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Eroica Fenice

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Gianfranco Mauto: come far rivivere Piero Ciampi

Gianfranco Mauto ci regala una doppietta di pubblicazioni interessanti. Un disco realizzato in studio dal titolo Il tempo migliore che di recente si arricchisce di un suo duplicato ma in versione acustica. Esce Il tempo migliore – Acustico dove, va sottolineato, gli stessi brani sono realizzati rigorosamente dal vivo con solo pianoforte e voce. La chicca è inoltre racchiusa in questo nuovo brano che non troviamo nel primo disco: si intitola Nero bianco e blu, uno scritto inedito del grande Piero Ciampi che Mauto musica su richiesta di una grandissima come Miranda Martino. Non contenti, in questa release acustica, i due duettano anche assieme per restituire una vita nuova alla penna di un riferimento assoluto della canzone d’autore italiana, mai troppo illuminato come forse meriterebbe. Il pop d’autore di Gianfranco Mauto si fa dunque suono di dettaglio pregiato nel tempo e nella bella saggezza. L’amore e il quotidiano incontrano la storia. Intervista a Gianfranco Mauto Un disco che si divide in due ed è quella la prima curiosità. Dopo la versione in studio, di Il tempo migliore esce la versione acustica di solo piano e voce. Perché? Le canzoni nascono in modi diversi, spesso in modo casuale, semplice, con un solo strumento o una melodia nella testa, e solo successivamente si colorano di arrangiamenti più o meno ricercati; ma nel momento in cui nascono così “nude” che conservano secondo me la loro forza, la loro “verità”, per questo ho voluto fermarle così, pianoforte e voce dal vivo, proprio per fermare nel tempo la loro ragione di essere. Una versione ricca della featuring di Miranda Martino che canta con te un testo inedito scritto da Piero Ciampi… Come nasce tutto questo? Ho conosciuto Miranda e siamo subito entrati in empatia. Lei è una donna ed una artista  eccezionale, piena di energia e sentimento, mi ha sempre raccontato con passione la sua vita ricchissima di esperienze ed incontri ed uno di questi con Piero Ciampi, suo amico, che, frequentando la sua casa romana negli anni ’70 decise, come gesto d’affetto, di regalarle una poesia. Un giorno Miranda mi ha chiesto di musicarla, da lì è nato tutto… Come hai trovato la musica giusta per questo brano? Mi sono avvicinato in punta di piedi a quelle parole scritte nel ’77 da questo grandissimo artista. Ho lasciato che quell’emozione provata nel leggerle la prima volta arrivasse sui tasti del pianoforte: quando l’ho fatta sentire a Miranda e lei si è commossa come me ho capito di aver forse interpretato nel modo migliore che potessi quelle sensazioni. Ad ascoltare i tuoi suoni, il mondo cantautorale di Ciampi come di tanta parte di quella scuola, è assai lontano da te. Come hai vissuto questo accostamento? Nonostante il grande onore che mi è stato concesso ho vissuto questa esperienza come un grande onere ed ho fatto l’unica cosa che potevo fare: rimanere me stesso, con il mio mondo musicale, cercando di rendere attuali quelle frasi e moderno il loro grande messaggio. Delle due anime, di quella in […]

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BIRRA IPA ARTIGIANALE E BURGER O’MERICANO: LE NOVITÀ COMING SOON DI CHALET CIRO

Un nuovo panino, una nuova birra, la passione di sempre: “O’ Mericano” e “Co’ Core”, la birra artigianale Pale Ale made in Napoli. Sono le due novità in arrivo nei punti vendita Chalet Ciro della città per chi ha voglia di un hamburger come lo mangerebbe in California o a New York, basato sul food porn americano ma accostato alle eccellenze culinarie del nostro Paese. Chalet Ciro è il posto giusto per gustare tramezzini farciti, primi piatti, insalate gustose e presto anche una new entry, completa e nutriente, che non ha nulla da invidiare al sapore tipico di un original burger “mericano”. L’anima di questo panino è la carne di ottima qualità, il bacon, il formaggio cheddar, l’uovo e naturalmente un sofficissimo pane fresco che si scioglie in bocca. Insuperabile se accostato ad una ghiacciata Pale Ale artigianale “Co’ Core”, una birra ad alta fermentazione prodotta con malto chiaro e luppolata, veracemente napoletana e fatta con il cuore, perfetta per i sapori decisi. L’intenzione è quella di offrire sempre più scelte ai propri clienti, e mirare a un menu ricco che punta su ingredienti di prima scelta: O’ Mericano è una novità assoluta e, insieme agli altri piatti della produzione di Chalet Ciro, sarà l’ideale per un pranzo veloce o una serata in compagnia all’aperto, con l’arrivo della bella stagione e un po’ di respiro, grazie al passaggio alla zona gialla. Un’esperienza di gusto, un godimento per occhi e palato! Punti vendita Chalet Ciro della città: . Via Caracciolo, Mergellina 081.669928 . Via Cilea 131, Vomero 081.19520512 . Piazza Garibaldi, Stazione Centrale di Napoli 081.19022838  

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Taste Alto Piemonte Napoli 2021: per la prima volta i vini dell’Alto Piemonte in trasferta a Napoli il 30 e 31 Maggio

I Nebbioli dell’Alto Piemonte finalmente a Napoli in tutta sicurezza Il Consorzio Tutela Nebbioli dell’Alto Piemonte conferma – dopo diversi rinvii dettati dal prolungarsi dell’emergenza sanitaria – le date dell’edizione di Taste Alto Piemonte Napoli: domenica 30 e lunedì 31 maggio 2021, i Nebbioli dell’Alto Piemonte sbarcheranno nel capoluogo campano, con un format tutto nuovo, ma soprattutto sicuro. La celebre produzione piemontese sarà presentata negli spazi dello storico Eurostars Hotel Excelsior, sul lungomare (via Partenope 48), con la formula della masterclass con degustazione. Nella due giorni si svolgeranno 8 masterclass: 5 masterclass nella giornata di domenica e 3 in quella di lunedì. Ogni masterclass prevedrà una prima parte di introduzione e inquadramento sul territorio e sulle dieci denominazioni tutelate dal Consorzio, seguita da una degustazione guidata. Le denominazioni presentate saranno: Boca DOC, Bramaterra DOC, Colline Novaresi DOC, Coste della Sesia DOC, Fara DOC, Gattinara DOCG, Ghemme DOCG, Lessona DOC, Sizzano DOC, Valli Ossolane DOC. Il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte dal 1999 tutela, valorizza e promuove l’immagine di questi vini delle province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola. Ne diffonde la conoscenza e promuove iniziative atte a valorizzare le storiche Denominazioni di Origine: due Docg (Gattinara e Ghemme) e otto Doc (Boca, Bramaterra, Colline Novaresi, Coste della Sesia, Fara, Lessona, Sizzano e Valli Ossolane). Le aziende che aderiscono al Consorzio rappresentano la quasi totalità della produzione; sono presenti marchi di antichissima tradizione locale insieme ad altri di nascita recente e aziende di dimensioni importanti così come aziende con produzioni limitatissime. Questa formula di evento è stata fortemente voluta ed organizzata dal Consorzio Tutela Nebbioli dell’Alto Piemonte con la collaborazione di Ais Campania. Le masterclass  saranno  aperte al pubblico, operatori di settore e stampa e saranno realizzate grazie al prezioso contributo di Mauro Carosso, delegato Ais Torino, profondo conoscitore dei vini alto piemontesi. Programma masterclass:   Domenica 30 maggio 2021: 10:00-11:20, 12:00-13:20, 14:00-15:20, 16:00-17:20, 18:00-19:20 Lunedì 31 maggio 2021: 10:00-11:20, 12:00-13:20, 14:00-15:20   Prenotazione e acquisto biglietti online Le masterclass saranno su prenotazione e avranno posti limitati in base alle disposizioni anti Covid-19 in essere nel periodo di realizzazione, al fine di garantire adeguate misure di sicurezza. La prenotazione potrà avvenire solamente tramite il sito web ell’evento www.tastealtopiemonte.it. INTERO: Il costo per pubblico e appassionati è di € 20,00. RIDOTTO: I soci Ais, Fisar e Onav potranno usufruire di una riduzione pari a € 5,00 inserendo un codice sconto che riceveranno contattando l’indirizzo email [email protected] e inviando in allegato il tesserino dell’associazione. GRATUITO: La partecipazione alle masterclass per stampa ed operatori di settore è gratuita previa prenotazione.

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BOAVISTA: il pop romantico dei nostri tempi

Titolo emblematico, scenografico, decisamente romantico: “Li dove ci sono le stelle” che in realtà ha forti richiami letterari più che tradizioni pop da cassetta. Tuttavia se il primo fosse stato un obiettivo da raggiungere, diciamo che non era questo il modo migliore visto il livello culturale della massa popolare. E sfogliando poi la tracklist di questo primo disco dei BOAVISTA diciamo che il pop magistralmente confezionato che si dipana al centro del tutto non aiuta a venir fuori dai cliché che il primo impatto regala. Disco che però mette in scena una gustosissima qualità, di trame ben fatte, di amore vissuto e di perseveranza quotidiana, di solitudine anche… se il suono si fa “Ruggine” per non mollare la presa, spesso lascia anche spazio a dolcissimi voli a planare per l’emozione che soltanto il bel pop d’autore macchiato di rock sa come mescolare. Perché questo esordio dei BOAVISTA mescola il suono alla vita di tutti i giorni… Esordio romantico e decisamente rock. Anzi direi severo nel romanticismo e dolce nel suo essere rock. Che ne pensate? Potremmo essere decisamente più rock, ma siamo esattamente quello che suoniamo a volte riflessivi e a volte più graffianti. Per scrivere d’amore devi forse arrivare ad odiare l’amore stesso. Che poi a parte i primi momenti, per il resto il disco è assai dolce nelle soluzioni… perché non avete mantenuto un tiro assai “radiofonico”? Me lo sarei atteso… Questo disco è il nostro modo di vedere e di pensare alle cose, non abbiamo badato molto a come comunicare quello che stavamo vivendo ma, ci siamo concentrati su cosa…ma prendiamo lo spunto Direi che un’altra parola affine è metropolitano. Quanto dovete alla città che avete attorno? A Bologna dobbiamo tanto soprattutto per averci fatto incontrare, ma dobbiamo tanto a tante altre città come: Savona; Roma; Céglie Messápica che hanno lasciato il segno dentro Ma soprattutto… quanto all’evasione dalla città che avete attorno? Più che altro dalle cose che non vanno di molte città ma a noi basta una sala prove ed essere tutti insieme…non esiste evasione migliore Il rock liquido e acido che arriva dall’Inghilterra è sicuramente un riferimento. Lo si legge spesso associato al vostro nome. Chi è il vostro vero riferimento? Non saprei darti una risposta precisa di chi sia il riferimento, siamo la somma di tanti ascolti dal rock al pop all’indie. Abbiamo ascoltato U2, Blur, The Killers ma anche tanto altro E dopo “Ruggine”? Stiamo scrivendo molto in questo momento, non so ancora bene quando, ma ci sarà un nuovo singolo a breve e forse anche un disco nel 2021, non pensavamo di avere così tante canzoni nel cassetto. Abbiamo un nuovo video fuori “Lí dove ci sono le stelle” per ora ci godiamo il momento e continuiamo a guardare avanti. Paolo Tocco

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Anna Utopia Giordano: ombre e luci tra i suoni e le parole

Artista, poetessa anche, di immagine e di psichedeliche deformazioni dei tradizionali contorni, modella in scena ma anche visionaria della luce e delle sue ombre… come foglie e come fogli, bianchi o neri poco importa. Indaga sull’uomo, filosofia per niente spicciola ma che si mostra lisergica, da codificare dentro le linee per niente sfacciate di quegli stessi contorni che Anna Utopia Giordano ci mostra alterati nella loro composta definizione. Si intitola “Fogli d’ombra” questo esordio in cui accosta lo spoken word e la recitazione delle parole incastrate in un senso alto, al suono composto e disegnato da Giuseppe Fiori, Leonardo Barilaro e Un Artista Minimalista. Solo 3 composizioni che hanno in se la luce della parola ma anche l’ombra del cemento industriale, di atmosfere di caverne e nascondigli… La sensibilità sociale dietro un’opera come “Fogli d’ombra” … ci ho anche voluto leggere tanta violenza verso cui difendersi… dicci la tua… Questo tipo di sensibilità, secondo me, deriva anche dall’intuire che fare parte di una rete sociale significa trovarsi in una struttura in cui le azioni di ogni singola persona, un nodo di quella rete, possono portare a un movimento di tutti gli altri individui ad essa collegati, come un’onda che si propaga. Avere consapevolezza delle proprie azioni credo che sia importante per accorgersi che parole e gesti hanno effetti su di noi e sul mondo intorno a noi. A volte si dimentica che le nostre azioni possono essere percepite in modo differente dalle persone con le quali ci rapportiamo e che possono avere un impatto notevole sugli altri. Liquidità, velocità… contro questo down-tempo digitale, tra le pieghe di questo spoken word cadenzato… una controtendenza di questi tempi. Una provocazione o un altro modo di vestire la moda? I tre brani non hanno alcuna volontà di provocare oppure seguire la moda, scrivo perché sto bene mentre lo faccio, compongo seguendo il mio ritmo e attingo dalle tematiche del mio immaginario. Non posso prevedere, e neanche controllare, come verranno recepite le mie opere dal pubblico. Non ho mai avuto problemi con le critiche, anche quelle negative, anzi, sono curiosa dei pareri di chi osserva, ascolta o legge i miei lavori. E a proposito di mode: la creatività, secondo te, deve in qualche modo sposare il linguaggio popolare o lo deve rivoluzionare? O magari non deve proprio niente a nessuno… che ne pensi? Credo che non ci sia una regola precisa, dipende dal contesto. Sicuramente dietro ad ogni prodotto creativo c’è un lavoro considerevole. L’artista, seguendo il proprio impulso creativo, può scegliere di usare e sperimentare qualsiasi tipo di linguaggio al fine di aderire a ciò che prova e sente. Ad ogni modo, penso che riuscire ad astrarre totalmente dalla società in cui si è nati, dalle sue regole, abitudini e tendenze, sia una impresa illusoria. La creatività così intesa, forse, non ha altro motivo se non l’atto stesso di estendere sé stessi e di imprimere con parole, musica, movimenti o immagini, il proprio modo di sentire e recepire gli stimoli, senza alcuna altra […]

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“Noi insieme per la salute”: cure domiciliari per salvaguardare la salute dei soggetti fragili ed evitare la saturazione degli ospedali

“Noi insieme per la salute”: un pool di medici, infermieri ed assistenti socio sanitari campani hanno dato vita a questo sodalizio per incrementare l’assistenza medico – infermieristica domiciliare a alleviare il carico dei servizi d’emergenza del sistema sanitario pubblico. Un progetto assistenziale innovativo rivolto soprattutto a coloro che per età, condizione fisica, mentale e socio – culturale vivono mille difficoltà. Ecco i principali servizi offerti: servizio di assistenza domiciliare medica (visite mediche per l’esecuzione di esami diagnostici domiciliari come radiografie, ecografie, elettrocardiogrammi, etc.); servizio di assistenza infermieristica (esecuzione di prelievi ematici, terapie iniettive, etc.); servizio di assistenza socio sanitaria  nei confronti di persone non autosufficienti (anche h24); esecuzione del tampone naso faringeo molecolare e del tampone antigenico per Covid19; ricerca degli anticorpi anti proteina S del Covid19. In assistenza domiciliare il paziente riceve prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative e socio – assistenziali programmate secondo piani individuali e definiti con la partecipazione di tutte le figure professionali interessate al caso specifico. Questo tipo di supporto consente, ad esempio, l’agevolazione della permanenza in famiglia e a domicilio degli anziani in condizioni di fragilità, così da evitare la loro ospedalizzazione e, dunque, l’esposizione ad ulteriori rischi (di natura virale, ad esempio la possibilità di contrarre il nuovo Coronavirus, e di natura psicologica, in quanto è risaputo che l’anziano non digerisce bene l’allontanamento dal proprio focolare in quanto percepisce l’ospedale come un luogo asettico e freddo). “Il nostro interesse comune è proteso alla creazione di benessere e coesione sociale – spiegano gli ideatori dell’iniziativa (Giuseppe Palmieri, Antonio Gargiulo e Augusto Rivellini) – con una particolare attenzione alla qualità di vita del paziente. Disponiamo di un’equipe costituita da figure professionali esperte e preparate sia sul piano relazionale che su quello tecnico”.

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L’Oca nera apre a Chiaia e lancia il panino Mergellina che sa di birra e taralli

Arriva il panino alla birra e taralli ideato da Alessandro Conte e Francesco Trombetta, cuochi e proprietari de L’Oca nera Burger Station, che hanno aperto a Napoli, in zona Chiaia, una nuova stazione di street food con delivery e asporto. Il panino si chiama “Mergellina”: nell’impasto del bun artigianale ci sono la sugna e il pepe, la maionese è preparata con una riduzione di birra chiara doppio malto ed è farcito con salsiccia di maialino nero, provola impanata con mandorle e funghi spadellati. “Un panino del ricordo e un omaggio a Napoli – spiegano Conte e Trombetta – che rimanda ai chioschetti di Mergellina, dove si andava a comprare birra e taralli da gustare in compagnia guardando il mare”. Alessandro è lo Chef che realizza i panini da lui ideati dopo lunghe prove in cucina, in cui si diverte a creare nuove salse e a combinare ingredienti di ricette italiane a sapori internazionali. Francesco si occupa dei fritti e qui sperimenta le più diverse panature, che possono essere realizzate con cereali, mandorle, pistacchi, miele e altri ingredienti che però tiene segreti. Ricco il menù di panini, crostoni e fritti. Le materie prime sono di stagione, le carni esclusivamente italiane, le salse artigianali, le combinazioni di gusto indovinate ed elaborate. Le maionesi rigorosamente handmade, sono al limone, al basilico, alle noci, ai quattro pepi e al rosmarino. In ogni panino c’è una cucina regionale condita con un pizzico di ingredienti anglosassoni e ogni mese se ne sperimenta uno nuovo. A marzo dopo l’omaggio alla Campania con il panino “Mergellina”, tocca anche al Piemonte con il panino composto da: hamburger di podolica, formaggio toma croccante, rucola, pomodorini e marmellata di bacon. Sono tre le tipologie di bun utilizzati: artigianale con semi di sesamo per i panini più elaborati, il casereccio, più croccante all’esterno e morbido all’interno, per accogliere i ricchi contorni della cucina tradizionale partenopea e infine quello al carbone vegetale utilizzato per il panino “L’Oca nera” farcito con crema di parmigiana, hamburger di podolica, provola, noci e pesto di basilico. I fritti strizzano l’occhio agli States: originali i donuts di pollo, dove le ciambelle di Homer Simpson diventano salate e poi cheeseball, filetti di pollo Kentucky impanati con i Corn- FlaKes oppure con salsa barbecue e miele, nuggets di pollo, anelli di cipolla, patatine a volontà. Non manca un po’ di tradizione irlandese, proveniente dai panini dello storico L’Oca nera Irish Pub di via Bernini fondato da Francesco Morra. Nel 2018 Alessandro e Francesco hanno preso in gestione la sede take away, la burger station di Via Cilea, per poi approdare a Chiaia in Via Carducci. Anche qui si può gustare il “Donkey” con hamburger, cipolla caramellata, bacon e cheddar, da sempre il panino più richiesto e considerato il cavallo di battaglia. Spiccano anche il “Papen” con hamburger, mortadella, provola e crema di pistacchi di Bronte, il “Chives” con schiacciatina di patate alle erbe, hamburger, provola, maionese al limone e poi hamburger vegani, panini gluten free e delizioso crostoni, come il “Taco” con prosciutto cotto, provola e melanzane grigliate, “Epic” con porchetta, provola e friarielli e […]

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L’Antica Distilleria Petrone lancia gli “iMIX – Fresh Cocktail”

Nascono gli “iMIX – Fresh Cocktail” con ingredienti separati da miscelare e shakerare all’istante per poi sorseggiare il proprio drink preferito sulla spiaggia, durante un picnic, a casa con gli amici o dovunque lo si desideri. A lanciare questo nuovo modo di vivere i cocktail prêt-à-porter è l’Antica Distilleria Petrone, azienda casertana capitanata dal giovane manager Andrea Petrone, che ha puntato sull’innovativo mini shaker iMIX brevettato dalla start up napoletana 4.0 Smart Drinks. L’iMIX nella capsula superiore contiene i singoli ingredienti separati e nella parte inferiore presenta un bicchiere: ruotando la capsula, gli ingredienti scendono nel bicchiere e, grazie all’originale meccanismo brevettato, possono essere shakerati e miscelati all’istante per dare vita a un perfetto cocktail fresco. A differenza degli altri drink “pronti” disponibili sul mercato, che in genere sono dei premiscelati, gli “iMIX – Fresh Cocktail” presentano delle caratteristiche organolettiche superiori perché la miscelazione effettuata al momento del consumo fa aprire in modo ottimale le molecole e sprigionare al meglio il gusto dei vari ingredienti. Sei i cocktail attualmente disponibili, tutti firmati dal Bar Manager e mixologist Roberto Onorati, da scegliere tra gli internazionali Cosmopolitan, Daiquiri Passion e Sex on the Beach o tra i nuovissimi Limoncello Red, Amarè Crush e Guappa Rum e Pera che appartengono alla linea “Italian temptation” creata con i liquori di punta dell’Antica Distilleria Petrone.   Gli “iMIX – Fresh Cocktail” potranno essere acquistati dal 4 marzo sull’e-commerce dell’Antica Distilleria Petrone (www.distilleriapetrone.it) o presso lounge bar, stabilimenti balneari, locali sulla spiaggia, hotel e b&b.

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Suoni contro muri, musica e arte in streaming al teatro Trianon Viviani

Al teatro Trianon Viviani la musica e l’arte si incontrano in Suoni contro muri, la nuova rassegna ideata da Marisa Laurito, direttore artistico del teatro della Canzone napoletana, trasmessa in streaming da mercoledì 10 marzo prossimo. Come recita il sottotitolo – «6 testimonial per 6 musicisti accompagnati da 6 artisti di arte contemporanea in 6 concerti:» –, il teatro pubblico di Forcella ha programmato sei concerti di musicisti partenopei, che interpretano le canzoni partenopee di ieri e di oggi, ognuno dei quali presentato da un noto musicista o scrittore, ai quali si associa il lavoro di un artista selezionato dal museo Madre. Laurito spiega il senso dell’iniziativa: «I teatri sono ancòra chiusi e gli artisti vivono un periodo di grande mortificazione, sentendosi sempre più isolati: proprio per questo, oggi e ora, noi artisti dobbiamo essere compatti, stare insieme ed essere generosi l’uno con gli altri. Di qui l’idea dei sei artisti importanti e riconosciuti a livello internazionale che raccontano perché appassionati, la musicalità di altrettanti bravissimi musicisti e, grazie al museo Madre, nella persona di Laura Valente, presidente uscente che ha abbracciato la mia idea, intervengono in questi concerti con le loro immagini, sei potenti artisti di arte contemporanea». Primo appuntamento il 10 marzo con Gianni Conte nel concerto Conte… un piano per Napoli. Renzo Arbore ci racconta questo musicista, sottolineandone «la bella, potente, intonata e coinvolgente voce», sempre volta all’espressione, che nasce dal «pensare intensamente a quello che si canta e per chi si canta». Questo recital di canzoni, dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri, è accompagnato dalle opere dello scultore e pittore Lello Esposito, che lavora sul rapporto tra arte contemporanea e tradizione, attraverso la riflessione e la rielaborazione artistica dei simboli dell’immaginario culturale partenopeo. Il 17 marzo è la volta di Eugenio Bennato che introduce Fiorenza Calogero in NapulAnnùra, una cantante che per il fondatore del movimento Taranta power «appartiene a una ristretta schiera di interpreti della canzone che si sono sottratti a quel cliché, a volte negativo e pesante, che grava sulla città. Il concerto propone brani da Renato Carosone a Sergio Bruni, da Angela Luce a Concetta Barra, spingendosi fino al Settecento napoletano, ed è associato al lavoro di Enrico Benetta, artista veneto che si muove su diversi registri stilistici e la fusione di fonti culturali lontane tra di loro. Segue, il 24 marzo, Stefano Bollani che presenta il concerto del pianista e cantante Lorenzo Hengeller in Alla faccia del jazz: «Hengeller, che è il nome delle sfogliatelle a Napoli, è un giovanotto matto con l’umorismo sano alla Luttazzi o alla Carosone e la passione per il jazz e per le musiche vive e divertenti». Dietro le note del musicista partenopeo c’è un manifesto di poetica del jazz, il genere degli irregolari, che, libero dai lacci degli spartiti, va in cerca di atmosfere e prosegue per improvvisazioni e recuperi. In contrappunto il lavoro di Roxy in the box, artista che indaga, colpisce, schernisce e smaschera tutto ciò che risiede “fuori dal box”, comunicando attraverso il corpo. Il 31 marzo, Tosca racconta i Suonno d’ajere in Suspiro: «questo trio incredibile interpreta la canzone napoletana con una classicità all’insegna di una strana e incredibile modernità». La cantante Irene Lupe […]

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A MODO MIO, il nuovo cortometraggio di Danilo Rovani

A modo mio è il cortometraggio di Danilo Rovani con Cosimo Alberti e Denise Capuano, prodotto da Itinerari di Napoli di Massimiliano Sacchetto e Carmela Autiero (https://napoli.itineraridellacampania.it) e iKen ONLUS, che prende le mosse dalla storia di Maria Paola Gaglione e Ciro Migliore due giovani della provincia di Napoli balzati agli onori della cronaca perché il loro amore è diventato una tragedia. Per la tematica trattata e per la qualità del prodotto il corto è stato scelto come manifesto contro il bullismo omofobo che sarà presentato, in anteprima assoluta, alla prima edizione di [email protected] Film Festival la prossima estate. “Come IDN – afferma Massimiliano Sacchetto – ci occupiamo da molti anni di comunicazione firmando campagne di comunicazione per artisti ed istituzioni. Nel corso degli anni abbiamo voluto ampliare i nostri interessi e sviluppare un progetto multiplo che comprendesse più attività legate sempre al mondo della comunicazione e della editoria sfociato in IDN itinerari di Napoli lavorando in partner con diverse istituzioni ed enti locali.  Ci siamo dedicati alla produzione di questo lavoro, cui seguiranno molto presto altri due corti, perché puntiamo alla valorizzazione e diffusione di prodotti di qualità in campo artistico e culturale; ci ha convinto la tematica e l’idea registica di Rovani così come l’interpretazione dei protagonisti. Si parte dalla cronaca per evidenziare come la nostra realtà non garantisca la libertà né di pensiero, né di tante altre cose fino ad arrivare perfino al divieto di amare”. Due giovani che vogliono vivere il proprio amore; Ciro che quando è nato si chiamava Carmela, e Maria Paola sognano da sempre il compagno della vita, l’amore così forte da fare dimenticare tutto il resto. Sono due giovani della periferia di Napoli, hanno lasciato la scuola, inseguono altro. Poi si incontrano ed è amore all’istante. Proprio quello che cercavano. Vivono finalmente felici e vanno in giro per le strade della periferia, che pur essendo degradate e squallide, ai loro occhi sembrano splendide. Su quel motorino sono felici, insieme sono felici. Ma la famiglia di lei non accetta il loro amore, Ciro è una donna, sono due donne, non hanno diritto di amarsi. Ed un giorno mentre sono in sella al loro amato motorino il fratello di lei li sperona provocando, nella caduta, la morte di Maria Paola. Il corto racconta l’amore che dovrebbe essere libero, gioioso ed invece in molti casi, come in questo, diventa una trappola mortale. “Noi di i Ken ONLUS – spiega Carlo Cremona presidente i Ken e direttore artistico di Omovies International Film Festival – abbiamo coprodotto con IDN Itinerari di Napoli il cortometraggio “A modo mio” di Danilo Rovani che sarà presentato in anteprima mondiale alla prima edizione di [email protected] International Film Festival nella prossima estate. Un film che parla di una storia queer, di quegli amori non convenzionali e che narrano di vite fuori dagli schemi e per questo difficili da accettare anche più delle singole scelte o condizioni di vita personali. L’amore e l’odio sono facce della medesima medaglia, talvolta sono la pesante condanna […]

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Cassandra Raffaele: anarchia e amore, nostalgia e rock

Nel titolo penso di aver chiuso almeno gli ingredienti portanti di questa nuova ballad indie-rock di Cassandra Raffaele che dopo il singolo “Sarà successo” cavalca ancora questo mood nostalgico e parla di libertà in modo sfacciato e poetico allo stesso tempo. Parla d’amore, parla di vita… e come sempre si riconferma quel suono acido di un downtempo americano, quasi shoegaze alla memoria… si riconferma L’Amor Mio Non Muore di Roberto Villa a curare i dettagli e i ricami di un mood che sembra arrivare da un’America anni ’70, tra rivoluzioni e resilienze. “La mia anarchia ama te” è una bellissima tinteggiatura di accettazione. Nuovo singolo e finalmente. In ogni direzione lo si ascolti, lo si guardi… c’è uno sfacciato ritorno al passato. Lo avevi fatto con “Sarà successo” e lo confermi ora… Perché? Il passato mi ha insegnato tanto musicalmente e oggi ho sentito il bisogno di ringraziarlo cercando linee arrangiative evocative e nostalgiche in quello che sto facendo. Roberto Villa che ha prodotto i brani, in questo ha fatto centro, comprendendo esattamente il mio stato d’animo. La musica dei cantautori degli Anni ’70, i vinili prog, John Lennon, gli Stones, Julie Driscoll e gli hammond di Brian Auger, Morricone, sono solo alcuni pezzi vivi di un passato sempre presente, che mi hanno coccolato (e continuano a farlo) in questo momento storico dal quale non riuscivo a trovare slanci di entusiasmo. Il passato è diventato quasi un rifugio, nel quale cerco strade per proiettarmi comunque e malgrado tutto, nel futuro. E in questa chiave del passato usi una parola assai importante: anarchia. Che significa per te? L’anarchia è una poesia di resistenza ed amore che solo il rispetto nei confronti dei propri ideali, possono fare nascere. È il sapere restare fedeli a ciò che si è, ad oltranza, un grido di affermazione dell’arte, della musica, che malgrado tutto, continuano ad esistere, anche se provati dai tempi ostili. Senti faccio un passo indietro e ritorno al primo singolo che ha rotto un silenzio che durava 5 anni. “Sarà successo”: ti chiedo subito: perché i NERD come simbolo protagonista del brano? Ho scelto una bandiera che mi rappresentasse al meglio sia intellettualmente che emotivamente. E non potevo che scegliere i nerd. Non mi sono mai arresa in questi ultimi anni, e anche nei momenti più difficili ho puntato tutto sui mezzi che avevo a disposizione, ovvero la curiosità e l’intuito, per creare e fare. I nerd sono la metafora di chi cerca un riscatto dalla vita e sa che lo studio e l’applicazione saranno fondamentali, per costruire i propri progetti, spesso elaborati in solitudine ma divertendosi e non dandosi mai per vinto. E lasciati chiedere della location di questo video. Esistono ancora posti del genere? Esistono e come! Bologna nerd è un vero e proprio museo di video games ma non solo. È un circolo che riunisce gente appassionata di giochi di società, fumetti, cartoons, robot. Un mondo nel quale perdersi e ritrovarsi bambini, perché in fondo forse quello che manca a […]

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Musica

Enrico Lombardi: succo e sostanza dietro una canzone “hippie”

E le virgolette sono opportune perché se “hippie” lo è nello spirito – come ci dirà lui – pop italiano lo è nella sua estetica per quanto una lap steel arrivi pronta a ricamare bellissime sensazioni di “un’America on the road”. Enrico Lombardi ci invita all’ascolto di questa nuova canzone dal titolo “Girasole” che tratta con poesia quotidiana il tema delicato dell’inquinamento globale. La Terra e i suoi abitanti dentro questa violenta diffusione del cemento e di tutta la chimica operosa dell’uomo, chimica che copre e che soffoca… guerrieri troppo spesso invisibili che uccidono per nostra stessa mano. E questo lockdown, come ci ricorda anche lo stesso Lombardi, ha fatto diminuire persino una cappa di smog che impedica allo sguardo di scoprire nuovi panorami. Ma non è una canzone figlia di questa attualità… in fondo ha ragione quando ci dice che “Girasole” sembra non avere tempo. Per lui dunque questo non è soltanto un fiore da dipingere in copertina grazie alla mano operosa di un’artista come Evgenjia Shalak, ma anche e soprattutto un simbolo di chi naturalmente abita la nostra terra e a cui tutti dovremmo rivolgere il nostro perdono, per gli uomini che siamo diventati e per le nostre faccende sporche di chimiche e di cemento: “Cosa penserai quel giorno girasole l’ultimo giorno dell’umanità chissà se piangerai i poeti e tutto il loro folle amore tradito dall’avidità”. Ed è proprio vero: questa canzone dal pop d’autore liquido e sincero non vuole avere tempo. Partiamo da coordinate discografiche. Un nuovo singolo, un nuovo disco in arrivo o ti muovi per brani? Si sta tornando un po’ alla vecchia anche in questo… Credo non ci sia una regola, certo il trend bisognerebbe chiederlo a qualche direttore di ufficio stampa, non a me. Come artista oggi mi trovo a lavorare sulle pre-produzioni del mio nuovo album, e al tempo stesso sento il bisogno di uscire con altre canzoni che per qualche motivo si discostano dal lavoro in corso, alcune delle quali sono canzoni nel cassetto, altre nuovissime. Cerco di mantenere un approccio più libero, meno schematico, alla mia creazione artistica. Poi concordo certamente che è meglio pubblicare singoli che anticipano album, per ottimizzare il budget limitato a disposizione per la promozione e poi anche per dare una visione più ampia e d’insieme sul momento creativo che ogni artista vive ciclicamente nella sua vita. Ma non mi sento di dire che questa sia la strada giusta e le altre siano sbagliate. L’ambiente e le sue mille derive. Una canzone di denuncia ma anche di preghiera, di speranza. Le tue parole sono dolcemente severe. Che tipo di effetto pensi possa aver provocato nell’ascolto, sapendo di questa società assai distratta e ormai obesa di messaggi ed informazioni? Ah, bella domanda. Spero riflessione, consapevolezza, senso critico verso di sé. Mi piace pensare che “Girasole” sia una canzone priva di una data di scadenza, e mi riferisco alla sua scrittura testuale. Oggi ascolto molta musica con riferimenti specifici a mode del momento, a eventi o personaggi popolari, […]

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Comunicati stampa

Max Coppeta presenta SOSPENSIONI GRAVITAZIONALI a cura di Cynthia Penna

Venerdì 5 febbraio 2021 alle ore 17.00 presso Amira Art Gallery in via San Felice n.16, Nola sarà inaugurata la personale di Max Coppeta a cura di Cynthia Penna / ART1307. L’artista presenterà negli spazi della Galleria, oltre a una raccolta di opere che fanno parte della ricerca Piogge Sintetiche, il video della performance Zero Gravity presentato ufficialmente al Teatro Circulo, in occasione della V ed. del ConFusión Festival di València e inserito nell’agenda europea per l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018. La performance Zero Gravity, nasce dall’osservazione di due sculture: ZeroGravity (2013) e Rainmaker (2016) finalista al Premio Cramum del Museo del ‘900 Milano, presenti in mostra insieme all’istallazione Strip of Wind presentata al Tokyo Metropolitan Art Museum (2016) in occasione dei 150 anni di rapporti diplomatici tra l’Italia e il Giappone, alla macchina scenica Flow, presentata insieme all’opera Free Drop alla Reggia di Caserta (2018) e a Curve di tensione  presentata alla LA Artcore di Los Angeles (2019). La gravità è la forza che anima queste opere che, per la prima volta, saranno esposte assieme dopo aver girato il mondo in questi anni. L’idea di riunirle nasce anche dalla necessità, in questo delicato momento storico, di meditare sullo stato di “sospensione” in cui è precipitato il mondo. La ricerca di Coppeta nasce da una visione ottica attenta alla deformazione della materia in cui si esplorano le capacità di manipolazione della realtà, tramite la riflessione e la rifrazione della luce sui materiali. A questi elementi di costruttivismo, arte concreta e cinetismo, l’artista fonde atmosfere teatrali e visionarie, contestualmente rigorose nella forma, che evidenziano quel senso della percezione ora distorta, mutante, irreale e ambigua, destinata a sancire un’attrazione atemporale con la sfera emozionale. Attraverso il video-documento della performance Zero Gravity, per la prima volta visibile online in versione integrale, questi elementi emergono all’unisono coinvolgendo, chi guarda, in un vortice di equilibri e suoni sincopati in azioni sospese. Biografia Max Coppeta nasce a Sarno nel 1980, vive e lavora a Bellona (Ce). Nel 2002 si laurea in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli, con una tesi sul teatro multimediale. Lo stesso anno gli viene assegnata una borsa di studio dall’Istituto Superiore di Design di Torino. Nel 2006 si specializza in Arti Visive e Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Napoli. La sua attività di ricerca, in cui esplora le varie possibilità della percezione visiva, è monitorata dalla Fondazione Filiberto Menna di Salerno e dalla Fondazione D’Ars di Milano. E’ insignito di numerosissimi premi nazionali ed internazionali. Ha esposto a Houston, Los Angeles, Lancaster, Singapore, Tokyo, Caracas, València, Napoli, Milano, Torino, Venezia. Ha collaborato con l’Università di Salerno, il Politecnico di Milano e il Dams di Torino. www.maxcoppeta.it

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Eventi/Mostre/Convegni

Andamento Lento alla Spot Home Gallery

Apre da domani, 4 febbraio 2021, nel cuore di Napoli, in via Toledo 66, la nuova galleria Spot home gallery con l’intento di diffondere e promuovere la fotografia contemporanea e le sue contaminazioni con altri linguaggi espressivi attraverso mostre, proiezioni, incontri e workshops. La galleria, nata da un’idea e a cura di Cristina Ferraiuolo, fotografa napoletana, inaugura con la mostra collettiva Andamento Lento, dedicata a Napoli, scenario e pretesto di una fotografia che si colloca in quel magico spazio tra realtà e finzione. (Opening: 4 – 5 – 6 – 7 febbraio 2021 prenotazione obbligatoria su www.spothomegallery.com) Otto artisti, provenienti da diverse parti del mondo, esporranno, per la prima volta a Napoli, una selezione di immagini realizzate nella città partenopea, appartenenti a più estesi lavori di ricerca o anche a progetti puntuali. Otto piccole mostre in un’unica esposizione composta da oltre 100 immagini e da un’installazione audiovisiva in uno spazio dedicato. Fotografi con linguaggi e scritture differenti tra loro ma accomunati da un approccio alla fotografia intesa come espressione soggettiva ed emotiva del proprio modo di essere e di vivere il mondo. Il fotografo americano Michael Ackerman si immerge nel ventre più oscuro di Napoli, svelando una umanità dolente ritratta con la sincerità di chi sente di appartenervi. Per il norvegese Morten Andersen Napoli diventa una delle sue Untitled.Cities, progetto ispirato alla fantascienza, nel quale egli, trasfigurando la realtà, crea nuove metropoli di fantasia. Il napoletano Luca Anzani nelle sue immagini stranianti della serie Amartema fa dell’aleatorio un elemento chiave della sua sperimentazione in camera oscura provocando sistematicamente l’errore attraverso l’uso di supporti di scarto e chimici esausti o impropri. Lo svedese Martin Bogren tra le tappe del suo progetto Italia ritorna più volte a Napoli, restituendone immagini oniriche e senza tempo, che evocano la dimensione interiore del suo viaggio. Lorenzo Castore, fotografo fiorentino, presenta l’installazione audiovisiva Sogno 5#, progetto realizzato insieme ad Irene Alison, un racconto di amore e di scoperta, di ricerca e di memoria di un luogo dimenticato di Napoli, l’Ospedale Psichiatrico Leonardo Bianchi, a oltre trent’anni dalla sua chiusura ufficiale. Stone butterfly di Cristina Ferraiuolo è un lungo lavoro di ricerca personale sull’incandescente universo femminile che abita le strade della sua Napoli. Il newyorkese Adam Grossman Cohen, sfocando i confini tra fotografia e film, tra passato e presente, sceglie di fermare singoli fotogrammi di filmati Super 8 girati a Napoli molti anni addietro, restituendoci fotografie che abitano un tempo fluido. Il francese Richard Pak con la sue serie Les Fiancés (I Promessi Sposi), fotografa le auto parcheggiate in fila sui marciapiedi e ci invita ad immaginare gli amanti di via Alessandro Manzoni nascosti dietro le loro tende di fortuna. “Andamento lento è una storia di amicizia e di fotografia, di cui faccio parte – racconta Cristina Ferraiuolo -. Ho scelto di presentare una ‘famiglia’ di fotografi nella quale i legami affettivi si intrecciano a corrispondenze artistiche, a un modo di immergersi nel mondo con occhi e cuore aperti. Lavori realizzati nell’arco di oltre vent’anni a Napoli […]

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Musica

Pino Marino: facendo i conti con i nostri “Tilt”

Pino Marino: intervista al cantautore romano Nuovo disco per il cantautore romano Pino Marino, una delle penne a cui va un riconoscimento importante nella recente storia italiana della canzone d’autore. Ad artisti come lui anche il merito di rendere la musica fulcro principale di impegnative attività sociali e collettive. Ed oggi è tempo anche di un nuovo bellissimo disco dal titolo “Tilt”, anche disponibile in una bella release in vinile. Canzoni che denunciano e che scuotono con violenza (a tratti) le tante violazioni di morale e di umanità, di quotidiani tilt in cui stiamo cadendo e in cui trasportiamo di peso le nuove generazioni inermi a tanto decadentismo. Preziose anche le sue collaborazioni, da Ginevra di Marco a Tosca fino all’attore Vinicio Marchioni che a chiusa del disco recita i tanti tilt, le frasi cardine di tutte le canzoni del disco poggiate con grazia ed eleganza su una base circolare e sospesa disegnata per l’occasione anche da Fernando Pantini e Fabrizio Fratepietro. Sono 20 gli anni di grande carriera che si celebrano oggi con un lavoro che davvero ha il dovere di raggiungere ogni possibile via di incontro. Un disco importante, in cui la canzone e la sua parola tornano ad essere valori importanti. Nuovo disco, denuncia sociale che non passa per il sottile. Domanda difficile, forse, ma così mi viene: quanta poesia hai messo in gioco per non essere troppo severo ma senza smussare la punta delle frecce? La poesia (ammesso se ne abbia) si mette in gioco sempre tutta, perché non è possibile usarne un po’, esattamente come non è possibile dire: “ti amo un po’”. (Sorrido ma non mi vedete). E la poesia non è meno severa della prosa, tutt’altro, è solo più chirurgica e meno dispersiva, ammesso che nel mio caso possa essere scomodato questo termine. Diciamo che un linguaggio più carico di visioni, rispetto all’aridità di immaginario che siamo costretti a subire dal nostro circostante contemporaneo, è stato il modo per parlare della nostra condizione in maniera esplicita e in soli 34 minuti. Questa la durata di Tilt. Bellissima copertina. Bellissima foto. L’hai scelta dopo aver scritto il disco o in qualche modo ti ha ispirato parte della scrittura? Quello straordinario scatto di Emad Nassar, fatto a Gaza nel 2015, l’avevo visto nel 2016 quando gli venne attribuito un prestigioso premio fotografico. L’avevo messo in una cartella di immagini da rivedere nel tempo. Quando si è formato il concept che poi ho sintetizzato nel titolo, cercavo un’immagine che riuscisse a rappresentarlo e riaprendo quella cartella è stato evidente quale fosse. Sono stato poi molto felice che Emad, messo a conoscenza di questo progetto discografico, abbia voluto partecipare sostenendolo e concedendomi la possibilità di averla come copertina del mio e del nostro Tilt. Fuggire dalle cose inutili: questo è il significato primo che mi arriva da tutto. Pensi sia questa una soluzione? Scartare, senza fuga, le cose inutili o nocive. Comprenderle per capire cosa abbia generato i Tilt da cui dobbiamo spostarci rilanciando con altre possibilità, […]

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Comunicati stampa

Un regalo dal passato: un film interamente girato a scuola

A Casperia, in provincia di Rieti, la Cinemart di Gianna Menetti, produzione indipendente tra le più note del settore, ha terminato le riprese del film “Un regalo dal passato”, ideato ed interpretato dagli studenti dell’Istituto Comprensivo della città, progetto fortemente sostenuto dal dirigente scolastico, la dott.ssa Alessandra Onofri. Grazie all’intervento di professionisti giunti nell’Istituto a settembre gli allievi hanno appreso ogni singolo passaggio del complesso lavoro legato al mondo della cinematografia (soggetto, sceneggiatura, casting, riprese) nel corso di appassionanti lezioni extracurricolari. Durante la lavorazione del film sono state ovviamente rispettati i protocolli sanitari in atto, dando così agli allievi la possibilità di cimentarsi in totale sicurezza. La produttrice ed il docente Fabio Crisante, coadiuvati dal regista Luigi Cozzi (una firma cult per gli appassionati del genere fantascientifico e horror a livello internazionale), dal direttore della fotografia A.I.C. Roberto Girometti, dall’operatore Andrea Pieroni e dal responsabile della produzione Vittorio Viscardi, sono riusciti a ricreare la magia del cinema, attraverso l’utilizzo di un service professionale, con macchina da ripresa Arriflex, audio separato, fonico, elettricista ed aiuto operatore. Insomma, è stato allestito un vero  proprio set cinematografico! Il film, corredato di sottotitoli e lingua dei segni (LIS) per il pubblico dei non udenti, utilizzerà una colonna sonora originale composta dal docente di musica e le sue classi. Queste le parole della produttrice Gianna Menetti: “Stiamo lavorando attivamente per creare un ambiente che promuova il libero scambio di idee, prospettive ed iniziative. Cinemart si impegna fin dalla sua nascita per la diversità, l’equità e l’inclusività, da noi considerati valori fondamentali. Un settore importantissimo è quello della scuola. Specialmente in questo periodo così privo di certezze, l’intero apparato deve sforzarsi di essere un punto centrale per la formazione, la crescita e la maturità dei nostri figli. Abbiamo condiviso con gli studenti un percorso intenso e pratico, facendoci guidare dalla loro creatività, permettendogli di sperimentarsi e forgiarsi, rapportandoci con grande umiltà ed impegno. Mi auguro vivamente che altri professionisti del settore vogliano emularci. Alle tante chiacchiere ho sempre preferito i fatti, ed il grande entusiasmo con il quale i ragazzi ci hanno accolti e seguiti sta a dimostrarlo pienamente”. Casperia, borgo tra i più belli ed antichi d’Italia, fu citata dal Sommo Virgilio tra i comuni che inviarono truppe in aiuto di Re Turno nella guerra contro Enea e il Re Eponimo dei latini. Questa generosità, che da sempre l’accompagna, ci auguriamo possa quantomeno far risorgere la fiducia in periodi migliori… Che a dare tale segnale sia stato un gruppo di ragazzi e ragazze alle prime armi deve farci riflettere su quanto le nuove generazioni, oltre ad apprendere, siano in grado oggi d’insegnarci a vivere.

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Studio Morelli presenta il calendario 2021

Studio Morelli presenta il calendario 2021 con tre sorelle modelle d’eccezione di oggi abbinate a tre sorelle del passato, le Signorine Toraldo, nate dalla penna di Matilde Serao i cui forti sentimenti convivono e dialogano con i gioielli Interno napoletano. Luce. Azione! L’edizione 2021 del calendario di Studio Morelli attinge al cuore di una delle più affascinanti leggende napoletane, raccontata con mirabile maestria dalla penna di Matilde Serao le cui protagoniste sono tre sorelle del nobile casato dei Toraldo. Studio Morelli nel presentare i suoi iconici gioielli vuol celebrare la straordinaria forza delle donne e i sentimenti più cari dell’animo umano, che mai come nel complesso anno precedente si sono riscoperti e apprezzati: la famiglia, la condivisione fraterna, l’amore. Chi conosce Studio Morelli sa bene che non è solo un negozio dove fare acquisti preziosi ma anche un “salotto” dove confrontarsi, confidarsi e dove gli affetti e le emozioni si mescolano alla passione per i gioielli, capolavori scultorei di artigianato nati dall’inventiva della designer Stefania Cilento. Da qui la scelta di omaggiare Donna Regina, Donna Romita e Donna Albina coinvolgendo in questo dialogo virtuale tra ieri e oggi tre sorelle Francesca, Veronica e Caterina Ummarino, che in qualche modo simboleggiano tutte le sue clienti e amiche. Questo calendario dunque è un po’ il manifesto di Studio Morelli la cui filosofia mette al centro la forza dei sentimenti e la carica espressiva dei suoi gioielli di design che colpiscono diventando espressione della personalità di chi li indossa e non oggetti puramente decorativi. E così, in un affascinante appartamento situato nel cuore del centro storico di Napoli dal nome Signorine Toraldo, non lontano da dove si erge lo stemma della nota famiglia, sono ambientati i 12 scatti del calendario che percorrono mese dopo mese la storia che lo ha ispirato raccontando attraverso l’obiettivo di Lorenzo Cabib la forza, la passione e il coraggio di cui sono capaci le donne. Il calendario A gennaio è una delle signorine Toraldo a fare gli “onori di casa” elegantissima su tela e impreziosita da gioielli che dialogano con la linea Cristallo Kenya. Febbraio dà il benvenuto alla linea Aubrey Epicentro, il punto in cui si generano gli effetti di maggiore intensità qui rappresentati da linee decise e cerchi concentrici. Marzo rinasce a nuova vita come l’Araba fenice che dà il nome ad una linea la cui caratteristica dominante sono le ali mitologiche che avvolgono questi gioielli nella leggenda. Aprile getta uno sguardo all’Infinito con una linea dai simboli presi in prestito alla matematica e alla geometria qui stilizzati nel segno del design, come è nello stile di Studio Morelli. I Nodi spesso vengono al pettine, così si dice, ma in questo caso finiscono su gioielli da cui prendono il nome abbinati al mese di maggio in buona compagnia con una signorina Toraldo. Giugno s’insinua con la linea Serpi a comporre parure che incantano attraverso gioielli sinuosi, grande must di collezione Studio Morelli. E’ un’esplosione di colore luglio che affonda negli abissi del mare portando a galla […]

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