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Eroica Fenice

La categoria Libri contiene 1095 articoli

Libri

I segreti della Biblioteca sulla Quinta Strada: libri e intrighi

Un posto tranquillo, dedito al silenzio, allo studio ed alla cultura. Questo si immagina di una biblioteca, eppure I segreti della Biblioteca sulla Quinta Strada con la sua storia intrigante mostra che le biblioteche possono essere posti fin troppo movimentati. Ma andiamo con ordine: I segreti della Biblioteca sulla Quinta Strada (in originale The Lions of Fifth Avenue: A Novel) è l’ultimo romanzo di Fiona Davis, edito in Italia dalla Newton Compton Editori. Snodo centrale della vicenda è la New York Public Library, iconica biblioteca newyorchese, che dà il titolo al libro ed unisce e collega due storie su piani temporali diversi. I segreti della Biblioteca sulla Quinta Strada: la trama Primi del Novecento: Laura Lyons abita con la famiglia nella New York Public Library dato che il marito Jack ne è sovrintendente. Si sente coinvolta in una routine soffocante, fino alla notizia della sua ammissione alla facoltà di giornalismo della Columbia University, una delle poche donne iscritte. Non sa che questo le cambierà la vita, coinvolgendola nei fermenti sociali della New York di inizio Novecento, mentre la biblioteca viene avvolta in un turbine di misteri per via di alcuni rari volumi scomparsi. Anni Novanta: mentre Laura Lyons è ricordata come una grande scrittrice femminista, Sadie Donovan si trova a lavorare anch’essa alla New York Public Library. Un incarico impegnativo ma tranquillo, apparentemente. Ben presto la storia sembrerà ripetersi, con dei manoscritti unici che spariscono senza lasciar traccia, e sembrerebbe esserci un collegamento con quanto accaduto ottant’anni prima e con la storia di Laura Lyons. The Lions of Fifth Avenue: A Novel – commento I Segreti della Biblioteca sulla Quinta Strada non è solamente un libro di narrativa, ma offre anche altri spunti, dato che la storia “in piccolo” dei protagonisti finisce per intrecciarsi con la “Storia” che finisce sui libri. Non che la lettura non sia piacevole, anzi, la storia cattura il lettore con una suspense continua, data dall’alternanza tra i due piani storici e colpi di scena ripetuti. Si legge tutto d’un fiato, non si vede l’ora di scoprire il misterioso legame tra Sadie Donovan e Laura Lyons e di capire cosa stia succedendo nella biblioteca, che diventa quasi una protagonista a sé. Due sono i livelli di lettura: il primo è storico/informativo, dato che fa entrare il lettore nel “dietro le quinte” di una biblioteca e lo immerge in una panoramica delle condizioni di vita a New York ad inizio Novecento, tra immigrazione, condizioni di vita misere e gang. Il secondo livello porta invece ad una interessante riflessione sulla condizione femminile passata e presente, sulle lotte fatte ed ancora da fare, dalle suffragette al femminismo: punto purtroppo non affrontabile senza svelare parte della trama… L’invito è quindi a leggere il libro, prendendolo sia come un’avventura avvincente che come uno spunto di riflessione. Fonte Immagine: Ufficio stampa. Francesco Di Nucci

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Il segreto di Avium, il nuovo fantasy di Giulia Gubellini

Esce per Magazzini Salani Il segreto di Avium, il primo capitolo della nuova saga fantasy di Giulia Gubellini È uscito a settembre 2020 in tutte le librerie per Magazzini Salani il primo capitolo di una nuova, promettente saga fantasy di una giovane autrice italiana: si tratta de Il segreto di Avium di Giulia Gubellini, un romanzo per ragazzi che non lascerà delusi gli affezionati alla saga di Harry Potter e alle Cronache di Narnia e che si rivela una lettura entusiasmante, divertente e profonda al contempo, godibile ad ogni età, una storia emozionante della quale il lettore, arrivato all’ultima pagina, non potrà fare a meno di desiderare di conoscere il continuo. Protagonisti del romanzo sono Giglio e Rosa, due orfani cresciuti in un istituto, totalmente all’oscuro delle proprie origini, che, frugando nell’archivio dell’istituto, entrano per caso in possesso di due ciondoli misteriosi, che permettono loro di attirare un treno volante che conduce in un mondo fantastico, Avium, oltre il confine del cielo, abitato da uomini e donne alati come uccelli. Un mondo immensamente lontano e diverso dal loro, nelle cui vicende, ciononostante, i due fratelli, svegli, dall’indole curiosa e con una straordinaria propensione a cacciarsi nei guai, finiscono per trovarsi coinvolti: il viaggio verso il regno misterioso di Avium diviene per i due fratelli un viaggio ben più impegnativo ed introspettivo, benché avventuroso, alla ricerca di sé e delle proprie origini. Il segreto di Avium si rivela un romanzo esaustivo e coerente, oltre che appassionante e ben scritto: risultano particolarmente apprezzabili le ambientazioni fantastiche, curate sapientemente e nei minimi dettagli da Giulia Gubellini, ed una narrazione dinamica e ricca di colpi di scena, che svela la natura di questa terra poco alla volta, incentivando così il lettore a proseguire voracemente nella lettura. L’autrice infatti ha ricostruito tanto il presente quanto il passato del suo mondo immaginario e di tutti i suoi abitanti, cogliendo l’occasione di trattare temi sociali rilevanti, quali l’integrazione dei popoli, l’emarginazione e la tolleranza. Nello straordinario mondo di Avium, infatti, un tempo caratterizzato dalla pacifica convivenza degli Alati, Spennacchiati, Ancestrali e Senza-Piume – questo è il nome con cui ci si riferisce agli uomini della terra – tutti uniti nel bene comune e nell’intento di far prosperare Avium, al tempo del Regno della dinastia delle Aquile Reali, oggi governa un Imperatore usurpatore, convinto della superiorità della razza degli Alati e strenuo persecutore di Ancestrali, Spennacchiati e Senza-Piume, salito al potere in circostanze tragiche ancora tristemente ricordate dagli abitanti di Avium che hanno il coraggio di opporsi, in segreto, al potere, formando il circolo dei Ribelli della Fenice, i cui membri si riconoscono dall’evocazione di una formula che Giglio, inconsapevolmente, ha sempre richiamato alla mente per darsi forza nei momenti di difficoltà. “All’ombra dell’aquila il volo del passero è gentile, il volo del merlo è leggero, il volo del gufo è saggio. All’ombra dell’aquila il cielo è vasto!” Il romanzo, sebbene non manchino i riferimenti ai grandi nomi della letteratura fantasy, che ogni lettore del genere ama e conosce, […]

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Quando la montagna era nostra: dell’autrice Fioly Bocca

Quando la montagna era nostra è il nuovo romanzo dell’autrice Fioly Bocca, edito da Garzanti. Un libro estremamente interessante sin dalle prime pagine, che riesce a catturare l’attenzione, coinvolgendo in una lettura senza eguali. Quando la montagna era nostra: breve sinossi  La protagonista del romanzo, Lena, conosce benissimo ogni meandro del bosco, ogni angolo, tutto ciò che lo porta poi a tramutarsi in un alpeggio. Riconoscerebbe ogni angolo di quegli spazi, la natura che l’ha sempre circondata; l’ambiente dov’è cresciuta amorevolmente insieme alla sua famiglia, intriso di ricordi del passato. Quello della protagonista è un vero e proprio amore per la montagna, per quello scenario così affascinante, che non smette mai di stupirla, nonostante lo conosca quasi alla perfezione. Passione che condivide con colui che era il suo primo amore, Corrado, rientrato improvvisamente a sconvolgerle l’esistenza. Erano due ragazzi, si amavano. E ora il cuore è pronto a battere nuovamente per lui, contro ogni distanza, ma tormentato da tanti ricordi. Fioly Bocca: una narrazione semplice e diretta Grazie alla scrittura che contraddistingue l’autrice, Quando la montagna era nostra è un libro che si lascia gustare, in modo semplice, senza artefatti, proprio come la natura che lo contraddistingue. Ogni parola che compone il romanzo, come il tassello di un puzzle, accompagna il lettore con amore e delicatezza, tra eventi famigliari, sofferenza, un labile velo di malinconia e quel senso di protezione che solo chi ama la montagna può comprendere del tutto. Ogni personaggio di questo interessante quanto coinvolgente libro, è fortemente radicato al territorio, all’identità ad esso collegata. Ed è proprio questo il tassello che aggiunge maggiore suggestione alla lettura, la presenza del mondo naturale che mette radici nei cuori delle persone. Sicuramente esplorare e soprattutto descrivere i sentimenti non è facile, in particolar modo a seguito di determinate decisioni. Eppure, la scrittrice, Fioly Bocca, riesce a farlo, delineandoli con estremo realismo, accompagnando il lettore in una storia coinvolgente. La protagonista del suo romanzo, Lena, ha lasciato andare quello che era il suo amore, col quale condivideva anche la passione per la montagna, per quei luoghi cosi incontaminati e tanto ricchi. Lena comprende che i ricordi rappresentino il “punto focale” del presente e pagina dopo pagina, l’autrice mostra il suo viaggio interiore, attraverso le immagini del passato, la meraviglia dei sentieri, della vegetazione, dell’amore puro. Il tema amoroso è trattato dall’autrice in modo accorto, senza cadere in sentimentalismi eccessivi, semplicemente accompagna il percorso morale della protagonista, che si ritrova a riflettere su se stessa e sull’ambiente nel quale vive. Quando la montagna era nostra offre una profonda riflessione su quell’insieme di correlazioni, ma anche su tutti quei rimandi di suggestioni emotive, ragionamenti oggettivi sulla realtà e sulle possibilità che essa offre, tutto inserito nella magnifica cornice narrativa di un libro che sorprenderà sin dalla prima pagina. La narrazione prende forma in un arco temporale misto, oscillando tra passato e presente, nel corso dei quali si riconoscono gli elementi propri della natura, il vento che soffia e che quasi “taglia” la pelle, […]

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Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone: recensione

È uscita per Einaudi Stile Libero “Fiori”, la nuova avventura dei Bastardi di Pizzofalcone firmata da Maurizio De Giovanni. Il titolo dell’avvincente romanzo – tra l’altro il numero 10 della serie, a mo’ di garanzia del campione – suggerisce di leggerlo proprio come se fosse un fiore. Ecco la nostra recensione. È una splendida mattina di primavera, la città è illuminata da una luce perfetta, nell’aria l’odore del mare si mescola al profumo del glicine, della ginestra, dell’anemone. Della rosa. Come può venire in mente di uccidere qualcuno in un giorno come questo, in un posto come questo? La citazione prescelta per invitare alla lettura del nuovo romanzo di Maurizio De Giovanni, “Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone”, non potrebbe essere più perfetta. È una splendida mattina di primavera ed un omicidio violento scuote il quartiere di Pizzofalcone, delitto che si rivela subito esser stato compiuto prima dell’orario di apertura della maggior parte dei negozi ed in maniera particolarmente efferata. La vittima è Nicola Savio, un fioraio buono e delicato come i fiori che tanto ama e racconta ai suoi clienti, ai quali adora  narrare i come ed i perché delle piante che consigliava o, qualche volta, regala. Ucciso nel chiosco di fiori di sua proprietà, il cadavere dell’uomo viene ritrovato dal suo migliore amico, il signor Ciro Durante, il quale, per quanto sconvolto dall’accaduto, dà in qualche modo l’allarme in commissariato. Ad arrivare sul luogo dell’omicidio sono l’agente scelto Aragona ed il commissario Lojacono, personaggi letterari a cui ormai – dopo il successo dell’omonima e fortunatissima serie-tv – non si può non dare il volto di Antonio Folletto e Alessandro Gassmann. Ma sono di nuovo presenti tutti gli agenti del commissariato dei “Bastardi” ai quali ci siamo via via affezionati grazie alla penna ritrattistica di De Giovanni. Giorgio Pisanelli, in particolar modo, che avevamo lasciato in balia di un serio problema di salute. O Francesco Romano, alle prese con un giovane amore. Alex Di Nardo, reduce dall’ipotesi di esser stata tradita. La coppia Palma-Ottavia, da cui l’intesa tra un superiore accurato, da tutti invocato per cognome, ed una materna poliziotta, che tutti chiamano per nome. Nuovi personaggi si aggiungono come petali ulteriori a quella che, nell’immaginario di Pizzofalcone, colloca nel commissariato la corolla portante di ogni singolo fiore. Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone: la nostra recensione Fiori. Fiori di ogni colore, gialli e rossi e azzurri e screziati. Fiori a gambo lungo e corto, a calice e a stella, a imbuto o a ruota. Fiori a pannocchia e a campana, a spiga e a sperone. Fiori come parole, fiori a migliaia, ognuno col suo peso e la sua forma, ognuno col suo significato. Protagonisti del decimo romanzo sui Bastardi di Pizzofalcone sono i fiori. Vari piccoli capolavori della natura vengono nominati nel corso delle pagine scorrevolissime di De Giovanni: l’anemone, evocato per il senso di speranza che racchiude, o la rosa gialla, per quello del recondito, per finire con vari accenni ai fiori di potentille, avvicinati alla realtà […]

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I tips di Cordelia: manuale ottocentesco per donne libere

Con “I tips di Cordelia“, FVE Editori spolvera lo scrigno letterario dell’Ottocento italiano e dà nuova vita ai consigli di Virginia Tedeschi-Treves, personalità ironica e moderna della nostra editoria. Con “I tips di Cordelia” FVE Editori inaugura la collana “Corsetti al rogo”, che raccoglie storie e opere delle donne di ieri e di oggi che si sono liberate dal vincolo dei corsetti, soprattutto quelli non metaforici. Apparentemente Cordelia offre alle giovani spose del 1882 un manuale essenziale per districarsi nel dedalo delle relazioni pre e post matrimonio: come scegliere (e non scegliere) un marito, come tenere a bada uno o più figli, come dominare il disordine, quali vantaggi offre il lavoro a maglia, perché la vita in campagna è piacevole. In realtà è molto di più ed è merito della personalità avanguardista e arguta di Virginia Tedeschi-Treves che si nasconde sotto lo pseudonimo di Cordelia. Sfruttando lo spazio che l’editoria del ‘900 stava iniziando ad offrire alle donne, la Tedeschi-Treves dispensa alle donne consigli lungimiranti e moderni, caldeggia il femminismo, invita ad assecondare la propria indole, incoraggia l’emancipazione e a crearsi un proprio stile. E così si scopre che il marito e la moglie perfetti non esistono, ma riflettere bene e a lungo, senza farsi illusioni, è la soluzione; i bambini non si tengono a bada ma si educano rispettando il loro carattere e per questo fine lo stesso sistema non vale per tutti; è fondamentale dominare il disordine ma senza che l’ordine domini la propria vita; il ballo e il divertimento sono una vera e propria necessità tanto quanto la pace della campagna; il lavoro a maglia e il ricamo sono una preziosa terapia per la mente che anche gli uomini dovrebbero praticare. I tips di Cordelia: il divorzio sarà una liberazione Tra I tips di Cordelia trovano spazio anche istanze a favore del divorzio, che “ora è una cosa che fa una certa impressione perché non ci siamo abituati, non sappiamo come ci si sta, da divorziati; ma poi, sono certa, ne riconosceremo tutti la sua utilità”; “quest’ancora di salvezza, una liberazione” giungerà in Italia solo nel 1970. I temi femminili diventano ne I tips di Cordelia un pretesto per indicare alle donne, forse inconsapevolmente, come fronteggiare il patriarcato con una buona dose di determinazione e rispondono alle timide domande che il Novecento iniziava a porre alle donne sul loro ruolo nella società: potevano lavorare, studiare, emanciparsi dalla casa? In un ideale ponte con il passato, l’opera letteraria di Cordelia è ardita quanto l’operazione editoriale che la riporta in libreria: per I tips di Cordelia, Valentina Ferri e Emma Zenzon hanno selezionato ciò che di Virginia Treves è più attuale e arguto, limato le espressioni troppo datate senza mai alterarne il pensiero e hanno sostituito ai capitoli gli hashtag. Il risultato è un piccolo manualetto che viene dal passato ma parla al futuro, una guida spiritosa e seria insieme per le giovani donne di ogni secolo, ma soprattutto un audace inno alla libertà e all’eroismo femminile.   Foto […]

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Il gatto che amava la gentilezza di Rachel Wells

Una lettura luminosa, perfetta per questi tempi bui. È uscito per Garzanti il nuovo romanzo di Rachel Wells, “Il gatto che amava la gentilezza”. Ecco la nostra recensione! “A chi può mai venire in mente di prendere un cane, quando ha nei paraggi due gatti perfetti?”: è questo l’ingenuo interrogativo posto da Alfie, il gattino letterario che abbiamo tutti imparato ad amare grazie ai romanzi di Rachel Wells, l’autrice britannica che ha saputo combinare le sue più grandi passioni – la scrittura e i gatti – dando vita ad una fortunata serie di romanzi da 200.000 copie vendute. “Il gatto che amava la gentilezza” è uscito a novembre tra le novità di Narrativa Straniera presso Garzanti, ed ha continuato a raccontare le vivaci avventure di Alfie, il gatto londinese stavolta alle prese con una vicenda che lascia rivivere un’atmosfera da “Lilli e il Vagabondo”. Laddove nel cartone disneyano a turbare la tranquilla esistenza dei cani di casa era un bambino, nel romanzo della Wells – tutto narrato in prima persona felina da Alfie -, è un nuovo cagnolino, acquistato dagli “umani” della villetta in Edgar Road, anch’essi pungolati da dubbi vari e preoccupazioni quotidiane. Alfie è infatti, in tutto e per tutto, il “gatto di casa”. Un gattino adorabile che non perde occasione per mettere in pratica il principio semplicissimo di cui si rende portatore universale: “essere gentili”. Alfie è rocambolescamente diventato papà di George, gattino adorabile anch’esso impegnato a crescere a suon di domande e qualche dispetto. Non viene invece accolto con gran gioia l’arrivo di Cetriolino, cucciolo di cane di appena due mesi, che rende subito George geloso e diffidente, perché la novità che il cagnolino rappresenta, in una famiglia di umani che adorano i gattini, attira su di sé tutte le attenzioni, causando in George il tipico timore di vedersi “spodestato” dall’ultimo arrivato. “Il gatto che amava la gentilezza”: una lettura luminosa Cosa fare per essere gentili nei riguardi di chi è venuto per restare? È questo l’insegnamento che Alfie, questa volta, è chiamato delicatamente a tenere. È papà Alfie, infatti, a dare a George una lezione essenziale da incidere in grande nel cuore: “Ricordati quel che ti dico sempre. C’è abbastanza amore per tutti”. E qui i riferimenti letterari non possono non rimandare a Luis Sepúlveda e alla sua intramontabile “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”. Cetriolino inizialmente si diverte a giocare con una palla da tennis, “un gioco che i gatti considerano degno di loro”. Ci penserà George, allora, seguendo i consigli ed interpretando a modo suo gli ammonimenti di Alfie, ad insegnare al cagnolino quello che meglio sa fare: proverà a comunicare l’ebbrezza di essere un gatto, benché Cetriolino sia e resti inevitabilmente un cucciolo di cane! È anche la storia di un’amicizia, quella raccontata così “dolcemente” in questo nuovo romanzo di Rachel Wells: quella della combriccola felina capitanata da Alfie e George che, piano piano, facendo tesoro delle differenze, accoglie il cucciolo canino con la gentilezza che […]

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Marianna e Vincenzo: intervista alla figlia Teresa Di Stazio

“Marianna e Vincenzo”: intervista alla figlia Teresa “Marianna e Vincenzo” è un romanzo che racconta una storia d’amore antica e profonda di due amanti che non si sono mai lasciati: la loro promessa d’amore, infatti, non è stata mai infranta nonostante le difficoltà dell’epoca e una vita difficile. La figlia Teresa di Stazio , autrice de “Marianna e Vincenzo”, edito GMPress, ci parla dei suoi genitori in un’intervista nella quale ci spiega quel legame indissolubile che trascende il tempo. “Marianna e Vincenzo” è un romanzo che lei ha sviluppato in un momento di nostalgia, scriverlo è stato “quasi terapeutico” ha detto. Com’è stato per lei rivivere quei ricordi? Parlare dei miei genitori in questo romanzo è stata davvero un’esperienza unica ed indescrivibile. Il loro ricordo prima che mettessi nero su bianco era quasi un tormento, non c’era giorno che non pensassi a loro senza rattristarmi. Solo quando ho iniziato a scrivere e a rivivere i miei momenti vissuti con loro, il mio dolore sembrava trasformarsi in altro. Più scrivevo e più nutrivo la mia anima di serenità. Com’è stato crescere attraverso i ricordi e gli insegnamenti dei suoi genitori? Mia madre e mio padre come dico nel romanzo sono stati per me un esempio di vita fondamentale, ancora oggi attingo attraverso i ricordi che la mia memoria custodisce, i loro valori ed i loro principi. I suoi genitori sono stati un punto di riferimento anche per la comunità di Mugnano? Loro due sono stati davvero un punto di riferimento per molti. Ho vivo il ricordo di quando amici e parenti si rivolgevano a mio padre per avere consigli, che si trattasse di lavoro, di problemi familiari o personali, lui era sempre pronto a dare una mano come lo era del resto mia madre con la sua “bontà discreta” senza mai ostentare quello che faceva per gli altri. Com’è stato vivere la pubblicazione del suo libro? Vivere la pubblicazione del mio libro è stata una delle esperienze più belle della mia vita, un “sogno inaspettato” che è diventato realtà. Quali effetti ha avuto su di lei e sulla sua famiglia? La sensazione che io e la mia famiglia abbiamo provato è stata davvero gratificante, sono state davvero pochissime le persone che dopo aver letto il libro non hanno espresso attraverso una telefonata o un messaggio la loro emozione. I valori che le hanno impartito i suoi genitori e che le hanno fatto da modello, li vede ancora nella società di oggi? Mio padre diceva sempre che in modo ciclico si alternano tre generazioni, una parte dal nulla, deve “acquistare” “faticare” e “costruire”, una gode i sacrifici fatti dalla precedente ed un’altra distrugge tutto. Io credo davvero che a prescindere dal contesto storico che stiamo vivendo con il Covid, dove sembra andare tutto a rotoli, non posso pensare che quei valori che mi hanno trasmesso con il loro esempio non facciano più parte dell’umanità. Cosa direbbe alle future generazioni sulla base di quanto ha vissuto attraverso le storie di Marianna e Vincenzo? […]

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Anna Dalton: Tutto accade per una ragione | Recensione

Anna Dalton è nuovamente in libreria con il suo nuovo romanzo, Tutto accade per una ragione, edito da Garzanti, con il quale si conclude la trilogia che vede come protagonista Andrea Doyle. Nonostante faccia parte di una triade letteraria ben definita, il romanzo della Dalton può facilmente essere apprezzato anche da chi non abbia letto i due volumi precedenti e spingere ad andare a ritroso, per conoscere gli inizi della vicenda di Andrea e dei suoi amici. Tutto accade per una ragione: il romanzo di Anna Dalton Andrea Doyle è una studentessa dell’ultimo anno al Longjoy college di Venezia, una prestigiosa e selettiva scuola di giornalismo. Il terzo anno è quello più impegnativo da un punto di vista accademico, poiché prevede una settimana fuori sede in una capitale europea, per poter scrivere un articolo di fondamentale importanza ai fini della laurea, e  il superamento dell’esame più temuto, noto con l’acronimo di “P.E.S.A.N.T.E”. In palio, uno stage al prestigioso New Yorker Magazine. L’ambito premio sarà riservato ad un solo fortunato studente, e Andrea vuole ottenerlo con tutte le sue forze, per dimostrare a se stessa di essere all’altezza della sua defunta madre. Accanto a lei, in questo percorso, troviamo Andrea, Marilyn, Uno e soprattutto Joker, il ragazzo dalla chioma verde che finalmente, dopo tre anni, può chiamare “il mio ragazzo”. Il romanzo si sviluppa seguendo due filoni paralleli: da un lato, la storia burrascosa e tormentata tra Andrea e Joker, dall’altra la ricerca della verità su sua madre e sulla lettera che la donna, scomparsa da ormai dieci anni, le ha lasciato, alludendo a una misteriosa eredità. Per scoprire di cosa si tratta, Andrea decide di partire dall’unico luogo possibile: Dublino, la città dove ha trascorso la sua infanzia felice. Questo viaggio la porterà a fare delle scelte, ma soprattutto, a crescere. Alla fine del viaggio, Andrea scoprirà che, come preannuncia il titolo del romanzo, tutto accade per una ragione, e l’importante è perseguire con  il percorso che conduce alla meta. Una storia di crescita e di coraggio Anna Dalton ha costruito un racconto che trascina ed emoziona, portando un messaggio chiaro fin dal titolo. La parabola di vita di tutti i personaggi vuole appunto rendere evidente, nella maniera più chiara possibile, che nella vita bisogna fare delle scelte, si deve avere il coraggio di osare e che, anche quando sembra di star cadendo nel vuoto, in realtà tutto accade per una ragione. L’ultimo anno al Longjoy college diventa, per la protagonista, un momento di crescita, uno spartiacque tra l’adolescenza e la maturità. Questo passaggio, evidente in tutto il romanzo, è esemplificato dal viaggio, fisico e metaforico, che Andrea deve necessariamente affrontare per raggiungere il suo tesoro. Se, da un lato, questo lungo percorso sarà una sorta di “ritorno alle origini”, dall’altro la porterà a lasciare la tranquilla routine della sua vita al Longjoy college per affrontare una serie di sfide, mettendola di fronte all’ignoto: la crescita, infatti, implica il dover affrontare i bivi che la vita propone, spesso senza avere […]

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Antonio Penati e La costruzione di un sogno: il testo

La costruzione di un sogno. Le rotte e gli incontri del cutter Lycia e del suo comandante è il recente testo scritto da Antonio Penati (istruttore di vela d’altura, navigatore e cofondatore – insieme alla moglie – della casa editrice Edizioni Il Frangente «emanazione naturale della sua passione per il mare e per la cartografia») e pubblicato per la stessa casa editrice Edizioni il Frangente. La costruzione di un sogno. Le rotte e gli incontri del cutter Lycia e del suo comandante: il testo, di Antonio Penati La costruzione di un sogno. Le rotte e gli incontri del cutter Lycia e del suo comandante è il racconto di un viaggio intorno al mondo, di un giro del mondo in barca a vela; Antonio Penati ripercorre nel suo libro le tappe salienti della sua avventura per mare, della sua “costruzione di un sogno”: partendo dai ricordi a formare la premessa del suo libro – raccolta di memorie di viaggio – svolge cronologicamente il filo dei fatti e delle avventure vissute; marinaio appassionato ed esperto, l’autore del testo, realizza un diario di bordo odeporico, in cui confluiscono emozioni ed esperienze e gli elementi marini si fanno sostanza concreta di fianco alla sublime astrattezza del vago richiamo del mare, del sale, del vento di mare. Un amore che non conosce ostacoli o confini, come ogni vero amore trasmette, e la sua descrizione è minuziosa: questo restituisce Antonio Penati nel suo testo che intervalla scrittura e immagini, foto dirette di luoghi visitati, incontrati, restati nel petto dell’uomo di mare che non conosce patria se non il mare, che non conosce distanze se non le coste che trapuntano d’oro l’occhio che scorre e scintilla fra le onde, ora agitate, ora calme, ore in tempesta, ora in sereno. La costruzione di un sogno. Le rotte e gli incontri del cutter Lycia e del suo comandante è anche, in filigrana, il racconto di come – letteralmente – sia stata costruita l’imbarcazione e di come il sogno abbia preso struttura, concretezza: nella prefazione al testo, infatti, attraverso i paragrafi La ricerca dei perché, La svolta, Il sogno prende forma, Antonio Penati accompagna il lettore nei propri ricordi spiegando le vele della mente e indicando ai lettori la genesi della sua passione, del suo amore per il mare e la costruzione e il successivo varo delle sue imbarcazioni (in ordine: la Stefral (acronimo dei suoi «tre figli Stefano, Francesca e Alessandro»), la Stefral II, la Stefral III, la Lycia). «Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo», riprendendo una massima di Lao Tzu presente in epigrafe al capitolo Mediterraneo occidentale del testo, ed è una scelta che rispecchia in pieno lo spirito del testo di Penati: un viaggio per mare iniziato con un passo, un soffio di vento che spinge e che gonfia una vela, un polmone di corda e di tela, nel ventre azzurro del mare, profondo mistero di sale, di vita, di vento, d’azzurro, di sole. Fonte immagine in evidenza: https://www.frangente.com/libri/5637-art-LA_COSTRUZIONE_DI_UN_SOGNO.htm

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Ma perché non te ne vai? Recensione del libro

Ma perché non te ne vai? è il recente testo (pubblicato lo scorso settembre per il marchio editoriale Milena Rainbow, collana LGBTQ+) scritto da Christian Coduto, già autore del libro [email protected] – le (dis)avvenure di Carlo & Luana, edito anch’esso per la stessa Milena Edizioni. Ma perché non te ne vai?: il testo Ma perché non te ne vai? è un racconto che si basa sui rapporti generazionali e su quello col sé: un giovane omosessuale che “scopre” il proprio desiderio fra errori giovanili e amori, desideri e intensità inizia un rapporto di convivenza – incontro-scontro – con un vecchietto: dallo scontro fra i due, distanti per età e mentalità, nascerà poco a poco un sentimento vero di amicizia e di rispetto l’uno dell’altro. Christian Coduto scrive una storia comune, immersa tutta in fatti realistici, descrivendo uno spaccato di vita quotidiana e forse vissuta, seppur indirettamente, nei fatti espliciti narrati, quindi viva e vera; un amore omosessuale, un giovane che cerca la sua vera identità all’interno di un contesto fatto a volte di inganni, a volte di bugie, altre volte di amicizia e sentimenti veri e genuini; un giovane che, in piena età di formazione, cerca il proprio sé e lo fa inevitabilmente – com’è giusto che sia – attraverso l’amore. Al fianco del giovane protagonista un vecchietto che, attraverso il suo occhio che guarda da un’altra prospettiva, riuscirà in un certo qual modo a rimetter ordine nella confusione post-adolescenziale del giovane. Un racconto contemporaneo a cui l’autore, Christian Coduto, non dà unità, avviando e tenendo insieme una struttura composita, fatta di un’andatura narrativa varia, non ferma o decisa, piuttosto vaga, che aderisce alla vaghezza emotiva che vuol restituire: una ricerca della propria identità attraverso l’ondoso mare dell’amore e delle passioni. Per cercare di riassumere il testo risultano impeccabili le parole di Annarita Ferrero, nella sua prefazione al libro: «Un racconto delicato, intriso anche di dolore, nel tentativo di far emergere la propria fisiologica identità, di farla crescere in libertà e consapevolezza, senza vergognarsene o avere paura. La veridicità e la minuzia dei dettagli ti catapultano rapidamente nella narrazione, ti figuri subito le situazioni, i luoghi, quasi come se appartenessero anche a te, come se leggessi le pagine di un diario di un amico e riconoscessi persone e posti»: una scrittura immediata, lungo l’universalità delle manifestazioni amorose: anche questo pare Ma perché non te ne vai? Christian Coduto: l’autore del libro Christian Coduto è impiegato presso l’ufficio anagrafe del comune di Pietradefusi (…); già autore del testo [email protected] – le (dis)avvenure di Carlo & Luana (edito per la casa editrice Milena Edizioni nel 2018), Christian Coduto firma, ancora con lo stesso editore, Ma perché non te ne vai?. Direttore artistico del Cineclub Vittoria dei fratelli Mastroianni, è ideatore e responsabile della rassegna di cinema indipendente italiano “Independent Duel”, presso il Multicinema Duel Village di Caserta. Fonte immagine in evidenza: https://www.milenalibri.com/product-page/ma-perch%C3%A9-non-te-ne-vai

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