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Eroica Fenice

La categoria Libri contiene 739 articoli

Libri

Alan Moore torna con La Lega degli straordinari Gentlemen

La Bao Publishing riporta sugli scaffali delle librerie La Lega degli straordinari Gentlemen, una delle opere più apprezzate di Alan Moore con i disegni di Kevin O’Neill. L’acquisizione dei diritti del lavoro di Alan Moore da parte della Bao Publishing segna l’ultima tappa di un processo editoriale travagliato. Inizialmente, infatti, i diritti dell’edizione italiana erano nelle mani della Magic Press, sono poi stati acquisiti dalla Planeta De Agostini e, infine, nel 2012 dalla Bao Publishing. Quest’ultima sta riproponendo, partendo dal primo volume della saga, i volumi della Lega degli straordinari gentlemen nel loro originale formato americano per accompagnare i lettori fino all’uscita del nuovo volume inedito, La Tempesta, che concluderà la serie. L’opera di Alan Moore è nota anche perché nel 2003  è stato liberamente tratto dal fumetto un film omonimo diretto da Stephen Norrington con la sceneggiatura di James Robinson e con l’ultima apparizione cinematografica di Sean Connery. Per quanto riguarda il primo volume di questa serie che riprende i personaggi dei romanzi vittoriani per riproporli in nuove avventure che li coinvolgono in modo corale, basta leggere le parole introduttive di S. Smiles per comprendere quanto l’opera di di Moore e O’Neill si ricca di un umorismo dissacrante: ” […] A tutti quei piccoli diseredati del futuro, auguriamo lunghe ore felici accanto al focolare insieme alle emozioni e alle risate qui contenute, senza però dimenticare i molti punti seri e moralmente istruttivi di cui è pervaso questo racconto: per primo che le donne passano tutto il tempo a lamentarsi. Poi, che i cinesi sono geniali, ma malvagi. Infine che il laudano, assunto con moderazione, fa bene alla vista e previene i calcoli renali. Con questi fatti bene a mente, permetteteci di augurarvi ancora molte ore di piacevole lettura e godimento e il più felice dei Natali per quanti di voi non siano al momento piagati dal rachitismo, sotto regime carcerario o di fede maomettana. Con i migliori auguri del caso mi firmo, Amico e confidente di ogni bambino, S. Smiles (Editor)“. Ricco di sarcasmo e e di citazionismo, questo primo volume della Lega degli straordinari Gentlemen invita il lettore a seguire le avventure di un gruppo di personaggi eccentrici ed unici. In particolare, seguiremo le vicissitudini di Mina Murray, Allan Quatermain, il dottor Jekyll e Mr. Hyde, il Capitano Nemo e Hawley Griffin chiamati a rapporto da Mr. Bond per conto di un misterioso Mr. M per sventare un complotto ai danni dell’impero britannico. Alan Moore impreziosisce il suo fumetto con la presenza di personaggi già noti ai lettori più accaniti e che vengono presi a prestito da romanzi come Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson, Ventimila leghe sotto i mari di Giulio Verne, Le miniere di re Salomone di H. Rider Haggard, Dracula di Bram Stoker e Uomo invisibile di H. G. Wells. Tutte le vicende che coinvolgono i personaggi si svolgono in un’atmosfera che richiama, non a caso, il periodo vittoriano non solo cronologicamente ma anche visivamente grazie ai […]

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Nestor Burma e la bambola: un altro successo di Léo Malet edito Fazi

Le avventure del detective privato Nestor Burma ritornano in libreria con “Nestor Burma e la bambola”, un nuovo successo dell’inconfondibile penna di Léo Malet per Fazi Editore.  Ancora una volta, ritroveremo l’irriverente e perennemente al verde Nestor Burma, il celebre investigatore privato nato dalla fantasia del maestro del noir francese Léo Malet, che, armato di pipa, impermeabile e lingua affilata, sventa il crimine nella fredda e piovosa città di Parigi; questa volta impegnato in un difficile caso che vede per protagonisti due anziani signori, che promettono al nostro squattrinato detective una cospicua somma di denaro in cambio del suo aiuto a smascherare un medico abortista che ben tre anni fa si è reso colpevole della morte della loro giovane nipote, un’avvenente diciottenne, una vera “bambola”, citando Burma, da sempre piuttosto sensibile alle attrattive del fascino femminile. Una “bambola” che merita giustizia, per la sua troppo giovane età, per la compassione che suscitano i due fiduciosi vecchietti, disposti a sacrificare tutto il loro patrimonio per dare giustizia al ricordo dell’amata nipotina e, perché no, per il lauto pagamento che spetterà al detective, su cui già pregusta di mettere le mani, assillato dai creditori. Riuscirà il nostro detective a risolvere brillantemente il caso? Un’altra brillante avventura: Léo Malet si conferma il maestro indiscusso del noir francese   Ma non sarà soltanto per il suo atavico bisogno di soldi che Nestor Burma si offrirà di aiutare l’anziana coppia di coniugi: i due riporranno in lui una tale commovente fiducia e dimostreranno un tale desiderio di giustizia (e forse vendetta) che l’uomo non potrà esimersi dall’accettare l’incarico, tanto più se questo vede per protagonista una così bella e giovane ragazza e se si preannuncia un caso difficile ed interessante: come dimostrare qualcosa che è accaduto così tanto tempo fa e sulla base di pochi e deboli indizi, forniti da due vecchietti che si affidano al polveroso diario di una ragazzina e al loro fiuto? Quale occasione migliore per riportare l’Agenzia Fiat Lux in auge, farsi pubblicità, ritornare a far parlare di sé e così ritornare a far quadrare il bilancio? Il movente che spingerà Nestor Burma ad accettare questo incarico non sarà soltanto il bisogno economico, ma la vanità stuzzicata di un uomo abituato ad essere dipinto come “il detective che mette k.o. il mistero” e che da troppo tempo, ormai, sente la nostalgia delle prime pagine dei giornali, con tutto ciò che ne consegue, anche dal punto di vista economico. Ancora una volta, in questo romanzo di Léo Malet le attitudini e le capacità che abbiamo imparato ad apprezzare in Burma saranno utili allo scioglimento del caso: un innato fiuto per gli intrighi (e per le belle donne), una mente acuta e veloce, sarcasmo e perspicacia, la capacità di servirsi dell’aiuto di poliziotti e giornalisti per arrivare ai suoi scopi, facendo creder loro di star rendendo loro dei servigi e continuando invece a mantenere una propria autonomia di pensiero e di azione sfruttando le occasioni che queste collaborazioni possono rendere, una intelligente (e […]

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Tutta colpa mia, un romanzo di Juno Dawson

Appartiene al genere young adult il romanzo intitolato Tutta colpa mia, scritto dall’autrice Juno Dawson e pubblicato in Italia da Newton Compton Editori. Alexandria “Lexy” Volkov è una diciassettenne londinese di origini russe, bella e ricca che gode della vita fatta di lussi e privilegi riservati a chi, come lei, fa parte del suo mondo. Le sue giornate trascorrono tra feste e sfilate che le permettono di venire a contatto con i personaggi famosi che frequentano la capitale inglese. Tuttavia, quella che potrebbe apparire come una vita perfetta a chi la guarda dal di fuori è, in realtà, vuota a tal punto da portare la giovane a lasciarsi risucchiare, con la complicità del ragazzo Kurt, nel tunnel della droga. Preoccupato per la sorella minore, Nikolai decide di intervenire portandola – contro la sua volontà e all’insaputa dei genitori – presso il centro “Clarity”, una clinica di recupero situata su un’isola che accoglie giovani che soffrono di dipendenze e disturbi di varia natura. Qui Lexy, che dovrà seguire un programma basato su dodici passi, fa la conoscenza del Dottor Goldstein e dei suoi “compagni” di terapia: Kendall, anoressica; Guy, ossessivo-compulsivo; Sasha, autolesionista; Melissa, alcolizzata; Ruby, attaccata al cibo e Brady la cui dipendenza sarà per Lexy motivo di ulteriore maturazione. Questo perché, malgrado l’iniziale rifiuto della ragazza di quello che considera uno spreco di tempo visto e considerato il suo ostinato negare l’evidenza, la protagonista abbatterà i muri eretti a proteggersi ammettendo di avere un problema e mostrando una reale volontà per risolverlo. Tutta colpa mia e il delicato argomento delle dipendenze giovanili Il romanzo della Dawson affronta, grazie ai diversi personaggi e alle loro storie personali, alcune tra le più diffuse dipendenze che affliggono sempre più il mondo dei giovani. In questo caso specifico, si tratta di ragazzi e ragazze provenienti per lo più da famiglie ricche e, a un primo impatto, potrebbe sembrare che siano solo gli ennesimi figli di papà viziati caduti in tentazione e trovatisi invischiati in qualcosa di più grande di loro per pura e semplice noia. Grazie a una loro conoscenza più approfondita si scopre che, come per la protagonista, le cause che li hanno spinti al punto tale da aver bisogno di essere ricoverati in una clinica, sono in realtà ben più serie. Interessante è l’attenzione verso il processo di maturazione di ognuno di loro e, ovviamente, di Lexy che, da ragazzina scontrosa e snob convinta di poter tenere sotto controllo l’uso che fa della droga perché non ne è dipendente, grazie all’aiuto medico, all’amore e a una nuova consapevolezza di sé, compie quella definitiva metamorfosi che le permetterà di riprendere in mano la sua vita. Tutta colpa mia, nonostante il genere di appartenenza possa portarlo – sbagliando – a essere considerato come frivolo, è un romanzo che ben mette a nudo la realtà contemporanea e dal quale passa chiaro il messaggio che riconoscere di avere un problema, accettare/chiedere aiuto e, soprattutto, lasciarsi aiutare impegnandosi per davvero sono le sole carte vincenti per salvarsi […]

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John Hemingway, Una strana tribù. Il memoir dell’erede di un mito (Recensione)

Per celebrare i 120 anni dalla nascita di Ernest Hemingway, Marlin editore ha appena pubblicato in Italia Una strana tribù, romanzo biografico e autobiografico, scritto dal nipote John. In queste memorie di famiglia, si delineano interessanti parallelismi tra padre-figlio e nipote, un memoir intimo che va oltre ciò che si potrebbe immaginare su un grande mito della letteratura mondiale. Virile, atletico, un uomo intelligente che visse pienamente, ma anche una persona fragile, sentimentale, amorevole, a volte aggressiva e intimamente attratta da qualcosa che i lettori difficilmente potrebbero intuire dalla energia esteriore dei suoi romanzi. Ernest Hemingway fu un grande scrittore nordamericano, amato per la forza mascolina dei suoi personaggi e per le immagini stoiche che riesce ancora a trasmettere attraverso i suoi scritti. Ma era anche un uomo in carne e ossa, mosso da un’interiorità sensibile, protagonista di una vita privata turbolenta, in lotta con se stesso e i suoi lati più femminili e disturbati, contro cui probabilmente fu sconfitto, a causa della depressione e del conseguente suicidio. Leggendo Una strana tribù di John Hemingway, nipote di Ernest, si comprende come sia piuttosto semplice capire che un uomo che è stato costretto a portare il peso di una leggenda fosse in realtà continuamente in conflitto tra ciò che era davvero e ciò che appariva agli sconosciuti che lo ammiravano. E ancora più comprensibile come tutto questo abbia influenzato il rapporto con le persone amate, a partire dai figli e dalle diverse mogli che ebbe. Tra matrimoni poco duraturi e anch’essi dominati dalla duplice personalità dello scrittore, c’è quello con Pauline, la madre di Gregory, padre di John. La depressione, il denaro, il travestitismo, i rapporti contrastanti: John Hemingway racconta il ritratto di una famiglia Nel memoir ci sono molte considerazioni personali dell’autore nonostante la chiara volontà di voler lasciare al lettore qualcosa di diverso sulla famiglia Hemingway; emergono infatti molte verità che John ha scoperto nel corso del tempo, soprattutto quando è venuto a conoscenza di alcune lettere che suo padre Greg e il nonno Ernest erano soliti scambiarsi durante lunghi periodi di lontananza; lettere violente ma costanti, superficiali ma intime, che hanno dato la possibilità all’autore di redimere la figura del padre, al quale dedica questo libro. Una strana tribù delinea un parallelismo tra Ernest e suo figlio Greg e quest’ultimo con John, un’eredità nei legami che probabilmente giungeva sin da Clarence Edmond Hemingway, padre di Ernest. Ciò che maggiormente si percepisce dai racconti di John Hemingway sono proprio queste uguaglianze, “strane” appunto, ma profondamente sincere e confortanti in un certo senso per l’autore, che grazie alla scelta di dipanare i rapporti più intimi di una famiglia così complessa con un cognome altrettanto pesante, impara a perdonare il padre, per le sue mancanze e i suoi errori da genitore, e a dare ai posteri una diversa visione del figlio scapestrato e folle del grande scrittore americano. Così, compiendo un confronto tra le cronache ufficiali e i suoi più vecchi ricordi, John racconta episodi che richiamano alla mente i suoi […]

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Rosamund, il capitolo conclusivo della trilogia ideata da Rebecca West

Fazi Editore esce oggi in libreria con Rosamund, il terzo e ultimo capitolo della saga familiare degli Aubrey della scrittrice Rebecca West. Finita la Prima Guerra Mondiale, le gemelle Mary e Rose Aubrey sono, ormai, due affermate pianiste che viaggiano in giro per il mondo entrando in contatto con un ambiente sfarzoso dal quale, tuttavia, non si sentono attratte perché vacuo e volgare. Entrambe sono ancora profondamente addolorate per la perdita dell’amata madre e dell’adorato fratello e, malgrado i loro sforzi, non riescono a vivere il loro presente serenamente. Aiutate dal Signor Morpurgo – datore di lavoro del loro padre scomparso, rimasto sempre accanto a loro – decidono di trasferirsi dalla casa di famiglia di Lovegrove in una nuova abitazione. L’uomo, alcuni vecchi amici e la cara cugina Rosamund rappresentano il loro unico conforto. Tuttavia, le due protagoniste si ritrovano ad affrontare un’altra dolorosa quanto inaspettata separazione proprio da quest’ultima che sposa uno sgradevole e strano uomo ricco lasciando il lavoro di infermiera che tanto adorava, per seguire il marito nei suoi viaggi all’estero. Le due sorelle affronteranno in maniera diversa la nuova situazione nella quale si vengono a trovare: mentre Mary deciderà di abbracciare appieno una vita solitaria che comporterà il distacco dalla gemella, Rose si aprirà all’amore per il compositore Oliver scegliendo di viverlo appieno. Rosamund : una fine per un nuovo inizio In quest’ultimo libro della trilogia degli Aubrey, Rebecca West vi riporta le caratteristiche peculiari dei precedenti – La famiglia Aubrey e Nel cuore della notte – come le descrizioni accurate dei personaggi, degli stati d’animo e delle ambientazioni con quel suo tipico tocco ironico che, anche nel finale, contribuisce a mantenere l’originalità di una storia unica nel suo genere. Attraverso la voce narrante di Rose – che nulla risparmia al lettore – veniamo a conoscenza dei suoi altalenanti stati d’animo, dei suoi più profondi pensieri e sentimenti legati agli eventi che, sin da bambina, ne influenzano la crescita e la maturazione sia come donna che come artista. Tra tutti, quello che indubbiamente evidenzia questo cambiamento – per quanto gli altri non siano di certo meno importanti – è la consapevolezza dell’amore che la giovane ammette di nutrire per Oliver nel momento stesso in cui lui esterna ciò che prova per lei: “… Smise di suonare e si alzò in piedi. Entrai nella stanza e ci trovammo l’una di fronte all’altro, tremanti. Uno sguardo colpevole gli si dipinse in volto e poi scomparve. Disse esultante: «Ora posso amare di nuovo». Mi colpì come una stretta al cuore che lui la mettesse in quel modo, ma il mio io più profondo mi disse freddamente che se avessi avuto lui, nient’altro sarebbe più importato. Venne verso di me e io mi irrigidii per il disgusto, ero sicura che sarei morta quando mi avrebbe toccata, e invece, naturalmente, cominciai a vivere.” Con Rosamund, i personaggi della West iniziano tutti un nuovo significativo percorso accompagnati da una sinfonia che ne ha segnato le vite e che continuerà a risuonare nei […]

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Il matrimonio delle bugie, un thriller di Kimberly Belle

Edito da Newton Compton Editori, Il matrimonio delle bugie è un romanzo intriso di intrighi e misteri scritto dall’autrice Kimberly Belle. Iris e Will Griffith sono sposati da sette anni e, nonostante molti dicano che quello sia l’anno al quale molte coppie non sopravvivono a causa della “crisi” che si abbatte inesorabile su di loro, il loro matrimonio va a gonfie vele tanto da far desiderare ai due di provare ad avere un bambino. D’altronde, questo, sembra essere il momento propizio: vivono in una splendida casa ad Atlanta, entrambi hanno un lavoro che li soddisfa – lei è psicologa presso un esclusivo liceo della città, lui è un brillante programmatore di software – e, cosa ancora più importante, sono l’uno “la persona preferita sulla faccia della Terra” dell’altro. È su queste certezze che poggia la felicità di Iris; felicità, tuttavia, forse troppo perfetta perché il suo Will – partito alla volta di Orlando per un viaggio di lavoro – rimane coinvolto in un’incidente aereo su un volo per Seattle nel quale perdono la vita tutti i passeggeri. Nel giro di poco tempo, il mondo dorato di Iris va in mille pezzi e, nel frattempo, una serie di inspiegabili coincidenze la porta a convincersi che il suo Will non sia morto. Sarà aggrappandosi con tutte le sue forze a questa speranza che la donna inizierà a indagare sul conto del marito, venendo a conoscenza di una verità che metterà in discussione quel matrimonio da favola costruito su una montagna di bugie. Il matrimonio delle bugie: la menzogna ha il suo prezzo  Kimberly Belle parte, sin dalle prime pagine del suo romanzo, ingranando la quinta, decidendo di sconvolgere subito la vita della protagonista con una tragedia alla quale non può rassegnarsi perché priva di motivazioni logiche. L’incessante dubitare di Iris, alimentato dalla speranza che il suo Will sia vivo, evidenzia quanto lei realmente lo ami di un amore che, nonostante le scoperte che farà in seguito, va oltre le bugie e le intricate macchinazioni dell’uomo che ha sposato. Di quest’ultimo, si rende ben presto conto di non sapere nulla se non quello che lui stesso le ha detto; mistero e tensione si uniscono creando un effetto di forte impatto emotivo sul lettore, tenuto costantemente sulle spine dalle rivelazioni che si susseguono man mano che la situazione si sviluppa. Il matrimonio delle bugie è uno di quei libri da leggere senza interruzioni lasciandosi trasportare dagli eventi che, in un continuo crescendo di emozioni, aumentano la voglia di conoscere anche il più piccolo aneddoto sui personaggi principali che l’autrice ha così ben delineato in questo thriller tutto da scoprire.   [Fonte immagine: sito Newton Compton Editori]

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Spostatori di masse: un romanzo di Eugenio Ressa

Spostatori di masse è un romanzo di Eugenio Ressa edito da Elianto Editore. Il libro, racconta le vicende autobiografiche dell’autore, in particolare della sua “Napoli by night”. Esso indaga le meccaniche, le strutture e le vicende che dominano l’ambiente lavorativo e personale del settore. Il protagonista Ge. Re abbandonerà il percorso di studi per dedicarsi all’attività più redditizia ed esaltante delle pubbliche relazioni di cui dispongono i locali notturni napoletani. Il potere e il successo saranno per il ragazzo la spinta energetica delle sue giornate, ma anche il moto al declino furente cui ci si imbatte chi non riesce a controllare il proprio ego. Ciò che risalta maggiormente agli occhi, già da una prima lettura, è la differenza caratteriale tra i due personaggi più frequenti. Ge.Re, il protagonista assoluto del romanzo, appare quasi come il riflesso oscuro dell’altro ragazzo For.Mig. Il primo sempre alla ricerca del successo, dell’onda alta, in preda all’euforia e con le tasche piene. Il secondo, più semplice, frequentatore di bar e piccoli pub, con pochi soldi in tasca e dedito ad una vita semplice fatta di birra ed esami universitari, prossimo a diventare ingegnere, proprio come suo padre. Entrambe le figure, seppur così distanti e diverse, sembreranno mantenere un filo di connessione per tutta la narrazione. Si incontreranno, seppur per sporadici eventi e serate, avranno il piacere di scambiarsi conoscenze ed idee, risultando al lettore, quasi amici destinati. Anche se, soprattutto, verso la fine, le loro differenze di intenti e carattere sembreranno infastidire ed ostacolare non poco il loro rapporto. Ge.Re, studente di giurisprudenza, deciderà di dedicarsi ad un’attività a tempo pieno che gli sembrerà dargli più soddisfazione e potere: diventerà dapprima un portagente, poi il capostipite di diverse strutture notturne. La sua ascesa al potere sarà repentina e di successo, si circonderà di amici e collaboratori fidati, passerà da piccoli locali a vere e proprie strutture maxi, come il “Methis”. Il suo nome inizierà ad essere pronunciato dai grandi del settore. Non mancheranno le disdette, le amicizie troncate, e i piedi pestati. Anche in questo settore, infatti, come in altri, spesso il denaro è più importante dell’etica. Il romanzo indaga da vicino la struttura della napoli by bight: snocciola in modo efficace i ruoli dei gruppi, le loro funzioni, come si passa da una carriera inferiore a quella successiva, e cosa invece è sbagliato fare per non perdere il successo ottenuto. Parla in modo chiaro di come ci siano locali fissi, di come si possa lavorare stagionalmente, di come sia importante avere spazio necessario per gli ingressi, delle consumazioni extra, degli spazi affacciati sul mare, e di come la concorrenza sia assolutamente spietata. Ge.Re sarà il promotore di locali fissi, ma si troverà spesso a cambiare luogo di lavoro, per sopraggiunte offerte maggiori, o semplicemente per discussioni interne.  Questa Napoli viene descritta in modo esaustivo, molti sono i luoghi menzionati, infatti, sia facenti parte della periferia che dei luoghi considerati altolocati. Si passa infatti da un sentire sopraelevato per ciò che concerne il Vomero o Posillipo, […]

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Orchestra Tipica Madero di Alessandro Sbrogiò – Recensione

Tra svolazzi di coriandoli e stelle filanti, un vecchio violinista, Valerio, raccoglie pochi spicci con la sua musica d’altri tempi, ignaro che alle sue spalle sta per aizzarsi un vento lontano, proveniente da un passato che sta per abbattersi su di lui, sul suo presente, deciso a presentargli il conto. Questo il clima d’esordio del nuovo romanzo di Alessandro Sbrogiò “Orchestra Tipica Madero – Tango noir” pubblicato di recente presso Diastema editrice. L’autore, musicista e compositore, tesse nella trama del suo romanzo le note e le sinfonie ipnotiche tipiche del tango, che da mero sottofondo diviene protagonista assente dell’intera vicenda, attraverso l’apparizione di manifesti che annunciano il grande ritorno dell’Orchestra Tipica Madero, scomparsa da decenni dalla scena mondiale. La misteriosa ricomparsa avviene proprio in concomitanza con un assassinio, quello di Valerio, il violinista della prima scena. Principale indiziata è la figlia Nina, cantante jazz al seguito dell’agenzia di Rodolfo Fanelli, agente di spettacolo dal gusto retrò, con vestiti antiteticamente di alta qualità e di seconda mano, comprati a prezzi oltremodo convenienti e dal linguaggio obsoleto; elementi che ne dipingono il ritratto esatto. Al seguito dell’agente vedremo accalcarsi atipici talenti che non possono che esibirsi in locali e ambienti di “seconda mano”: un mago che deve dar prova delle proprie doti e intrattenere un gruppo di disillusi nonché sordi anziani di un ospizio; Nina, che dovrà esibirsi davanti a una platea di ginecologi, proprio lei che in passato si chiamava… Antonino. Proprio come coi suoi abiti di seconda mano, Rodolfo riesce a vedere in questi artisti rinnegati da tutti, la luce che sono capaci di emanare anche nel loro stato di diamante grezzo, così come avviene per un pianista del suo gruppo quasi completamente sordo, ma abilissimo nella sua arte. Come negli abiti, Rodolfo riconosce negli artisti “la traccia dell’esistenza”, lo stile che li contraddistingue e li rende unici, riesce a discernere a naso il talento nascosto dietro una scorza usurata o apparentemente guasta. Nina non è ancora del tutto integrata nella società, specchio del suo conflitto primordiale col padre, che non l’ha mai accettata per quello che lei sente di essere. Viene accompagnata nelle sue esibizioni da Claudia, una talentuosa pianista attirata anch’ella dall’altisonante agenzia di Rodolfo. I rapporti tra i tre protagonisti saranno sempre più intricati e le lezioni di tango, a cui Rodolfo decide di partecipare, diventano la freccia di cupido in grado di rendere palese l’attrazione che Claudia suscita su di lui. Il tango è il filo che sbroglia e riavvolge continuamente la trama di tutta la storia, nonché le relazioni tra i protagonisti. Le indagini sull’assassinio si infittiscono e Nina che nel frattempo è scappata, è ricercata dalla polizia. Al contempo Rodolfo e Claudia, convinti della sua innocenza, allestiscono un’indagine parallela. Rodolfo sarà inoltre incaricato di trovare l’Orchestra ricomparsa improvvisamente dal direttore del teatro nel quale dovrebbe esibirsi. Pian piano tutti i piani della vicenda tendono ad intersecarsi e, proprio quando il caso sembra essere risolto, la vicenda assume una piega inaspettata. Pian piano ogni tassello torna al proprio posto […]

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Il Guaritore, il nuovo libro di Renzo Brollo

Il Guaritore, di Renzo Brollo, pubblicato da Diastema Editrice, è una storia lunga, che ha inizio tanti anni fa.  Una narrazione apparentemente semplice che coinvolge e si caratterizza per una forte delicatezza, come una raffica di vento che s’alza improvvisamente, mutando carattere e scatenando sensazioni diverse. Renzo Brollo ha immaginato l’esistenza di un bambino predestinato, la cui voce sembrerebbe fatta apposta per guarire le ferite dell’anima di chi lo ascolta. Il Guaritore: la trama È una storia liberamente ispirata alla vita di uno dei più famosi cantanti del Settecento: Carlo Broschi detto Farinelli la cui voce, bianca e fortemente coinvolgente, allietò la nobiltà per lunghi anni. I cantanti come Farinelli, ebbero una esistenza piuttosto sofferente, che li portò a condurre una vita fuori dall’ordinario. Partendo dalla vicenda di Farinelli, che alla corte dei reali di Spagna guarì il re malato di depressione cantandogli ogni notte le stesse quattro arie, l’autore ha immaginato un piccolo Carlo moderno, che diventerà guaritore e rappresentante, a tratti felice e tratti infelice, così come la propria condizione, presumibilmente non desiderata, prevedeva. La struttura del romanzo: sensazioni ed emozioni contrastanti Il romanzo Il Guaritore è costituito da un preludio e sette movimenti, racconta un lungo processo di formazione che inizia da un trauma; il protagonista della storia, Carlo, avrà (inconsapevolmente) un compito importante e faticoso al tempo stesso, quello di ripulire, grazie alla propria voce, i “drammi” di coloro che portano segni e ferite nei propri cuori. Un compito di certo non semplice, che porta con sé numerose implicazioni, non sempre positive. Un libro profondamente melodico nella narrazione e nella stesura della storia, colpisce sin dalla copertina, sulla quale è raffigurata una figura circondata da piume bianche di pavone, candide e con sul viso una maschera argentata dal lungo becco. La vicenda narrata è esemplare, poiché fa riferimento ad un aspetto chirurgico che affonda le proprie radici nell’antichità, ma è volta a preservare l’identità e la funzione del protagonista, Carlo, il quale inevitabilmente sarà sottoposto a quello che può esser definito un vero e proprio trauma, che probabilmente lo segnerà per sempre. Al centro della vicenda inevitabilmente ci sono i temi dell’arte e della musica, ma anche la psicologia che si nasconde nelle pieghe dell’essere, dell’identità di una persona e di conseguenza le emozioni che essa può suscitare. Oltre al protagonista principale, si susseguono una serie di personaggi inseriti in un insieme di caratterizzanti tensioni emotive, che trascinano il lettore in una dimensione nella quale si celano numerosi aspetti, tutti diversi. Il Guaritore, così come il suo personaggio principale, è un libro dalla scrittura accorta e sinergica al tempo stesso, a volte sbrigativo, altre volte dettagliato. Renzo Brollo ha saputo creare l’immagine di un bambino sulle cui spalle pesano le scelte degli altri, naturalmente non dettate dal suo cuore o dalla sua mente- si potrebbe quasi affermare che si tratti di “scelte non scelte”- di una consapevolezza amara che gli si ritorcerà contro; il protagonista rappresenta un filtro che ha il compito di guarire con la propria […]

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Mario Sapia e L’ebbrezza: il vino della vita | Recensione

Pubblicato da Ferrari editore, L’ebbrezza di Mario Sapia: la grande storia di un piccolo uomo. Paolo è inseguito dalla morte. Una morte raccontata, direttamente connessa al suo essere al mondo. La consapevolezza della durezza della fine è la spinta a rafforzare le sue braccia, a lavorare con la terra. La logica dell’utile guida le richieste di una vita parsimoniosa, dedita al guadagno, alla testa sulle spalle, al limite da non valicare. Paolo vuole godere delle dolcezze della vita. Una vita sognata, letta da ignorante tra le citazioni dei grandi della storia del pensiero, travisata dalla mente giovanile. La consapevolezza della durezza della fine è la spinta a viaggiare, a star fermi forse con il fisico, ma mai con il cuore. È la bellezza il bene supremo, il nutrimento primo, la ragione di una vita votata alla sua ricerca, al superamento della barriera. Lo spigolo duro della realtà e la strada del sogno sono i due movimenti chiave del nuovo romanzo di Mario Sapia, L’ebbrezza. Tra vita fisica e vita della mente la linea è sottile. A cosa è più connesso l’impulso di morte? Forse, a quel comportamento da contadino laborioso, dedito nel suo piccolo a fare di quel breve tempo che resta sulla terra un’oasi tranquilla. Forse, alla ricerca del vino, dell’eccesso, della carnalità di un amore momentaneo nel suo essere travolgente in quanto fugace. L’ebbrezza di Mario Sapia: la grande storia di Paolo Immerso nella cornice storica del primo dopoguerra, Mario Sapia racconta la storia di un logoramento interiore nato dal piccolo di una mente contadina. Dall’infanzia alla conoscenza della donna, dai tempi del servizio militare alla maturità più disinibita, nella liberazione progressiva di uno scalpitante io interiore. Paolo naviga sul fiume di Bacco, alla volta della scoperta di cosa sia la bellezza, la vera ragione di una vita di stenti. «La felicità è fatta di momenti irregolari, intervallati da inquietudini che attraversano la mia, la tua, la vita di ogni uomo». Le inquietudini di Paolo ruotano intorno all’incompatibilità tra l’ebbrezza, di per sé già dallo statuto ampio e ambiguo, e la sobrietà della realtà, troppo difficile da sostenere. L’ebbrezza è quella della «bellezza della intelligenza», dell’emotività dilagante. Ma l’ebbrezza è anche concreta devozione alle delizie del vino, al piacere procurato da una sigaretta furtiva e dal rapido sfiorare un seno morbido. Mario Sapia in L’ebbrezza segue le vicende sentimentali del protagonista, una voce di giovane che dà voce ai giovani, persi tra le aspettative dei padri e la tensione centrifuga verso il mondo vero. Paolo è affetto da bovarismo, acquisito indirettamente dalle voce dei compagni istruiti, così come dalla diretta esperienza della mollezza dell’animo, una volta che è immerso nel filtro d’amore. Gli è stato insegnato che «la vita è come un labirinto dove è facile smarrirsi», ma è su questa consapevolezza che si edifica la pulsione di morte. Contro la logica delle certezze, perdersi fra gli incastri, fra le pieghe dell’esistere, vuol dire morire o vivere davvero? L’ebbrezza è un lasciarsi ubriacare da sentimenti impossibili. È la […]

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