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Il paziente inglese (film) | Recensione

Il paziente inglese è un film del 1996, diretto dal regista Anthony Minghella. La pellicola, tratta dall’omonimo romanzo dell’autore canadese Michael Ondaatje, ha vinto 9 Premi Oscar, 6 BAFTA e 2 Golden Globe. Il paziente inglese è un film che rispecchia a pieno il genere drammatico/sentimentale e nel 1999 è stato inserito all’interno della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.

La trama

La narrazione di Il paziente inglese è ambientata durante la fine della seconda guerra mondiale e riguarda un’infermiera di nome Hana, interpretata dall’attrice francese Juliette Binoche, che si ritrova ad accudire un uomo misterioso e in fin di vita, interpretato da Ralph Fiennes. L’uomo ha, peraltro, perso la memoria ma, grazie alle cure della giovane Hana, riuscirà gradualmente a ricordarsi di essere stato un conte, perdutamente innamorato di una donna di nome Katharine, il cui ruolo è interpretato dall’attrice britannica Kristin Scott Thomas. Attraverso la tecnica narrativa del flashback, utilizzata tanto nel romanzo quanto nel film, capiamo che il conte di nome László de Almásy, è stato in realtà un nobile ungherese, incaricato dal governo inglese di disegnare una mappa del deserto del Sahara. Sarà durante questo incarico che László avrà modo di conoscere e innamorarsi dell’affascinante Katharine, una donna sposata. Tuttavia, il tragico susseguirsi degli eventi dovuti alla guerra porterà questo amore travolgente e profondo ad interrompersi tristemente ed infine per il paziente inglese, nonostante le costanti cure di Hana, non ci sarà modo di riprendersi.

Il paziente inglese: storia di un amore epico

La riuscita del film Il paziente inglese è data da una grande combinazione di elementi tra cui una sceneggiatura ben studiata, una commovente colonna sonora e una magistrale performance del cast composto da attori come Juliette Binoche, William Dafoe e Ralph Fiennes. Il regista Anthony Minghella riesce sapientemente a raccontare una storia d’amore intensa, senza mai rischiare di essere banale o troppo melenso. Sebbene la lunga durata del film, che potrebbe appesantirne la visione, lo spettatore finisce per essere catturato da una storia in cui la lealtà, il tradimento, l’atrocità della guerra e una passione inarrestabile non consentono ai protagonisti di tracciare una precisa linea di confine. Il contesto storico relativo alla seconda guerra mondiale, contribuisce, senza dubbio, a rendere la storia d’amore tra László e Katharine particolarmente struggente. È esattamente il fascino di questa passione sentimentale a ricordarci quasi un amore epico, in cui la potenza e la distruzione causata dalla guerra fanno da sfondo. Risulta, inoltre, molto emozionante l’idea di far rivivere al paziente inglese tutto il suo passato durante i giorni che lo accompagnano alla morte, quasi come se il regista volesse ricordarci che solo sul punto di morte, l’intima vulnerabilità ed emotività delle persone riescono ad essere più vive che mai, emergendo a pieno nel loro animo e tracciando una linea ben precisa dei ricordi più significativi.

Fonte immagine: cineturismo.it 

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