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M3GAN: il nuovo film di Gerard Johnstone | Recensione

M3GAN è un film diretto da Gerard Johnstone, scritto da Akela Cooper e James Wan e distribuito dalla Universal Pictures. Ha avuto il suo debutto in Italia il 4 gennaio 2023, mentre nelle sale statunitensi è arrivato un paio di giorni più tardi, il 6 gennaio 2023. Il primo trailer di M3GAN, uscito nell’ottobre 2022, ha messo in scena una bambola molto bizzarra, sfacciata, e carica di senso dell’umorismo, che ha fin da subito incuriosito il pubblico.

La trama

Gemma (Allison Williams) lavora nel settore della cibernetica, in veste di ingegnere robotico. Apparentemente anaffettiva, riceve l’inaspettato compito di fare da tutore alla piccola Cady (Violet McGraw), sua nipote, l’unica sopravvissuta ad in un incidente d’auto, che l’ha resa orfana. L’intera storia si costruisce intorno a Gemma, sorprendentemente indifferente alla notizia della perdita di sua sorella, che tenta di prendersi cura di Cady. Anzi, lascerà che sia qualcun altro a farlo. Gemma, insieme alla sua squadra, si sta occupando di una bambola robotica in grado di parlare, camminare, dare consigli e muoversi in maniera del tutto indipendente. Il suo intento è quello di creare un giocattolo in grado di prestare aiuto ai genitori, troppo impegnati per badare ai figli ventiquattro ore al giorno. La bambola, M3GAN, (interpretata da Amy Donald) se all’inizio si rivela essere di svolta nell’industria di giocattoli per bambini, in seguito e in poco tempo, si trasformerà in un vero e proprio incubo.

Il film inizia con lentezza, ma non delude le aspettative del pubblico, che si trova davanti una bambola non soltanto inquietante, ma anche dotata di una comicità macabra. Pur essendo un film vietato ai minori di quattordici anni, non è mai graficamente troppo esplicito. M3GAN è una bambola molto realistica, alta un metro e trenta e dotata di intelligenza artificiale, ma che nasconde troppe imperfezioni. Una volta incontrata, Cady si legherà a lei in maniera del tutto innaturale, reagendo in risposta a un dolore troppo grande: la perdita dei propri genitori.

Quando Gemma si rende conto che M3GAN non è pronta per essere lanciata sul mercato e che, anzi, è responsabile di una serie di atrocità, farà di tutto per smontarla e tenerla lontana da sua nipote. Ma M3GAN non si arrenderà senza combattere e neanche Cady renderà le cose facili a sua zia.

M3GAN non è horror, ma è un genere fantascientifico, che suscita sorrisi confusi e risate, piuttosto che sussulti di paura. Johnstone stupisce tutti quando fa cantare “Titanium” alla bambola, in un momento in cui ci si aspetterebbe, invece, serietà. M3GAN è un film che cerca di sdrammatizzare e di alleggerire tematiche importanti con una comicità inusuale che funziona benissimo. 

Un lato negativo del film è la lentezza con cui si susseguono le varie vicende. I dialoghi sono semplici e a volte sciocchi. Non accade nulla di particolarmente eccitante nella prima mezz’ora, e solo in seguito tutto procede in maniera più scorrevole e rapida. Il finale è prevedibile, ma adeguato alla trama, che non è da prendere troppo sul serio.

Fonte immagine: Locandina Netflix

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A proposito di Martina Calia

Classe 1997, laureata in Mediazione Linguistica e Culturale e attualmente specializzanda in Lingue e Letterature europee e americane presso L'Orientale di Napoli. Lettrice accanita di romance in ogni sua forma, che a tempo perso, si cimenta nella scrittura creativa sia in italiano, ma soprattutto in inglese.

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