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Eroica Fenice

La categoria Libri contiene 780 articoli

Libri

La fragilità dei palindromi, un romanzo di Marcostefano Gallo

  La fragilità dei palindromi , un romanzo di Marcostefano Gallo edito da Ferrari Editore. La storia è ambientata a Mongrassano, piccolo borgo del sud reale ed immaginario. Le vicende riguardano la vita di diversi abitanti, così diverse, ma così intrecciate tra di loro, tanto da formare una rete intricata di trame. La festa patronale di Sant’Anna sarà il punto focale di tutto, da cui partiranno sviluppi e se ne arresteranno degli altri. Tutte le vicende hanno un filo comune: “le verità di paese”, quello spazio deciso tra il pettegolezzo e la verità certa. Tutto ciò che accade a Mongrassano diventa oggetto di discussione, di crisi e rinascita. E nessuna delle cose esclude l’altra. Uno dei personaggi che salta da subito all’occhio è quello di Angelo, il “ripara tutto” del paese, un uomo tutto d’un pezzo, incapace però di abbandonare i sogni di una vita felice. L’amore della sua vita, Beatrice, è la sposa di Carlo Marino, il controverso sindaco del paese. Marino è l’emblema della corruttibilità, della politica faziosa, fatta col sangue della gente, per il solo scopo di trarne profitto personale. È un sindaco feroce, incapace di pensare al bene collettivo. Uno che riempie la poltrona con tutta la sua violenza. Il rapporto con sua moglie sarà il simbolo di diverse svolte narrative: per lui Beatrice e suo figlio fanno parte di quelle cose imprescindibili per la buona immagine pubblica, di conseguenza sono per lui solo trofei. Grazie a Luciano Raimondi scopriamo invece il tema caldo “degli amori clandestini”. Infatti rappresenta il ragazzo giovane capace di affollare la mente altrui con promesse e risposte. Incapace di seguire una strada, universitario fallito, in continua lotta con sé stesso e i dettami atipici dei suoi genitori. A Mongrassano non manca “il maresciallo”, Otto Kofler, emigrato dal Nord si ritrova in una cittadina del Sud per amore e passione. Dapprima apparirà come un personaggio negativo della storia, sul finale si rivelerà essere invece un esempio positivo per sé stesso e gli altri. Concetta Posterano è invece una donna che ama la poesia, e proprio grazie ad essa riuscirà ad esternare la sua condizione: un uccello in gabbia che sarà la parte ricreativa del paese: il suo bar infatti sarà il ritrovo di numerosi anziani in cerca di divertimento. Per tutto il tempo lei guarderà le cose passare con nostalgia e disincanto. Rappresenterà il bagaglio dei sogni infranti, e un trampolino continuo verso cui tendere e forse lanciarsi. La donna è anche la fidanzata storica del medico del paese, Cesare Formoso. Grazie a lui il romanzo riesce ad indagare quell’aspetto viziato e contorto della realtà del borgo: “il malocchio”. La sua famiglia si troverà vittima di un maleficio, che porta i Formoso alla stessa medesima fine. Cesare si ritroverà diviso tra la voglia di vivere e il desiderio di abbandonarsi alla sua sorte. Il romanzo indaga quindi alla perfezione tutti quei meccanismi tipici dei borghi del sud, dove le cose che non vedi, spesso fanno più paura delle cose che ti passano […]

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Cristina Henríquez, Anche noi l’America. Una storia di speranza e immigrazione

Una storia corale di immigrazione e speranza si intreccia al quotidiano della famiglia Rivera, giunti negli Stati Uniti dal Messico. In libreria la nuova edizione di Anche noi l’America, romanzo di Cristina Henríquez, pubblicato in Italia dalla NN editore e tradotto da Roberto Serrai. Human rights, freedom, justice, equality. Parole che risaltano sullo sfondo a stelle e strisce della copertina italiana di “The book of Unknown Americans”, un titolo che annullandosi raddoppia nella traduzione di Roberto Serrai, ispirato ad una potentissima poesia di Langston Hughes, come si legge nella nota del traduttore: «vedranno la mia bellezza e ne avranno vergogna: anch’io sono l’America». Io sono America, noi siamo America. Un tempo e ancora oggi, purtroppo, dove c’è chi deve ribadire la propria appartenenza e i propri diritti, contro muri immaginari e una politica che sembra andare a ritroso. Una realtà mondiale, come è corale questo romanzo. E quale storia potrebbe essere più attuale di Anche noi l’America? Ci sono Alma, Arturo e Maribel Rivera, una famiglia messicana che compie la traversata guardando indietro con occhi malinconici e in avanti colmi di speranza. La loro scelta però è atipica rispetto alla maggior parte dei latinoamericani che tentano di fare fortuna attraversando illegalmente e disperatamente il confine; infatti, i coniugi Rivera giungono nel Delaware per iscrivere la figlia Maribel ad una scuola adatta alla sua condizione di salute, dopo l’incidente che le ha causato una lesione cerebrale e un conseguente ritardo mentale. Qualsiasi possibile confronto temporale, come afferma il personaggio di Alma nel romanzo, si trova tra il “prima” e “dopo” l’incidente: la gioia della famiglia dipende da Maribel, e tutto vibra nella speranza di guarigione, nella speranza che la sua essenza possa essere restituita al presente. Così, la famiglia varca il confine, segue la legge, compila moduli, aspetta. Difficile non pensare al recente evento di cronaca, la foto che immortala padre e figlia morti nel Rio Grande mentre tentavano di abbandonare il Paese. L’ostacolo è dietro l’angolo, il sapore della sconfitta sembra essere più forte che mai. Gli anni di Anche noi l’America sono però un pochino precedenti agli attuali eventi; è il tempo in cui Obama veniva eletto Presidente, pronto ad inaugurare una nuova era per gli Stati Uniti e il mondo intero, al suono di human rights, freedom, justice, equality, per dare voce all’emarginato, e scrivere un nuovo capitolo della storia in cui al termine “immigrato” l’accezione cambia. A rifletterci, quanto può cambiare il corso del tempo in una manciata di anni? Se questo romanzo fosse stato scritto poco dopo? Cosa ne sarebbe stato della famiglia Rivera e degli altri componenti descritti da Cristina Henríquez? Forse non molto: l’adolescente Mayor Toro, figlio di Rafael e Celia giunti da Panama negli Stati Uniti quindici anni prima, si sarebbe comunque innamorato follemente di Maribel, sarebbe comunque riuscito a guardare nel profondo dei suoi occhi senza giudicarla, accompagnandola nei pensieri e aspettando il suo sorriso come unica ragione di vita. E ad interrompere l’idillio, ad infrangere il sogno americano, la storia d’amore […]

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Il giallo di Ponte Sisto, l’ultimo romanzo di Max e Francesco Morini

I fratelli romani Max e Francesco Morini tornano con il loro ultimo lavoro, il thriller Il giallo di Ponte Sisto. Le indagini del libraio Ettore Misericordia, uscito oggi per Newton Compton Editori. Voce narrante è “Fango”, amico, collaboratore e spalla del libraio con l’anima e l’intuito da detective Ettore Misericordia. Quest’ultimo viene coinvolto dallo scorbutico ispettore Ceratti, sempre accompagnato dal simpatico agente Cammarata, nelle indagini relative la sparizione del ventottenne Simone Rossmann comico di professione e grande ammiratore di un suo compianto e famoso collega degli anni ‘30: l’indimenticato e indimenticabile Ettore Petrolini. Dopo il ritrovamento del corpo del giovane sotto uno degli archi di Ponte Sisto, morto in seguito a un violento colpo alla testa, le indagini si intensificano arrivando a coinvolgere le persone vicine al ragazzo: dai suoi genitori, un padre interessato più alla sua immagine che alla perdita del un figlio e una madre remissiva messa a tacere dal marito prepotente, a Sara Venier, la ragazza frequentata per qualche mese da Simone; dal suo singolare padrone di casa Tito Mantovani, ai proprietari del locale – Novecento – dove si esibiva a volte insieme all’attempato Mauro Ferretti, i coniugi Mario e Paola Astolfi. Ognuno di loro, ovviamente per ragioni diverse, potrebbe essere l’assassino del giovane Rossmann. Sarà compito del sagace Misericordia, aiutato dallo scomparso Petrolini la cui storia personale è legata a filo doppio a quella di Simone, riuscire a trovare un nesso logico tra gli indizi a sua disposizione per risolvere il caso e assicurare il colpevole alla giustizia. Il giallo di Ponte Sisto : il ritorno di Ettore Misericordia Gli autori Max e Francesco Morini propongono ai lettori una nuova e avvincente storia nella quale si intrecciano, incastrandosi alla perfezione, presente e passato. Grazie a un susseguirsi di colpi di scena e di rivelazioni incredibili che contribuiscono ad accrescere la suspense, la trama conquista sin dalle prime battute invogliando alla riflessione nel tentativo di scoprire l’identità dell’assassino – magari prima che ci riesca l’imbattibile Misericordia – e, ancor di più, le motivazioni che lo hanno spinto a uccidere. Inoltre, il riferimento alla figura del grande Petrolini, alla sua vita e alla sua folgorante carriera di attore comico, non può che essere interpretato se non come un tributo – in forma romanzata – nei confronti di un artista che conquistò il pubblico a suon di risate e che, nonostante la prematura scomparsa, continua a strappare ancora oggi un sorriso a chi vede i suoi numeri o ascolta le sue canzoni. Con Il giallo di Ponte Sisto i fratelli Morini hanno inserito una storia dentro un’altra storia dando vita a un giallo impeccabile che, riprendendo e modificando una frase da I salamini di Petrolini, “Ci ha piaciato!”. [Fonte immagine: Max Morini]

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Jalna di Mazo de la Roche, edito da Fazi editore

Jalna è un romanzo dell’autrice Mazo de La Roche, il primo di un’amatissima saga familiare che ha conquistato migliaia di lettori con undici milioni di copie vendute. Jalna: una trama che travolge e trascina nella lettura Anni venti, i protagonisti del romanzo sono gli Whiteoak, una famiglia inglese di origini vittoriane trapiantata in Canada alla fine dell’800, in una tenuta coloniale dell’Ontario che prende il nome dalla città di Jalna in India. La capostipite della famiglia è la quasi centenaria Adeline, di origini britanniche, che ha trascorso la prima parte della propria vita insieme al defunto marito Philip, in India, proprio nella città di Jalna. La prima parte del romanzo si basa proprio sui primi anni dei coniugi Whiteoak, facendo riferimento ai motivi che li hanno spinti ad imbarcarsi per due mesi con una neonata e al loro successivo sbarco in Quèbec, per poi arrivare definitivamente nell’Ontario. L’autrice presenta e descrive i personaggi del celebre romanzo con ironia, con uno stile divertente e classico; tutto risulta molto pacato grazie ad una narrazione semplice che si tinge di quotidianità, con la presenza di minuziose descrizioni, piuttosto dettagliate, che riescono ad appassionare sin dall’inizio. Spesso si percepisce nelle descrizioni, soprattutto dei personaggi, ma anche negli ambienti cui essi si muovono, un vago senso di malinconia, espresso abilmente con delle semplici metafore dal gusto amaro. Nella descrizione dei personaggi, minuziosa e dettagliata, l’autrice fa riferimento anche alla componente psicologica che li caratterizza, in modo che il lettore possa in un certo senso riconoscersi in quelle identità, seppur storicamente lontane. D’altronde, pur essendo un romanzo scritto cento anni, fa, Jalna risulta sorprendentemente attuale. Nella struttura del romanzo e mentre si prosegue nella lettura, ciò che sicuramente colpisce il lettore è la presenza di molti elementi naturali, tra questi, prati, uccelli, animali, che arricchiscono l’ambiente familiare nel quale i protagonisti si muovono. Il libro è delizioso, caratterizzato da mille colori, un vero e proprio viaggio attraverso le parole,  attraverso una prosa leggera, ma a tratti incalzante, con elementi allusivi, densi di emozioni, sospiri, rammarichi e baci rubati, tutto inserito in una mescolanza di sensazioni. Jalna è un poema squisito, incentrato su una continua ispirazione, così come l’amore per Alayne, una delle protagoniste del libro, che arriva quasi prepotentemente a destabilizzare l’ordine e la tranquillità della famiglia. Alayne è  una donna in carriera, che riesce ad ammaliare un po’ tutti, con una sottile malizia. Grazie alla sua presenza, si percepiscono e man mano si delineano, una serie di elementi che si configurano come i più significativi del libro. Indubbiamente, l’amore è uno dei temi cardine del romanzo, ma l’autore fa riferimento ad un amore paziente, apparentemente impossibile, ma anche  delicatamente eloquente, come un pensiero che sfiora, e che allo stesso tempo  si allontana. Il pensiero di essere felici per essere felici, dunque, pensare alla felicità per raggiungerla e poi viverla. Al centro di tutto, la famiglia, all’interno della quale, i personaggi si muovono, esprimendo quasi un senso di irreprensibile impossibilità al distacco; è come se ognuno di […]

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Ti chiamo domani: prima graphic novel di Rita Petruccioli

“Ti chiamo domani” di Rita Petruccioli  | Recensione Edita da Bao Publishing, “Ti chiamo domani” è la prima graphic novel scritta e disegnata da Rita Petruccioli. Classe 1982, Rita Petruccioli, dopo aver lavorato per anni come illustratrice e fumettista e aver contribuito a Storie della buona notte per bambine ribelli (Mondadori) e lavorato con Giovanni Masi a Frantumi (Bao Publishing), si presenta ai lettori con la sua prima opera da autrice unica. “Ti chiamo domani” è una graphic novel in cui i colori, in particolare le diverse tonalità di blu e di giallo, assumono notevole importanza e permettono all’autrice di distinguere con chiarezza luoghi, momenti ed emozioni. Chiara ha occhi marroni, capelli bruni ed un carattere espansivo e solare. È un’universitaria e aspirante artista che durante l’Erasmus a Tolosa ha conosciuto un gruppo di amici, che ha voluto rincontrare dopo il ritorno a casa. È per questo che è tornata a Tolosa ed è qui che la incontriamo per la prima volta quando, nel pieno della notte, dopo aver acceso la luce per leggere qualche pagina de Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, chiama il padre per tornare a casa. Il modo per farlo, grazie alle amicizie del padre, è viaggiare con Daniele, un camionista con qualche anno in più che sta tornando in Italia dopo aver effettuato delle consegne. I due si incontrano e fin dai primi istanti Daniele sembra un po’ scostante, protetto dalle lenti nere degli occhiali e con poca voglia di parlare. Ma nonostante sembri inizialmente restio al confronto, col passare delle ore si lascerà andare sempre di più e renderà possibile un confronto intimo, alimentato dalla curiosità e utile ad entrambi. “Ti chiamo domani” è quindi il racconto di un viaggio in camion di due giorni da Tolosa a Sabina. Protagonisti della storia due sconosciuti, Chiara e Daniele, le loro parole e i loro silenzi. Silenzi che grazie alla bravura di Rita Petruccioli diranno comunque tanto al lettore.  La loro conoscenza sarà scandita dai ritmi di un viaggio in cui la conversazione è il miglior modo per ingannare il tempo. Data la differenza anagrafica, Chiara e Daniele hanno due storie diverse ma durante il viaggio capiranno che una storia può cambiare in base a chi la racconta, per il modo in cui lo fa, e in base a chi ascolta. Si può dire tutto, niente o qualcosa, si può ascoltare ma soprattutto si possono vedere le cose da un’altra prospettiva. Nell’intervista rilasciata a Alessandro Roncato per Repubblica, l’autrice ha spiegato come ambientare idealmente la storia nel 2004 le abbia permesso di non far usare ai protagonisti mezzi tecnologici in cui c’è una sovra comunicazione. «Essendo basato sullo scambio tra due persone che non si conoscono, Chiara e il camionista Daniele, non volevo mettere in mezzo la supermessaggistica da cellulare che ne avrebbe falsato il dialogo». L’autrice ha inoltre spiegato come nella storia ci siano alcuni riferimenti autobiografici. Infatti, proprio come Chiara, anche l’autrice ha vissuto la sua esperienza Erasmus a Tolosa ed tornata in […]

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L’anno nuovo, lo sconcertante romanzo di Juli Zeh

L’anno nuovo di Juli Zeh: leggi qui la nostra recensione! È in libreria da giugno “L’anno nuovo” di Juli Zeh, un nuovo romanzo edito Fazi Editore tradotto dal tedesco da Madeira Giacci. Già autrice di bestseller, la scrittrice tedesca riconferma il suo talento con un romanzo che è una “sorpresa” in tutti i sensi. Juli Zeh ci narra la storia di Henning, padre a tempo pieno di due bambini e marito di una donna molto dedita al lavoro, Theresa. Tutto sembra  “funzionare” nella sua monotona vita, ma Henning sente che qualcosa non va, un senso di pesantezza lo soffoca. “Per Henning la vita era diventata una sequenza di stati interiori, cattivi, pessimi, più o meno buoni. Bel tempo e successi lavorativi non lo rallegravano più. Restavano dietro le quinte. A volte guardava Theresa o i bambini, ma non provava nulla”. In più c’è la “COSA” che lo perseguita: ogni volta che lo assale è simile a un mal di stomaco, talvolta assume le sembianze di un attacco cardiaco. Ma non è nulla di tutto questo, gli attacchi di panico sono qualcosa che oltre a logorarlo dentro, gli stanno rovinando la vita. Una svolta, attende, però, Henning Femés: c’è qualcosa in questo villaggio di Lanzarote, dove la coppia ha deciso di trascorrere le Feste, che lo aspetta da sempre. A decidere di festeggiare il Natale e il Capodanno alle isole Canarie è stato lui stesso, un posto ideale per le sue escursioni in bici. Il ciclismo è per lui puro relax, in bici sembra riuscire a combattere, seppure per poco, la COSA. Il mattino del primo dell’anno è deciso a raggiungere il picco più alto dell’isola, ma l’impresa lo ha sfinito e in cerca di aiuto, si imbatte nella casa di Lisa. Una sensazione strana lo pervade tutto, conosce quella casa, ci è già stato e lentamente  inizia a ricordare come allucinato. La descrizione di un’esperienza da brividi prende il posto del racconto, è il tuffo in qualcosa di raggelante. La scena è quella di una casa vacanze ora diventata un tremendo inferno: due bambini abbandonati a se stessi, la fame, la sete, la paura infantile dei mostri della notte, la speranza spossante del ritorno di una salvezza. L’orrido e la violenza possono impossessarsi anche di due bambini che seguono l’istinto di sopravvivere, seppure piccoli, troppo piccoli. “Sono state più le volte che l’ha portata in braccio e trascinata di quelle che la sorella ha camminato da sola. L’ha sgridata e implorata, le ha promesso premi e l’ha minacciata, l’ha strattonata per le gambe e per le braccia, l’ha spinta e l’ha presa a calci …” L’anno nuovo,  forse il miglior romanzo di Juli Zeh Non ci vuole molto a riconoscere l’abilità di una scrittrice il cui romanzo thriller-psicologico, nei punti più letterariamente validi, attraverso immagini vivide e potentissime, ci riporta a quelle di Saramago nella sua Cecità. Forse un paragone azzardato, eppure spiega come quella allucinazione (non è la prima) offerta da uno dei momenti di panico che contrassegnano la […]

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Giuseppe Raudino in Stelle di un cielo diviso | Recensione

Stelle di un cielo diviso è il nuovo libro di Giuseppe Raudino per l’Alessandro Polidoro Editore. La collana dei piccoli gioielli Perkins è una finestra sul mondo: dalle grandi Londra e Parigi alla realtà circoscritta ma complessa di Cipro. Intreccio di Storia e intimità è Stelle di un cielo diviso di Giuseppe Raudino, docente di comunicazione, antropologia culturale e ricerca sociale dell’Università di Scienze Applicate di Groningen. Stelle di un cielo diviso di Giuseppe Raudino: cambiare per vivere Indossati i panni di un io donna, Cathy, letta nelle sue gambe irrobustite dal perpetuo moto, ma anche nella sua testa leggera, «una donna in viaggio da sola, una donna che è fragile per definizione», Giuseppe Raudino dà voce a chi fa la Storia. Tra «scarpe smaltate e bicchieri scintillanti», Cathy viene a conoscenza dell’evoluzione ideologica della sua terra natia, Cipro, parla con i politici in politichese, comprendendo, spesso amaramente, quanto la divisione culturale sia accettata perché deterministicamente immutabile. L’insistenza su sguardo e memoria è indizio del modo che la protagonista ha di muoversi nel mondo. «Io adesso vedo solo blu, un blu intenso e abbacinante che va dal turchese vicino la riva al lapislazzuli più lontano». Il potere evocativo del colore impresso sulla retina genera un immediato legame con il ricordo di un tempo, un passato di amore e di rinuncia. Quindi sguardo e memoria così come memoria di uno sguardo. «Capii anche che nel suo guardarmi come un oggetto c’era un senso di ammirazione estetica mista a stupore». Le figure sensuali del suo passato si aggirano nei luoghi ritrovati nel presente, e ogni luogo ha la sua anima. «Ho imparato che la vita, quaggiù, segue il ritmo delle passioni che attraversano il cuore della gente». Cipro pulsa, Londra corre. Nella ricerca costante dell’ardimento, Cathy evade dalla sua piccola realtà d’origine conoscendo il grande mondo. Con la sua voce Giuseppe Raudino analizza il bivio che costantemente si presenta in una vita in transito, tra Londra, Cipro, Parigi. Il presente e il passato. «In fondo allontanarsi mi era sembrata una scelta naturale, come se avesse dovuto accadere insieme a tutte le altre cose che costituiscono l’ordine dell’universo». La partenza comporta la rinuncia della propria terra e del primo travolgente amore per Yasim, inevitabilmente vivo nel ricordo, evocato da oggetti feticcio e da un tremore indelebile. Partire, separarsi. «A volte la vita te la puoi cambiare radicalmente anche in meno di dieci minuti, anche in un istante, addirittura, ma bisogna stare al gioco». Stelle di un cielo diviso di Giuseppe Raudino è un libro sul potere vivificante del cambiamento, sulla pagina calda della vita raccolta e su quella scottante della Storia, sul senso della ricerca di cos’altro possa esserci al di là di una frontiera, al di là di un’abitudine.

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Melvina di Rachele Aragno (Recensione)

Edito dalla Bao Publishing, Melvina è il primo lavoro di Rachele Aragno, una graphic novel in bilico tra la fiaba e il racconto di formazione. Con acquerelli che riempiono le pagine e personaggi pieni di umanità, Rachele Aragno realizza un sogno tenuto nel cassetto per troppo tempo. Melvina ha folti capelli rossi, grossi occhiali rotondi, una salopette di jeans e un maglione verde. È una bambina che, sentendosi ignorata, desidera essere ascoltata dagli adulti che non prendono in considerazione le sue idee. Il suo gatto, Ottavio, scappando dalla finestra, porta Melvina ad incontrare Otto ed altri stravaganti personaggi che hanno bisogno del suo aiuto per sconfiggere Malcape. Ma cos’è successo? Perché tutti aspettavano proprio Melvina? Accompagnata da due stravaganti personaggi, Melvina intraprenderà un viaggio in un mondo ricco di sorprese in cui oggetti apparentemente comuni possono donare poteri straordinari. Scortata da Otto e Benjamino, Melvina dovrà orientarsi tra Il fiume della vita e La valle dei pensieri felici, tra Le foreste buie e Le paludi metafisiche, tutti luoghi ricchi di sorprese e insidie. Melvina è graphic novel di formazione in cui sono presenti gli elementi del viaggio che si manifesta nella duplice forma di crescita personale e scoperta di nuovi mondi. Solo uscendo dalla sua stanza Melvina riuscirà a vedere le cose da una prospettiva diversa riuscendo ad apprezzare pienamente ciò che ha già la fortuna di avere. L’Aldiqua non è solo la dimensione in cui Melvina dovrà intraprendere la ricerca di Malcape, l’antagonista da sconfiggere, ma anche il territorio inesplorato in cui per la prima volta dovrà mettersi in gioco e contare solo sulle sue capacità. Un personaggio principale come Melvina permette di coniugare l’incosciente coraggio dei bambini con i timori e le aspettative che accomunano tutti, grandi e piccini. I desideri possono essere un’arma a doppio taglio. È legittimo e necessario sognare ma bisogna farlo con cautela. Spesso gli slanci di fantasia verso mondi troppo distanti da quello in cui siamo ci portano solo a non goderci ciò che abbiamo e a commettere errori. Questa la morale di un’opera molto godibile consigliata soprattutto per una lettura condivisa con bambini più piccoli che apprezzeranno sicuramente l’atmosfera magica e l’intraprendenza e il coraggio con cui la protagonista affronta le sue sfide. Un ottimo modo per far capire ai bambini, ammesso che siano loro ad averne bisogno, che l’incontro con l’altro, seppur stravagante e inusuale, può essere il punto di partenza per superare i propri limiti. Gli acquerelli riempiono le pagine con colori che permettono di immergersi completamente nella storia. In alcuni casi i le tavole non hanno margini ed occupano tutta la pagina offrendo una sensazione bellissima di immersione totale nella storia. Melvina è uno di quei libri che merita di essere comprato in forma cartacea perché la lettura in formato digitale non può dare lo stesso piacere. La graphic novel di Rachele Ragno è la realizzazione di un lungo progetto legato alle paure e ai sogni dell’autrice. Melvina è stata un’amica su cui l’autrice ha potuto fare affidamento per […]

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Ferryman – Amore eterno, un romanzo fantasy di Claire McFall

Esce oggi in libreria nella collana LainYa di Fazi Editore, Ferryman – Amore eterno, il primo volume di cui si compone la trilogia fantasy young adult dell’autrice scozzese – due volte vincitrice dello Scottish Book Prize – Claire McFall. Dylan è una quindicenne, figlia di genitori separati, che vive a Glasgow con la madre Joan e frequenta la Kaitshall Academy, scuola che le è ancora più insopportabile da quando la sua amica d’infanzia, Katie, se n’è andata. Dopo un’altra orribile mattinata trascorsa con i detestabili compagni di classe, la ragazza decide di saltare il resto della giornata scolastica anticipando la partenza per andare a trovare il padre James che non vede da dieci anni. I passeggeri del treno diretto ad Aberdeen sul quale Dylan sta viaggiando, però, rimangono coinvolti in un terribile incidente dal quale la giovane sembra essere l’unica a esserne uscita illesa. Dylan, inizialmente spaesata e stordita, si incammina verso la fine della galleria dove si trova il convoglio ritrovandosi in aperta campagna. In un primo momento crede di essere sola ma, poco dopo, si accorge della presenza di un ragazzo seduto su una collina poco distante da lei e intento a fissarla. Dylan lo raggiunge e si presenta riuscendo a sapere il nome, Tristan, di quel biondo coetaneo dagli occhi blu cobalto freddi come il ghiaccio che non solo mantiene un atteggiamento distaccato, ma le dice che deve andare con lui. La ragazza, malgrado sia perplessa, decide di seguirlo e solo in seguito lui le rivela la triste verità: Tristan è un traghettatore di anime e lei non è l’unica sopravvissuta del disastro ferroviario, ne è la sola vittima. Sconvolta dalla notizia, la protagonista intraprenderà il lungo viaggio che dovrà condurla al suo paradiso, ma l’inaspettato e profondo coinvolgimento con la sua guida la metterà di fronte a un’importante e irreversibile decisione che non potrà più cambiare. Ferryman – Amore eterno : può l’amore sconfiggere la morte? Il primo romanzo che compone la saga ideata dalla creativa penna della McFall, si rivela essere un romanzo originale oltre che profondo dove viene riproposto, in chiave moderna, il mito della leggendaria figura dell’infernale traghettatore di anime Caronte. Qui assume le sembianze di un affascinante e misterioso ragazzo – è così che la protagonista lo immagina e lo vede – inizialmente distaccato e unicamente intenzionato a portare a termine il suo compito che, procedendo nella lettura, rivela di possedere e provare gli stessi sentimenti di un qualsiasi altro essere umano: interesse, gioia, paura, tristezza e, il più sorprendente considerata la sua condizione, amore. Dylan e Tristan, nonostante i ruoli di anima e traghettatore e la logica impossibilità a essere altro se non quello, affrontano insieme le insidie e i pericoli che li attendono per portare a termine il viaggio che condurrà la ragazza verso il luogo destinato alle anime ma, consci del forte legame che si è ormai instaurato tra loro, decideranno con coraggio di sfidare l’ignoto pur di non separarsi. Per sapere come proseguirà la loro avventurosa storia d’amore […]

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Gli ultimi giorni del comandante Plinio, un’opera di Alessandro Luciano

Pubblicato da Marlin Editore, Gli ultimi giorni del comandante Plinio è l’eccezionale romanzo storico scritto da Alessandro Luciano, nel quale vengono narrati gli avvenimenti che si verificarono quattro giorni prima la devastante e terribile eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo che causò la distruzione delle città di Ercolano e Pompei. A raccontare gli eventi dal 22 al 25 ottobre, attraverso le memorie da lui trascritte nel suo diario, è Gaio Plinio Secondo, conosciuto in seguito come Plinio il Vecchio, filosofo e scrittore naturalista – sua è la vasta enciclopedia in 37 volumi, nonché capolavoro, “Naturalis historia” – oltre che comandante militare e governatore provinciale dell’Impero Romano. Plinio, che in quel periodo era a capo della flotta romana stanziata presso Capo Miseno, attraverso le descrizioni dense di particolari dei luoghi, degli usi e dei costumi del tempo, conduce il lettore con sé accompagnandolo per le città e la costa campane rendendolo partecipe delle proprie considerazioni e riflessioni su ciò a cui assistette sia dal punto di vista di studioso e di militare sia di semplice uomo. Il protagonista si sposterà dalla città di commercianti di Puteoli “…una costa amata dagli Dei, affacciata sul mare nostro…” a Cuma, dove Enea accompagnò la Sibilla Cumana le cui parole, “Non preparare le navi, mettiti in salvo”, resteranno inascoltate da Plinio intenzionato ad affrontare l’immane e imminente catastrofe che sta per compiersi pur di mettere in salvo la sua amata Rettina, che si trova a Stabia, e due preziosi volumi greci da lei posseduti, unici perché privi di copie. Gli ultimi giorni del comandante Plinio di Alessandro Luciano: cronaca di una tragedia Dell’eruzione del Vesuvio di quel tempo, si hanno testimonianze rintracciabili in qualsiasi libro di Storia, enciclopedia, sito Internet o opere in cui si faccia riferimento all’accaduto. Se queste variegate fonti non dovessero bastare a soddisfare pienamente la curiosità e il desiderio di saperne di più, basterebbe recarsi personalmente sul posto in modo tale da constatare dal vivo ciò che si è potuto apprendere da una pagina cartacea o virtuale. Tuttavia, per quanto valga assolutamente la pena visitare Ercolano e Pompei, ci si troverebbe di fronte a quanto è rimasto di quella tragedia di tanti secoli fa. Alessandro Luciano, grazie a uno stile fluido e ricco, a una narrazione talmente completa e precisa da dare l’impressione di sentire l’odore del mare, di avvertire la terra tremare, di ascoltare i boati del Vesuvio pronto a risvegliarsi portando con sé morte e distruzione, ci dà la possibilità di assistere a ciò che precedette quella sciagura. L’autore narra delle bellezze architettoniche e naturalistiche delle città campane da lui citate, traccia i profili delle persone che vi abitarono mostrandoli impegnati ad adempiere alle loro occupazioni quotidiane e permettendoci, in tal modo, di conoscerne le abitudini e le tradizioni. Tra questa varietà di personaggi che animano la sua opera, spicca il protagonista che, alla fine del suo diario, rivolge una richiesta – a cui la Storia darà ascolto – a chi avrà la possibilità di leggerlo: “… Se […]

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