo è stato contestato, ma la scelta è stata difesa dall’associazione, motivandola come una reale opportunità di supporto alla crescita delle giocatrici.

Come funzionano gli accordi di sponsorizzazione nel tennis

A questo punto, potrebbe esserci confusione relativamente ai differenti acronimi utilizzati. I circuiti professionisti del tennis sono tre. L’ITF affianca l’Association of Tennis Professionals (ATP) e la Women’s Tennis Association (WTA). Queste due associazioni riuniscono, rispettivamente, gli atleti uomini e le atlete donne. Ciascuna di queste tre realtà gode di autonomia ed è libera di stipulare gli accordi di sponsorizzazione che preferisce. Ciò significa che possono esserci nette differenze nel numero e nella tipologia di sponsor.

L’ATP è, prevedibilmente, l’associazione che conta il maggior numero di partner (18). A stretto giro la segue l’ITF, che ha firmato 17 accordi, e infine la WTA, che ne ha 9 ma che sta puntando ad ampliare il proprio portfolio. In totale, si contano 41 brand legati ad almeno una delle tre associazioni. L’appeal dell’ATP resta intatto anche al termine dell’era dei “Big Three”: dopo il ritiro di Roger Federer e Rafa Nadal, e al tramonto della carriera di Djokovic, Sinner e Alcaraz promettono di mantenere altissima l’attenzione dei brand.

La WTA, pur soffrendo storicamente di un minor seguito rispetto al comparto maschile, può vantare il fatto di essere il circuito per atlete donne più sviluppato e in continua evoluzione al mondo. L’attrazione che l’ITF esercita sugli sponsor si deve invece al fatto che è la proprietaria dei tornei più iconici: i quattro del Grande Slam (Melbourne, Londra, Parigi e New York) e le competizioni a squadre per le nazionali. Pur con dinamiche differenti, tutte e tre le sigle dispongono di leve formidabili nei confronti degli investitori, specie in un’epoca d’oro come quella che il tennis sta attualmente vivendo.

Fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/paddle-tennis-gli-sport-atleti-6612340/

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