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Eroica Fenice

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Laboratori Steinberg al FIM di Milano

Steinberg è uno dei marchi con maggiore esperienza nel settore della produzione musicale su computer e il suo software Cubase è quello che conta il maggior numero di utilizzatori al mondo. Si tratta di un programma realizzato in varie versioni per adattarsi alle diverse esigenze musicali, da quelle amatoriali a quelle professionali. La sua versione entry level è un ottimo strumento per fare il primo ingresso nel mondo della produzione digitale, grazie anche ai numerosi strumenti musicali ed effetti virtuali di cui dispone. Ritroviamo questa stessa semplicità di utilizzo anche nel software Steinberg Dorico, un programma di notazione musicale in grado di stampare spartiti di qualità ma anche di riprodurre le parti degli strumenti in partitura attraverso timbri virtuali molto realistici. Questi due programmi saranno i protagonisti dei laboratori “Comporre editare e registrare musica con Cubase” e “La notazione musicale con Dorico”, che Steinberg offrirà agli studenti che parteciperanno al FIM, Salone dell’Innovazione e della Formazione Musicale, che si terrà in Piazza Delle Città di Lombardia a Milano nei giorni 16 e 17 maggio 2019. I 2.600 ragazzi provenienti da scuole medie e superiori italiane parteciperanno a una ventina di altri laboratori offerti dai prestigiosi partner istituzionali e privati del FIM, il cui programma completo è ancora in via di definizione.

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Il Giro del Mondo in 40 Napoli” di Michelangelo Iossa | In uscita

Un viaggio in giro per il mondo, alla scoperta delle tante Napoli, cugine della bella Partenope. Sono 40 e popolano il continente, dalle Americhe (dove ce ne sono 14) alla Grecia (che ne conta 13). E, ancora, le 5 Napoli in Eurasia e le 4 in Africa e Medio Oriente. Persino in Italia ce ne sono 3, oltre il capoluogo campano. Questo straordinario itinerario, tra racconti e fotografie, è stato un reportage del giornalista, scrittore e ricercatore universitario Michelangelo Iossa, che ha trovato spazio sul Corriere del Mezzogiorno e diventato, oggi, libro pubblicato da Rogiosi Editore. Il lavoro è introdotto dalla prefazione di Enzo d’Errico, direttore del Corriere del Mezzogiorno. Dal 28 febbraio in tutte le librerie d’Italia. Il libro Il libro accompagna il lettore in un lungo viaggio attraverso i continenti, che si apre con la Napoli dello Stato di New York e che si conclude, inevitabilmente, con la più celebre delle Napoli del mondo. Unità di misura dell’intero percorso, il capoluogo partenopeo è, per notorietà, estensione, popolazione ed esposizione mediatica, la più vistosa delle sue trentanove cugine, attraversate nelle pagine di questo libro- viaggio. Naples, Neapolis, Nabeul, Napoli, Nauplia, Neopolis o Neapoli sono i nomi delle quaranta Napoli scelte per questo itinerario, e certamente nel mondo si nasconderanno altri luoghi con lo stesso nome: gli USA e la Grecia, con le loro Naples e Neapolis, fanno la parte del leone mettendo in campo oltre venti luoghi differenti. Ma il Brasile, il Gambia, la Crimea e le Neapolis italiane in Sardegna, Puglia e Sicilia offrono squarci di assoluta bellezza. Napoli è una e multipla: non solo sfogliatelle e mandolini ma anche rodeo texano, ouzo ateniese, carnevale brasiliano, malvasia greco-veneziana, testimonianze dei nativi americani, prelibatezze siciliane e pugliesi, villaggi africani e smart city cipriote. Tutto si nasconde e si svela nel nome di Napoli, a ogni latitudine. Napoli è un piano inclinato e tutto viene necessariamente risucchiato in questa città, un po’ lazzara e un po’ felice. Che è in compagnia di altre trentanove omonime. L’autore Michelangelo Iossa, classe 1974, è giornalista, scrittore e ricercatore universitario. Docente del Laboratorio di Musicologia presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, a partire dal 2003 ha firmato alcuni fortunati libri, soprattutto nell’ambito della divulgazione musicale: “The Beatles”, “Le Canzoni dei Beatles”, “Gli Ultimi Giorni di Lennon”, “Le Canzoni di George Harrison e Paul McCartney a Napoli” (con Carmine Aymone), “Cameriere, Champagne!…” (con il Maestro Mimmo di Francia), “Napul’è… i luoghi di Pino Daniele” (con Carmine Aymone) e “LOVE – Le canzoni d’Amore” dei Beatles. Dal 2017 è conduttore e autore della trasmissione televisiva VULCANICI – Artisti Incandescenti, prodotta da DipMusic e da Canale 9.

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Apre a Bagnoli la “Palestra ARTErnativa”

Sabato 23 Febbraio alle ore 17:00 apre a Bagnoli la “Palestra Arternativa” il primo spazio per bambini e adulti completamente dedicato all’arte dove tra percorsi e pro-getti, i più piccoli si “allenano” a vedere il mondo con occhi diversi, per poi provare a cambiarlo, utilizzando come attrezzi le vite degli artisti e i loro occhi aperti sulla vita. Da un’idea di Rosa Rongone, art – trainer, la Palestra ARTErnativa è intesa come luogo di allenamento e di condivisione di un obiettivo alla cui base non c’è lo svilup-po dei muscoli o l’insegnamento di uno sport, ma lo sviluppo di una diversa sensibili-tà, creatività, di uno sguardo diverso sul mondo che ci circonda. È una palestra alternativa al concetto comune, alla cui radice c’è l’arte. La palestra è un luogo fisico animato da due tipi di attività: chi allena e chi si allena. L’obiettivo di chi allena è spronare, stimolare e accrescere il desiderio di chi si allena di migliorarsi a livello fisico e personale. Chi allena si chiama personal trainer. In una palestra ARTErnativa chi allena si chiama ART_trainer. L’obiettivo è spronare, stimolare e accrescere la sensibilità, la creatività, la capacità di osservazione, la possibilità di cambiare il mondo immaginandolo diverso. In una palestra canonica gli attrezzi sono i pesi, i macchinari o i vari oggetti legati alle discipline sportive. In una palestra ARTErnativa gli attrezzi sono le esperienze degli artisti con il loro vissuto e il loro modo di percepire il mondo. Non si copiano le opere ma si impara da esse, per mettere in pratica il personale mondo interiore. Nell’evento di apertura, aperto al pubblico e a tutto il territorio, si potrà visitare lo spazio, arredato esclusivamente con materiale riciclato che riprende vita nella sua forma più artistica proprio dalle mani di Rosa, e verranno illustrati i progetti e i per-corsi artistici previsti. I bambini sono invitati a partecipare all’evento vestiti dal loro artista, o dal loro qua-dro, preferito. La Socio c’Art Ogni socio avrà la Socio c’ART dove potrà appuntare ogni mese il tipo di allenamento scelto, in base all’età, e il percorso svolto. A fine anno ci sarà una scheda da compilare scrivendo l’artista preferito, motivazioni e se e in che modo l’allenamento ha fatto effetto. Ogni socio avrà la tessera e una pins di palestra ARTErnativa. Si possono saltare gli allenamenti essendo però consapevoli che, esattamente come nello sport, si tratta di un percorso che ha la sua efficacia solo se continuativo. L’Art- Trainer Rosa Rongone Dopo la Laurea si trasferisce a Roma per lavorare in teatro avendo acquisito il diplo-ma in arte drammatica. Dopo tre anni di esperienza professionale in diversi teatri della capitale decide, per amore della sua città, di rientrare a Napoli e provare a trasmettere l’amore per la bellezza e il rispetto, a partire dai bambini. Organizza dunque percorsi artistici, espressivi ed emozionali divisi per fasce dai 4 ai 13 anni. Ogni età con il suo cammino annuale fatto di incontri con artisti studiati ap-positamente per la loro fase di crescita […]

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La cucina di Napoli di Guido Tommasi Editore: il 28 febbraio la presentazione alla Biblioteca Nazionale

LA CUCINA DI NAPOLI: La storia e lo spirito partenopei raccontati attraverso centinaia di ricette della tradizione Esce in tutte le librerie La Cucina di Napoli di Maria Teresa Di Marco e Lydia Capasso, il nuovo volume della collana Cucina Regionale di Guido Tommasi Editore dedicato alle ricette che hanno fatto la storia di Napoli. Dopo la cucina siciliana e toscana, quella di Roma e Venezia, la casa editrice milanese rende omaggio a una grande tradizione gastronomica, che più di ogni altra si identifica con la sua città e ne rappresenta lo spirito. Il libro raccoglie oltre 150 ricette che non solo illustrano le preparazioni, ma raccontano la storia di come una tradizione popolare, ingegno del poco e del niente, si è intrecciata ai percorsi aristocratici della corte borbonica, segnata dall’influsso spagnolo ma soprattutto francese, generando piatti sontuosi come i timballi, i sartù o la pasticceria raffinatissima.  UNA CUCINA CHE NON SI ACCONTENTA La cucina napoletana è una cucina che si arrangia meglio di qualsiasi altra, ma che in nessun caso si accontenta, perché a Napoli non basta mettere insieme il pranzo con la cena, ma occorre fare del cibo, come della vita, un boccone di piacere. Semplicità, eccellenza dei prodotti e creatività gioiosa sono gli ingredienti essenziali di ogni piatto. Cucinare la pasta, per esempio, può diventare un esercizio di estro se si celebrano le vongole che sono fujute e si fa dello scammaro di magro un piatto che consola. Oppure un atto d’amore e di pazienza quando si costruiscono attorno alla pasta fastose architetture con crostate, timpani, timballi, lasagne e le si dedicano i grandi sughi di lenta cottura (ragù, genovese, glassa e bolognese). Per non parlare della pizza, un vero e proprio stile di vita a Napoli, che nel volume viene rappresentata con le ricette di quattro esperti maestri pizzaioli.  Questo libro, però, non si ferma ai cliché più tipici e praticati di Napoli e della sua cucina, ma va oltre e cerca di raccogliere e raccontare la verità della città non solo con le ricette ma anche attraverso la fotografia attenta e poetica dei suoi mercati rionali, dei suoi angoli più suggestivi, della sua gente e della sua arte. Si recupera così anche la tradizione che descrive i napoletani mangiatori di foglie assai prima che mangiatori di maccheroni con piatti come la minestra maritata o la scarola ‘mbuttunata, fino ad arrivare a ‘o ddoce, una sezione che celebra la pasticceria partenopea e i suoi dolci diventati famosi in tutto il mondo. La cucina di Napoli sarà presentato Giovedì 28 febbraio alle ore 16.30 presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, in Piazza Plebiscito 1. La presentazione, condotta da Mirella Armiero del Corriere del Mezzogiorno, sarà preceduta dai saluti di Francesco Mercurio, Direttore della Biblioteca Nazionale, e vedrà la partecipazione degli autori Maria Teresa Di Marco e Lydia Capasso e dell’editore Guido Tommasi.

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Food

Tufò Take Away – La trattoria Gourmet adesso è anche d’asporto

Tufò Take Away, il gourmet d’asporto  Profumo di tradizione, di pasta e patate, genovese e ragù. Questa è l’aria che si respira da qualche anno a Posillipo, grazie a Tufò Trattoria Gourmet. L’idea di Antonio Capasso, giovane imprenditore di 26 anni, è nata nel 2016 e si incentra sulla promozione della cucina tipica partenopea, con tutti i piatti della tradizione: dal ragù classico napoletano alla parmigiana di melanzane, dalla pasta e patate a salsicce e friarielli e così via. Se fino a qualche giorno fa era possibile gustare queste prelibatezze solo nel ristorante, adesso è possibile averle anche a casa propria, grazie a Tufò Take Away, lo spin off del progetto Tufò. Lo chef Giovanni, detto “prutusino”, prepara tutti i piatti della tradizione, aggiungendo passione ed esperienza. E sono proprio queste caratteristiche a rendere ancora più buoni i piatti di Tufò, così come di Tufò Take Away. Tufò Take Away, un menù tutto da gustare Mercoledì 13 febbraio Tufò Take Away è stato inaugurato e uno dei suoi punti di forza è, senza dubbio, la consegna a domicilio con la Tufò Box. Si tratta di una scatola in due varianti con ragù classico napoletano, un pacco di pasta Candele del Pastificio D’Aniello e spezzatino come la tradizione vuole; oppure genovese alla maniera partenopea, pacco di pasta Ziti del Pastificio D’Aniello, spezzatino e cipolle di Tropea. Durante l’inaugurazione, oltre ad una serie di bruschette con prodotti tipici, come soffritto, friarielli, genovese e ragù, è stata presentata anche la famosa Pasta e Patate 7P, chiamata così per i sette ingredienti principali che iniziano, appunto, con la P: pasta, patate, provola, pancetta, pomodorini, parmigiano e pepe. La peculiarità del piatto sta nella mantecatura finale nella forma di parmigiano. La dolcezza delle patate unita alla sapidità della pancetta e del parmigiano rendono il piatto di una bontà unica. Oltre a tutte le specialità della trattoria, al take away è possibile trovare alcune new entry come il Cuzzetiello Tufò farcito con soffritto o genovese. Un vero tripudio di sapori. E voi cosa aspettate a portare a casa una Tufò Box? Alessia Giannino

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Andrea Sannino e la raccolta a sostegno della piccola Sara

Al Teatro Acacia con il concerto di Andrea Sannino e con il cuore per la raccolta fondi “Nida for Sara” Grande attesa in città per la festa di chiusura del “Nida for Sara” organizzata dalla “Nida” Onlus Campania al Teatro Acacia per il prossimo 6 aprile alle 21.00 con il concerto di Andrea Sannino, “Andrè”. Per tutti, una serata dal cuore grande con lo scopo di ringraziare quanti hanno offerto o offriranno con una donazione il loro sostegno per la raccolta fondi “Nida for Sara”. Un’iniziativa tesa a fare fronte al notevole impegno economico della famiglia necessario per affrontare l’intervento chirurgico di altissima specializzazione necessario per la piccola Sara. Una complessa operazione da effettuare grazie all’ausilio di macchinari sofisticati in uso negli Stati Uniti (MRI guided laser ablation) con la speranza che la vivace ed allegra bambina di 4 anni, possa guarire dalla lesione cerebrale che le provoca crisi epilettiche farmaco resistenti, diagnosticata al Bambino Gesù di Roma come un malattia rara chiamata “Amartoma Ipotalamico”. Sara ha bisogno dell’aiuto di tutti per raggiungere la cifra di oltre 100.000€ necessaria per poter essere operata e per sperare in una vita normale. La festa prevista dalla “Nida” Onlus Campania (la sede regionale nata nel 2016 dell’organizzazione “Nida” Onlus costituita a Torino nel 2012 da sempre impegnata per la promozione e la realizzazione di progetti di solidarietà sociale e per l’aiuto ai bambini orfani o con gravi malattie) nello storicizzato teatro vomerese con un cantante come Andrea Sannino con il concerto “Andrè”, vorrà essere il coronamento di un successo collettivo fatto di umanità, sensibilità e cuore. Le donazioni per il progetto ed il ritiro degli inviti per la festa del prossimo 6 aprile prevista all’Acacia possono effettuarsi presso il botteghino dello stesso teatro che sostiene attivamente i progetti Nida.

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“Birdy’s Bakery. Un sogno americano” di Renata Sergio | Presentazione alla Feltrinelli

Rogiosi Editore invita i lettori a fare un bel viaggio tra i grattacieli e i sapori di New York. Tra le pagine di “Birdy’s Bakery. Un sogno americano”, scritto da Renata Sergio, che con Salvatore Lettiero ha creato Birdy’s Bakery, è custodito un racconto, che si rivela scrigno di preziose ricette americane. Il libro sarà presentato martedì 12 febbraio, alle 18, a la Feltrinelli Libri e Musica di via Santa Caterina a Chiaia 23 (Piazza dei Martiri). La creatività di Renata va oltre il libro e per San Valentino 2019, realizza una meravigliosa idea regalo: libro, torta Red Velvet a forma di cuore, grembiule Birdy’s Bakery. Tutto racchiuso in un’elegante scatola rossa. Il libro “Birdy’s Bakery. Un sogno americano” è un racconto che unisce la realtà alla fantasia, accompagnando per mano il lettore in una storia straordinaria, fatta di amore e passione. Di delusioni e dolcezza. E di colpi di scena. Una sequenza di fotogrammi che restituisce la percezione concreta dei giorni vissuti tra New York e Napoli. Da una tiepida alba che lascia sorgere il sole sulla grandiosa e imponente Piazza Plebiscito a una caotica e affascinante Manhattan, che accoglie, ma cambia anche, i sogni di Lavinia, protagonista del racconto, atterrata al JFK International Airport con un progetto da realizzare, prende vita una storia meravigliosa di amicizia e di amore. Le giornate di Lavinia a Manhattan iniziano nella Bakery di Sophie, deliziosa e profumata, e proseguono alla ricerca di una redazione di moda che le dia spazio come Fashion Editor. Ci riuscirà? Chissà! Poi c’è Birdy, un passerotto conosciuto al Central Park, che becca alla finestra del suo minuscolo appartamento in Lexington Avenue per prendere dal palmo della sua mano briciole saporite. Dolce dopo dolce, il racconto diventa uno scrigno prezioso di ricette americane, da preparare con cura e amore. Un ricettario originale. La cucina è il regno di ogni donna. Il profumo dei dolci rende l’aria magica e la vita più leggera. L’autrice Renata Sergio è nata a Napoli il 28 ottobre 1982. Dopo il diploma scientifico si trasferisce a New York, dove resta un anno. Tornata a Napoli, consegue la laurea in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e un MBA (Master Business Administration), mentre contemporaneamente lavora con il papà Antonio Sergio, patron, con il fratello Arturo, del Gran Caffè Gambrinus in piazza Trieste e Trento. Dopo la laurea, torna a New York, dove incontra Salvatore Lettiero, già conosciuto a Napoli: Renata e Salvatore si innamorano e, già innamorati di New York, pensano di trasferirsi insieme là. Ma il forte legame con la loro terra e con le loro famiglie, li spinge a portare un pezzo d’America nella loro città natale, dando vita al progetto Birdy’s Bakery. “Birdy’s Bakery. Un sogno americano” è il suo romanzo di esordio. Le altre presentazioni delle novità Rogiosi di febbraio A febbraio, la casa editrice Rogiosi ha in calendario le presentazioni delle seguenti novità in libreria: “Diritto alla pizza” di Angelo Pisani (lunedì 11 febbraio, alle 18,30, Pizza Street in via Merliani 51; e mercoledì 13 febbraio, alle 18.30, Palazzo Mazziotti a Caiazzo, in provincia di Caserta); “Tuio” di Judicael Ouango (venerdì 15 febbraio, alle 18, Gran […]

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Incontri al Diana: Rogiosi editore presenta “Generazione zero”

Sarà presentato sabato 9 febbraio, alle 11.30, al Teatro Diana, in via Luca Giordano 64, “Generazione Zero”, libro scritto da Giuseppe Celentano e pubblicato da Rogiosi Editore. Con l’autore, interverranno Gianluca Guida, direttore dell’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida, e Giuseppe Scialla, garante per l’Infanzia della Regione Campania. Reading a cura dell’attore Carlo Cerciello. Modera l’incontro il giornalista Giuseppe Giorgio. L’appuntamento rientra nel calendario della rassegna “Incontri al Diana”. “Generazione zero” della Rogiosi editore: la storia Mario Marino è un giovane diciassettenne che frequenta il liceo scientifico Galileo Galilei. Studente modello, un po’ nerd, si ritrova suo malgrado a essere oggetto delle prese in giro di Luca Caruso, il classico bullo irrecuperabile. La vita di Mario Marino è già abbastanza complicata: i genitori separati, il padre assente e la ragazza dei suoi sogni, Fabiana, che non sembra accorgersi che lui esista. Il tutto raggiunge l’apice negativo quando un video in cui Luca si prende gioco di Mario in discoteca, costringendolo quasi a denudarsi, viene diffuso su internet. Dopo quest’ultimo sgarbo, Mario sparisce nel nulla. Il magistrato, la dottoressa De Vincentis, e l’ispettore Cataldi, si occupano del caso. Scoprono un mondo che non conoscevano e non pensavano potesse esistere davvero: un mondo in cui le professoresse vengono minacciate senza alcun rimorso; dove un padre non conosce minimamente le sofferenze e i problemi del figlio; dove un ragazzo tiene in scacco un’intera scuola, oltre alla sua famiglia. Sarà l’unico amico vero di Mario, Diego, a svolgere un ruolo chiaro, seppur molto particolare, nel corso delle indagini. Verranno fuori segreti inimmaginabili, rapporti complicati e non mancheranno i colpi di scena in una triste vicenda così terribilmente comune oggi, che deve far riflettere e deve dare la forza di denunciare, perché non si verifichino più storie come quella di Mario Marino. Giuseppe Celentano è drammaturgo, regista e attore napoletano, nonché autore di molti testi a sfondo sociale, fra cui Ladridisogni, scritto con Vincenzo De Falco (dedicato al giornalista del Mattino Giancarlo Siani ucciso dalla camorra), vincitore del premio Girulà 2006 e della menzione speciale per il teatro del premio Siani 2007. Dal 1999 al 2001 è stato direttore artistico del teatro Il Pozzo e il Pendolo. Nel 2003/2004 ha allestito a Palazzo Doria D’Angri la rassegna “Il Teatro d’Epoca”. Nel 2012 nella Villa Floridiana è stato direttore artistico della rassegna “Il Teatro nel Verde”. Dal 2006 al 2012 Giuseppe Celentano ha diretto l’accademia teatrale del Teatro Delle Palme di Napoli. Nel 2007 ha scritto il suo primo romanzo, Ritrovarsi. Le altre presentazioni delle novità Rogiosi editore di febbraio A febbraio, la Rogiosi editore ha in calendario le presentazioni delle seguenti novità in libreria: “Diritto alla pizza” di Angelo Pisani (lunedì 11 febbraio, alle 18,30, Pizza Street in via Merliani 51; e mercoledì 13 febbraio, alle 18.30, Palazzo Mazziotti a Caiazzo, in provincia di Caserta); “Birdy’s Bakery. Un sogno americano” di Renata Sergio (martedì 12 febbraio, alle 18, la Feltrinelli Libri e Musica in via Santa Caterina a Chiaia 23); “Tuio” di Judicael Ouango (venerdì 15 febbraio, […]

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CASA SANREMO VITALITY’S: Al via la doppia rassegna “Incontri di Musica” e “Storie di Musica”

Novità di Casa Sanremo Vitality’s 2019, la doppia rassegna “Incontri di Musica” e “Storie di Musica” co-prodotta da Gruppo Eventi, Rockol e iCompany, che offre agli artisti la massima visibilità e al pubblico un’esperienza da “insider” all’evento. La Lounge Mango diventa luogo d’incontro per gli artisti protagonisti del Festival di Sanremo e la moltitudine di personaggi e celebrità che affolleranno la città nella settimana dell’evento più amato e seguito d’Italia. Gli artisti si racconteranno al pubblico grazie alle video interviste “Incontri di Musica di Rockol”, condotte da Maurilio Giordana di rockol.it e poi disponibili in streaming su rockol.it, casasanremo.it, icompany.it, sui rispettivi social nonché nel palinsesto dei monitor di Casa Sanremo Vitality’s. In programma, tra le altre, le interviste a Simone Cristicchi, Negrita, Paola Turci, Nek, Shade e Federica Carta, Il Volo, Ex-Otago, Einar, Achille Lauro, Boomdabash, Ultimo, Anna Tatangelo, Francesco Motta, Nino D’Angelo e Livio Cori. La sera e la notte saranno, invece, teatro di una serie di live-show sotto il marchio “Storie di Musica”: alla fine di ogni giornata del Festival, dalle 00:30 circa, un ospite si esibirà dal vivo sul palco centrale della Lounge Mango, dopo essersi brevemente raccontato al pubblico con Maurilio Giordana. Sul palco di “Storie di Musica” si esibiranno gli artisti in gara, gli ospiti del festival e arriverà qualche sorpresa. In calendario i live-show di Bungaro (che apre la rassegna mercoledì 6 febbraio), Boomdabash, Diego Conte, Simone Cristicchi, Ex-Otago. “Casa Sanremo ha sempre ospitato indimenticabili esibizioni live – ha dichiarato Vincenzo Russolillo, Presidente di Gruppo Eventi e “patron” di Casa Sanremo –. Quest’anno condividiamo con due prestigiosi partner un progetto che richiama i classici showcase, ma che si rinnova nel format, perché consentirà agli artisti di raccontarsi non solo attraverso la musica, ma ancor di più con aneddoti e storie di vita vissuta che mostreranno il lato meno conosciuto ma sicuramente più autentico, che si fonderà con le loro note. Una scelta che testimonia la volontà di rinnovarsi, senza mai dimenticare da dove siamo partiti”. “Per noi è un piacere entrare a Casa Sanremo in una dimensione che è la nostra, quella dello storytelling musicale in cui ci esercitiamo quotidianamente online, e corredarla con le parti live grazie alla partnership con Gruppo Eventi e iCompany – ha commentato l’Amministratore Delegato di Rockol, Giampiero Di Carlo –. L’obiettivo è saldare ulteriormente il nostro rapporto con gli Artisti che raccontiamo ogni giorno”. Massimo Bonelli, AD di iCompany ribadisce: “È un progetto di rilievo al quale abbiamo aderito con entusiasmo. Lavorare a contatto con realtà importanti come Gruppo Eventi e Rockol è molto stimolante e gli appuntamenti a cui collaboreremo in Casa Sanremo 2019 ci daranno l’occasione per vivere ancora più da vicino il Festival di Sanremo e il rapporto con gli artisti che saranno in gara”. Il doppio format è una co-produzione tra Gruppo Eventi, Rockol e iCompany. Event-manager ufficiale dell’iniziativa è Gian Arnaldi.

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L’Amore al tempo dei Borbone all’Archivio Storico

L’Amore al tempo dei Borbone Il 12 febbraio all’Archivio Storico si svolgerà il secondo capitolo di “Esperienze Borboniche” I Borbone delle Due Sicilie, la dinastia che ha governato il Meridione d’Italia per quasi un secolo e mezzo e che ha reso Napoli capitale della cultura europea, si è distinta non solo per le importanti opere realizzate nel Sud d’Italia, ma anche per la singolarità dei rapporti di coppia dei regnanti che si sono succeduti al trono. Il secondo capitolo di “Esperienze Borboniche” – la kermesse di eventi incentrati sulla cultura borbonica, e sul cibo e le bevande di cui i reali andavano ghiotti – si svolgerà martedì 12 febbraio (ore 21) presso il ristorante e premium bar “Archivio Storico” di Napoli (ubicato in via Scarlatti, 30 – zona Vomero). Essendo questo appuntamento a ridosso del San Valentino, la tematica che lo animerà sarà “L’Amore al tempo dei Borbone”: Gennaro De Crescenzo, Presidente dell’Associazione Culturale Neoborbonica, e Salvatore Lanza, segretario generale, parleranno delle coppie più belle del Regno, delle loro passioni, dei piatti di cui re e regine andavano ghiotti… Per l’occasione lo chef stellato Pasquale Palamaro preparerà per tutti gli ospiti una golosa lasagna (di cui andava ghiotto re Francesco II, detto appunto “Re Lasagna”) e la mozzarella in carrozza (uno dei piatti preferiti della Regina Maria Sofia). A questi piatti saranno abbinati due eccellenti vini del territorio (entrambi delle Cantine Federiciane): rispettivamente un Gragnano Penisola Sorrentina DOC e un Flegreo Cuvée Metropolitano, uno spumante prodotto da viti a piede franco su terreni di origine vulcanica nel cuore dei Campi Flegrei (abbinamenti a cura dell’AIS Napoli). Il percorso di degustazione terminerà con un inconsueto trancio di pizza dolce a cui sarà abbinato un cocktail preparato dal bar manager dell’Archivio Storico, Salvatore D’Anna: la “Birra”, un after dinner che ha l’aspetto di una birra appena spillata (un fizz a base di gin, un liquore speziato e una soda aromatizzata). Menù –        Lasagna & Gragnano Penisola Sorrentina DOC –        Mozzarella in Carrozza & FLEGREO Cuvée Metropolitano –        “Pizza Dolce” & “Birra” Fonte foto: ufficio stampa

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«Due Secoli dopo», Federica Gioffredi in mostra da domani al Maschio Angioino

Un appassionato racconto fotografico, che ripercorre le tappe del viaggio da Napoli a Martina Franca della duchessa di Martina Francesca Giudice Caracciolo, con pause di riflessione e fresche istantanee figurative. Federica Gioffrediinaugura in città domani alle 17 nella Sala Vesevi del Maschio Angioino la mostraDue Secoli dopo, dedicata all’avventuroso cammino intrapreso il 21 marzo 1832 dalla nobile napoletana. Tracce di uomini e di gesti, di storia e di territorio, racconti di luoghi, anfratti e riflessi, pezzi di città, di mestieri, di architetture, di natura e di tradizione, chilometri di luce, di cieli, di chiaroscuri e di prospettive nei colori saturi di bianchi e nero corposi e incisivi. Ecco «Due Secoli dopo»: immagini di passione e ricerca che muovono dal viaggio interiore e passano per l’anima dell’autore e dei soggetti col linguaggio semplificato di fotografie ad elementi e sentimenti. Si vede tanto: il mare che riflette Vesuvio e tensione, il sole che si staglia su pietre, volti e arte, il vento che muove panni stesi e memorie, le ombre che ridisegnano paesaggi urbani, anatomie di natura e attimi di vita, i movimenti sinuosi e instabili di sfumature e controluce che parlano di storia e di Sud. Il percorso artistico fotografico rimanda al viaggio nell’800 dalla duchessa figlia di Francesco Principe di Cellamare e Duca di Gesso. Un’avventura affascinante iniziata da Napoli fino alla masseria di Casalrotto di Mottola, ben descritta in una documentazione emersa che riporta in maniera dettagliata il denaro speso e tutto quello che è servito per affrontare il lunghissimo viaggio. Tra carrozze, cavalli, cani e servitori al seguito, il racconto è oggi un’importante testimonianza dell’immenso patrimonio storico dell’Archivio Caracciolo del Sangro. Custodito nel tempo presso la biblioteca di Martina Franca, è stato per Federica Gioffredi fonte e spunto per rendere le emozioni visive di allora negli scatti di oggi attraverso le immutate bellezze dei luoghi, esprimendo con occhio contemporaneo un Sud incantevole. L’artista descrive quelle istantanee con essenzialità e “imprecisione” visionaria, come iniezioni subliminali tra umanità, passione e vicenda storica. Federica è fotografa da dieci anni ed è membro del comitato scientifico fotografico del MIACE, il Museo Civico di Arte Contemporanea Internazionale Euro-Mediterraneo della Città di Castel Volturno.  Alla sua terza tappa (dopo Martina Franca e Roma), la mostra si dipana in cinque sezioni ed è ospitata dal 6 febbraio al 10 marzo al Maschio Angioino. I numeri di questo ambizioso progetto: cinque tappe, 331,6 km, 1234 scatti.   Napoli: una grande immagine centrale coi panni stesi simbolo della città, squarcio di vita che prelude alle sequenze del Vesuvio e il Maschio Angioino. Lauro, piccolo comune in provincia di Avellino, viene illustrato dalla suggestiva processione dei Biancovestiti.  Barletta: il suo Colosso ne racchiude la forza architettonica e storica.  Monopoli è raffigurata dal porto pieno di piccole e grandi imbarcazioni da pesca, che a seconda delle angolazioni donano innumerevoli riflessi all’acqua del mare.      Martina Franca: ultima tappa del viaggio; trulli che danno voce e onde al suono del vento; panni che rubano forza alla sua corrente; una sedia e degli ombrelli sospesi rendono omaggio alla natura e alla bellezza arida della terra. Fonte foto: ufficio […]

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“Talentum – Il premio delle eccellenze”, l’8 febbraio a San Domenico

Venerdì 8 febbraio alle ore 16.30 nella sala del Capitolo di San Domenico Maggiore si svolgerà la cerimonia di premiazione di “Talentum – Il premio delle eccellenze” giunto quest’anno alla sua terza edizione. L’idea del premio è nata dalla giornalista Roberta D’Agostino e da Gianni Sallustro attore, regista e direttore artistico dell’Accademia Vesuviana del teatro e del cinema. Un’occasione per evidenziare la creatività, la bravura, la dedizione, la tenacia di personaggi del mondo della cultura e non solo e di giovani del territorio campano. “Dopo le prime due edizioni – dicono gli organizzatori – proseguiamo nel nostro percorso teso a valorizzare le eccellenze del nostro territorio da sempre una fucina di talenti che operano con dedizione e zelo nei settori di competenza; non sempre il loro lavoro viene sottolineato. Ci piaceva mettere in evidenza personaggi eccellenti figli della nostra terra ed abbiamo pensato a questo premio che fin dalla sua prima edizione vanta il patrocinio del Comune di Napoli ed in particolare dell’assessorato alla cultura. Un’occasione per rimarcare l’eccellenza del nostro territorio. Il talento era anche una antica moneta e ci siamo rifatti proprio a quella per fare realizzare all’artista campano Fiormario Cilvini il nostro premio. Grande attenzione va ai giovani, quelli dell’Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema in primis e a tutti i giovani che con il loro operato si sono particolarmente distinti”. La location di San Domenico Maggiore, scrigno di storia e di bellezza, si presta ad un excursus nella storia: cinquanta figuranti (componenti dell’Accademia Vesuviana del Teatro e del Cinema) in abiti d’epoca (costumi di Costantino Lombardi ed acconciature di Luca Riccardi) accoglieranno nelle stanze del convento di San Domenico Maggiore i premiati e gli ospiti che verranno condotti nella sala del Capitolo tra animazione e spettacolo. La grafica del premio è ideata dell’architetto Marcello Radano. Il premio si divide in varie categorie: spettacolo, medicina, sport, sociale, giornalismo, cultura, giovani. Media partners: Mydreams il portale dello spettacolo, Radio Svago, Cultura a colori, Radio stereo 5 plus.

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La campania in vetrina a Casa Sanremo Vitality’s

Casa Sanremo Vitality’s, progetto ideato e realizzato da Vincenzo Russolillo, presidente del Consorzio Gruppo Eventi, porta un po’ di Campania in Vetrina. Mercoledì 6 febbraio, alle 19, appuntamento con Gianni Valentino e il suo libro “Io non sono LIBERATO”, pubblicato da Arcana. Lo spazio Ivan Graziani Theatre ospiterà, per la rassegna “Writers”, il giornalista che proporrà al pubblico un interessante viaggio, che va oltre l’indagine alla scoperta dell’identità di LIBERATO, il “munaciello” contemporaneo, che con le sue 6 hits spicciolate sul web, una alla volta, è andato ben oltre Napoli, conquistando Milano. La scrittura di Gianni Valentino diventa un bel pretesto per fare un viaggio serio nella Napoli musicale, patria dell’underground, della house music (oggi vaneglo del brand Neuhm), dei neomelodici, di una dialetto che è una vera e propria lingua (al pari dell’inglese, del francese, del tedesco e dello spagnolo) e dell’intreccio di tutto ciò che viene fuori da penne, carta, iPad, iPhone e travalica i confini di una città e pure di una regione, dove il sangue creativo ribolle ogni singolo giorno dint’e vene. Sempre mercoledì 6 febbraio, alle 2, la Lounge Mango ospita Tony Bungaro e il suo “Maredentro Il viaggio”, lavoro musicale realizzato con il compositore e pianista napoletano Antonio Fresa. Ospiti di “Storie di musiche”, format che unisce show case e racconto, Bungaro e Fresa porteranno a Casa Sanremo uno straordinario lavoro che, dopo il grande successo dello scorso Festival di Sanremo con “Imparare ad amarsi” cantata da Ornella Vanoni e Pacifico, è stato protagonista di una tournée italiana di successo. Con “Italia in vetrina”, curato da Cataldo Calabretta, spazio al racconto dei territori della penisola con tutto ciò che li rende belli e preziosi. Un viaggio attraverso le tradizioni culinarie, raccolte in uno show cooking nel Roof di Casa Sanremo Vitality’s, la storia e il patrimonio artistico e culturale delle città. Alla Campania sono dedicati due momenti: uno dedicato alla regione e un altro al territorio di Nocera Inferiore. Protagonista anche la pizza, con i napoletani Angelo Pezzella, che con la sua Pizzeria Pezzella ha conquistato Roma; Pino Celio di Lucignolo Bellapizza e Valentino Libro della Pizzeria Libro’s. Guest ai forni: Davide Civitiello e Alberto Bonocore. Anche il format “Glamour Week”, con le firme della moda italiana protagoniste di capsule dedicate, condotte da Veronica Maya, napoletana d’adozione. Pure il benessere arriva dalla Campania con uno spazio esclusivo in Lounge Mango a cura di Stefano Serra, ideatore del Dream Massage della SPA “Antica Essenza” dell’Hotel San Francesco al Monte.

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TEATRO AUGUSTEO | PETER PAN FOREVER – Il Musical vola a Napoli!

Dopo 12 anni di successi torna al Teatro Augusteo di Napoli, da venerdì 8 a domenica 17 febbraio, lo spettacolo per tutta la famiglia “Peter Pan” con musiche di Edoardo Bennato e regia di Maurizio Colombi, prodotto da Show Bees e NewStep. Il tour italiano di “Peter Pan forever – Il Musical” fa tappa a Napoli e porta in scena Carlotta Sibilla nel ruolo di Peter Pan, Martha Rossi in quello di Wendy, Emiliano Geppetti è Capitan Uncino, e Jacopo Pelliccia è Spugna, diretti da Maurizio Colombi. Rock, letteratura e filosofia: “Peter Pan forever – Il Musical” riunisce nei suoi 140 minuti i magici personaggi nati dalla mente di James Matthew Barrie, che con “Peter e Wendy”, romanzo del 1911 ambientato negli stupendi giardini di Kensington, ha creato un mito ancora oggi attualissimo, capace di toccare tante sfere della nostra società: da quella psicologica a quella filosofica, entrando nel mondo della letteratura e in quello della musica con Edoardo Bennato e il famosissimo album “Sono solo canzonette”, che ha consacrato Peter Pan e tutto il suo mondo nell’olimpo della musica italiana. “Il rock di Capitan Uncino”; “La fata”; “Viva la mamma”; fino a “L’isola che non c’è”, sono solo alcuni dei celebri brani parte integrante di questo Musical tutto italiano e di grande successo.  La fiaba è un racconto capace di ironizzare, capace di trasformare anche i personaggi più negativi in personaggi divertenti, attraverso l’esasperazione dei difetti visti in chiave comica. Informazioni e biglietti sono disponibili presso il botteghino (dal lunedì al sabato tra le ore 10:30 e le 19:30, la domenica dalle ore 10:30 alle 13:30), e presso le rivendite ufficiali e online sul sito del Teatro Augusteo di Napoli. Prezzi: Platea euro 40,00 Platea bambini fino a 9 anni euro 25,00 Galleria euro 30,00 Galleria bambini fino a 9 anni euro 20,00 Orario degli spettacoli: venerdì 8 febbraio 2019 ore 21:00, sabato 9 febbraio ore 21:00, domenica 10 febbraio ore 18:00, martedì 12 febbraio ore 21:00, mercoledì 13 febbraio ore 18:00, giovedì 14 febbraio ore 21:00, venerdì 15 febbraio ore 21:00, sabato 16 febbraio ore 21:00, domenica 17 febbraio ore 18:00

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Food

La pizza gourmet declinata in “Famiglia” da cinque chef campani

Da un po’ di anni anche la pizza è diventata sempre più gourmet: un alimento farcito o guarnito, a seconda delle occasioni, da prodotti d’eccellenza e di qualità ampiamente riconosciuta, che un tempo sarebbero apparsi fuori luogo come “topping” per il piatto più semplice e popolare al mondo. Complice la riscoperta del territorio e di alcuni importanti presìdi slow food, pizzaioli e chef condiscono gli impasti lievitati non più solo con mozzarella e pomodoro, origano e basilico, come la tradizione primigenia impone. La sfida di portare in pizzeria gli ingredienti più esclusivi e gli abbinamenti più insoliti è stata infatti alla base della serata “5 Chef”, organizzata da Angela Merolla, che lunedì 28 gennaio al locale “La Famiglia” di Casapulla ha permesso di degustare 5 idee di pizze declinate da 5 professionisti del settore. Accompagnate da un vivace e frizzante Gragnano Rosso DOC del 2018, proveniente dalle cantine “Ottouve” di Salvatore Martusciello, e da un Aglianico “Immenso” annata 2013 dei Fratelli Follo, la speciale cinquina di pizze è stata però preceduta da un antipasto di fritti, serviti con simpatica creatività all’interno di piccoli colapasta: crocchè, frittatine di bucatini e piselli e straccetti di pasta fritta. Il primo sale del noto caseificio Latte & Sale di Vietri sul Mare – partner dell’evento tra i tanti e fornitore di tutti i latticini utilizzati per le pizze -, si è rivelato molto piacevole all’assaggio: un formaggio fresco aromatizzato con zest di limone e alice salata, connubio delicato e deciso tra le pendici dei limoneti in Costiera, il latte di montagna e i gioielli del pescato locale. La prima pizza, realizzata dallo chef Fabio Ometo, prosegue in questo sentiero che collega i monti e la costa con un Battilocchio (pizza fritta della tradizione napoletana) di ricotta di bufala, gamberi rossi e limone grattuggiato, lo Sfusato Amalfitano per la precisione, su una salsina alla puttanesca. Sapori mediterranei a tutto tondo, amplificati dalla nota decisa del pomodorino del piennolo saltato in padella e poi passato con l’aggiunta di olive e capperi essiccati. Giochi di consistenze e sapidità minerali di varie tipologie di pomodoro quelle riscontrate invece nella pizza Oro Rosso dello chef Albeto Amatruda, una margherita rivisitata con San Marzano “Solania”, pomodoro ramato, pomodoro ciliegino, pomodoro secco, mozzarella, un ricciolo di burrata e gel al basilico. Lo chef Tommaso Di Palma ha proposto successivamente una “Chicchinese” condita con provola di Agerola, pesto di scarole, spuma di ricotta di bufala, acciughe, pomodorini gialli e polvere di olive nere di Gaeta. Note marinare cui fanno da contraltare quelle di bosco, più autunnali dello chef Ciro Campanile, ideatore dell’ultima pizza salata, la “Miss Elisabetta”: crema di zucca, lamelle di porcino, guanciale croccante, scaglie di provolone del Monaco e germogli di porro. Anche il dessert è stato rigorosamente rappresentato da una pizza, la quinta e ultima che la giovanissima chef Giusy Di Castiglia ha preparato con crema di cioccolato bianco, chips croccante di patate, ricotta zuccherata all’arancia, brunoise di mela al rhum e cannella e germogli di basilico. Nel finale […]

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Apogeo Records presenta Think Of Three meets Gabriele Mirabassi

Domenica 10 febbraio alle ore 12, al Nuovo Teatro Sanità (via San Vincenzo 1 – Napoli), il trio Think Of Three incontrerà Gabriele Mirabassi straordinario musicista tra i massimi virtuosi odierni del clarinetto a livello internazionale, capace di un discorso musicale fortemente suggestivo ed evocativo. Nella sua carriera ha spaziato tra il jazz e la musica classica, collaborando con numerosi artisti tra i quali Richard Galliano, Stefano Bollani, John Taylor, John Cage. I Think Of Three sono un Trio dalla chiara identità jazzistica con un mondo musicale variegato e un senso cristallino dello swing. Si fanno apprezzare soprattutto per freschezza di idee e sensibilità melodica. Tre personalità, ognuna ben definita nel suo stile, ma in grado di restituire quella complicità necessaria a creare una seconda e nuova natura degli standard. Nelle improvvisazioni, si fanno strada un continuo fluire di idee, il gusto per l’imprevisto ed un assoluto controllo delle dinamiche. Gabriele Mirabassi – clarinetto Alessandro Castiglione – chitarra Antonio Napolitano – contrabbasso Massimo Del Pezzo – batteria evento fb qui Costo 15,00€ – Prenotazione obbligatoria clicca qui Sara Grillo 3392909066 comunicazione.saragrillo@gmail.com Addetto Stampa Apogeo Records

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Food

Degustì al Family Nest, i vini della Romangia protagonisti della III tappa del tour dei sapori

Un nido di famiglia caldo e accogliente in cui i primi, i secondi e le pizze guardano alla tradizione, alla cucina di una volta, preparati con prodotti e materie prime di assoluta qualità. Il ristorante Family Nest è portatore di questa filosofia culinaria tra Bacoli e Monte di Procida, sulla via Panoramica, quasi sospeso tra i due centri urbani flegrei. Giovedì 17 gennaio il locale a conduzione familiare ha rinnovato questa poetica del buon cibo, accogliendo sulla sua tavola i vini della Cooperativa Romangia in una serata speciale dedicata alla terza tappa di Degustì, il tour enogastronomico dei sapori in circolo a cura della Luigi Castaldi Group e, per questo appuntamento, della giornalista e foodblogger Angela Merolla. Family Nest e la poesia del cibo La Romangia è una regione storica, per non dire proprio una subregione della Sardegna, posta nella porzione nordoccidentale dell’isola e così denominata per derivazione latina, considerando che i Romani definivano i territori sotto il loro controllo col termine Romània. Lo spirito latino è forse rintracciabile non solo nella lingua romanza (il sardo è vicino al latino più dell’idioma toscano da cui è derivato l’italiano), ma  anche nell’amore per le uve del territorio. La produzione vinicola di questa piccola regione nella regione sarda pone infatti la cantina “Viticoltori della Romangia” tra le eccellenze assolute insulari. I terreni sabbiosi, calcarei della Società Viticoltori di Romangia ospitano vitigni autoctoni pregevoli come il famoso Cannonau, il Cagnulari, il Moscato, il Monica e il Vermentino, che si ascrivono alle varie classificazioni DOC, DOCG e IGT. L’ultimo citato, il Vermentino di Sardegna DOC etichettato col nome “Sabbia”, viene coltivato in media e bassa collina soleggiata a poca distanza dal mare del Golfo dell’Asinara – un terreno a rilevante matrice calcarea in cui lavorano dei giovani di 24 anni -, ed esprime profumi e sentori floreali e di frutta tropicale. Ottimo sia di accompagnamento al pesce che alla carne, si è sposato bene con l’entrée composta da tartare di manzo speziata all’arancia con pane tostato, dalle polepettine di patate e spinaci “impanate” con scaglie di mandorla e dalla zuppetta mediterranea di fagioli bianchi. Un vino fresco ma deciso, strutturato e piacevole, a cui è seguito poi “Roccia”, un blend di uve Cagnulari, Monica e Cannonau, sempre autoctone della zona situata tra Sorso e Sennori in Provincia di Sassari. Equilibrato e con note di mora e liquirizia, “Roccia” ha accompagnato i due primi del menu, ovvero il risotto ai funghi porcini e le pappardelle al ragù di cinghiale. La tagliata di Scottona è stata servita invece con un Cannonau 100% rosso rubino, corposo e intenso, dai sentori di spezie e frutti maturi come more e prugne, perfetto appunto per carni rosse e arrosti. Il nome “Radice”, affibbiato a questo vino giovane e fruttato, evoca poi sensazioni e ricordi legati alla terra e al suo patrimonio da riscoprire e valorizzare, come dichiarato ampiamente nella mission della cantina coinvolta per questa occasione conviviale al Family Nest. Renato Aiello Foto di: Raffaele Nocera

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